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TikTok e i TikTokers vissuti dalla Generazione Z – non siamo più negli anni’80

Non siamo più negli anni’80, ma nell’era di TikTok e dei TikTokers tra VSCO e eGIRL … ma forse …

“Mamma, Non siamo più negli anni’80!” Me lo sento ripetere ogni giorno dalla generazione Z che, con ironia si rivolge agli anni ’80 come se stesse parlando del paleolitico.

Le parole di oggi sono due: creatività e critica. Cominciano nello stesso modo ma prendono due pieghe completamente differenti.

Viviamo tutti un po’ condizionati da luoghi comuni, troppo spesso arroccati sull’idea di avere tutti gli elementi per giudicare e così osserviamo non come testimoni oggettivi, ma come giudici il cui parere, dandolo per scontato, è utile e necessario. Questo è il lato negativo che porta alla crisi mediatica, della persona, della libertà di espressione, dell’essere se stessi senza stereotipazioni. Non è facile da affrontare, ma con una buona educazione all’ascolto e soprattutto con un’educazione a come affrontare le critiche possiamo sicuramente migliorare tutti in questa era omnicanale.

“Mamma, non siamo più negli anni’80!” ogni giorno la stessa frase, ma che mi ha mosso una grande curiosità nello scoprire questo mondo così attivo, partecipato e nel contempo così fragile. Ed è così che da parecchi mesi ho iniziato un dialogo costante con questo mondo, soprattutto di grande ascolto per comprendere e per poter contribuire con qualche consiglio desiderato. Sono tanti gli spunti che nascono dalle nostre conversazioni e mi piacerebbe che potessero diventare la testimonianza di una generazioneZ che convive anche con un bagaglio ereditato.

Che cosa rappresenta per te TikTok?

Vi: TikTok è una piattaforma creativa dove posso esprimermi come mi sento. E’ il #MakeYourDay tra ispirazione, creatività e libertà di essere! Anche se le critiche arrivano “feroci” come su Instagram, forse anche di più. Posso fare balletti, sperimentarmi come comica, raccontarmi con ironia attraverso i filtri vocali e non solo! Posso vedere i profili degli altri, duettare con persone che non conosco ma che mi piacciono per lo stile che hanno. Posso seguire ragazze e ragazzi che mi ispirano e mostrare le mie passioni come la danza ad esempio e il disegno. Seguo molto i profili, posto molto meno di quanto seguo. Mi piace perché vedo persone reali che si raccontano direttamente, senza filtri esterni. Cioè si raccontano proprio come vogliono raccontarsi.

Come si affronta alla tua età una critica pesante su TikTok? 

Vi: Quando decidi di essere sui social sai che puoi essere criticata anche pesantemente. Fa male sicuramente una critica feroce, senti fastidio perché fatta da una persona che non ti conosce per come sei a tutto tondo. Pensano di sapere tutto di te e di poterti dire cosa fare e cosa non fare, questo è il lato negativo. Mi hanno fatto molto pensare le critiche a SabriGamer sulla sua vita anche personale, sulle sue scelte. Le scelte di una persona sono sempre personali, fanno parte di molte cose che non racconti di te, perché le tieni per te. Non sei connesso H24 e quindi non possono conoscerti così profondamente come pensano di sapere. Quello che mostri sul digitale è una parte. Sono stata male nel leggere tutte le critiche su una scelta fatta, poi ho pensato che comunque ci sono degli spazi con dei confini e questi devono essere rispettati nel senso che se si sconfina allora si limita la libertà di una persona e questo non va assolutamente bene. “Non ti devi giustificare se lo hai fatto con consapevolezza” mi aiuta ad affrontare le situazioni. Ma questo succede anche nella vita quotidiana, una critica su come sei vestita, su una cosa nuova che hai acquistato, diventa un pretesto per sfogare, spesso, dei problemi.

Chi sono le VSCO di cui recentemente si sente parlare nei media tradizionali?

Vi: Innanzitutto non VSCOs ma VSCO al singolare – la conferma è anche sugli hashtag 5.5 miliardi di visaluzzazioni per il singolare contro i 48 mila 800 al plurale. E’ importante utilizzare i termini corretti, soprattutto se vuoi essere trovato con gli hashtag giusti. Anche l’hashtag fa capire quanto fai parte di una Community. Gli oggetti che le rappresentano sono gli Scrunches (elastici di tessuto per capelli), le borracce personalizzate con gli stikers, i colori pastello, gli abiti non griffati, gli zaini, “CSCSCS acqua alle rose”, burro cacao, e il braccialetto dell’amicizia, smalti pastello, e le Instax, earpods, felpe oversize. Insomma Minimal, basic … 

NdR. Ehm Violante non vorrei dire ma allora io negli anni’80 ero una VSCO girl alle medie! 🤗 felpe oversize, uscire comoda, scrunches in testa e un paio almeno sui polsi, il braccialetto dell’amicizia che ci facevamo sempre con le amiche e poi gli Scooby-Doo 😲

Chi sono le eGIRL che ti piacciono tanto?

Vi: Anche qui non eGIRLs ma eGIRL al singolare – eGIRL, 2.3 milardi di visualizzazioni sull’hashtag mentre al plurale 293, 8 milioni. Eyeliner nero intenso, crocette o cuoricini disegnati sugli zigomi, codini, colori fluo, tanto nero … un po’ emo, un po’ gothic con passione per i manga e per i video giochi, … quello che ci caratterizza è sicuramente l’ironia! Finte lentiggini rosso scuro, ma anche lacrime disegnate o adesivi intorno agli occhi. Uno streetwear da “dura”. Colori capelli nero corvino o per le più audaci bicolor impertinente. Ah non dimentichiamo le gonnelline scozzesi, indossate con accessori che personalizzano il look, e le t-shirt con sotto maniche lunghe a righe …

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NdR. Ehm ok! Nascondo tutte le foto del liceo! Oppure andiamo dalla nonna e ti regalo tutti i miei vecchi abiti 🤪😅