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Filtri, App, social: a tutta ironia con la generazione Z – non siamo più negli anni’80

“Mamma, Non siamo più negli anni’80!” Me lo sento ripetere ogni giorno dalla generazione Z che, con ironia si rivolge agli anni ’80 come se stesse parlando del paleolitico.

Le parole di oggi sono due: ironia e “leggerezza”. Pensiamo a uno spazio virtuale in cui noi ragazzi ci raccontiamo, interagiamo, scambiamo consigli. Non sempre abbiamo il tempo per vederci, facciamo sport, i compiti e usciamo da scuola tardi, quando avremmo il tempo di incontrarci durante la settimana? Non è sempre il “non ho voglia” come spesso viene detto dagli adulti, ma “non ne ho l’opportunità”.

Viviamo tutti un po’ condizionati da luoghi comuni, troppo spesso arroccati sull’idea di avere tutti gli elementi per giudicare e così ci permettiamo di giudicare troppo e spesso, troppo velocemente. Se qualcuno si comporta male non tutti si comportano male, a volte ci si trova coinvolti in un pensiero generalizzato senza mettersi nei panni di chi la pensa in maniera differente.

Instagram e l’suo dei sondaggi: scambiarsi opinioni. Mi spieghi meglio questo aspetto? 

Vi: Instagram ha tante cose che ci appartengono, che ci piacciono, che ci coinvolgono, e che parlano il nostro linguaggio. Ad esempio, nelle storie usi un sacco di filtri, ti fai domande, ma le fai anche a chi ti segue. Tipo i sondaggi: ti permettono di scambiare opinioni, di confrontarti, di capire meglio gli altri. Da un sondaggio scaturiscono poi delle conversazioni in chat, ad esempio scopri di avere molte cose in comune con un tuo amico.  Tipo lo stato che condividi: “questo è un utente che non ama il razzismo” oppure “questo è un utente che ama il romanticismo”, oppure usi un meme per spiegare un concetto. Non è che non pensiamo, ma abbiamo un modo diverso di dirci le cose. Non è il tema in classe quello che inseriamo su Instagram, ma una cosa divertente, o triste a seconda dell’umore. E’ un altro modo per scambiarsi opinioni.

Snapchat e i filtri: lo sai che sono filtri e lo sanno anche gli altri. E’ ironia, non credi?

Vi: Snapchat ha filtri che ti rendono bella e filtri che ti rendono buffa, puoi creare storie divertenti e storie in cui sei bella, ma sai che stai usando dei filtri. Ti metti in gioco, ma nel vero senso del termine. Sai che è una finzione, un gioco. Ma questo lo sai tu e lo sanno gli altri. L’importante è non fare cose sbagliate, essere attenti a non mostrare le strade e avere sempre attenzione a chi ti chiede il contatto. Ci sono tantissimi account che seguo per come usano i filtri, mi piace il loro stile, ma capisco quando usano filtri e quindi è virtuale e non reale.

Video editing via APP.

Vi: I video se li vuoi rendere particolari li devi editare con altre APP e poi li carichi. Faccio tutto con il mio smartphone, c’è tutto quello che mi serve qui. La passione per i video, e per il cinema mi è nata da bambina quando accompagnavo mia mamma sui set e quando avevo fotografi e registi che mi insegnavano le inquadrature e i “trucchi” cinematografici. Una volta ricordo che per una scena ci sono volute ore per preparare la stanza con il sangue e il trucco dell’attore che doveva poi avere una ferita mortale. Sapete come è finita la giornata? Che in tre abbiamo voluto la ferita dalla truccatrice di scena. Tornando a noi, con le app puoi inserire scritte divertenti, puoi creare anche dei filtri pazzeschi e rendere i tuoi video come piacciono a te. Insomma, personalizzare con il tuo stile. Se poi un video che vedi non ti piace puoi fare “swipe” oppure dire che non ti interessa questo tipo di contenuto e non lo visualizzi più e neppure cose affini. Insomma non serve insultare nessuno. Non ti piace, non lo guardi, te ne vai. Invece non sempre è così, si esagera. Spesso l’ironia non viene compresa e allora cominciano gli insulti. Forse gli utenti prendono troppo sul serio le storie e i video, ma non dovrebbero farlo, diciamo che c’è tutto uno spazio virtuale in cui i social sono pensati per divertirsi, questo dovrebbe essere il senso.  Per i video le mie App preferite sono  Villo e Pixart, 

“Leggerezza”, questa parola suona bene e male, tutto sta nella consapevolezza dell’uso. Tu cosa pensi?

Vi: penso che “leggerezza” sia un termine da affiancare alla critica feroce, meglio prendere le cose con più leggerezza senza accanirsi. Ci sono modi migliori per dire il proprio pensiero. Leggerezza è anche rivolto a chi usa i social per autocelebrarsi e non per dialogare. Possiamo comunicare con più persone insieme, dire la stessa cosa a tutti in modo che ognuno riceva lo stesso messaggio nello stesso preciso momento. Fai una storia e le tue amiche sanno che si devono collegare 😀 e poi ti rispondono. Insomma, poi non è che c’è tutto questo tempo per stare sui social, lo fai prima di andare a scuola, quando esci e poi hai lo sport e il telefono è in borsa, a scuola è spento in zaino, sì nel week end puoi sbizzarrirti se vuoi.

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