Perché per mamma e figlia la fotografia è pura magia, e la miglior testimonianza insieme alle parole

Francesca Anzalone e Violante Caburlotto_2006

Mamma come ero da piccola? E tu, eri felice? Cosa pensavi? E io cosa facevo? Metti centinaia di fotografie stampate, metti un diario quasi quotidiano e metti la voce innamorata di una mamma e la curiosità di una bambina … e tutto ritorna come una grande emozione.Metti una giornata in cui tua figlia di undici anni e mezzo ti chiede, ma io da piccola come ero? tu eri felice? cosa facevo? … Bene Violante, siediti lì che ti porto un album pensato apposta per te, scritto ogni giorno per regalarti le emozioni che provavo e per me, per non perdere neppure un momento di quelle grandi emozioni. Per noi è stata per mamma e figlia, ma lo sarà per papà e figlia/figlio, nonni e zii, amici … per chiunque vorrà fare tesoro dei ricordi nel tempo ….

Mentre scrivevo quelle frasi, ricordo che mi emozionavo all’idea che un giorno le avrei lette con Violante. Immaginavo il suo sguardo curioso, le sue domande incalzanti … e così scrivevo e scrivevo, ogni istante importante e con angolini adesivi su un blocco inserivo le foto e i fogli su cui annotare ogni dettaglio. Oggi quel giorno è arrivato.

Avevamo acquistato una macchina fotografica appositamente per poter immortalare i momenti più belli (tutti!) e la fortuna di avere molti amici fotografi e appassionati di fotografia. Nelle foto ci sono sempre le persone più importanti, che ancora oggi fanno parte della nostra vita. Rileggendo quelle frasi ho riprovato delle fortissime emozioni, e quello che per me era allora è esattamente oggi, un viaggio nell’ignoto, con la voglia di scoprire dove mi porterà, senza regole e senza preconcetti. Un viaggio che costruiremo insieme, giorno dopo giorno, ognuna sul proprio binario, ma guardandoci sempre negli occhi e stringendoci la mano ogni volta che ne sentiremo il bisogno.

Sfogliare le fotografie e leggere le parole scritte è stato straordinario anche per Violante. La sensazione di sentirsi amata, di rivedersi in una piccola lei, di scoprirsi nelle sue piccole manie, nel vedersi sorretta mentre l’incedere era stentato, nel vedersi attorniata da tante persone felici per lei … ecco questo ci ha permesso di entrare in tante altre storie. E di ricordare quanto sia fortunata rispetto a tanti altri bambini che questo non potranno “riviverlo”; e di quanto possiamo fare nel nostro piccolo per aiutarli. Saremo una goccia nell’Oceano, ma senza, quell’Oceano avrebbe una goccia in meno …

Non tutti devono essere genitori, solo chi lo desidera. Non tutti devono provare il desiderio di completarsi con un figlio, solo chi ne sente la necessità. Questo è un viaggio che va affrontato con grande consapevolezza. E se così fosse anche per voi, allora vi consiglio tante foto da conservare e un diario su cui scrivere i vostri ricordi …

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