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	<title>CONSULENZE E VALUTAZIONI - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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	<title>CONSULENZE E VALUTAZIONI - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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		<title>La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 09:53:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità nel mondo digitale è un tema fondamentale. Nel web non basta un click, serve consapevolezza e responsabilità per costruire una reputazione e mantenerla integra nel tempo. Il web è un mondo di opportunità incredibili, che ogni giorno ci presenta nuovi casi di successo, ma anche un terreno minato di rischi e pericoli che innesca, amplifica e travolge con crisi reputazionali. L&#8217;idea che &#8220;sul web si può fare tutto&#8221;, che tutto sia concesso, è un mito da sfatare.  Dietro ogni click, ogni condivisione, ogni commento si nascondono responsabilità legali, etiche e sociali che non possono essere ignorate. Il web non è il Far West:</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click/">La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La responsabilità nel mondo digitale è un tema fondamentale. Nel web non basta un click, serve consapevolezza e responsabilità per costruire una reputazione e mantenerla integra nel tempo.</p>
<p data-sourcepos="5:1-5:290">Il web è un mondo di opportunità incredibili, che ogni giorno ci presenta nuovi casi di successo, ma anche un terreno minato di rischi e pericoli che innesca, amplifica e travolge con crisi reputazionali. L&#8217;idea che &#8220;sul web si può fare tutto&#8221;, che tutto sia concesso, è un mito da sfatare.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="5:1-5:290"> Dietro ogni click, ogni condivisione, ogni commento si nascondono responsabilità legali, etiche e sociali che non possono essere ignorate.</p>
</blockquote>
<h2 data-sourcepos="7:1-7:28"><strong>Il web non è il Far West: servono consapevolezza e responsabilità</strong></h2>
<blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Pensiamo spesso al web come a un luogo senza regole, dove tutto è permesso. Ma si tratta di un percepito e non della realtà dei fatti. Niente di più sbagliato. Il paradosso è percepire il digitale &#8220;lontano&#8221; dall&#8217;offline e al contempo, percepire nel digitale &#8220;tutto, subito e a distanza di un click&#8221;.</p>
</blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Accorciare le distanze nel digitale non significa potersi appropriare di qualsiasi contenuto, di loghi, di immagini, di fotografie, di temi, con un &#8220;tanto lo fanno già tutti&#8221;.  Il mondo digitale è governato da leggi, regolamenti e codici etici che tutelano i diritti delle persone e delle imprese. Diffondere notizie false, violare il copyright, invadere la privacy sono solo alcuni esempi di comportamenti illeciti che possono avere gravi conseguenze. Così come pensare &#8220;tanto è online&#8221; non significa &#8220;in una galassia lontana lontana&#8221;.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Abbiamo bisogno di una maggiore educazione digitale, ma chi opera in questo ambiente deve conoscerla, deve formarsi e aggiornarsi continuamente per non incorrere in sanzioni (fare un Upskilling costante) e a sua volta, educare i propri clienti. Deve percepire la responsabilità di una comunicazione digitale e con essa un impegno sociale. Sicuramente abbiamo bisogno di una <strong>Cultura della responsabilità digitale</strong>, in cui ogni individuo si senta parte attiva nella costruzione di un web più sicuro e rispettoso.</p>
</blockquote>
<h3 data-sourcepos="11:1-11:33"><strong>La responsabilità individuale etica e sociale</strong></h3>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Ognuno di noi, come singoli individui e come aziende, ha una responsabilità nel creare un web più sicuro e rispettoso.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Imparare a chiederci se ciò che stiamo condividendo sia corretto nei modi e nei termini è sicuramente l&#8217;inizio di una comunicazione responsabile e consapevole, che pensa a come lo si sta facendo e secondo quali regole e linee guida.</p>
</blockquote>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Questo significa:</p>
<ul data-sourcepos="15:1-19:0">
<li data-sourcepos="15:1-15:79"><strong>Informarsi:</strong> Conoscere le leggi e le normative che regolano l&#8217;uso del web.</li>
<li data-sourcepos="16:1-16:174"><strong>Essere consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni:</strong> Ogni post, ogni commento può avere un impatto significativo sulla reputazione di una persona o di un&#8217;azienda.</li>
<li data-sourcepos="17:1-17:97"><strong>Rispettare gli altri:</strong> Evitare di diffondere contenuti offensivi, discriminatori o violenti. Senza dimenticare il diritto d&#8217;autore, solo per citarne alcuni.</li>
<li data-sourcepos="18:1-19:0"><strong>Proteggere i dati personali:</strong> Trattare i dati personali con la massima cura e rispettare la privacy degli altri.</li>
</ul>
<h3 data-sourcepos="20:1-20:27"><strong>Le sfide per le aziende: la reputazione e l&#8217;impatto sociale</strong></h3>
<p data-sourcepos="22:1-22:239">Le aziende che operano nel mondo digitale devono affrontare sfide ancora maggiori. La reputazione online è un asset fondamentale, e una crisi reputazionale può avere conseguenze devastanti. Ma soprattutto che abbiano rispetto nella gestione dei contenuti, nell&#8217;uso di loghi, marchi, diritto d&#8217;autore, diritti di immagine, ecc. Per questo motivo, è fondamentale che le imprese:</p>
<ul data-sourcepos="24:1-28:0">
<li data-sourcepos="24:1-24:169"><strong>Monitorino costantemente la propria reputazione online:</strong> Utilizzare strumenti di social listening per identificare eventuali criticità e rispondere tempestivamente.</li>
<li data-sourcepos="25:1-25:95"><strong>Siano trasparenti:</strong> Comunicare in modo chiaro e aperto con i propri clienti e stakeholder.</li>
<li data-sourcepos="26:1-26:139"><strong>Formino il personale:</strong> Sensibilizzare i dipendenti sull&#8217;importanza della reputazione online e sulle norme di comportamento da seguire.</li>
<li data-sourcepos="27:1-28:0"><strong>Abbiano un piano di crisi:</strong> Essere preparati a gestire eventuali situazioni di emergenza.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="35:1-35:278">Il web è uno strumento potente, ma va utilizzato con responsabilità. Ognuno di noi ha il dovere di contribuire a creare un ambiente online sicuro, rispettoso e costruttivo. La consapevolezza dei rischi e delle opportunità è il primo passo verso un utilizzo responsabile del web.</p>
<p data-sourcepos="35:1-35:278">===========================</p>
<h4 data-sourcepos="35:1-35:278">Vuoi aggiornare le tue competenze nella comunicazione digitale?</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Scopri come aggiornare le tue competenze nella comunicazione digitale per non rischiare violazioni, e conseguenti crisi reputazionali. Insieme al mio team di professionisti specializzati saremo lieti di presentarti la formazione più efficace per le tue esigenze, o consigliarti un webinar specifico. Contattaci oggi stesso per aggiornare le tue competenze: </span><a href="mailto:info@netlifesrl.com"><span style="font-weight: 400;">info@netlifesrl.com</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p data-sourcepos="35:1-35:278"><br style="font-weight: 400;" />Leggi anche:</p>
<p data-sourcepos="43:1-43:59"><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click/">La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ufficio stampa: come richiedere un preventivo tips utili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 05:41:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ufficio stampa e preventivo, perché (non) chiederlo? Perché è fondamentale capire come richiedere un preventivo per l&#8217;Ufficio stampa? Perché su questo si costruirà e percepirà il valore dell&#8217;attività. &#8220;Il preventivo lo deve fare l&#8217;agenzia&#8221;, &#8220;la proposta l&#8217;aspetto da voi&#8221;, &#8220;siete voi che mi dovete dire &#8230;&#8221;, &#8220;è il vostro mestiere, il nostro è un altro&#8221; e potrei proseguire per altri diecimila caratteri senza doverci pensare su un secondo. La soluzione non è mai demandare ad altrə, dobbiamo entrare in una nuova cultura della comunicazione che presenta regole, strategie e azioni differenti da prima. Affidare l&#8217;ufficio stampa a terzi o affiancare l&#8217;ufficio stampa con un servizio</p>
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									<p>Ufficio stampa e preventivo, perché (non) chiederlo? Perché è fondamentale capire come richiedere un preventivo per l&#8217;Ufficio stampa? Perché su questo si costruirà e percepirà il valore dell&#8217;attività.</p>
<blockquote>
<p>&#8220;Il preventivo lo deve fare l&#8217;agenzia&#8221;, &#8220;la proposta l&#8217;aspetto da voi&#8221;, &#8220;siete voi che mi dovete dire &#8230;&#8221;, &#8220;è il vostro mestiere, il nostro è un altro&#8221; e potrei proseguire per altri diecimila caratteri senza doverci pensare su un secondo. La soluzione non è mai demandare ad altrə, dobbiamo entrare in una nuova cultura della comunicazione che presenta regole, strategie e azioni differenti da prima. Affidare l&#8217;ufficio stampa a terzi o affiancare l&#8217;ufficio stampa con un servizio di agenzia e con un PR Manager è un&#8217;ottima idea, se viene condivisa la visione a medio-lungo termine. Dunque non si richiede un preventivo, ma un incontro di analisi e confronto per trovare la migliore strategia. La qualità è la professionalità di chi deve creare connessioni con i giornalisti, di chi deve scrivere i contenuti, di chi deve entrare in contatto con il team e diventare un nodo all&#8217;interno di un ecosistema relazionale.</p>
</blockquote>
<p>Oggi parliamo di Cultura digitale e Cultura della comunicazione come di due necessità strategiche di aziende, enti, istituzioni, PA perché siamo ecosistemi fatti di relazioni tra persone. E per funzionare abbiamo bisogno di esserne parte attiva, di sapere le regole di conversazione, le informazioni e i valori che ci accomunano. Non possiamo più scegliere in base ad un preventivo economico, oggi la scelta è su valori che condividiamo, codice comune, sintonia e sinergia. Dunque il titolo di questo articolo dovrebbe essere più&nbsp; un <strong>Ufficio stampa: come (non) richiedere un preventivo tips utili.&nbsp;</strong></p>
<h2>Ufficio stampa e preventivo, ne parlo anche nel mio libro ufficio stampa e digital pr, la nuova comunicazione&nbsp;</h2>
<p><strong>Nel mio libro Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione (Hoepli)</strong> l&#8217;appendice B si intitola <em>Impostare un preventivo&nbsp;</em>e tratta ampiamente questo concetto. Se vuoi saperne di più sull&#8217;ufficio stampa e le digital PR ti consiglio di acquistarlo, soprattutto per le schede e le indicazioni pratiche step by step che ti permettono di costruire al meglio la strategia.</p>
<p>Inizio con la stessa frase, ovvero con la domanda che mi viene posta più spesso: Quanto costa un ufficio stampa? E la mia risposta è sempre la stessa,&nbsp; mi sai dire quanto costa un&#8217;auto? Che tipo di auto? Che caratteristiche deve avere? Per quale uso ti serve? Che tipo di strade devi fare e viaggi lunghi o brevi? L&#8217;auto è solo uno delle possibili migliaia di risposte, ma dato che si tratta di qualcosa che conosciamo bene è sempre più facile intavolare una discussione.</p>
<p>Quando parlo di ufficio stampa, digital PR, Media Planning l&#8217;attenzione degli interlocutori è sempre altissima. Percepiscono i benefici, le opportunità, la logica di posizionamento e alla fine, &#8220;quanto mi costerebbe&#8221;? Il punto è che a questa domanda manca il cosa, quanto ti costerebbe cosa?&nbsp;<strong>L&#8217;identificazione della tipologia di ufficio stampa, digital PR, attività di media planning da affiancare parte dall&#8217;ascolto del cliente. Il cliente conosce la realtà, cosa vuole raggiungere, perché lo deve fare in quel lasso di tempo, che tipo di investimento può fare. Noi portiamo soluzioni. E le soluzioni sono un valore, ecco perché l&#8217;analisi dei bisogni, la mappatura del posizionamento attuale e delle strategie in essere, i contenuti esistenti e la strutturazione sono parte di una consulenza e non possono rispondere alla domanda &#8220;quanto costa?&#8221;.</strong></p>
<blockquote>
<p>L&#8217;identificazione dei bisogni, del qui e ora, degli obiettivi, del target, del tipo di strategia che vorremmo adottare sono tutte soluzioni e chiarimenti della visione del cliente. La mappatura è un metodo che ci caratterizza da sempre e rappresenta visivamente ciò che abbiamo a disposizione (qui e ora), come possiamo riutilizzare quei contenuti (con una piccola revisione e ottimizzando materiali già pronti). Già per questo step il cliente si chiarisce le idee. E da qui inizia l&#8217;accompagnamento per comprendere nei tempi e nei modi quali flussi devono fare parte di un processo preciso e come coinvolgere il team nella raccolta di tutte le informazioni.&nbsp;<strong>Perché? Perché il modo di comunicare è cambiato, l&#8217;approccio alla comunicazione è diverso e perché dobbiamo pensare alla tutela del brand prima ancora che alla sua valorizzazione. Mappiamo i rischi, i potenziali rischi per costruire contenuti a valore aggiunto, quel fattore +2% a rischio ridotto.&nbsp;</strong>Ecco perché non è corretto rispondere con un preventivo, un preventivo sarebbe qualcosa di standard, e quello che oggi necessita la comunicazione è personalizzazione totale, attenzione al dettaglio. Solo dopo la consulenza, che porta soluzioni e chiarimenti al cliente, anche di base come il capire esattamente su cosa puntare per raggiungere quel determinato obiettivo, allora possiamo presentare un preventivo. Naturalmente il costo della consulenza viene poi assorbito nel costo del servizio se viene attivato. Ma, attraverso questo confronto win-win le parti ne escono con un ritorno.</p>
</blockquote>
<p>Tra le informazioni che rientrano nell&#8217;identificazione dei costi dell&#8217;attività ce ne sono alcune che hanno bisogno di una pianificazione precisa e puntuale da approfondire, se vogliamo un servizio &#8220;cucito su misura&#8221;. Ti lascio alcuni punti:</p>
<ul>
<li>Che tipo di posizionamento stiamo cercando? Da chi vogliamo essere notati? Non esiste il &#8220;si deve parlare di noi&#8221;, ma &#8220;si deve parlare di noi perché &#8230;&#8221;</li>
<li>Dobbiamo avere le idee chiare su cosa significa attività di ufficio stampa e redazione di comunicati stampa: ovvero &#8220;notiziare&#8221; e dunque trovare quell&#8217;informazione utile da permettere al giornalista di trasformarla in notizia e dunque capire quante di questo tipo di informazioni riusciamo a produrre nell&#8217;arco di un anno</li>
<li>Dobbiamo anche capire se per quel tipo di obiettivo vogliamo avvalerci di un&#8217;attività pianificata a pagamento da accompagnare</li>
<li>Dobbiamo allineare i tempi del committente con i tempi delle redazioni e questo allineamento determina anche la tipologia di attività</li>
<li>Dobbiamo identificare obiettivi, messaggio chiave e messaggi collaterali su cui costruire un piano di comunicati</li>
<li>Dobbiamo costruire un calendario editoriale che rispetti i tempi delle redazioni e dunque un tempo generale del servizio</li>
<li>Dobbiamo capire il tipo di rassegna che vogliamo costruire e come ottimizzarne l&#8217;uso e dunque nell&#8217;ecosistema aziendale con marketing e commerciali</li>
<li>Dobbiamo identificare i processi dell&#8217;informazione e mappare i flussi e regolamentarne le attività affinché vi sia chiarezza, allineamento e rispetto dei tempi e delle date</li>
<li>Dobbiamo avere chiare le tempistiche e rispettare il lavoro: l&#8217;attività può funzionare se tutti rispettano le scadenze, altrimenti il rischio è quello di restare bloccati</li>
<li>Se ci sono criticità, dobbiamo trovare il modo di superarle con soluzioni alternative che ci portano a un nuovo processo e flusso</li>
<li>Dobbiamo pensare a interviste, approfondimenti e materiali di supporto che devono essere pronti alla partenza, dunque raccogliere tutto ciò che esiste, analizzare e proporre come migliorare</li>
<li>Dobbiamo allinearci con i valori, le metodologie, le dinamiche e la comunicazione in essere (per poi fare proposte di miglioramento laddove necessario)</li>
<li>Dobbiamo trasformare le criticità in quel fattore +2% che fa parte del nostro metodo e dunque tutelare il brand e costruirne l&#8217;immagine nuova</li>
<li>Dobbiamo capire il tipo di copy da utilizzare e dunque la narrazione generale da rendere coerente anche con la comunicazione online</li>
<li>Dobbiamo verificare la coerenza con la comunicazione online e renderla omnicanale (ogni elemento aggiuntivo deve integrarsi coerentemente o influenzare il resto mettendo tutto in equilibrio)</li>
<li>Dobbiamo avere chiaro tutto ciò che la realtà fa, come lo fa, perché lo fa, dove vuole arrivare e accompagnare gentilmente e con attenzione senza pensare di stravolgere qualcosa che è abitudine. Possiamo suggerire, offrire delle piccole modifiche sostenibili e un obiettivo da raggiungere in un medio-lungo termine.</li>
</ul>
<p>Questi sono solo alcuni degli aspetti che devono portarci a <strong>riflettere prima di tutto sul perché vogliamo un&#8217;attività di Ufficio stampa, poi sul fatto che per avere l&#8217;attività migliore servono: personalizzazione, progettazione, programmazione e informazioni.</strong></p>
<p>L&#8217;attività di ufficio stampa, per rimanere sulla metafora dell&#8217;automobile, è la soluzione più efficace per compiere quel percorso; ecco perché non si può richiedere un preventivo basato sul quanto costa, ma è più efficace scegliere una consulenza sulla quale costruire le soluzioni più efficaci. Ma per scegliere la soluzione dobbiamo identificare il percorso dalla partenza all&#8217;arrivo, le tappe intermedie e che tipo di esperienza vogliamo portarci a casa (passando per città d&#8217;arte, montagne, colline, mare? Facendoci notare per il colore sgargiante, per la marca, per la forma, per come stiamo guidando?). Abbiamo bisogno di investire tempo, per comprendere soprattutto i rischi, oggi diventati una priorità.</p>
<p></p>
<p>Se vuoi saperne di più ti lascio il link al canale<a href="https://open.spotify.com/show/0KFzR4CIWdm1HRv1DdzniN?si=195f1776566a416b"> Comunicazione che passione!</a> dove troverai una serie di podcast utili</p>
<p>Ti lascio qui il link all&#8217;elenco di articoli che nel corso del tempo hanno affrontato il tema <a href="https://www.francescaanzalone.it/?s=comunicato+stampa&amp;submit=Search">Comunicato stampa</a></p>
<h4 style="text-align: center;">Vuoi fissare una consulenza con me per comprendere il potenziale della tua attività? scrivi a info@netlifesrl.com con oggetto consulenza online, oppure usa la form dei contatti</h4>
<p></p>
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<p>Se non ci conosciamo ancora, benvenutə sul mio sito 🙂 sono&nbsp;<strong>Francesca Anzalone, CEO di&nbsp;<a href="http://www.netlifesrl.com/" target="_blank" rel="noopener">Netlife s.r.l.</a>&nbsp;(dal 2000) esperta di comunicazione e cultura digitale</strong>. La mia professione inizia nel 1997 e da 23 anni ho fondato e dirigo Netlife s.r.l. Società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale. Coniugo l’attività sul campo di Digital PR, Ufficio stampa, Media Planning, strategie digitali con quella di&nbsp;<strong>docente accademica e formatrice</strong>&nbsp;su queste tematiche. Ho scritto libri sull’argomento, diretto collane editoriali e riviste specializzate e continuo a tenere rubriche su importanti riviste di settore. Dal 2023 sono anche ideatrice e direttore di&nbsp;<a href="http://www.upskilling.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Upskilling&nbsp;</strong></a>la Digital Academy di Netlife. In ventisei anni ho accompagnato aziende di piccole, medie, grandi dimensioni, Società per Azioni, Holding, Multinazionali, Enti e Istituzioni nazionali e internazionali, Pubbliche Amministrazioni&nbsp;<strong>con un obiettivo preciso: posizionare e riposizionare il brand e il business grazie al digitale attraverso una comunicazione leale e a basso rischio</strong>. Mi sono specializzata in comunicazione nelle emergenze e nelle crisi e da qui è nato&nbsp;<strong>il mio metodo #consapevolemteconnessi con fattore +2% a valore aggiunto nella comunicazione</strong>.</p>
<p>Sul mio sito&nbsp;<a href="https://www.francescaanzalone.it/">www.francescaanzalone.it&nbsp;</a>puoi trovare tutte le tematiche che tratto e i vari servizi di crescita del business che potremo identificare insieme durante consulenze online, formazione e action research. E naturalmente scoprire lavori svolti, attività e tutto ciò che potrà esserti utile per affidarmi il tuo business. E naturalmente articoli e approfondimenti sulle&nbsp;<strong>principali tematiche che tratto: Cultura digitale e Cultura della comunicazione, Digital PR e Media Planning, Brand Protection e Reputation e Social Activism e emergenze.preven</strong></p>
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		</section>
				</div><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/ufficiostampaepreventivo/">Ufficio stampa: come richiedere un preventivo tips utili</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cultura digitale non significa “solo” online: parliamo di tecnologie, comunicazione, quotidianità e un nuovo approccio alle informazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 09:49:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CREARE CULTURA DIGITALE E DELLA COMUNICAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono preparatə adeguatamente a conoscere e riconoscere l’informazione che mi viene presentata? La cultura digitale è strettamente connessa alla cultura della comunicazione, abbiamo bisogno di fare chiarezza e diventare sempre più consapevoli e responsabili delle nostre scelte. Oggi voglio accompagnarti in una riflessione utile a livello personale e per il business, naturalmente attraverso  un #consapevolmenteconnessi Non la pensiamo tuttə allo stesso modo. Non abbiamo tuttə lo stesso approccio. Non tutte le informazioni condivise sono leali, realistiche o utili per noi. Abbiamo bisogno di scegliere e dobbiamo farlo in maniera consapevole. Si parla di cerchie di relazioni. community, aggregazione di valori, intenti, idee, interessi proprio perché</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4950" class="elementor elementor-4950">
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									<p class="p1" style="text-align: center;"><strong><span class="s1"><i>Sono preparatə adeguatamente a conoscere e riconoscere l’informazione che mi viene presentata?</i></span></strong></p><p class="p1"><span class="s1">La cultura digitale è strettamente connessa alla cultura della comunicazione, abbiamo bisogno di fare chiarezza e diventare sempre più consapevoli e responsabili delle nostre scelte. Oggi voglio accompagnarti in una riflessione utile a livello personale e per il business, naturalmente attraverso<span class="Apple-converted-space">  </span>un <b>#consapevolmenteconnessi</b></span></p><blockquote><p class="p1"><span class="s1">Non la pensiamo tuttə allo stesso modo. Non abbiamo tuttə lo stesso approccio. Non tutte le informazioni condivise sono leali, realistiche o utili per noi. Abbiamo bisogno di scegliere e dobbiamo farlo in maniera consapevole. Si parla di cerchie di relazioni. community, aggregazione di valori, intenti, idee, interessi proprio perché in numeri così alti di informazioni e persone le modalità di aggregazione e dialogo saranno altrettanto innumerevoli. Così appunto anche i punti di vista attraverso i quali si affronteranno.</span></p></blockquote><p class="p1"><span class="s1">Parliamo di una serie di conoscenze e competenze sviluppate grazie alle nuove tecnologie necessarie per poter sfruttare appieno i benefici e le opportunità che il web offre, senza le quali andiamo incontro ad una serie di rischi sempre più alti. Il web attraverso l’attività informativa influenza pesantemente il nostro quotidiano, ma quanto di ciò che vediamo, ascoltiamo e subiamo è leale? Il punto è che ci troviamo di fronte a<span class="Apple-converted-space">  </span>un’infinità di informazioni, contenuti, di content creator, di “costruttori” di architetture sempre più complesse, esteticamente affascinanti, ma contemporaneamente, anche del loro oppos<strong><em>to.</em></strong></span></p><h2>Cultura digitale e informazione: &#8220;data never sleeps&#8221;</h2><p class="p1"><strong><em><span class="s1">Da chi è gestita l’informazione sul web? Che tipo di informazioni troviamo? Chi sono le fonti più “autorevoli”? Chi ci influenza? Come veniamo influenzati? Da chi veniamo influenzati? </span></em></strong></p><p class="p1"><span class="s1">Oggi siamo sempre connessi a informazioni e persone, ma come le scegliamo? Come scegliamo quale informazione è utile, interessante, di crescita? Su quali criteri? Come scegliamo chi è autorevole e chi no? Come ci rendiamo conto se ciò a cui siamo esposti è davvero una visione “aperta” o se siamo in una “bolla” che non ci permette di ampliare la nostra visione?</span></p><p class="p1"><span class="s1">Nel web tutti quelli dotati di una connessione a Internet e ai suoi canali hanno potenzialmente voce. E’ sempre molto interessante leggere il report digitale di <a href="http://wearesocial.com"><span class="s2">wearesocial.com</span></a> che riporta dati precisi che vengono poi aggiornati nell’arco dell’anno e che ci presenta l&#8217;evoluzione nell&#8217;uso del digitale e della cultura digitale.</span></p><p class="p1"><span class="s1">Miliardi di persone connesse che leggono, si informano, condividono informazioni e contenuti. <b> Ma cosa avviene nel<span class="Apple-converted-space">  </span>web nell’arco di in un minuto? </b>Scopriamo con l’infografica di Domo attraverso Primaonline <a href="https://www.primaonline.it/2022/12/30/369008/cosa-succede-ogni-minuto-su-internet-nel-2022-data-never-sleeps/"><span class="s2">https://www.primaonline.it/2022/12/30/369008/cosa-succede-ogni-minuto-su-internet-nel-2022-data-never-sleeps/</span></a></span></p><p class="p1"><span class="s1">A chiusura 2022, i dati riportavano <b>5,9 milioni di ricerche effettuate su Google, 1,7 milioni di contenuti condivisi su Facebook, 66.000 foto condivise su Instagram, 2,4 milioni di snap inviati su Snapchat, 500 ore di video caricate su YouTube, $ 443.000 spesi su Amazon, 16 milioni di SMS inviati, 231 milioni di email inviate, $ 90 milioni spesi in criptovalute</b>. E adesso qualche riflessione in più: la risposta a te che pensi “io non uso più gli SMS” e dunque sei convintə che nessunə lo faccia ancora, il dato ti dice che <b>ogni minuto vengono spediti 16 milioni di SMS</b>. E a te che ami incontrare persone in presenza e uscire a cena per capire se hai affinità con quella persona, ti faccio conoscere <b>un dato Tinder, ogni minuto assistiamo a 1,1 milione di swipe</b>. A te che stai pensando “tutto sta tornando in presenza” ti condivido un dato su Zoom,<b> ogni minuto si spendono 104.600 ore in Meeting su Zoom</b>. Ma questi sono solo alcuni piccoli esempi di cosa significa esposizione ai dati e dunque all’importanza di conoscere i dati e le loro dinamiche.</span></p><p class="p1"><span class="s1">Dunque leggere, seguire, identificare una fonte di informazioni e contenuti non basta, dobbiamo aprire la mente, superare le nostre credenze limitanti attraverso la ricerca dei dati, <b>aprirci ad una nuova cultura digitale fatta anche di dati</b>. E più dati conosciamo, maggiore sarà la nostra capacità critica e analitica nella ricerca delle informazioni. Il web ci apre la possibilità di avere una visione globale, dunque, abbiamo bisogno di imparare a sfruttare appieno questa opportunità. Ma abbiamo anche la responsabilità di farlo con consapevolezza.</span></p><p> </p><h2>Cultura digitale: competenze e conoscenze</h2><p class="p1"><span class="s1">Due sono le riflessioni su cui vorrei costruire la nostra conversazioni oggi:</span></p><ol class="ol1"><li class="li1"><span class="s1">In questo web, e nei dati di questo scenario in quale punto ci posizioniamo? Siamo aggiornatə sui dati di ciò che sta avvenendo? Abbiamo le competenze necessarie? E le conoscenze? </span></li><li class="li1"><span class="s1">Ci stiamo informando in maniera “aperta e globale” o siamo in una bolla creata da il nostro punto di vista che sta selezionando solo un determinato tipo di informazione?</span></li></ol><p class="p1"><span class="s1">Nel web esiste un contenuto per chiunquə e ciò da cui dobbiamo partire è la domanda verso noi stessə: sono preparatə adeguatamente a conoscere e riconoscere l’informazione che mi viene presentata? Informazioni e persone sono interconnessə, a noi la responsabilità di scegliere cosa e come. Partiamo da qui.</span></p><p> </p><blockquote><p>Come sempre ti aspetto per conversare insieme sui social: LinjedIn, Instagram e Facebook. Ti ringrazio per il tempo trascorso insieme #consapevolmenteconnessi</p></blockquote><p>=====================</p><p>Se non ci conosciamo ancora, benvenutə sul mio sito 🙂 sono <strong>Francesca Anzalone, CEO di <a href="http://www.netlifesrl.com">Netlife s.r.l.</a> (dal 2000) esperta di comunicazione e cultura digitale</strong>. La mia professione inizia nel 1997 e da 23 anni ho fondato e dirigo Netlife s.r.l. Società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale. Coniugo l&#8217;attività sul campo di Digital PR, Ufficio stampa, Media Planning, strategie digitali con quella di <strong>docente accademica e formatrice</strong> su queste tematiche. Ho scritto libri sull&#8217;argomento, diretto collane editoriali e riviste specializzate e continuo a tenere rubriche su importanti riviste di settore. Dal 2023 sono anche ideatrice e direttore di <a href="http://www.upskilling.it"><strong>Upskilling </strong></a>la Digital Academy di Netlife. In ventisei anni ho accompagnato aziende di piccole, medie, grandi dimensioni, Società per Azioni, Holding, Multinazionali, Enti e Istituzioni nazionali e internazionali, Pubbliche Amministrazioni <strong>con un obiettivo preciso: posizionare e riposizionare il brand e il business grazie al digitale attraverso una comunicazione leale e a basso rischio</strong>. Mi sono specializzata in comunicazione nelle emergenze e nelle crisi e da qui è nato <strong>il mio metodo #consapevolemteconnessi con fattore +2% a valore aggiunto nella comunicazione</strong>.</p><p>Sul mio sito <a href="http://www.francescaanzalone.it">www.francescaanzalone.it </a>puoi trovare tutte le tematiche che tratto e i vari servizi di crescita del business che potremo identificare insieme durante consulenze online, formazione e action research. E naturalmente scoprire lavori svolti, attività e tutto ciò che potrà esserti utile per affidarmi il tuo business. E naturalmente articoli e approfondimenti sulle <strong>principali tematiche che tratto: Cultura digitale e Cultura della comunicazione, Digital PR e Media Planning, Brand Protection e Reputation e Social Activism e emergenze.</strong></p><p> </p>								</div>
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		<title>CONTENT IS KING, FINCHÉ SI FA FACT CHECKING, ALTRIMENTI RISCHIAMO IL BRAND WASHING</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 14:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BRAND PROTECTION & REPUTATION]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CONTENT MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL PR & MEDIA PLANNING]]></category>
		<category><![CDATA[FORMATRICE]]></category>
		<category><![CDATA[WEBINAR E FORMAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Content is king, ne abbiamo sentito parlare allo sfinimento, e rimane vero, fintanto che si fa fact checking. Oggi non ci possiamo più permettere di non avere all’interno del team di content creation figure specializzate nella brand protection e in tutela della reputazione. Content is king con un nuovo approccio, un nuovo punto di vista; una contro lettura mirata a verificare e valutare costantemente i potenziali rischi. E i rischi oggi sono Washing green, pink, social, di brand.  La lista è davvero lunga e articolata. Non possiamo dunque permetterci di fare uscire dichiarazioni che non abbiano una dimostrazione oggettiva attraverso azioni e dati. Non possiamo</p>
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									<p>Content is king, ne abbiamo sentito parlare allo sfinimento, e rimane vero, fintanto che si fa fact checking. Oggi non ci possiamo più permettere di non avere all’interno del team di content creation figure specializzate nella brand protection e in tutela della reputazione.</p><p>Content is king con un nuovo approccio, un nuovo punto di vista; una contro lettura mirata a verificare e valutare costantemente i potenziali rischi. E i rischi oggi sono Washing green, pink, social, di brand.  La lista è davvero lunga e articolata. Non possiamo dunque permetterci di fare uscire dichiarazioni che non abbiano una dimostrazione oggettiva attraverso azioni e dati. Non possiamo dire “faremo”, dobbiamo asserire ciò che abbiamo fatto e mostrare i risultati.</p><blockquote><p>Abbracciare una causa significa intraprendere un cambiamento sostanziale. Non sono parole, ma impegno attraverso azioni concrete.</p></blockquote><h2>LA NARRAZIONE È A POSTERIORI E L’IMPEGNO DEVE ESSERE “CONTRATTUALIZZATO”</h2><p>Presi dalla voglia di essere presenti con i contenuti programmati, desiderosi di rispettare le scadenze e soddisfare così i punti di un contratto e le esigenze di un algoritmo che ci premia per la persistenza, rischiamo di voler dire troppo;  prima ancora di avere messo in pratica azioni concrete e scivolare così in Washing.</p><p><em>I consumatori per scegliere vogliono scelte valoriali e prese di posizione.</em> Un gioco di parole che descrive esattamente la competitività di mercato. Si tratta di valori che il brand ha e condivide con i consumatori, non più solo qualità nel prodotto; ma scelte etiche e valoriali attraverso le quali possiamo condividere la visione, il pensiero e lo spirito di appartenenza. Quello spirito che ci muove a sentirci parte di e ci spinge a contribuire sempre più (ne ho parlato nel mio ultimo libro Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione – Hoepli Editore).</p><p>Comunicare non basta, anzi diventa un rischio se non vi sono azioni concrete e dati che testimoniano le attività in essere e i risultati ottenuti. <strong>Come facciamo a capire se il brand che abbiamo scelto lo sta facendo per vocazione o per mero interesse economico? </strong></p><p>Scottati da casi ormai quotidiani di “narrazioni prive di dati oggettivi e di numeri a supporto” e dunque di quei fenomeni di facciata che dichiarano cose straordinarie ma senza nessun fondamento; ci troviamo di fronte a quello che viene definito Brand Washing. Una narrazione che serve per raccontare valori per aumentare le vendite, senza nessuna presa di coscienza reale del problema o di azione concreta a medio-lungo termine.</p><p><strong>Un risveglio di coscienza che non genera nessun movimento, nessuna azione, dato, contratto a medio-lungo termine con chi realmente conosce queste cause e ne ha fatto il proprio scopo.</strong></p><h2>ATTENZIONE AI WASHING SOPRATTUTTO PERCHÉ CONTENT IS KING</h2><p>Non possiamo raccontare ciò che non avviene! Ma soprattutto dobbiamo narrare con il supporto di dati e informazioni specifiche, precise e circostanziate. Non dimentichiamo che Content is King, dunque attenzione a non commettere errori. Ci servono <strong>figure specializzate che sappiano utilizzare correttamente i termini tecnici e soprattutto che ne conoscano il significato in maniera approfondita.</strong> Non si comunica per il “gusto di comunicare”, si comunica per raccontare ciò che abbiamo realizzato, come, con chi, ottenendo risultati precisi e puntuali.</p><p>Non sapere i termini corretti ci mette profondamente a rischio, soprattutto se parliamo di Green, di biodegradabilità, ma questo è solo un piccolo esempio. Le declinazioni di Brand Washing sono davvero molte: green, pink, rainbow, social, e tutte convergono in un punto: non sono verità complete se non addirittura distanti dalla realtà dei fatti.</p><h2>COME FARE PER EVITARE WASHING?</h2><p>Parlando di Content is King, la risposta più semplice e diretta è: non mentire, ma investire realmente in una causa e perseguirne valori, obiettivi, farla propria e viverla intensamente con chi di quella causa ne ha fatto uno scopo. <strong>Non serve mostrare di essere coinvolti in tante cause, serve credere in una e su di essa investire</strong>.</p><p>Una causa è un investimento economico, di energie, di tempo, di visione, ed è contaminazione profonda di tutto il processo, della filiera e dell’intero ecosistema. Perché dichiarare di credere in qualcosa presuppone che si faccia di tutto per essere coerenti.</p><blockquote><p>Nel libro Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione (F. Anzalone – Hoepli editore) si parla molto di aspetti legati al fact checking proprio per permettere al team di non imbattersi in inesattezze, o peggio ancora in false dichiarazioni, molto difficili da recuperare in termini fiduciari. Ciò a cui si deve puntare è una causa da perseguire e un partner che se ne occupa con azioni concrete, consapevolezza e responsabilità. E inserirlo nel team comunicazione per poter raccontare a posteriori, tutte le iniziative realizzate.</p></blockquote><p><strong>Il team si deve allargare con la consapevolezza e la responsabilità di chi può portare i dati, le analisi corrette, l’attenzione necessaria alla verifica di tutti i rischi.</strong> Deve dunque inglobare quella causa all’interno di flussi, processi, comunicazioni, rivedendo ciò che esisteva prima, in funzione di questa nuova presa di coscienza.</p><p>Non possiamo solo dire, dobbiamo agire ad ogni livello e integrare quella causa, quei valori e quella visione all’interno del sistema e dell’ecosistema.</p><p>Attenzione dunque ai contenuti, ma non solo, attenzione a prendere seriamente il cambiamento che si sta per intraprendere.</p><p> </p><p>================</p><p><strong>Upskilling.it ti aiuta a rimanere aggiornat* nelle competenze</strong> (una finestra sull’attualità), <strong>nella competitività</strong> (attraverso strategie e tips digitali per accelerare il business) con <a href="https://www.upskilling.it/category/news/">Upskilling Digital Topics &amp; mor</a>e, <strong>nelle digital skills</strong> (attraverso la Digital Academy e i contenuti free di approfondimento delle ultime tendenze) attraverso <a href="https://www.upskilling.it/courses/">Upskilling Digital Academy</a>.</p><p>Il tuo punto di riferimento online <strong>per comprendere la trasformazione digitale e sfruttarla appieno</strong>; e che contemporaneamente <strong>ti aiuta a competere nel mercato</strong> e ti semplifica le scelte attraverso <strong>l’acquisizione e l’aggiornamento di competenze digitali, cultura della comunicazione e soft skills.</strong></p><p>Corsi di aggiornamento delle competenze professionali e digitali, webinar, consulenze mirate e strategiche e progettazione di percorsi formativi da 40 a 200 ore mappati sui bisogni delle singole realtà e del singolo lavoratore. Upskilling è un brand di <a href="http://www.netlifesrl.com/">Netlife s.r.l. </a>– Società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale attiva dal 2000.</p><div>================</div>								</div>
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		<title>L&#8217;importanza della parola e della forza esercitata sulle persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 14:33:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTRICE]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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		<category><![CDATA[CONTENT MARKETING]]></category>
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		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
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		<category><![CDATA[la parola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;importanza della parola e della forza esercitata sulle persone è un tema fondamentale nella vita di ciascun essere umano. Questo è il mio pensiero che può essere condiviso o meno. Ma più abbiamo consapevolezza della parola e del peso di attrazione verso il positivo o il negativo, che è in grado di innescare; più la nostra comunicazione sarà efficace. Ahimè, questo però, ancora una volta sia in positivo che in negativo. Che parole scegliamo quando parliamo con gli altri? E quando parliamo con noi stessi? Ma forse, vedendo i comportamenti più recenti ci dovremmo iniziare a chiedere se scegliamo realmente le parole e se abbiamo un</p>
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									<p>L&#8217;importanza della parola e della forza esercitata sulle persone è un tema fondamentale nella vita di ciascun essere umano. Questo è il mio pensiero che può essere condiviso o meno. Ma più abbiamo consapevolezza della parola e del peso di attrazione verso il positivo o il negativo, che è in grado di innescare; più la nostra comunicazione sarà efficace. Ahimè, questo però, ancora una volta sia in positivo che in negativo.</p><p><strong>Che parole scegliamo quando parliamo con gli altri? E quando parliamo con noi stessi? </strong>Ma forse, vedendo i comportamenti più recenti ci dovremmo iniziare a chiedere se scegliamo realmente le parole e se abbiamo un dialogo interiore, prima di rivolgerci verso l&#8217;esterno. Il punto è che spesso le persone usano le parole senza dare loro il giusto peso. Quella forza di attrazione dove porterà? trascinerà verso il basso o solleverà l&#8217;altrə? E con le parole influenzeranno colleghi, figli, amici, genitori, insegnanti, cittadini, studenti, segnandone anche profondamente &#8220;l&#8217;essere&#8221;.</p><p>Scegliere con cura le parole implica un investimento di tempo, di energie e di attenzioni. Significa avere cura. Significa dare importanza, riflettere e valutare se stiamo per usare quelle con il &#8220;peso giusto&#8221;. Le persone concentrate su loro stessə non hanno tempo per &#8220;pesare&#8221;. Questo vale nella comunicazione personale come in quella del brand, del corporate che definiscono i valori, la visione e la missione. E come sempre, ricordiamoci che le parole che usiamo ci definiscono.</p><h2>L&#8217;Importanza della parola è fondamentale</h2><p><strong>Le parole in velocità, quelle sotto &#8220;urgenza&#8221;, sono parole frettolose, non &#8220;pesate&#8221; e dunque ad alto rischio. </strong>Sono i washing, i backlash, sono la sostenibilità insostenibile, sono le crisi mediatiche e reputazionali. Sono le parole distruttive, che, non solo non contribuiscono con valore aggiunto, ma indeboliscono o distruggono direttamente il legame. Sono la perdita di fiducia in una persona, in un brand, in un corporate. Sono addirittura ferite, talvolta insanabili. <strong>Sono un mancato ascolto della sensibilità altrui.</strong> E oggi questa riflessione è necessaria, soprattutto perché queste parole diventano un &#8220;per sempre&#8221; che viaggia nel web, senza una governance.</p><p>Vogliamo generare una forza attrattiva verso il nostro prodotto, servizio, verso la nostra persona. Vogliamo sempre più follower, senza pensare che più cresce la audience, maggiore dovrà essere il peso delle nostre parole. E più pesanti saranno le parole degli altri, perché più numerose e &#8220;trascinate da altre parole pesanti&#8221;. Più cresciamo in autorevolezza e più dobbiamo pesare le parole in entrata e in uscita. Sì, perché quello a cui non siamo mai preparatə è a quanto possono essere pesanti le parole rivolte contro di noi. E a quanto possono essere &#8220;soppesate&#8221;da latrə le parole che utilizziamo. Compreso ciò che è nei nostri diritti, talvolta si trasforma in &#8220;mi sembra esagerato&#8221;, se non addirittura in parole che sussurrano o gridano malafede. Di fronte a queste parole mal interpretate  (talvolta anche in maniera totalmente errata) ci sentiamo impotenti. Altre volte, quel peso, lo percepiamo dopo, quando è già una shit storm. Oppure quando ci ha feriti profondamente.</p><h2>Le parole hanno un peso e quel peso esercita una forza positiva o negativa sulle persone. Sta a noi scegliere che parole vogliamo usare per definire chi vogliamo essere.</h2><p>Ed è su queste considerazioni che si basa la filosofia di #consapevolmenteconnessi, ovvero relazioni consapevoli e responsabili tra persone, noi stessi e il web. Un conoscere profondamente l&#8217;importanza, le caratteristiche e le modalità per utilizzare le parole migliori volte a costruire ponti, o meglio interconnessioni significative. In questo sito troverai la parola al centro in tutte le sue declinazioni e le mie interpretazioni professionali:</p><ul><li>La parola come rischio di washing, backlash, crisi mediatica e reputazionale</li><li>La parola come suggestione: creo come parlo e costruisco una narrazione leale</li><li>L&#8217;importanza della parola nelle emergenze</li><li>L&#8217;importanza della parola nell&#8217;identità di brand e corporate</li><li>La semantica identitaria di brand e corporate e la costruzione del senso di appartenenza</li><li>La parola nella scrittura creativa: sceneggiature, biografie e racconti</li><li>La parola come Copywriting efficace per la vendita di prodotti e servizi</li><li>La parola nei Company Profile, nei comunicati stampa, nelle cartelle stampa</li><li>La parola nei social network e nella content creation</li><li>La parola nelle interviste e testimonianze business</li><li>La parola nei casi studio e nella narrazione delle eccellenze</li><li>La parola nella formazione: chiara, semplice e operativa</li><li>La parola nella comunicazione interna tra colleghi, nella gestione dei conflitti e nel problem solving</li><li>La parola come micro lingua professionale e codice comune</li></ul>								</div>
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		<title>Perché imparare a mappare il business è strategico?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 12:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[BRAND PROTECTION & REPUTATION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Imparare a mappare il business oggi è fondamentale. Visualizzare in una mappa concettuale tutto il nostro business ci permette di migliorare la governance e di costruire strategie di comunicazione e marketing vincenti. Fin dal liceo, e devo per questo ringraziare uno dei miei professori, ho imparato attraverso le mappe concettuali. La mia memoria visiva mi permetteva di imparare più velocemente e con uno sforzo minore. Compreso questo, ho fatto delle mappe concettuali il mio strumento principale di lavoro oltre che di apprendimento. Immagina di avere un foglio grande davanti ai tuoi occhi dove tutto il tuo business è strutturato in nodi focali interconnessi gli uni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Imparare a mappare il business oggi è fondamentale. <strong>Visualizzare in una mappa concettuale tutto il nostro business</strong> ci permette di migliorare la governance e di costruire strategie di comunicazione e marketing vincenti. Fin dal liceo, e devo per questo ringraziare uno dei miei professori, ho imparato attraverso le mappe concettuali. La mia memoria visiva mi permetteva di imparare più velocemente e con uno sforzo minore. Compreso questo, ho fatto delle mappe concettuali il mio strumento principale di lavoro oltre che di apprendimento.</p>
<blockquote><p>Immagina di avere un foglio grande davanti ai tuoi occhi dove tutto il tuo business è strutturato in nodi focali interconnessi gli uni agli altri e dove tutto è facilmente identificabile. Una chiara visione di ciò che si è, si fa e come lo si fa che ci permette di identificare anche nuovi collegamenti a valore aggiunto. Puoi visualizzare nuovi percorsi, nuovi nodi di approfondimento e soprattutto nuove relazioni. Compreso il riuscire a &#8220;pesare&#8221; argomenti e interconnessioni. Mi piace definirla la mappa del valore e quando gli imprenditori la visualizzano è sempre un momento di grande orgoglio per loro: noi siamo questo! E di grande chiarificazione per tutte le attività e le azioni intraprese insieme (per me fondamentale!).</p></blockquote>
<h2>Imparare a mappare il Business significa identificare l&#8217;essenza</h2>
<p>Per crescere bisogna ridursi e semplificare, e la mappatura è sicuramente lo strumento migliore che possiamo produrre per identificare in maniera veloce e puntuale il nostro business. <strong>Una delle migliori competenze che servono al mercato è la capacità di sintesi: arrivare immediatamente all&#8217;essenza in modo chiaro, preciso e immediato. La mappatura ci consente esattamente questo.</strong></p>
<p><strong>LA CONSULENZA</strong> &#8211; Riuscire a riassumere tutto ciò che facciamo in nodi precisi e puntuali è un percorso fondamentale che deve seguire step precisi. Generalmente <strong>con Netlife corrisponde ad un pacchetto di consulenze in abbonamento da 24 ore (6 appuntamenti da 4 ore ciascuno)</strong> che accompagnano imprenditori e manager, generalmente, a elaborare un’immagine definita di ciò che è il business qui e ora. L’obiettivo è quello di verificare se le strategie sono vincenti e al massimo dell’efficacia; se vi sono criticità da presidiare da un punto di vista di tutela del capitale reputazionale; se si possono impiegare nuovi strumenti digitali per ottimizzare.</p>
<p>La consulenza accompagna nell’identificazione di obiettivi e target, talvolta non è così scontato come può sembrare. Spesso l’abitudine all’offline non sfrutta appieno il potenziale del web che ci permette un riposizionamento. <strong>Sfruttare le opportunità del web nell’acquisizione di un nuovo target preciso è fondamentale</strong>. Abbiamo a disposizione nuovi strumenti, nuove strategie e nuovi canali, non limitiamo il business, ma apriamolo a nuove opportunità. E&#8217; così che si riesce a migliorare la performance del business e ad accelerare la crescita.</p>
<p>Attraverso il percorso di consulenza e accompagnamento si vanno a identificare gli obiettivi e il target per poi rivedere il messaggio chiave. “Il messaggio chiave lo abbiamo ben chiaro”, ma il punto è: siamo sicuri che quel messaggio è realmente ciò che serve al target e che desidera trovare o è semplicemente quello che noi vogliamo raccontare di noi stessi? <strong>Il messaggio si costruisce alla fine dell’analisi, non prima. </strong>Un messaggio pre-costituito è esattamente come un pre-giudizio. Non è il risultato del qui e ora, ma di un pensiero che abbiamo già dentro di noi. Come può essere vincente un messaggio che non sta analizzando la situazione attuale? E magari anche una visione a medio-lungo termine? <strong>Se vuoi scoprire cosa può fare per il tuo business Netlife s.r.l. <a href="https://www.netlifesrl.com/contatti-2/">compila la form </a>e leggi attentamente l&#8217;informativa privacy di Netlife s.r.l.</strong></p>
<p>La consulenza è sempre un percorso efficace, a tappe e utile per chi vuole costruire la nuova visione e missione a medio-lungo termine e monitorare una crescita percentuale costante. Per chi, invece, dopo l&#8217;attività di mappatura e identificazione degli aspetti strategici preferisce formarsi in autonomia attraverso un corso di qualità e pensato per creare la strategia di una comunicazione mirata ed efficace, su Upskilling Digital Academy <strong><a href="https://www.upskilling.it/course/la-strategia-nel-webmarketing-base/">può trovare un corso in autoformazione online </a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA VALUTAZIONE ATTRAVERSO LA MAPPATURA: PIÙ VELOCE E PIÙ EFFICACE</h3>
<p>Si prosegue poi con la valutazione di tutti gli elementi attraverso la mappatura di cosa stiamo facendo e come lo stiamo facendo in base agli obiettivi e al target. Ed ecco che inizia a delinearsi davanti agli occhi una rappresentazione di attività, azioni e ruoli precisi. <strong>Disegnare esattamente ciò che è qui e ora attraverso attività, azioni e ruoli diventa strategico e funzionale. </strong>da questa immagine si inizia a delineare la strategia più efficace, ad evidenziare la necessità di strumenti nuovi per la semplificazione delle procedure e dei processi. Si evidenziano i flussi e si comprendono modalità di semplificazione. Si identificano criticità, e al contempo punti di forza che possono essere rafforzati.</p>
<p><em>Ci sono aree scalabili? Ci sono aspetti di valore che non sto ancora sfruttando? I valori che sto promuovendo si visualizzano attraverso questa mappa? Dove sono i punti del mio 20/80? Ne ero a conoscenza? </em>E si potrebbe proseguire a lungo la disamina sull’efficacia di una mappatura del business.</p>
<p>Da qui la costruzione della strategia più efficace, <strong>l’analisi della coerenza e l’attività di tutela e protezione </strong>iniziano a prendere forma, nome e ruoli.</p>
<blockquote><p>Forse ti sembrerà facile da realizzare, e molto semplice come soluzione, ma se non ne hai una a tua disposizione hai sicuramente un “pezzetto del tuo puzzle” che non è al posto giusto. Ti faccio questo esempio perché è esattamente questo: un puzzle che visualizzi appeso alla parete e che ti mostra il disegno completo. Potrai essere brav* a organizzare tutti i pezzi, c’è chi lo fa per forma, chi li suddivide per colore, chi per aree, chi per cornice, ma se non focalizziamo l’attenzione sulla visione d’insieme non riusciremo mai a mettere i pezzi nel posto giusto. Oppure andremo a tentativi, ma quanto tempo sprecheremo? Quanti fallimenti avremo? Quanta frustrazione? Ecco, visualizzare il disegno completo significa avere linee guida, saper governare le operazioni di costruzione, risparmiare tempo, e generare soddisfazione man mano vediamo prendere forma al disegno perché in maniera chiara e semplice corrisponde a ciò che è stato “promesso”. In poche parole questo è il beneficio di una mappatura sia per i collaboratori che per i clienti.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA CONSULENZA: MAPPARE IL BUSINESS</h2>
<p>Da anni accompagniamo clienti nella mappatura del business e attraverso questa nell’identificazione del messaggio, nella verifica della coerenza, nella tutela della reputazione, nella costruzione di strategie di comunicazione e marketing, nella semplificazione dei processi e nella valorizzazione dei punti di forza.</p>
<p>La consulenza sulla mappatura è la base di tutti i percorsi. Generalmente ha una durata di 24 ore (6 appuntamenti da 4 ore ciascuno), ognuna con un obiettivo specifico.</p>
<p>Le tempistiche sono di un incontro a settimana (consulenza online o offline) per un mese; segue il 5° appuntamento nel mese successivo (per permettere al cliente di strutturare una proposta articolata) in cui si valuta la strategia identificata e si ha il confronto e segue il 6° appuntamento a distanza di un mese per verificare l’andamento e accompagnare il cliente nel condurre analisi di valutazione.</p>
<p>Il metodo è il learning by doing e tutto si svolge secondo l’Action Research, ovvero si identifica un problema da risolvere e su quello si costruisce il percorso. Problema è anche l’esigenza di semplificare o di comprendere la coerenza.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: info@netlifesrl.com</p>
<h2>SE VUOI PUOI ASCOLTARE IL PODCAST &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/725tysN0ZuYLJVTeCH2Dyx?si=0b809f26a69f47db">Imparare a mappare il business: la svolta</a>&#8220;</h2><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/perche-imparare-a-mappare-il-business-e-strategico/">Perché imparare a mappare il business è strategico?</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Comunicazione e ascolto attivo: attraverso l’Upskilling diventa scambio e equilibrio permanente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 13:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>O almeno così dovrebbe essere per essere funzionale. La formazione è innanzitutto comunicazione da parte dell’azienda e dal parte del capitale umano. E ancora prima, ascolto delle necessità, delle ambizioni e delle emozioni del singolo.  E il punto è che ognuno ha le proprie, e non sempre corrispondono con l’idea di chi, in azienda, si aspetta che quella persona voglia ricoprire quel ruolo. Perché succede che le aspettative non corrispondono alla realtà? Perché non vi è stata una comunicazione efficace. Se qualcosa accade e non lo sappiamo spiegare, soprattutto quando parliamo di grandi numeri (pensiamo alle Grandi Dimissioni), significa che non abbiamo comunicato efficacemente. Non abbiamo creato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="reader-text-block__paragraph">O almeno così dovrebbe essere per essere funzionale.</p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>La formazione è innanzitutto comunicazione da parte dell’azienda e dal parte del capitale umano. E ancora prima, ascolto delle necessità, delle ambizioni e delle emozioni del singolo.  E il punto è che ognuno ha le proprie, e non sempre corrispondono con l’idea di chi, in azienda, si aspetta che quella persona voglia ricoprire quel ruolo. <em>Perché succede che le aspettative non corrispondono alla realtà?</em> Perché non vi è stata una comunicazione efficace. Se qualcosa accade e non lo sappiamo spiegare, soprattutto quando parliamo di grandi numeri (pensiamo alle Grandi Dimissioni), significa che non abbiamo comunicato efficacemente. Non abbiamo creato l’ambiente migliore. E con il noi significa nessun* esclus*. Non abbiamo condiviso la conoscenza, non abbiamo dialogato correttamente. Per questo dobbiamo coltivare la Cultura della Comunicazione: imparare a comunicare in maniera efficace e aumentare costantemente le nostre competenze. Perché siamo nell’era in cui conversiamo costantemente, il mercato è conversazionale e la comunicazione è costantemente pubblica. <strong>In un mondo in costante trasformazione è necessaria una crescita adeguata e altrettanto costante.</strong></p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">Quante volte &#8220;sentiamo&#8221; pronunciare queste parole?</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph"><em>Sarebbe bello se …; Purtroppo da noi non è così …; Mi ritrovo in questo ruolo, ma …; Mi piace molto il mio lavoro, ma sarebbe bello se riuscissi a farlo senza ingerenze da parte di …; So che è una grande opportunità di carriera ma ho altre priorità e …; Utile quel corso, ma poi non lo possiamo applicare in azienda …; Ogni giorno mi trovo a lottare contro i miei valori perché devo fare così …; Sarebbe bello se fosse così anche da noi, ma chissà tra quanti anni …; Il guadagno non è la mia priorità, preferisco il tempo; Avrei potuto formarmi io per quel ruolo, invece di prendere una nuova persona a tempo indeterminato … </em>E si potrebbe proseguire per pagine, ricordando l’importanza e la carica emotiva in ciascuna di queste frasi.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Comunicazione e formazione sono due asset strategici e fortemente connessi che, insieme, diventano una spinta propulsiva al business. <strong>Per comunicare in maniera efficace dobbiamo formarci adeguatamente e viceversa per formarci adeguatamente dobbiamo comunicare in maniera efficace. </strong></p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>In questo concetto è racchiusa la mia ricerca, il mio essere docente e il mio essere comunicatrice. Formazione e comunicazione sono le mie due braccia, o se vogliamo vederla poeticamente, le mie due ali. Ventisei anni in cui metto al centro della formazione la comunicazione come apprendimento collaborativo, la messa in comune della conoscenza e le conversazioni come esercizio per migliorare “la risoluzione dei problemi e dei conflitti”. In aula, che sia fisica o virtuale, si apprende soprattutto attraverso la comunicazione e il dialogo che fa conoscere la visione dell’altr*. E, proprio ascoltando attivamente, si comprendono le esigenze sia del singolo, che del gruppo. Il punto è: <em>ascoltiamo attentamente o ci chiudiamo nella bolla selezionando solo quello che vogliamo sentire?</em></p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">L’Upskilling delle competenze diventa dunque l’occasione di dialogo permanente e patto di fiducia tra business e capitale umano.</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">L’Upskilling delle competenze diventa dunque l’occasione di dialogo permanente e patto di fiducia tra business e capitale umano. Un ponte, una connessione tra le aspirazioni del singolo e del gruppo e la competitività che il mercato necessita. L’occasione per ascoltare le esigenze, fare sentire le persone nel posto giusto e adeguate alla situazione contingente. <em>Sono del posto giusto con le competenze adeguate. E in questo posto posso crescere secondo le mie aspirazioni. </em></p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>L’Upskilling diventa dunque comunicazione permanente e ascolto attivo nel cui scambio vi è equlibrio. </strong>O almeno così dovrebbe essere per riuscire a raggiungere l’obiettivo. Il business e le persone evolvono costantemente ciascuna secondo le proprie necessità: competitività nel mercato e auto affermazione. <strong>Ma per poterlo garantire ognun* deve rinunciare ad una parte e conquistare una parte. </strong>Upskilling significa acquisizione di nuove competenze e applicazione sul campo e dunque, in quel preciso ambito, si deve delineare il nuovo spazio. Si devono ridisegnare i perimetri con caratteristiche sempre più precise, ma non con la logica di “territorio di conquista”, ma di “miglior terreno fertile per questo tipo di coltivazione”. E più si coltivano le competenze adeguate per quel terreno, più le si uniscono, maggiore e migliore sarà il raccolto.</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">Quali sono le basi sulle quali costruire questo “terreno” attraverso l’Upskilling?</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Portando avanti questa metafora possiamo delineare alcuni aspetti utili e applicabili fin da subito nelle nostre realtà aziendali.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Un terreno non produce immediatamente, ha bisogno di tempo e di attenzioni costanti. Così il progetto formativo, che deve essere a medio-lungo termine (3-5 anni) reso pubblico e accessibile al capitale umano. Non semino e poi vado via, come se nulla fosse accaduto. Devo continuare a prendermi cura del terreno affinché i frutti possano uscire. <strong>Così è l’Upskilling, non una volta ogni quando abbiamo i fondi giusti da parte di un agente esterno. Devo avere un progetto</strong>: acquistare il terreno, analizzarne le caratteristiche, scegliere cosa piantare, fare una serie di azioni, delinearne i confini e col passare del tempo raccogliere i frutti. Per poi ricominciare con un nuovo ciclo.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Così anche <strong>la proposta formativa deve essere articolata, sia nelle modalità di erogazione che nei contenuti per raggiungere la maturità adeguata</strong>. Ogni stagione ha esigenze differenti, si tratta di cambiamento, trasformazione, cicli evolutivi. La staticità non giova a nessun*. Dunque parliamo di <strong>Upskilling permanente attraverso differenti tipologie di “nutrimento”</strong>, dal micro learning, a corsi in auto formazione, a incontri in presenza, seminari, convegni, Live, laboratori.</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">Personalizzazione come elemento chiave e strutturale</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Upskilling è crescita permanente in base alle necessità del momento. Ecco perché la formazione va ripensata nei modi, nei tempi, nei canali e, soprattutto, nella percezione dei risultati. Abbiamo bisogno di visualizzare i risultati di ciò per cui stiamo investendo sforzi e tempo. Vedere il grando germogliare e poi crescere giorno dopo giorno ci permette di non perdere l’entusiasmo e mantenere la determinazione nel fare. <strong>Se l’azienda organizza un corso di formazione poi non può non permettere di applicare quelle competenze, azioni, strategie. Crea disequilibrio. E il disequilibrio per compensarlo ha bisogno di sforzi maggiori da una parte sola. </strong>Ancora una volta è fondamentale ricordare che <strong>un progetto formativo a medio-lungo termine va inserito in maniera consapevole e responsabile nelle dinamiche aziendali, altrimenti è controproducente</strong>. Rischia di fare percepire dei bisogni magari latenti. E dunque ne fa sentire un peso maggiore, generando frustrazione.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Abbiamo dunque bisogno di avere la mappatura chiara di tutti i nodi dai quali attingere nuova conoscenza e grazie a questa, nel corso del tempo come aggiungere valore. <strong>Progetto formativo significa </strong>mappare tutti i nodi concettuali e permettere arricchimento costante grazie all’esperienza del singolo. <em>A questo problema ho trovato questa soluzione. Su questo argomento ho letto questo libro davvero utile per i suoi esercizi. Nel corso che ho seguito ci hanno fatto fare una simulazione utilissima, potremmo farlo anche noi. Hai scritto una cosa davvero interessante, sarebbe bello se approfondissi questo concetto, mi interessa molto. </em></p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Senza dimenticare che per riuscire a costruire efficacemente, abbiamo bisogno di comunicare in maniera responsabile e dunque, alla base di un Upskilling permanente dobbiamo acquisire anche competenze trasversali come problem solving e risoluzione dei conflitti; costruire un codice comune e delle regole di comunicazione costruttiva; migliorare le nostre competenze critico-analitiche e di commento. Promuovere una cultura della conoscenza condivisa senza paura di perdere la governance, ma favorendo una nuova logica a valore aggiunto.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Vuoi un elenco di tutte le caratteristiche dell’Upskilling e di come applicarlo all’interno dell’azienda?</strong> Scrivimi a <a href="mailto:info@upskilling.it">info@upskilling.it</a> e venerdì riceverai il link a un approfondimento operativo dedicato al progetto formativo e alle sue caratteristiche.</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">L&#8217;obiettivo? Upskillking comunicare e formarsi nella trasformazione</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Imparare a comunicare efficacemente, a delineare le modalità di conversazione, a condividere la conoscenza senza egoismi o paure di perderne la governance, pesare le parole e scegliere quelle migliori per quel contesto e per quel commento, sono solo alcuni dei benefici dell&#8217;Upskilling. Primo fra tutti, ricordiamolo, <strong>sentirsi nel posto giusto nella maniera più adeguata, percependo il valore aggiunto che ciascun* di noi è in grado di apportare.</strong></p>
<p class="reader-text-block__paragraph">===================</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><a href="http://upskilling.it/">Upskilling.it</a> ti aiuta a rimanere aggiorat* nelle competenze (una finestra sull’attualità), nella competitività (attraverso strategie e tips digitali per accelerare il business), nelle digital skills (attraverso la Digital Academy e i contenuti free di approfondimento delle ultime tendenze).</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Il tuo punto di riferimento online che contemporaneamente ti aiuta a competere e ti semplifica le scelte.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Corsi di aggiornamento delle competenze professionali e digitali, webinar, consulenze mirate e strategiche e progettazione di percorsi formativi da 40 a 200 ore mappati sui bisogni delle singole realtà e del singolo lavoratore.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Scrivi a </strong><a href="mailto:info@upskilling.it"><strong>info@upskilling.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Upskilling è un brand di <a href="http://www.netlifesrl.com/">Netlife s.r.l.</a> società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale attiva dal 2000.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/comunicazione-e-ascolto-attivo-attraverso-lupskilling-diventa-scambio-e-equilibrio-permanente/">Comunicazione e ascolto attivo: attraverso l’Upskilling diventa scambio e equilibrio permanente</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IL 2023 È L’ANNO EUROPEO DELLE COMPETENZE, CHE COSA SIGNIFICA? E COSA COMPORTA? SCOPRILO CON UPSKILLING DIGITAL ACADEMY</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/il-2023-e-lanno-europeo-delle-competenze-che-cosa-significa-e-cosa-comporta-scoprilo-con-upskilling-digital-academy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-2023-e-lanno-europeo-delle-competenze-che-cosa-significa-e-cosa-comporta-scoprilo-con-upskilling-digital-academy</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 13:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
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		<category><![CDATA[upskilling]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=4846</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Anno europeo delle competenze porterà nuovo slancio all’apprendimento permanente, dando alle aziende e ai singoli la capacità di contribuire alla transizione verde e digitale attraverso il sostegno all’innovazione e alla competitività. In altre parole: stimolare alla competitività, alla partecipazione e il talento, questi gli obiettivi che si vogliono perseguire a beneficio delle aziende, in particolar modo piccole e medie imprese per far fronte al bisogno di competenze dell’UE. QUALI SONO I PUNTI DI RIFERIMENTO SU CUI BASARCI? Spesso gli imprenditori si trovano in una situazione di forte stress a causa dell’inadeguatezza percepita. L’innovazione corre, le competenze “sono spesso ferme”, la competitività aumenta e chi fino a poco tempo fa non</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-2023-e-lanno-europeo-delle-competenze-che-cosa-significa-e-cosa-comporta-scoprilo-con-upskilling-digital-academy/">IL 2023 È L’ANNO EUROPEO DELLE COMPETENZE, CHE COSA SIGNIFICA? E COSA COMPORTA? SCOPRILO CON UPSKILLING DIGITAL ACADEMY</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Anno europeo delle competenze porterà nuovo slancio all’<strong>apprendimento permanente</strong>, dando alle aziende e ai singoli la capacità di contribuire alla <strong>transizione verde e digitale</strong> attraverso il <strong>sostegno all’innovazione</strong> e alla <strong>competitività</strong>.</p>
<p>In altre parole: stimolare alla competitività, alla partecipazione e il talento, questi gli obiettivi che si vogliono perseguire a beneficio delle aziende, in particolar modo piccole e medie imprese per far fronte al bisogno di competenze dell’UE.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-881 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze-300x300.png?resize=300%2C300&#038;ssl=1" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze-300x300.png 300w, https://www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze-1024x1024.png 1024w, https://www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze-150x150.png 150w, https://www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze-768x768.png 768w, https://www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze-425x425.png 425w, https://www.upskilling.it/wp-content/uploads/2023/08/2023-anno-delle-competenze.png 1080w" alt="Il 2023 è l'anno europeo delle competenze, che cosa significa? e cosa comporta? scoprilo con Upskilling Digital Academy di Francesca Anzalone" width="300" height="300" /></p>
<h3>QUALI SONO I PUNTI DI RIFERIMENTO SU CUI BASARCI?</h3>
<p>Spesso gli imprenditori si trovano in una situazione di forte stress a causa dell’inadeguatezza percepita. L’innovazione corre, le competenze “sono spesso ferme”, la competitività aumenta e chi fino a poco tempo fa non veniva percepito come competitor, oggi ha guadagnato grande terreno. <strong>Essere competitivi significa oggi, mantenere la capacità di competere, non solo raggiungerla. </strong></p>
<p>Poco più di un anno fa i ministri dell’Occupazione e degli affari sociali dell’UE si sono riuniti e hanno presentato i loro obiettivi nazionali per realizzare il piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali entro il 2030.</p>
<p><strong>I 3 obiettivi sociali dell’UE da raggiungere entro il 2030</strong></p>
<ol>
<li><strong>almeno il 78%</strong> della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe avere un lavoro;</li>
<li><strong>almeno il 60%</strong> di tutti gli adulti dovrebbe partecipare ogni anno ad attività di formazione; a cui si aggiunge un’occupazione pari ad almeno il 78% della popolazione adulta.</li>
<li>rispetto al 2019, il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale dovrebbe essere <strong>ridotto di almeno 15 milioni</strong>, di cui almeno 5 milioni dovrebbero essere bambini.</li>
</ol>
<h3>UNO SLANCIO ALL’APPRENDIMENTO PERMANENTE E AFFRONTARE IL DIVARIO DI COMPETENZE DIGITALI NELL’ANNO DELLE COMPETENZE</h3>
<p>Oltre agli obiettivi sopracitati l’iniziativa contribuirà inoltre a conseguire gli obiettivi della <strong>bussola digitale 2030</strong> <strong>dotando almeno l’80% degli adulti di competenze digitali di base e dando lavoro a 20 milioni di esperti informatici</strong>.</p>
<p>Tutti gli europei hanno bisogno di competenze digitali per studiare, lavorare, comunicare, accedere ai servizi pubblici online e trovare informazioni affidabili. Tuttavia, molti europei non dispongono di competenze digitali adeguate.</p>
<p>La Commissione europea ha fissato obiettivi nell’agenda europea per le competenze e nel piano d’azione per <strong>l’istruzione digitale per garantire che il 70 % degli adulti disponga di competenze digitali di base entro il 2025</strong>. Queste iniziative mirano a ridurre il livello di persone di età compresa tra i 13 e i 14 anni che hanno sottoperformato in informatica e alfabetizzazione digitale dal 30 % (2019) al 15 % nel 2030.</p>
<p>E’ in questo contesto che si inserisce la necessità di aggiornamento delle competenze, competitività e digital skills con una formazione permanente mirata alla persona, una formazione avanzata per i lavoratori e un importante aggiornamento delle professionalità a seguito della transizione digitale e ecologica.</p>
<h3>FONDO NUOVE COMPETENZE PER L’ANNO EUROPEO DELLE COMPETENZE</h3>
<p>Superare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze e di lavoro è oggi un obiettivo fondamentale da perseguire per affrontare adeguatamente le complesse sfide dell’innovazione.</p>
<p>A disposizione abbiamo strumenti di politica attiva come il Fondo Competenze, la mappatura delle competenze per comprendere cosa migliorare e come, e, percorsi formativi di accrescimento delle professionalità dei lavoratori.</p>
<h2>PER APPROFONDIRE:</h2>
<p>Qui di seguito una serie di link utili per comprendere meglio e approfondire gli obiettivi europei, i dati attuali e il fondo</p>
<p><a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-year-skills-2023_it">https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-year-skills-2023_it</a></p>
<p><a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/european-pillar-of-social-rights/it/">piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali</a></p>
<p><a class="ecl-link" href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/europes-digital-decade-digital-targets-2030_it">bussola per il digitale 2030</a></p>
<p><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/digital-skills-and-jobs">https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/digital-skills-and-jobs</a></p>
<p>DESI – <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/desi">https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/desi </a></p>
<p>ANPAL – <a href="https://www.anpal.gov.it/-/fondo-nuove-competenze-altri-180-milioni-di-euro-in-dotazione-e-adesioni-fino-al-27-marzo-2023">https://www.anpal.gov.it/-/fondo-nuove-competenze-altri-180-milioni-di-euro-in-dotazione-e-adesioni-fino-al-27-marzo-2023</a></p>
<p>Upskilling Digital Academy – <a href="https://www.upskilling.it/courses/">https://www.upskilling.it/courses/</a></p>
<p>Aggiornarsi con Upskilling.it –<a href="https://www.upskilling.it/category/news/">https://www.upskilling.it/category/news/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Upskilling è un brand di Netlife s.r.l. società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale attiva dal 2000.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-2023-e-lanno-europeo-delle-competenze-che-cosa-significa-e-cosa-comporta-scoprilo-con-upskilling-digital-academy/">IL 2023 È L’ANNO EUROPEO DELLE COMPETENZE, CHE COSA SIGNIFICA? E COSA COMPORTA? SCOPRILO CON UPSKILLING DIGITAL ACADEMY</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>REGOLA NUMERO UNO DEL WEB: PROTEGGERE LA COMUNICAZIONE. REGOLE E STRATEGIE PER LA TUTELA DEL BRAND</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/regola-numero-uno-del-web-proteggere-la-comunicazione-regole-e-strategie-per-la-tutela-del-brand/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=regola-numero-uno-del-web-proteggere-la-comunicazione-regole-e-strategie-per-la-tutela-del-brand</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 13:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BRAND PROTECTION & REPUTATION]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CREARE CULTURA DIGITALE E DELLA COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL PR & MEDIA PLANNING]]></category>
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		<category><![CDATA[WEBINAR E FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[crisis management]]></category>
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		<category><![CDATA[washing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché la priorità del web, oggi, è la protezione della comunicazione? Quali sono le regole? Quale il nuovo contesto sociale? Quali le dinamiche sociali? Che tipo di strategia si deve adottare per la tutela del brand? Da dove si deve cominciare per diminuire i rischi di crisi reputazionale? Sono passati ventisei anni da quando ho iniziato a lavorare nell’ambito della comunicazione e del digitale. E dodici anni da quando ho deciso di specializzarmi nella comunicazione nelle emergenze e nelle crisi. Era il 1997 quando mi sono “follemente innamorata del web e delle sue opportunità per la formazione e per l’accesso a contenuti digitali in ambito accademico,</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/regola-numero-uno-del-web-proteggere-la-comunicazione-regole-e-strategie-per-la-tutela-del-brand/">REGOLA NUMERO UNO DEL WEB: PROTEGGERE LA COMUNICAZIONE. REGOLE E STRATEGIE PER LA TUTELA DEL BRAND</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="reader-text-block__paragraph">Perché la priorità del web, oggi, è la protezione della comunicazione? Quali sono le regole? Quale il nuovo contesto sociale? Quali le dinamiche sociali? Che tipo di strategia si deve adottare per la tutela del brand? Da dove si deve cominciare per diminuire i rischi di crisi reputazionale?</p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>Sono passati ventisei anni da quando ho iniziato a lavorare nell’ambito della comunicazione e del digitale. E dodici anni da quando ho deciso di <strong>specializzarmi nella comunicazione nelle emergenze e nelle crisi</strong>. Era il 1997 quando mi sono “follemente innamorata del web e delle sue opportunità per la formazione e per l’accesso a contenuti digitali in ambito accademico, prevalentemente americani. Ma anche per le liste di discussione nelle quali si imparava molto, si <em>conoscevano </em>professionisti e, tramite queste ci si incontrava offline ai Convegni”. Devo moltissimo al web per la mia carriera accademica e professionale ed è per questo che continuo a credere nelle opportunità che offre. Come per qualsiasi altro strumento però, è l’uso che ne facciamo che ne delinea le caratteristiche. E l’uso è guidato dalle persone. Le persone con il loro comportamento, nuove abitudini, evoluzioni sono il centro, ed è appunto da qui che dobbiamo partire. Lo strumento e il mezzo si evolvono tecnologicamente, ma l’uso è gestito dalle persone; anche quando parliamo di AI le linee guida (input) vengono date dalle persone. E dunque anche l’output generato è condizionato dalle persone. Quelle stesse persone che tanto tempo fa per prendere la parola avevano bisogno di numerosissimi passaggi; e che oggi devono “solo cliccare invia”. Quelle stesse persone che prima di prendere la parola si chiedevano <em>è davvero significativo? segue le regole della lista? </em>perché la parola aveva un valore, un senso, un peso specifico importante e impattante. Nelle liste c’era un regolamento che bisognava accettare per entrarne a far parte. Ci si doveva identificare. Oggi la parola scivola sempre più spesso in un concetto di “riempire”; e nell’online con il sinonimo di “manifestare la propria presenza”. E questo “riempire” ha anche un altro aspetto, numero di follower. Il focus è sulla quantità e non sulla qualità. Posto dunque sono, scrivevo nel mio libro <em>Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione, </em>(Hoepli, 2017) e in quel posto dunque sono, oggi, il focus è sull’atto del postare e non sul contenuto e sul valore aggiunto che siamo in grado di apportare.</p></blockquote>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Ci siamo desensibilizzati all’importanza della parola, al suo peso, perché il focus si è spostato è nell’atto stesso del dire, del postare, del mettersi al centro</strong>. C’è un io che agisce e che pretende di rimanere il centro dell’azione. L’altro è, sempre più spesso un di cui funzionale all’io (sei importante quando devi acquistare, quando metti mi piace, quando diventi un follower, per fare un esempio). E di conseguenza anche la comunicazione cambia e si modifica sempre più verso una parola (che poi diventa contenuto) priva di un “peso specifico”.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Ecco che si commenta qualsiasi cosa, ci si arroga il diritto di esternare qualsiasi pensiero, anche svilente nei confronti dell’altr*. Si usano sempre più spesso parole ostili, perché “ingaggiano maggiormente” e, talvolta non ci si rende conto che quel pensiero esternato attraverso quelle parole racconta molto di noi. La parola ci descrive. Ma questo<strong> proiettarsi online per riempire la paura del vuoto </strong>(<strong>non posti dunque non esisti</strong>), questo bisogno di inserirsi costantemente nella conversazione web rischia di trasportarci verso un concetto errato del web “un luogo da conquistare con sempre maggiore urgenza”. Invece di considerarlo come opportunità in cui formarsi, conversare, costruire e fare business.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Ed ecco che la parola affrettata e inserita in maniera più ego riferita che valoriale, con la sua perdita di “peso specifico” influenza ogni aspetto della nostra vita, comprese le relazioni, anche quella con noi stessi. <em>Come ci parliamo? Che peso attribuiamo? Che parole utilizziamo verso noi stessi? E di conseguenza verso gli altri?</em></p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">E la comunicazione come ne viene influenzata?</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Partendo da tutto questo la comunicazione, oltre ad avere un ruolo fondamentale nella percezione del mondo, e nella relativa influenza, ha acquisito un peso impattante proprio per l’uso “sconfinato” nel digitale; che ne ha poi influenzato le modalità offline. <strong>Il modo di comunicare è cambiato e non sempre in meglio. </strong>Non esistono più le pause del silenzio quando siamo soli (piuttosto ascoltiamo un podcast, o usiamo una App che ci guida nella meditazione); o quando siamo in un gruppo per mettere tutta l’attenzione nell’ascolto (sta in silenzio, è un asociale). E dunque, ora che abbiamo riflettuto sul contesto in cui siamo immersi in maniera omnicanale, abbiamo una sola domanda da porci: come possiamo renderci utili? Come possiamo comunicare al meglio?</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">PUNTARE AI VALORI, MA DANDO IL GIUSTO PESO ALLE PAROLE, I BRAND DEVONO IMPARARE LE NUOVE REGOLE PER CONVERSARE</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">A questo punto ti starai chiedendo, ma cosa c’entra tutto questo con la tutela del brand? E con il titolo di questo approfondimento “Regola numero uno: proteggere la comunicazione”? Adesso arriviamo al punto e ti sarà sicuramente molto più chiara <strong>l’importanza della protezione della comunicazione attraverso l’uso delle parole “giuste” e delle relazioni, che devono assolutamente ritornare ad acquisire un ruolo significativo</strong>.</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">Attenzione ai washing! Parole, parole, parole &#8230;</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Quotidianamente assistiamo a washing (green, pink, arcobaleno, ecc.), a backlash, a “shit storm” attorno a personaggi pubblici e alle loro dichiarazioni; a crisi reputazionali che si ripercuotono su brand, corporate e di conseguenza anche a livello economico. Da cosa dipendono? Dal fatto che stanno comunicando pubblicamente ad una platea indefinita e indefinibile, con valori vicini, lontani, condivisibili o meno, a persone che credono fermamente nei propri valori. E che si sentono in diritto e in dovere di difendere quello in cui credono, con le proprie competenze e le parole più significative per loro. Non possiamo giudicare i valori altrui, non è nostro compito nell’ambito della comunicazione in questo scopo specifico; così come non possiamo giudicare l&#8217;approccio a quei valori. <strong>Dobbiamo prendere atto che il contesto è cambiato e anche le modalità relazionali e conversazionali e dobbiamo imparare le nuove regole</strong>.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Se lo condivido online, non lo sto condividendo “alla mia nicchia ristretta”, nel web non vi sono confini. Dobbiamo ricordarlo sempre, conversare online significa creare contenuti di cui perdiamo la governance e che chiunque (perché un nostro conoscente può fare lo screenshot, lo può ricondividere a sua volta e un suo contatto o un contatto del suo contatto farlo circolare).</p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p><strong>Ogni criticità può diventare opportunità e ogni opportunità può diventare una criticità, è qui che dobbiamo costruire la nostra comunicazione.</strong></p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">PRIMA DI POSTARE QUALSIASI CONTENUTO CHIEDITI CHE RISCHIO STAI CORRENDO E RISCRIVILO CON LA NUOVA CONSAPEVOLEZZA</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Amo scrivere più di qualsiasi altra attività, ma negli ultimi anni attraverso corsi, consulenze e servizi lavoro sulla riscrittura e sull’analisi dei testi, per costruire una comunicazione “a basso rischio”. Oggi è impossibile pensare di ottenere una comunicazione senza rischi. Sfrutto appieno la mia laurea in Lingue e Letterature Straniere ad indirizzo filologico nella sua “attualizzazione al digitale”.</p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>E su questo ho immaginato una comunicazione a valore aggiunto, con un fattore del +2% che sposta l’asse sulla revisione a beneficio di una comunicazione &#8220;a basso rischio&#8221;. Una comunicazione che parte dall&#8217;analisi e dalla ricerca di tutti i potenziali rischi di quel contenuto, messaggio, concetto e li traduce in un&#8217;anticipazione propositiva già presente nel contenuto. Oltre a diminuirne il rischio, favorisce una maggiore profondità di relazione.</p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">QUALCHE CONSIGLIO PRATICO</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Ti lascio con alcuni punti utili alla revisione dei contenuti e della comunicazione per identificare il tasso di criticità e diminuirne il rischio:</p>
<ul>
<li>Parti dal piano di comunicazione e inizia ad analizzare i contenuti da punti di osservazione differenti (soprattutto rispetto a pensieri contrastivi e verso un polo conversazionale opposto al tuo). Dove è attaccabile? In quale contenuto?</li>
<li>Inizia a prendere nota di quali aspetti emergono da chi la pensa in maniera opposta, differente, simile ma con sfumature diverse; fallo attraverso gruppi, commenti e nelle recensioni a libri che affrontano il tema in maniera diversa da come lo affronti tu. Analizza il punto di vista, le caratteristiche e poi chiediti se non ci possono essere dei punti da approfondire. In questo modo avrai spunti da inserire nei contenuti;</li>
<li>No, non devi piacere a tutt*, ma non devi essere neppure insensibile o svilente e qui le parole “pesate e pensate” ci portano a comprendere che abbiamo sempre molto da imparare (anche chi usa la parola per mestiere sbaglia);</li>
<li>Focalizziamoci sull’importanza della parola: attenzione, molto spesso i washing green sono proprio legati ad un uso errato delle parole tecniche. Impariamo a riprendere in mano il vocabolario con tutte le definizioni, sfumature, sfaccettature; ritorniamo a scegliere noi e a non lasciare scegliere Google la definizione “corretta”;</li>
<li>Non dimentichiamo che il contenuto è in grado di creare relazioni significative, e dunque ricordiamo due cose fondamentali: a) ogni parola va “pesata” in funzione del più alto numero di approcci possibili a quel tipo di contenuto; b) in una conversazione ostile focalizziamoci sull’oggettività nell’uso delle parole e rispondiamo con responsabilità, appunto “pensando le parole” e mettendole nell’ordine più efficace;</li>
<li>Le parole per avere un peso ulteriore devono portare con sé azioni. Non possiamo dichiarare di credere in una causa e poi non dimostrare la reale partecipazione attiva, dunque riempire le parole con i dati oggettivi è oggi indispensabile.</li>
</ul>
<p class="reader-text-block__paragraph">Se questo tema ti affascina e lo vuoi approfondire trovi il Podcast</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong><em>Crisi mediatica: come mitigare, prevenire e gestire una crisi </em></strong></p>
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<p class="reader-text-block__paragraph">Segui il mio canale podcast su Spotify &#8211; Comunicazione che passione!</p>
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<p class="reader-text-block__paragraph">===================</p>
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		<title>Come si scrive un comunicato stampa? Regole e strategie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 13:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BRAND PROTECTION & REPUTATION]]></category>
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		<category><![CDATA[DIGITAL PR & MEDIA PLANNING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si scrive un comunicato stampa? Quali sono le regole? Che tipo di strategia si deve adottare per il posizionamento del brand? Da dove si deve cominciare per ottenere attenzione? Sono passati ventisei anni dal mio primo comunicato stampa, dalla prima attività di ufficio stampa e se torno indietro sento ancora il mio cuore battere all’impazzata, terrorizzata dall’idea “ci sarà un refuso? avrò scritto tutto quello che serve? sarò stata abbastanza convincente?”. Se da una parte sorrido con la consapevolezza di oggi, dall’altra penso a chi oggi si trova proprio nella mia situazione di allora, alle prime armi, inesperta e con la paura di commettere un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="reader-text-block__paragraph">Come si scrive un comunicato stampa? Quali sono le regole? Che tipo di strategia si deve adottare per il posizionamento del brand? Da dove si deve cominciare per ottenere attenzione?</p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>Sono passati ventisei anni dal mio primo comunicato stampa, dalla prima attività di ufficio stampa e se torno indietro sento ancora il mio cuore battere all’impazzata, terrorizzata dall’idea “ci sarà un refuso? avrò scritto tutto quello che serve? sarò stata abbastanza convincente?”. Se da una parte sorrido con la consapevolezza di oggi, dall’altra penso a chi oggi si trova proprio nella mia situazione di allora, alle prime armi, inesperta e con la paura di commettere un errore che non ti fa percepire credibile. Da allora sono passati <strong>migliaia di comunicati scritti</strong>,<strong> importanti brand nazionali e internazionali seguiti</strong>, <strong>migliaia di uscite sui media</strong>, <strong>migliaia di giornalisti presenti nel database</strong>, <strong>migliaia di ore di docenza sull’argomento</strong>, a livello accademico e professionale. E poi <strong>decine e decine di convegni e seminari</strong>, anche per l’Ordine dei Giornalisti e riconosciuti dall’Ordine in cui ho parlato dell’evoluzione dell’ufficio stampa nel corso degli ultimi venti anni. Senza dimenticare le <strong>centinaia di ore di consulenza destinate all’individuazione della migliore strategia comunicativa.</strong> L’impatto della tecnologia e dell’innovazione, di nuovi strumenti, canali e strategie a disposizione e di nuove regole e rischi da dover avere sempre chiari. tra gli argomenti principali trattati Non ultimo, <strong>il mio libro </strong><a href="https://www.amazon.it/Ufficio-Stampa-digital-nuova-comunicazione/dp/8820377527"><strong>Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione</strong></a><strong> (Hoepli)</strong>. Ma ripensando a tutto questo l’unica frase che mi esce con un sorriso di orgoglio è sempre “<strong>Comunicazione che passione!</strong>“, <a href="https://open.spotify.com/show/0KFzR4CIWdm1HRv1DdzniN?si=7228e5977b624781"><strong>che è anche il titolo del mio podcast</strong></a>.</p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">CAR* ADDETT* STAMPA, NON SEI SOL*</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Immagino che sarai impaziente di scoprire i segreti di un ufficio stampa efficace, di un comunicato stampa che viene ripreso dai giornalisti e che magari genera anche interviste e approfondimenti. Immagino anche che se sei all’inizio come liber* professionist* non vedi l’ora di dimostrare le tue capacità attraverso la prima rassegna stampa e media ai tuoi prossimi clienti; o come addett* stampa della tua azienda quanto desideri portare il tuo contributo. Dunque <strong>sono qui per accompagnarti passo dopo passo in maniera semplice e precisa a scoprire tutti gli elementi</strong> che ci permettono di <strong>costruzione relazioni significative con i giornalisti</strong>, gli <strong>influencer</strong> e che ci permettono anche di <strong>creare i contenuti giusti</strong> per raggiungere i nostri <strong>obiettivi</strong>. Ma lasciami darti il primo suggerimento fondamentale: <strong>tutto ruota attorno a obiettivi precisi da raggiungere attraverso una strategia</strong>, altrimenti non arriverai mai dove vorresti e soprattutto nel modo più efficace. Proverai frustrazione nel non essere lett*, ascoltat*, nell’attesa di un’uscita nella rassegna stampa, nel vedere “oggi la tua rassegna non contiene articoli” (lo so, è quando ti sale l’ansia tra la mail che dice “come mai non abbiamo articoli e XXX invece ha questo bel pezzo?” o quella “Ma non dovevamo uscire oggi, visto che ieri è partito il comunicato stampa?”, ecc.). E tu sai quanto lavoro c’è dietro ad un’uscita, quanto il tuo comunicato stampa deve competere tra le centinaia che ogni giorno arrivano ad un singolo giornalista, quanto tra quelli che arrivano in redazione e ti senti sol* perché lo sai solo tu, e “dall’esterno sembrano 15 righe da spedire con una mail”. Beh sappi che non sei sol*, che tutto inizia proprio così, ma che se ami il tuo lavoro avrai anche grandi soddisfazioni!</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">PRIMA DI SCRIVERE UN COMUNICATO STAMPA CREA LA STRATEGIA, MIGLIORERAI I RISULTATI</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Scrivere un comunicato stampa, anche se questo è lo strumento principale non è la prima cosa da fare. Sì devi imparare a scriverlo bene, secondo le regole, con tutto ciò che serve al giornalista, ma è proprio qui il punto. Sapere tutto ciò che serve e farlo trovare nel posto giusto al momento giusto. La tecnologia ci supporta molto in questo, ma se non abbiamo una strategia di comunicazione per il posizionamento con gli obiettivi chiari non saremo mai efficaci.</p>
<ul>
<li><strong>Inizia con l’identificare gli obiettivi</strong> e aiuta l’azienda a identificarli insieme a te. E’ importante che la cultura della comunicazione entri in azienda il più possibile; più si crea cultura e maggiori saranno gli spunti costruttivi per creare una narrazione costante. Gli obiettivi sono il perché stiamo comunicando questo aspetto e chiariscono immediatamente come trattare l’informazione. Se si tratta di obiettivi prettamente commerciali, avremo già chiaro il percorso da compiere, più orientato su un’attività adv, a cui corrisponderà un’attività di media planning mirata. La riunione iniziale sugli obiettivi è alla base della riuscita, un allineamento generale nel comprendere se <strong>abbiamo una notizia o meno</strong>. E questa è la principale leva sulla quale possiamo muoverci. Serve trasparenza, serve professionalità, serve sapere fin dove si può arrivare. La notizia la dobbiamo creare noi, sì è il nostro compito, ma solo se ci sono i presupposti; dunque in base a questo cambia completamente la strategia e il budget plan.</li>
<li><strong>Raccogli e organizza tutte le informazioni sull’argomento e sul brand. </strong>Ricorda che non si lavora da sol*, serve una squadra perché avrai bisogno di informazioni, dettagli, caratteristiche, specifiche, approcci differenti per riuscire a rendere interessante ciò che proponi. E dunque maggiori informazioni su metodo, caratteristiche e spunti sarai in grado di condividere, maggiore sarà la completezza delle informazioni e la tua conoscenza sull’argomento. E soprattutto <strong>è necessario studiare approfonditamente quello che si deve comunicare</strong>.</li>
<li><strong>Scegli l’obiettivo migliore, crea la strategia che intendi seguire, presentala e inizia l’attività di produzione di contenuti. </strong>sarà la tua conoscenza e competenza a identificare l’obiettivo migliore da perseguire e dunque il taglio dell’informazione. A seconda del taglio che vorrai dare identificherai i media, i giornalisti, i contenuti che servono e attraverso un metodo di lavoro professionale gli obiettivi della rassegna stampa. <strong>Porsi le domande strategiche aiuta la scrittura del comunicato stampa:</strong> <em>su quali testate sarebbe importante uscire? su quali media? chi dovrebbe parlare dell’argomento? in che modo? quali sono le parole chiave che aumenterebbero la percezione del brand, prodotto, servizio? chi rappresenta la fonte più autorevole? chi un supporto importante a livello mediatico? e social mediatico? chi ha la relazione migliore con il nostro target finale relativamente al nostro brand?</em></li>
<li><strong>Scrivi il comunicato stampa migliore. </strong>Perché migliore? Perché rappresenta ciò che vogliamo raggiungere. Più è mirato e focalizzato su un obiettivo e più sarà convincente. L’errore più comune è quello di scrivere in maniera troppo generica. Più il comunicato stampa è mirato a uscite precise e più porterà risultati. <strong>E invialo a giornalisti interessati all’argomento </strong>senza fare invii massivi anche a chi non ha interesse. Il tempo è prezioso per tutt* non possiamo essere “quelli che fanno perdere tempo”, <strong>dobbiamo essere percepiti come una risorsa utile, precisa e affidabile. L’affidabilità nel nostro lavoro è una delle caratteristiche fondamentali.</strong></li>
</ul>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>A questo punto ti è chiaro perché un comunicato stampa esce e un altro no. Questione di affidabilità, di efficacia e di ottimizzazione del lavoro. Più ho le idee chiare di cosa voglio che esca e perché, più il contenuto sarà chiaro nell’intento e nelle parole utilizzate. Il taglio è fondamentale, la selezione del segmento di database a cui indirizzare la comunicazione è altrettanto importante; e saper utilizzare la tecnologia e gli strumenti giusti è strategico. Dunque, insieme al comunicato stampa inserisci il link ad una <strong>press area online </strong>in cui fare trovare tutte le informazioni e i contenuti utili aggiuntivi: corredo fotografico, video intervista, video corporate, profilo aziendale e schede di approfondimento. Inviare tutto via mail, qualora non serva al destinatario, rischia di essere una seccatura (giga da scaricare che se non cancellati sprecano spazio!). Ricordiamoci che lo spazio nelle caselle non è illimitato, anzi, ha dei costi. Perché inviare materiali pesanti non richiesti?</p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">INFLUENZARE POSITIVAMENTE LA PERCEZIONE E SEGUIRE LE REGOLE: COME SI SCRIVE UN COMUNICATO STAMPA?</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Influenzare positivamente la percezione di chi riceve la comunicazione è il nostro obiettivo. Dobbiamo attirare la sua attenzione in una competizione altissima, mantenendo costante la fiducia. Dunque no a titoli spettacolarizzati che non hanno a che vedere con il contenuto del comunicato stampa. Manteniamo alta la creatività ma in maniera funzionale all’argomento e alla strutturazione del testo.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Quando si apre un comunicato stampa, si comprende immediatamente se è scritto con professionalità, già dall’impaginazione. </strong>E proprio grazie ad un’impaginazione standard <strong>semplifichiamo il lavoro di lettura e la valutazione di interesse</strong>. Ecco perché sia la forma che il contenuto devono essere curati al meglio</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Un comunicato stampa deve contenere:</strong></p>
<ul>
<li>Contenere un’ informazione notiziabile, ovvero da poter essere trasformata in notizia. <strong>Un contenuto notiziabile per comunicato stampa interessante per il ricevente </strong>è l’obiettivo principale e questa deve essere riassunta in parole chiave già nel titolo. Concentriamoci su una singola notizia in modo che il comunicato stampa abbia una strutturazione funzionale. Per un approfondimento sulla notiziabilità <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notiziabilit%C3%A0">si veda;</a></li>
<li><strong>Si parte dal titolo del comunicato stampa</strong>: deve attirare l’attenzione ma essere coerente con ciò che contiene: arrivare dritto al dunque. Utilizziamo correttamente i caratteri a disposizione (il consiglio è non oltre i 70 caratteri);</li>
<li><strong>Segue il catenaccio</strong>: contestualizzare la notizia rispetto al titolo approfondendo con qualche dato aggiuntivo;</li>
<li>Si inseriscono poi <strong>luogo e data </strong>in cui il comunicato è stato realizzato, ovvero le coordinate spazio-temporali entro le quali si deve muovere il destinatario. Sono informazioni importanti e vanno sempre inserite;</li>
<li>Da qui inizia il <strong>corpo del testo, strutturato in paragrafi seguendo lo stile a piramide inversa</strong> ovvero partendo con i contenuti principali in alto e approfondendo i concetti (meglio uno per paragrafo) all’interno delle 1500-2000 battute;</li>
<li>Si può inserire ============= fine ========================= (se lo si desidera, è facoltativo)</li>
<li>A questo punto si inserisce il <strong>boilerplate </strong>un breve testo che descrive l’azienda o l’organizzazione (breve profilo che si ripete sempre)</li>
<li><strong>Contatti</strong>: persona di riferimento, indirizzo mail, telefono e link utili per gli approfondimenti, meglio una press area</li>
</ul>
<p class="reader-text-block__paragraph">
<p class="reader-text-block__paragraph">===================</p>
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<p class="reader-text-block__paragraph">Upskilling è un brand di Netlife s.r.l. società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale attiva dal 2000.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/come-si-scrive-un-comunicato-stampa-regole-e-strategie/">Come si scrive un comunicato stampa? Regole e strategie</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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