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Edith. Il passerotto di Francia 7 marzo 2014 Teatro del Pane, Villorba (TV)

Il
grande pubblico internazionale la conosce come l’interprete de “La vie en
rose”. Edith Giovanna Gassion, invece, rappresenta per la Francia e per i
francesi una delle più grandi interpreti nazionali di tutti i tempi.

N.O.S. Nuovo Orizzone Spettacolo presenta Edith. Il passerotto di Francia 7 marzo 2014 Teatro del Pane, Villorba (TV)
Parte del ciclo I Percorsi dell’amore, ideato e organizzato da Saltalamaga con Margherita Flaminio in collaborazione con il Comune di Villorba, Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità

Con
Sarah Biacchi
Edith Piaf
Ivano Guagnelli – Pianista
in scena
Regia
di
Davide Strava
Consulenza
musicale
Lino Patruno


Perché parlare di Edith
Piaf?

Ci
piaceva l’idea di analizzare, scoprire e vivere come interpreti la vita di una
grandissima artista. Volevamo approfondire un’esistenza dedicata al canto in
maniera viscerale e totale. Ci sono, secondo noi, persone le cui vite sono un
soffio di vento, un susseguirsi di emozioni incontrollabili, di ispirazioni
veloci ed eterne. Edith Piaf ci è sembrata una di queste. Abbiamo lavorato su
un testo che è stato scritto nel minor tempo possibile, mantenendo la necessità
di sospendere il pensiero, lasciandoci trasportare dalle canzoni. Ci siamo
affidati al racconto degli amori di Edith sviluppandone principalmente quattro.

Il primo è sicuramente il sentimento che legò Edith a
Titine durante l’infanzia

vissuta
all’interno di un bordello. Titine era una prostituta di basso rango con una
devozione fortissima verso Santa Teresa; fu per la piccola Piaf l’unica vera
madre poiché quella naturale finì in povertà sulla strada e si dimenticò della
figlia.
Il
secondo è l’amore nei confronti del padre, contorsionista in vari circhi di
giro. Anche in questo caso Edith non fu fortunata, venne trascurata dal padre
ed affidata alle cure ora della nonna, ora di una trapezista nel periodo in cui
seguì il circo. Alcolizzato e vessato dal lavoro, il padre naturale della Piaf
non riuscì a darle le cure delle quali aveva bisogno. Nonostante l’incostanza,
si dimostrò comunque innamorato della figlia e non sono rari gli episodi di
dolcezza tra i due. In occasione dei suoi nove anni Edith ricevette una
bambola. Louis Alphonse Gassion fu uno dei più grandi contorsionisti
dell’epoca.

Il terzo grande amore di Edith fu Raymond Asso, sublime autore e
paroliere francese.
Fu grazie ai suoi modi duri e all’austerità di quest’uomo che la
Piaf fu pronta a cantare all’ Opera di Parigi. Il concerto solista nel grande
contenitore teatrale parigino fu la sua consacrazione all’eccellenza.
E infine l’ultimo, il più importante, il più fatale fu l’amore
profondo con il quale amò Marcel Cerdan. Conosciuto a New York, Marcel era il
pugile di Francia più conosciuto negli Stati Uniti. Edith se ne invaghì e tra
loro ci fu una storia emozionante che portò il pugile a valutare la separazione
dalla moglie. Fu durante un volo aereo per ritornare in Francia che Marcel
Cerdan perse la vita in una strage. Era stata la Piaf a chiedergli di  ritornare il prima possibile. Il senso di
colpa scaturito dalla morte portò ad un peggioramento delle condizioni di
salute di Edith, che si lasciò andare.