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Il Museo Storico Militare di Cave del Predil, perché e come raccontare un Museo – il 25 e 26 aprile sarò qui con voi

 

Ogni traccia del passato è una fonte storica, valorizziamola

Mi piace ricordare l’importanza di valorizzare ogni traccia del passato con questa frase che apre ogni incontro in un Museo e o nei seminari in cui racconto “Come comunicare la cultura” solitamente a musei, fondazioni, enti, istituzioni e privati, sì anche privati perché il passato delle aziende può dare vita a musei impresa favorendo il turismo industriale e ampliando quello culturale.
Il 25 e 26 aprile alle ore 10:00 e alle ore 15:00 vi accompagnerò alla scoperta del Museo Storico Militare di Cave del Predil (Tarvisio – UD)

Ma andiamo con ordine e iniziamo a raccontare il perché di questo museo a  Cave del Predil.

Benvenuti nel Museo Storico Militare di Cave del Predil, un’esposizione permanente dedicata alla memoria della guerra in 6 stanze che ripercorrono la storia di questo territorio.

Un territorio di confine, in posizione strategica e proprio per questo motivo oggetto di contesa e scenario di importanti eventi bellici come le imprese napoleoniche, la Grande Guerra e la Seconda Guerra Mondiale.
Un territorio che porta con sé differenti culture, lingue e letteratura perché annesso al Regno d’Italia nel 1919 dopo essere stato stabilmente austriaco.
Entrò appunto a far parte del Regno d’Italia dopo la Grande Guerra e fu sempre, proprio per la sua posizione geografica, oggetto di interesse e contese sia come luogo di frontiera sulla traiettoria commerciale Venezia-Vienna, sia per la prossimità dei valichi di Coccau, Fusine e Predil.
La ricchezza linguistica che caratterizza ancora oggi il territorio è la dimostrazione di una cultura articolata che fa di Tarvisio un paese quadrilingue: si parla infatti italiano, tedesco, sloveno e friulano.

Per comprendere appieno un museo ed il suo patrimonio è fondamentale essere introdotti nel territorio in cui è ubicato e di cui fanno parte i cimeli e gli oggetti in esso conservati proprio per contestualizzare ogni singolo aspetto. Il museo non è un un luogo a sé stante, ma un patrimonio che va valorizzato e custodito; un attrattore di turismo che ha necessità di essere supportato da un’accoglienza adeguata sul territorio è parte di un sistema che deve essere comunicato e valorizzato.

Il museo storico militare di Cave del Predil, del Comune di Tarvisio, nasce con lo scopo di condividere la memoria e la storia del territorio attraverso la raccolta di materiali provenienti da privati e la loro esposizione in maniera permanente al fine di contribuire ad una visione più ampia e articolata della storia.

E’ proprio grazie a questo tipo di musei, fondazioni, enti, istituzioni, privati che stanno crescendo in maniera esponenziale che la storia si arricchisce di particolari e che sempre più, diventa possibile creare percorsi tematici e mostre temporanee, opportunità queste ultime sia per il cittadino che per il turista.
Cone le mostre temporanee infatti è possibile comunicare nuove informazioni e percorsi verticali di approfondimento anche al cittadino che sarà, quindi, sempre più coinvolto nel bene comune; e contestualmente sarà un beneficio anche per il museo che potrà iniziare un’attività di prestiti e circuitazione delle proprie opere facendole conoscere anche fuori dal territorio. Comunicare il patrimonio diventa quindi fondamentale per il Museo favorendo così un’attività culturale articolata e un movimento da e verso il territorio da parte di esperti, studenti e appassionati. Ma comunicare il patrimonio significa anche aggiornare la catalogazione e spesso, digitalizzare i materiali rendendoli fruibili in maniera virtuale al più ampio pubblico possibile. Digitalizzare le finti scritte e fotografare gli oggetti promuovendo così un’attività scientifica importante come quella della revisione della catalogazione, didascalie e approfondimenti (si pensi ad esempio a dettagli che possono essere sfuggiti alle catalogazioni precedenti), ma soprattutto significa aprire il patrimonio a nuovi scenari. Lo studio e l’analisi dei materiali può apportare nuovi contributi e al contempo, creare sinergie con altre realtà. Sarà qui una buona attività di comunicazione e digital pr a rendere ancora più attivo e internazionale il materiale. Il web e quindi l’utilizzo della rete poi per la condivisione delle informazioni potrà “portare” il patrimonio anche in paesi a cui non si immaginava potesse interessare il materiale.

Le fonti diventano quindi testimonianze di storia e nuovi punti di vista su cui riflettere e approfondire la conoscenza. Questa tendenza di mettere a disposizione materiali, testimonianze e fonti permette appunto di poter confrontare e di iniziare un’attività di indagine comparativa in grado di costruire nuovi percorsi di indgine.
Con il Centenario della Grande Guerra sono molte le testimonianze emerse dagli archivi e molte sono le  iniziative e mostre che hanno poi digitalizzato i materiali rendendo archivi chiusi e poco frequentati nuovi materiali di ricerca e di scoperta. Tra questi segnaliamo la bellissima iniziativa della Fondazione Blu di Pisa che ha realizzato una mostra “I segni della Guerra” che ha dato testimonianza della guerra in un territorio che non è stato direttamente scenario ma che l’ha vissuta attraverso le persone che ne hanno preso parte e la comunicazione costante che l’ha caratterizzata.
A Cave del Predil e nel Tarvisiano, proprio per la sua collocazione geografia la Guerra è stata protagonista di questi luoghi raccontando, nelle varie epoche, come fosse strategica la posizione e come fosse i interesse strategico il luogo. La Grande Guerra a Cave del Predil si ricorda sicuramente con un anniversario importante quello dei 110 anni della costruzione della Galleria di Bretto (giugno 1905) che ricorda l’episodio dell’utilizzo della galleria da parte degli austriaci con armi, munizioni, soldati e cibo per raggiungere Caporetto, dopo il cui epilogo, nel 1919 vi fu l’annessione della conca di Tarvisio al Regno d’Italia.
Naturalmente con questo territorio parliamo di fonte italo-austriaco nel settore carnico-giulio-cariniziano.
Una data, quella del 1919 che vede Tarvisio, appunto, annessa al Regno d’Italia, un territorio e una popolazione che da sempre furono sotto gli austriaci.
Tornando quindi indietro nel tempo e quindi all’epoca dell’Impero Austro-Ungarico ricordiamo quindi le battaglie napoleoniche condotte dall’armata d’Italia contro la Francia (1797, 1809, 1813) con la storia militare legata alle vie tattiche del Predil, Raccolana, nonché la stretta di Malborghetto. Battaglie che hanno creato le premesse per la realizzazione di una fortificazione carinziana con il frote Hensel (Malborghetto), lo sbarramento Sperren Predil Sattel e FritcherKlause con la chiusa a Plezzo.
E parlando poi di fortificazioni, nel territorio non si può non menzionale il Vallo Littorio voluto da Mussolini durante il Ventennio, una fortificazione permanente.
Il legame tra territorio e Museo è quindi fondamentale e indissolubile nella narrazione del patrimonio e soprattutto nella comunicazione dello stesso.
Ma come rendere efficace la comunicazione e perchè?
Sicuramente per gli aspetti che abbiamo trattato precedentemente e soprattutto perché la Cultura è un grande attrattore di turismo internazionale. Un sistema che può e che fattore centrale dell’economia che muove più del 15% del valore aggiunto nazionale.
Cultura quindi come elemento chiave per turismo, industria, servizi e attività produttive.

 

Vi aspetto il 25 e 26 aprile a Cave del Predil per accompagnarvi personalmente alla scoperta del Museo Storico Militare

Cena e pernottamento li farò all’Hotel Il Cervo****