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	<title>knowledge share - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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		<title>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211;  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 07:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo Ho sempre messo le emozioni al centro, per comprendere appieno le dinamiche comportamentali all&#8217;interno delle Community di Apprendimento. Ho sempre pensato che lo stato d&#8217;animo delle persone fosse il centro propulsore nella formazione; e l&#8217;uso consapevole della parola un aspetto fondamentale. Quanto sai coinvolgere? Quanto sai stimolare? Ma soprattutto quanto sai creare l&#8217;ambiente di apprendimento migliore per i tuoi discenti? La mia ricerca iniziava proprio dall&#8217;ultima domanda, dopo avere analizzato i comportamenti, le reazioni, le emozioni di ciascuno dei partecipanti ai corsi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</h1>
<blockquote><p>Ho sempre messo le emozioni al centro, per comprendere appieno le dinamiche comportamentali all&#8217;interno delle Community di Apprendimento. Ho sempre pensato che lo stato d&#8217;animo delle persone fosse il centro propulsore nella formazione; e l&#8217;uso consapevole della parola un aspetto fondamentale. Quanto sai coinvolgere? Quanto sai stimolare? Ma soprattutto quanto sai creare l&#8217;ambiente di apprendimento migliore per i tuoi discenti? La mia ricerca iniziava proprio dall&#8217;ultima domanda, dopo avere analizzato i comportamenti, le reazioni, le emozioni di ciascuno dei partecipanti ai corsi online. Era il 1999 quando iniziammo a &#8220;disegnare l&#8217;ambiente più idoneo per quella precisa tematica&#8221; tra Copy e empatia. Sì perché non esiste l&#8217;Ambiente, esiste una struttura personalizzata per un determinato tipo di discente a cui vengono proposti contenuti e una modalità di interazione. Lo so, è costoso, è impegnativo in termini di energie, ma è efficace. Pensiamo a quanto costerebbe la scontentezza dei discenti, la loro insoddisfazione, la loro mancanza di coinvolgimento? Quanto impatterebbe sull&#8217;affidabilità? Quanto sul Brand?</p></blockquote>
<h3>L&#8217;EMPATIA CI PERMETTE DI COSTRUIRE ESPERIENZE E RELAZIONI SIGNIFICATIVE</h3>
<p>In queste ultime settimane oltre a fare formazione a pubblici differenti che vanno dagli studenti delle Superiori a dipendenti quadri delle PA e a imprenditrici ho letto molto, ascoltato parecchio e assistito a corsi. E&#8217; fondamentale aggiornarsi quotidianamente, confrontarsi e verificare quanto il nostro approccio può essere ancora la direzione da seguire. Tutto questo ci permette di rimanere sempre #consapevolmenteconnessi con il mercato, con lo scenario e con noi stessi; ma soprattutto ci porta ad inserire su una linea del tempo tutta la nostra esperienza etichettandola pezzetto dopo pezzetto.</p>
<blockquote><p>Fermarci a mettere ordine al nostro percorso è un&#8217;attività che dovremmo fare annualmente. Una verifica che ci permette di comprendere appieno se stiamo seguendo un percorso (il nostro percorso) o se stiamo inseguendo &#8220;la notorietà&#8221; attraverso le mode del momento. Il fulcro di tutto è: come stiamo affrontando la nostra tematica? La linea temporale ci presenta esattamente se lo stiamo facendo con coerenza e se la nostra esperienza reale, autonoma, corrisponde con i job title che troppo spesso corrispondono più ad una proiezione desiderata che alle competenze maturate. Ma soprattutto quanto siamo connessi con ciò che stiamo facendo?</p></blockquote>
<p>Mettere in una sequenza temporale e identificare le competenze maturate, le esperienze e il come lo si è fatto è la prima tappa per un percorso di consapevolezza sulla nostra professionalità. Il CV è una fotografia oggettiva di cosa, che va accompagnato da un come e perché in grado di farci conoscere per ciò che siamo professionisti con una nostra personalità. Ricordo ancora le bellissime parole che i miei docenti spendevano per me &#8220;E&#8217; brava, ma soprattutto in ogni cosa che fa ci mette una grande passione!&#8221;, &#8220;E&#8217; sempre dentro all&#8217;argomento, si sente che non lo fa come dovere&#8221;, &#8220;Tu ci credi in quello che fai, non lasci mai nulla al caso, cerchi la radice profonda&#8221;.  E questa passione è sempre stata la mia guida.</p>
<p>In venti anni di insegnamento ho imparato che non contano solo le parole, ma soprattutto i comportamenti. Esattamente come per me, quando stavo seduta in aula, anche per loro conta la condivisione, l&#8217;essere coerenti, il raccontare ciò che si fa, come lo si fa esattamente nella stessa misura in cui come ci si comporta.  Esserci per supportare, per aiutare a migliorare, per costruire il percorso più efficace. Il famoso patto di formazione è: ti supporto!</p>
<h4>PERSONAL BRAND: QUESTIONE DI FIDUCIA E DI AFFIDABILITA&#8217;</h4>
<p>Ovviamente queste frasi mi hanno scolpito la determinazione interiore, e le ho recuperate dai miei diari, proprio per non perdere le emozioni del momento, quelle che accompagnavano la scrittura e mi rendevano orgogliosa e fiera di quello che stavo facendo. Beh, non immaginatevi solo parole belle e grandi progetti, pensate anche ai &#8220;Si, ma i tempi non sono ancora maturi&#8221;, &#8220;Si deve fare un passo alla volta&#8221;, &#8220;Il progetto si finisce solo se ci sono i fondi, altrimenti non possiamo andare avanti&#8221; &#8230; Frasi alle quali la mia passionalità e il mio bisogno di concludere sempre quello che inizio non reagivano sicuramente con pacatezza. Fu intorno ai 22-23 anni che compresi che l&#8217;autocontrollo è fondamentale: imparare a scindere ragione e sentimento serve per reagire nella maniera migliore rispetto all&#8217;obiettivo prefissato. Il mio mentore un giorno mi disse: non devi avere fretta, il tempo ti dà tutte le risposte, devi solo avere fiducia. <strong>Fiducia, la parola più estraniante che potessi sentire. </strong>Quella che per me fu un metti in fila tutta la tua vita e inizia a verificare quanta fiducia hai in te stessa e quanta ne hanno gli altri in te. Se comprenderai che la misura della fiducia va in base alle esperienze degli altri ti renderai conto che i no, gli aspetta e prima vediamo i risultati e poi proseguiamo non sei tu, ma loro. <strong>Tu renditi affidabile il più possibile attraverso le esperienze e i risultati che ottieni, segna tutto, metti in un cassetto e aspetta che i tempi siano maturi: allora apri, tira fuori e non perderai mai tempo. </strong>Quella conversazione avvenne ad una festa estiva in Università e fu esattamente il nostro primo incontro.</p>
<p>Da quella conversazione portai a casa la mia applicazione: <strong>scegli cosa vuoi fare, quale la strada che vuoi seguire e renditi affidabile per quel percorso. Cosa ti piace fare? Cosa vuoi fare? Cosa sei in grado di fare oggi per quella scelta? Cosa devi migliorare? </strong> Fu da quel momento che scelsi con convinzione la mia strada già in parte percorsa.</p>
<p>In parte  era il Personal Brand che si stava delineando, con maggiore consapevolezza e con la voglia di costruire un percorso importante. Gli insegnanti contano molto sul percorso di uno studente. Soprattutto il loro comportamento: diventa un&#8217;ispirazione! E fu proprio così per me. Alle sue parole <strong>pensa in grande, pensa che il prossimo anno ti troverai nel più grande Convegno dedicato all&#8217;e-Learning, dove si prenderanno decisioni importanti </strong>mi sentivo sempre il sudore scivolare lungo la schiena. Ma a quel punto la sua empatia entrava immediatamente in contatto attraverso il dialogo <strong>se tu non credi in te stessa, come possono gli altri avere fiducia in te?  Metti in fila quello che hai fatto e i risultati che hai ottenuto, la tua ricerca e la tesi che vuoi portare avanti. E sfrutta tutte le tue competenze acquisite per valorizzare ulteriormente la tua strada.</strong></p>
<ul>
<li>Chi sei, cosa fai e come lo fai</li>
<li>Quali sono le esperienze che hai da mostrare?</li>
<li>Quali risultati hai ottenuto?</li>
<li>Che cosa ti spinge a continuare a farlo ogni giorno?</li>
<li>Perché sei affidabile in quello che fai?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>L&#8217;AMOREVOLE CURA NELLA SCELTA DELLE PAROLE: QUESTIONE DI EMPATIA E DI COPY</h4>
<blockquote><p>Ogni presentazione veniva &#8220;controllata con amorevole cura&#8221;, e soprattutto con grande attenzione sulle parole utilizzate. Le parole sono importanti, usale sempre con grande rispetto per te stesso e per gli altri. &#8220;Vedi qui, stai sminuendo il lavoro che hai fatto. E&#8217; stato un lavoro importante&#8221;. Non si tratta di umiltà, si tratta di percezione che l&#8217;altro ha nei tuoi confronti; e di chi ti ha affidato il lavoro. Non stai sminuendo &#8220;solo te stessa, e già basterebbe&#8221; ma stai sminuendo anche il progetto, chi ha creduto in te, chi ha lavorato con te. Questione di prospettiva, e le cose vanno sempre osservate da tutte le prospettive. Ricordati che se il tuo punto di vista ti fa vedere la cosa in una dimensione ridotta, c&#8217;è sempre il mio! 😉</p></blockquote>
<p>E questo era Copy, perché è come scrivi che fa la differenza, come lo racconti che fa la differenza, soprattutto se il centro della comunicazione è esterno da te. Ti permette di rispondere con efficacia, ti permette di coinvolgere, ti permette di entrare perfettamente in sintonia con il tuo interlocutore. E  in questo l&#8217;intercultura, le letterature Extra Europee, quelle Canadesi, Africane, &#8230; mi hanno insegnato tantissimo. Scrivere per fare comprendere, strutturare un discorso per essere compresi, per dare le risposte, questo l&#8217;obiettivo sempre. Prevenire i rischi di fraintendimento: analizzare tutte le parole prima di sceglierne una. E&#8217; impegnativo? Sì, ma è rispetto, attenzione per l&#8217;altr*, è evitare il giudizio e rimanere sempre con la mente aperta.</p>
<ul>
<li>Scegli sempre le parole che utilizzi, perché possono ferire. Abbi sempre rispetto dell&#8217;altr*</li>
</ul>
<blockquote><p>Questo amore per la parola trovò terreno fertile dentro di me perché aveva un solco profondo: il mio libro preferito era di Richard Scarry e credo me lo abbiano regalato a 4 anni &#8220;Il libro delle parole italiane, inglesi, francesi con guida alla pronuncia. Ovviamente chi mi conosce a questo punto saprà che mi dovettero poi comprare l&#8217;aggiunta con le parole tedesche e spagnole 😀 e comprare l&#8217;intera collana. Perché non sia mai che ho una cosa iniziata e non finita 🙂 &#8230; ah ovviamente a Violante piccolina comprai tutti i libri di Scarry!</p></blockquote>
<p>Le emozioni muovo tutto, soprattutto l&#8217;entrare in contatto attraverso l&#8217;intelligenza emotiva. E qui torniamo alla mia ricerca che inizia nel 1999, il comportamento online delle persone in un ambiente di apprendimento. Che cosa migliora le Performance? Cosa rende migliore l&#8217;esperienza? Come si progetta l&#8217;ambiente più efficace per questo percorso? Articoli, saggi, piattaforme, aule virtuali, la mia tesi di laurea, collane editoriali, la direzione scientifica della rivista e-Learning e Knowledge Management; le docenze in ambito accademico e internazionale; la partecipazione a progetti di ricerca, l&#8217;usabilità in ogni sua sfumatura legata alla comunicazione, le aule virtuali per i miei studenti, beh, continuano ad essere oggi una delle grandi passioni della mia vita!</p>
<ul>
<li>Parti da quello che devono provare le persone quando si formano: analizza ogni passaggio del loro &#8220;viaggio&#8221; nell&#8217;apprendimento e attorno a queste identifica l&#8217;esperienza migliore. Confronta con i dati che hai acquisito negli anni e lavora costantemente per migliorarti e migliorare la progettazione.</li>
</ul><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/personal-brand-tra-copy-e-empatia-be-kind-to-people/">Personal Brand tra Copy e Empatia –  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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