ATTORNO ALLA POP ART NELLA SONNABEND COLLECTION DA JOHNS E RAUSCHENBERG A WARHOL E LICHTENSTEIN E A KOONS

Andy Warhol Campbell’s Soup Cans (Turkey Noodle), 1962 Serigrafia su tela / silkscreen on canvas

MUVE Mestre – Centro Culturale Candiani 15 Luglio – 5 Novembre 2017

Appassionata di arte, innamorata della pop art, affascinata dal nuovo modo di concepire l’arte che si misurava con la nascente cultura di massa e i nuovi media, la mostra Attorno alla Pop Art nella Sonnabend Collection non poteva non coinvolgermi profondamente.

Sono oltre 40 i capolavori provenienti dalla Collezione Sonnabend (dal 2013 in deposito a lungo termine presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro) che ripercorrono gli straordinari anni Sessanta in America. Una mostra sotto la direzione scientifica di Gabriella Belli e a cura di Antonio Homem, che porta a Mestre l’arte, quella con la A maiuscola

È appunto negli anni sessanta che si afferma negli Stati Uniti, diventati nel frattempo il centro della produzione culturale e artistica mondiale, un nuovo modo di concepire l’opera d’arte, che si misura con la nascente cultura di massa e i nuovi media. Dissacratoria e ironica, ma anche caustica e critica verso quella nuova società, già allora ‘schiava’ dell’industria dei consumi inebriata da quella omologazione che nel corso degli ultimi decenni del XX secolo sarà prologo alla società globale dei nostri tempi, la Pop Art diventerà uno dei movimenti più influenti, noti e persistenti nell’immaginario di tutto il ‘900.

Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jasper Johns, Jim Dine, Tom Wassermann, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg e molti altri autori sono in mostra con opere-icone come la serie delle Campbell’s Soup Can o le Nine Jackies di Warhol – che forma anche il ritratto di Ileana Sonnabend in apertura dell’esposizione – la bellissima Little Aloha e il famosissimo Hot Dog di Lichtenstein o, ancora, i celeberrimi Combine Paintings di Rauschenberg e il mitico Figure 8 di Johns.

Un’opportunità che offre a cittadini e non solo la possibilità di visitare una mostra forte e intensa, carica di stimoli e spunti di riflessione. Ma gli Anni Sessanta americani con la loro ironia, dissacranti, con le loro grida, sono poi così distanti dalla nostra società? O la trasformazione sociale in cui oggi siamo tutti coinvolti ci fa riconoscere all’interno di questo spazio? E mentre camminiamo per ammirare le opere, per scoprire questa straordinaria collezione, ci ritroviamo “schiavi” e “omologati”?

I grandi maestri della corrente pop sono presentati a Mestre insieme ad artisti loro contemporanei europei, tra cui Pistoletto, Arman, Christo e Mario Schifano e ad autori di una generazione successiva, come Jeff Koons e Haim Steinbach, che riprendono la Pop Art con un approccio concettuale.

Come sempre grazie a MUVE per l’invito.