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	<title>Cultura digitale - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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	<title>Cultura digitale - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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		<title>Il sito web per il business: l&#8217;approccio digitale e i 6 errori da evitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 11:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sito web per il business non deve essere un costo ma un investimento: scopriamo come convertire. Questo accade perché nella maggior parte dei casi si tende a creare una vetrina, invece di promuovere coinvolgimento, partecipazione e interazione. Vediamo insieme quali sono gli errori più comuni a partire dal fatto che come obiettivo principale vogliamo generare business. Il sito web per il business: i 6 errori da evitare Tra gli errori più frequenti quando si eseguono analisi sull&#8217;efficacia comunicativa di un sito web vi è l&#8217;approccio con il quale il sito è stato realizzato. Se si parte con un approccio sbagliato l&#8217;effetto domino su tutte</p>
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									<p>Il sito web per il business non deve essere un costo ma un investimento: scopriamo come convertire. Questo accade perché nella maggior parte dei casi si tende a creare una vetrina, invece di promuovere coinvolgimento, partecipazione e interazione. Vediamo insieme quali sono gli errori più comuni a partire dal fatto che come <strong>obiettivo principale</strong> vogliamo generare business.</p>
<h1>Il sito web per il business: i 6 errori da evitare</h1>
<p>Tra gli errori più frequenti quando si eseguono analisi sull&#8217;efficacia comunicativa di un sito web vi è l&#8217;approccio con il quale il sito è stato realizzato. Se si parte con un approccio sbagliato l&#8217;effetto domino su tutte le parti, le azioni e il comportamento dell&#8217;utente sarà una certezza. Tutto è interconnesso, anche l&#8217;errore.</p>
<p>Per partire da un approccio accessibile a tutti, pensiamo allo strumento principale e gratuito che abbiamo a disposizione: <strong>Google Analytics</strong>, ovvero i dati a nostra disposizione per comprendere se quello che stiamo facendo funziona o meno. Stiamo parlando dello strumento di&nbsp; statistiche&nbsp; più utilizzato nel web.</p>
<blockquote>
<p>Parto dallo strumento di analisi perché solo attraverso questo posso monitorare se sto raggiungendo i miei obiettivi, attraverso i KPI (Key Performance Indicators) ovvero gli indicatori delle performance che mi sono prefissatə. Esempio: attraverso il sito web voglio aumentare il numero di richieste di consulenza, oppure il numero di corsi venduti legati ad una particolare tematica. Se il mio obiettivo è aumentare le richieste di consulenza il mio KPI sarà il 4% in più di compilazione del modulo per informazioni sulla consulenza che si trova nel mio sito web. Mentre se parliamo di aumento di vendita, sarà il nimero di transazioni effettuate per quel corso specifico. I dati da analizzare nel primo caso saranno legati al comportamento dell&#8217;utente all&#8217;interno del sito e dunque quante volte è atterrato sulla pagina del modulo (dato 1), successivamente quante volte ha compilato quel modulo (dato 2) e infine, quanti moduli compilati ho ricevuto (dato 3). Perché potrebbe esserci una discrepanza tra i dati di compilazione e le ricezioni effettive di modulo (anche questa un&#8217;informazione fondamentale, perché ci fa capire se il modulo è semplice da compilare e se ci sono richieste troppo esagerate per il nostro potenziale cliente). Mentre per quanto concerne il dato di vendita è più immediato perché il mio obiettivo è una conversione: numero di transazioni eseguite (dato 1). Ovviamente su questo aspetto potrò verificare il comportamento dell&#8217;utente vedendo quante volte è stata visitata la scheda prodotto e quanto la scheda ha convertito le letture in azioni di acquisto.</p>
</blockquote>
<p>Grazie appunto alle statistiche possiamo tenere traccia del comportamento e delle azioni che ci servono per comprendere cosa sta funzionando e cosa invece no. Ma soprattutto <strong>tenere traccia degli obiettivi numerici legati al business che ci siamo prefissati</strong>.</p>
<ul>
<li>Quando hai impostato il tuo sito web eri più concetrato a raccontare quello che fai e come lo fai o eri concentrato nell&#8217;offrire risposte utili al tuo potenziale cliente?</li>
<li>Quando hai creato i contenuti per il tuo sito web stavi creando una vetrina o un dialogo con il tuo potenziale cliente?</li>
<li>Quando hai predisposto gli strumenti, le informative e le schede eri più concentrato su di te o sugli obiettivi concreti che vuoi raggiungere e dunque i numeri che hai immaginato e che possono essere raggiunti con una strategia adeguata?</li>
</ul>
<p>Attraverso queste domande ti sto accompagnando a comprendere se il tuo sito è costruito sul tuo potenziale cliente che dovrà compiere azioni precise, trovare le risposte più utili nel minor tempo possibile o se, invece, come spesso succede, eri più concentrato a creare il catalogo delle tue attività, servizi e prodotti. In questo secondo caso ti invito a rivedere l&#8217;impostazione del sito e il copy.&nbsp;<strong>Nel web dobbiamo soddisfare le esigenze informative di un target preciso (non parliamo a tutti), invitarlo a compiere delle azioni a beneficio del nostro business e a convincerlo che siamo esattamente ciò di cui ha bisogno.</strong></p>
<h2>Il sito web business: l&#8217;approccio digitale è centrato sull&#8217;utente</h2>
<p><strong>Togliamoci subito di mezzo quell&#8217;idea per la quale pensiamo di sapere cosa vuole il cliente se non abbiamo ottime competenze digitali</strong>. Perché siamo in un contesto digitale e non vis-à-vis. Quindi gli elementi che entramo in gioco in questo contesto sono moltissimi: non si vuole perdere tempo, si deve essere trovati grazie all&#8217;utilizzo di particolari keywords, grazie alla costruzione di un percorso che l&#8217;utente deve compiere per arrivare all&#8217;azione che ci siamo prefissati (o meglio al numero di azioni che corrispondono esattamente a quanti prodotti/servizi/lead devo generare per il mio business). Ecco perché è fondamentale l&#8217;accompagnamento di un esperto di comunicazione digitale e marketing digitale e non un costo in più.</p>
<ul>
<li>Quando hai impostato il tuo sito web hai analizzato i siti dei competitor e preso nota di cosa devi inserire? ma erano davvero tuoi competitor diretti oppure facevano parte del tuo settore?</li>
<li>Quando hai impostato il tuo sito web avevi sotto mano il business plan con la voce legata ai risultati da raggiungere (fattibili) attraverso il digitale oppure nella tua strategia si parla di Vanity Metrics?</li>
<li>Quando parli di digitale utilizzi la strategia &#8220;sul digitale&#8221; oppure &#8220;attraverso il digitale&#8221;?</li>
</ul>
<p>L&#8217;approccio digitale è centrato sull&#8217;utente, pertanto <strong>tutto inizia con l&#8217;analisi e la conoscenza del potenziale cliente e di come si comporta online</strong>. Gli stai parlando online, lo stai invitando a compiere un&#8217;azione, stai cercando un dialogo con il tuo&nbsp;<strong>interlocutore</strong>. Stai cercando un interlocutore ma stai facendo un monologo, dunque hai perso il contatto/connessione necessaria.</p>
<h3>Qualche tips per la valutazione dell&#8217;efficacia del tuo sito web business</h3>
<p>Ricordati che non esiste il sito, esiste la progettazione e lo sviluppo per il tuo business. <strong>Il tuo sito web è l&#8217;esperienza che il tuo potenziale cliente fa con il tuo business.</strong></p>
<p>Abbiamo parlato di errori, di approccio errato al digitale, di analisi che possiamo condurre per comprendere che cosa stiamo facendo e come lo stiamo facendo, quindi insieme al problema adesso abbiamo anche la soluzione per ripensare a come sfruttare appieno le opportunità del digitale e come migliorare la nostra competitività nel business. Prima pensa a questo:</p>
<ul>
<li>Fissa gli obiettivi che vuoi raggiungere: devono essere concreti e numerabili e a questi inserisci degli indicatori numerici di performance da misurare (ciò che ti interessa non sono il numero di visite, questo è il mezzo attraverso il quale raggiungere il tuo numero di richieste di preventivo, acquisto di prodotti, acquisto di servizi);</li>
<li>Identifica il tuo cliente tipo 1, 2 e 3 e analizza tutto ciò che gli serve sapere per decidere di acquistare. Quando parlo di tutto significa conoscerlo profondamente anche nelle sue abitudini digitali, perché è esattamente in questo contesto che vuoi fare business e non in maniera analogica. <strong>Attraverso il digitale vuoi aumentare il tuo potere competitivo e ampliare il tuo business.&nbsp;</strong></li>
<li>Costruisci la tua identità/reputazione a beneficio di questo business in funzione dell&#8217;interlocutore che vuoi avere nella tua&nbsp;<strong>conversazione digitale</strong>, perché il mercato oggi sono conversazioni (e non monologhi!). Ricorda che vince chi sa coinvolgere, intrattenere e &#8220;educare&#8221;.</li>
<li>Tutti i testi devono generare un comportamento e una reazione: fare sentire il tuo potenziale cliente al centro attraverso benefici, coinvolgimento, informazioni utili e una scrittura efficace, ovvero tecniche di copywriting (che è molto molto diverso dal saper scrivere un &#8220;bel testo&#8221;).</li>
</ul>
<p>Solo dopo avere identificato tutti questi elementi potrai passare all&#8217;infrastruttura e alla mappa cognitiva di navigazione che dovrai creare per il tuo potenziale cliente, con tutti gli strumenti necessari per fargli compiere le azioni necessarie. E non dimenticare di analizzare le statistiche. Se hai un sito web e le analitiche attivate puoi scoprire il comportamento dei tuoi utenti e gli errori che stai commettendo. Ora non dirmi né che non hai Analytics né che non le guardi, perché altrimenti sei parte dell&#8217;errore che stai commettendo.</p>
<h3>Come utilizzare le Analytics per migliorare il tuo sito web business</h3>
<p>Ricordati che i dati nel digitale sono un&#8217;incredibile ricchezza</p>
<p>Attraverso le Analytics puoi:</p>
<ol>
<li>Conoscere il comportamento online del tuo potenziale cliente</li>
<li>Fornire un&#8217;esperienza migliore in base ai dati analizzati</li>
<li>Ottenere risultati interessanti in base alle CTA che ti sei prefissə</li>
<li>Capire quali contenuti funzionano e quali no</li>
<li>Migliorare le interconnessioni e rendere l&#8217;esperienza sempre più integrata (CRM e altri touch points)</li>
<li>Sfruttare il machine learning: i dati generano informazioni anche sul potenziale</li>
</ol>
<p>Se questo articolo ti ha fatto riflettere su uno degli aspetti menzionati, non esitare a contattarmi per&nbsp; un servizio di analisi o una consulenza di verifica approfondita. Continua a seguire i miei contenuti settimanali sul Blog e attraverso i mie canali social e non esitare a pormi le tue domande su digitale e comunicazione efficace, sarò felice di risponderti.</p>
<p>Scrivi a info_at_netlifesrl.com</p>								</div>
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		<title>L&#8217;Upskilling nel Turismo 4.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 14:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Upskilling e Strategie digitali per il riposizionamento delle competenze e delle strutture a beneficio della valorizzazione dell&#8217;ospitalità italiana e dei suoi territori, Speech del 9 febbraio 2022 a Venezia. Quando parliamo di digitale e quindi innovazione e tecnologia, stiamo parlando di necessità di nuove competenze, tante e trasversali. Questo è un dato di fatto che spesso porta con sé reticenza e procrastinazione. Come abbiamo potuto leggere nel PNRR anche il digitale è una priorità strategica che ci permette di comunicare, promuovere e valorizzare il patrimonio paesaggistico, culturale, la struttura con nuovi valori come la sostenibilità (per citarne uno) e di rilanciare così anche l’immagine della</p>
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									<p class="p1"><span class="s1">Upskilling e Strategie digitali per il riposizionamento delle competenze e delle strutture a beneficio della valorizzazione dell&#8217;ospitalità italiana e dei suoi territori, Speech del 9 febbraio 2022 a Venezia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando parliamo di digitale e quindi innovazione e tecnologia, stiamo parlando di <b>necessità di nuove competenze, tante e trasversali</b>. Questo è un dato di fatto che spesso porta con sé reticenza e procrastinazione. Come abbiamo potuto leggere nel PNRR anche il digitale è una priorità strategica che ci permette di comunicare, promuovere e valorizzare il patrimonio paesaggistico, culturale, la struttura con nuovi valori come la sostenibilità (per citarne uno) e di rilanciare così anche l’immagine della struttura stessa. Si tratta di creare ma anche di comunicare questi concetti nel modo corretto, perché attenzione non stiamo parlando di “comunicazione inefficace”, ma in certi casi “comunicazione ingannevole”. La consapevolezza che le parole hanno un peso, lo sottolinea anche il PNRR, ma ce ne rendiamo quotidianamente con le crisi mediatiche e reputazionali a cui assistiamo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Migliorare la capacità attrattiva con il digitale significa rivedere l’attività di comunicazione e marketing in ottica web:<strong> imparare a sfruttare appieno le opportunità, governare i rischi e utilizzare gli strumenti corretti</strong> in maniera consapevole e responsabile. O almeno per noi di <a href="http://www.netlifesrl.com">Netlife s.r.l.</a> questo è l&#8217;obiettivo.</span></p>

<h2>Upskilling nelle strategie di localizzazione e netwokorking</h2>
<p class="p1"><span class="s1">Le strutture non sono “isole che fluttuano”, ma sono realtà posizionate in un territorio. Spesso vediamo una voce il territorio sui siti web, con un elenco di cose presenti, ma senza nessuna connessione strategica, relazionale e esperienziale confezionata. L’ultimo mio contributo su Luxury Hotel Manager, la rivista dedicata al management dell’hotellerie di lusso approfondisce proprio questo aspetto: la strategia di localizzazione, di costruzione di relazioni significative sul territorio a beneficio della valorizzazione; promozione e co-produzione di contenuti<span class="Apple-converted-space">  </span>con impatto sia sull’ospite che sulla rigenerazione sociale. Sono questi gli aspetti strategici che ci accompagnano nella visibilità e nel potenziamento dell’offerta. Dunque sfruttare appieno la rete, con i suoi nodi e sfruttare appieno quell’opportunità di local, di global e che insieme formano il glocal. Quindi su una infinta capacità di relazioni che generano influencing marketing. Un life long Influencing che l territorio produce quotidianamente singolarmente e che se unito diventa una ricchezza di content-marketing incredibile.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E qui appunto entriamo nel vivo della nostra conversazione anche di quei processi di upskilling degli operatori su tematiche digitali. Ed ecco che non solo abbiamo offerte coinvolgenti, ma anche ad alto valore aggiunto e con contenuti (conoscenza) in grado di stimolare l’economia del territorio, rafforzarne l’identità e promuoverne la conoscenza e la consapevolezza locale, nazionale e internazionale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le ricadute di tutto questo sono altissime, sia in termini di visibilità, sia in termini di impatto sociale nel territorio che è così in grado di evidenziare piccole, medie e micro realtà ai più sconosciute. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo abbiamo fatto sul Lago di Garda nel 2008, nel tarvisiano nel 2012, solo per citarne alcuni, su Venezia con itinerari inediti collegando la ricerca scientifica, le opere letterarie di Gabriele d’Annunzio a realtà alberghiere di grande prestigio. Itinerari di superlusso con studiosi, ricerche di archivio per soggiorni di personaggi letterari e artistici e dunque il recupero di missive e la conseguente creazione di suite in Hotel di Lusso tematiche. La struttura diventa contenuto culturale, parte di un’esperienza, di una visione, di un percorso sensoriale. Ma il tutto, rafforzato con il digitale per intercettare un turismo culturale di alto livello. Ecco che il comparto marketing e comunicazione, PR deve rivedere le strategie migliorando, potenziando o estendendo le proprie competenze con il digitale. Da una parte offro un’esperienza unica, dall’altra attraggo il mio cliente attraverso contenuti che lo coinvolgono. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ed ecco che si parla di nuovi contenuti editoriali tematici, attrattività attraverso i canali social, kit digitali per l’identità visiva che permettono di armonizzare l’immagine e realizzare bacheche ad alto impatto visivo. E rendere quell’esperienza coinvolgente ancora prima di viverla. Tutto questo è possibile attraverso il digitale, la creazione di contenuti efficaci, la costruzione di relazioni significative per il potenziamento della comunicazione; l’analisi dei big data che vengono così generati e che rappresentano il grande valore di oggi. Perché ricordiamocelo che mai come prima d’ora abbiamo avuto a disposizione così tante informazioni precise sul comportamento degli utenti. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Oggi possiamo conoscere profondamente il viaggiatore e offrire di conseguenza la migliore esperienza di viaggio con la massima personalizzazione. Dunque più innoviamo, più automatizziamo processi e procedure, più tempo abbiamo per le strategie vincenti che ci permettono di facilitare la fruizione delle informazioni e dei servizi.</span></p>
&nbsp;
<h3 class="p1"><span class="s1"><b>Cosa serve nel web? Quali competenze dobbiamo andare ad aggiornare? Che tipo di Upskilling?</b></span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Nel web servono immagini, video, copy efficaci che coinvolgono e attraggono il navigatore (ha milioni di siti a disposizione perché dovrebbe perdere tempo?). Servono testi SEO Friendly, ovvero scritti per un doppio lettore: il nostro target e il motore di ricerca che scansisce ogni informazione. E la porta al suo interno archiviandola secondo criteri specifici. E in questo serve conoscere il registro linguistico del target perché se non sappiamo come ricerca e cosa ricerca, non saremo mai la risposta e dunque avremo investito tempo, energie e denaro in qualcosa che non converte. In questo le famose keywords sono strategiche che poi diventano hashtag sui social, ad esempio. Ma anche semantica e tassonomia nella strutturazione del sito web: più le parole ricorrono, più si ha densità e rafforzo di immagine. E questo vocabolario comune serve a creare un’identità precisa e un linguaggio comune sia nella comunicazione interna che esterna. La strutturazione di un testo online segue le logiche di indicizzazione del motore di ricerca perché l’obiettivo è quello di essere trovati e indicizzati e non scrivere la pagina di un libro che forse pochissimi leggeranno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il digitale è un investimento, e come tale deve generare conversioni in termini di immagine, reputazione, attrattività e dunque competitività nei servizi, nell’essere raggiunti, nell’essere scelti, nel fornire le informazioni giuste.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ci sono 5 problemi che bloccano lo sviluppo e sono generalmente legati alla cultura aziendale che deve ancora raggiungere una completa consapevolezza e maturità di “innovazione” ovvero il forte approccio al nuovo che viene richiesto.</span></p>

<ul>
 	<li class="li1"><span class="s1">In quanto tempo rientro dei costi?</span></li>
 	<li class="li1"><span class="s1">Ho le statistiche ma non abbiamo il tempo di guardarle</span></li>
 	<li class="li1"><span class="s1">Abbiamo sempre fatto servizi fotografici per le brochure e il sito </span></li>
 	<li class="li1"><span class="s1">I social li abbiamo tutti e quindi un po’ ci capiamo … ci arrangiamo con …</span></li>
 	<li class="li1"><span class="s1">I testi li scriviamo noi e ve li diamo perché sappiamo cosa dobbiamo dire sulla nostra struttura</span></li>
</ul>
<p class="p1"><span class="s1">Ho scelto questi cinque aspetti, ma potrebbero essercene anche molti altri. Ma questi ci permettono di focalizzare l’attenzione su alcuni punti strategici che non fanno spostare di un percentile la crescita. E in questo contesto mi permetto qualche suggerimento e qualche spunto di riflessione.</span></p>

<h3 class="p1"><span class="s1"><b>Se ci affidiamo a professionisti non parliamo di costi ma di investimento</b></span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il primo errore è già insito nella richiesta di preventivi da comparare prima di avere affidato un’analisi precisa a terzi (e quindi il più oggettiva possibile e magari consapevole di tutti i rischi). Quando si parla di web si dimentica che stiamo investendo in ottica di business. per fare business ho bisogno di una strategia, di azioni concrete, di servizi, di pianificazione e di programmazione. Ho bisogno di KPI e di dati da analizzare. Ho bisogno di promuovere e tutelare. Dunque, il primo punto critico sta nel ricevere un preventivo senza un’analisi a monte. E questa analisi a monte deve essere approfondita e conoscere non solo i valori, ma soprattutto le criticità, i rischi e deve lavorare per metterli in sicurezza. Questa analisi non può essere a carico di chi fa la proposta, perché è un impegno di almeno 12 ore. Perché va a sviscerare tutto ciò che è stato fatto e quindi cosa funziona bene e cosa deve essere migliorato. <b>Perché se non mettiamo in sicurezza e riduciamo il rischio di crisi mediatica</b> <b>come obiettivo, avremo sempre un’attività in balia del “fato”</b>. Se arriva un problema e si diffonde e non abbiamo tutti i sistemi di “protezione” attivi, ci ritroveremo in una crisi reputazionale. <b>Fare Branding, promuovere, valorizzare, fare Business Celebrity Building ma senza tutelare il Brand e di conseguenza il capitale reputazionale, rischia non solo di fare perdere l’investimento, ma anche quello che abbiamo creato. </b>La reputazione ha un impatto economico: può fare aumentare la quotazione e può fare perdere parte dei capitali. Ecco perché si parla di investimenti e di valorizzazione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Partiamo dunque da una strategia digitale di posizionamento, tutela e protezione che ha come obiettivo quello di promuovere, valorizzare e riposizionare il Brand, ma che con consapevolezza e responsabilità lo tutela. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un esempio? Le parole sostenibilità, welfare, inclusività che sono “appetibili per molti” e inserite troppo spesso in presentazioni sono tra le principali cause di “washing” e “backlash” ovvero se non sono supportate da azioni concrete, dati a dimostrazione diventano pubblicità ingannevole e dunque soggette a sanzioni. Oltre a generare perdita di credibilità, fiducia e autorevolezza del Brand stesso.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dunque tutta la comunicazione pubblica, perché web significa questo, ovvero parlare a livello globale e senza la mediazione di un giornalista e di una testata, per fare un esempio, deve essere presidiata e governata al meglio. Questo perché le persone oggi sono mature a livello informativo, sanno come ricercare le informazioni e sanno come condividerle online. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E noi tutto questo lo perseguiamo quotidianamente quando guardiamo la reach del nostro contenuto, le condivisioni, i mi piace. Ma nella maggior parte dei casi lo guardiamo da un solo punto di vista (il nostro) e non da quello del lettore (che è ampio, articolato) e dunque pressoché indefinibile. Dunque, quanto siamo rischiando senza una governance?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Senza una strategia e una visione completa di tutto ciò che realmente serve alla nostra struttura non possiamo richiedere un preventivo preciso. E dunque le proposte non saranno facilmente comparabili. </b>Una visione esterna è sempre oggettiva e arriva ad approfondire aspetti (spesso legati ai rischi) che dall’interno non si evidenziano.</span></p>

<h3>Il dato: una grande risorsa</h3>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Dall’altra parte vi è il dato che ci fornisce la fotografia di dove siamo posizionati in questo momento, della strategia da attivare e dell’andamento da monitorare.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche in questo caso, e mi collego al secondo punto che ho suggerito all’inizio, dobbiamo avere gli strumenti digitali corretti per tenere sotto controllo l’andamento. Non bastano le Analytics, le Insights, ma ci serve una “strumentazione di bordo” in grado di aggregare il dato velocemente, di trasformarlo in grafici (siamo sempre più abituati alla visualizzazione dell’informazione. Ad esempio il nostro cliente tipo ha report mensili che gli mostrano l’andamento Media tra press, testate online e social con rappresentata costantemente la reach globale, la quantificazione economica per quanto riguarda le testate cartacee e digitali, radio e tv, il sentiment generale e quella social appunto legata alle impression totali, all’engagement e su cui è fondamentale fare analisi a fini di marketing. Tra gli esempi vi sono gli influencer più efficaci, quelli che generano maggiore engagement. Attraverso questa reportistica viene confermata la strategia digitale, vengono distribuiti gli investimenti anche in ads, e si ha costantemente la consapevolezza di un andamento di crescita, dunque la Governance. Il dato è fondamentale, oggi con il digitale è una vera ricchezza. Il dato diventa informazione, poi strategia, poi conversione e capitale. In questo caso influencer del territorio sono le realtà con le quali facciamo network tra cultura, servizi, accoglienza. E che attraverso la rete si promuovono e ci promuovo. In oltre venti anni di attività vi posso menzionare tantissime “sorprese piacevoli” di piccoli nuclei che hanno saputo valorizzarsi. E di realtà a cui non si pensava per dimensione e quindi potenza dal punto di vista delle visite fisiche, quanto forti siano diventate con il digitale anche in qualità di influenzatori su altre realtà. Il territorio è una grande opportunità e le relazioni se supportate anche da un network digitale aumentano la potenza in maniera esponenziale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Bisogna conoscere gli strumenti giusti e performanti per poter sfruttare appieno le opportunità del web.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>E uscire dalla visione del “lo so fare perché è una vita che faccio questo”. Ed entrare nell’approccio del life long learning e della necessità di Upskilling costante. </b>Per vincere la sfida digitale bisogna innanzitutto cambiare approccio e abbracciare una nuova cultura, quella del miglioramento costante, della crescita, dell’evoluzione, tempestiva, efficiente e efficace.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come si può pensare di crescere, di volere cogliere le opportunità rimanendo nel punto di partenza e magari radicati a credenze limitanti? Questo un aspetto fondamentale. Si cresce studiando costantemente, facendosi accompagnare. Ho sempre fatto servizi fotografici per la mia struttura, significa che non ci lasciamo accompagnare nel percorso per il quale è il nostro interlocutore il centro e non noi! Ed è un errore che blocca la crescita. <b><i>Perché io utente, viaggiatore dovrei spendere il mio tempo a leggere qualcosa che non parla di me? Ho milioni di opzioni a distanza di un solo click. So che online trovo qualsiasi informazione, sono abituat* a viaggiare e ho visto proposte internazionali incredibili in cui la mia esperienza era il centro. Perché devo sprecare il mio tempo?</i></b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ecco la risposta a chi dice il mio sito non performa, ho bisogno di fare ADS in continuazione, i miei social non crescono, non riesco a convertire, ho migliaia di visualizzazioni e poche prenotazioni, ecc. La struttura e tutta la comunicazione sono, nella maggior parte dei casi, autoreferenziali. “Vetrine delle vanità” e non strumenti di ingaggio per fare iniziare un’esperienza al nostro potenziale ospite. E qui, diventa necessario superare un altro aspetto importante, non voler l’esempio pronto dal nostro settore, ma spaziare e analizzare casi di eccellenza da cui prendere spunto e applicare al nostro settore. Ogni struttura deve puntare all’unicità, al proprio WHY, e se non lo abbiamo chiaro fin da principio, si rischia di fare “brutte copie” di realtà vincenti. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Ricordiamoci che tutto è interconnesso e che il navigatore non naviga “solo” strutture ma fa esperienze in ogni settore, ecco che si aspetta una risposta soddisfacente alla sua grammatica delle attese. </b>Se dieci anni fa parlavamo di Grammatica delle Attese di una certa dimensione, oggi quella Grammatica cresce quotidianamente grazie al web. Sul web troviamo una risposta per tutto: ho un problema, lo risolvo online con un tutorial magari. E questo è ciò che l’utente si aspetta. Cresce ogni giorno, ha competenze che prima forse non raggiungeva in tutta la sua vita, oggi le può raggiungere in mesi di ricerca costante. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E dunque anche la visualizzazione delle informazioni diventa un’esperienza: fotografie e video coinvolgenti, con una grafica studiata ad hoc, con coerenza, armonizzazione. Quella bacheca è bellissima! Perché lo è? Perché usa sempre lo stesso filtro, perché ha una color palette di base e ogni scatto è funzionale a quei colori, non vi sono colori che stonano e l’utente si “ingaggia”. Servono kit digitali per la presentazione e la costruzione di un’immagine riconoscibile. Serve una narrazione, scelgo degli elementi e ti racconto la storia perché tu quando arrivi la conosci già e la puoi “toccare con mano”. E dunque poi coerenza, lealtà, efficacia espositiva da parte di chi ti fa accoglienza. E la comunicazione segue la semantica, la tassonomia, gli argomenti che fanno leva perché sono quelli (dai dati) che hanno portato da noi il visitatore, Le ragioni per le quali, il WHY, ci hanno scelto. E ricordiamoci che siamo una scelta. E dunque responsabili di mantenere alte le aspettative. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>La comunicazione e il marketing sono integrati: la customer journey del nostro utente non è né fisica, né virtuale ma integrata. La nostra responsabilità è dunque mantenere coerenza, rispetto e lealtà. </b>E lo faremo se la comunicazione interna è allineata con quella esterna, se la semantica che utilizziamo online è la stessa offline, se la modalità di coinvolgimento inclusiva lo è altrettando offline. Se tutto ciò che raccontiamo come connessione virtuale ha riscontro nel fisico, se tutto il network ha una visione comune, valori, conoscenza e operatività condivisa. Se abbiamo tutto questo avremo vinto! Saremo la scelta! Saremo la promessa mantenuta! e dunque saremo oggetto di recensioni positive, di desiderio di vivere l’esperienza, di argomento per i media perché una notizia, di crescita, di engagement, di visualizzazioni. In altre parole di empatia e dati uniti insieme in un sentiment positivo.</span></p>
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		<title>Digital Reputation: analizzare i dati e trasformarli in informazioni competitive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 14:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dati]]></category>
		<category><![CDATA[digital approach]]></category>
		<category><![CDATA[digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[digital reputation]]></category>
		<category><![CDATA[insight]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Digital Reputation oggi non solo è fondamentale, ma anche strategica. Se prima si invitava il potenziale cliente a cercare il nome del Brand su Google per caprine il numero di menzioni, oggi lo si supporta nell&#8217;analisi di quelle informazioni. Quante volte compare? Che percezione si ha di quel determinato Brand o Personal Brand? Che immagine ne deriva? Tutto viene registrato online, archiviato nel più grande motore di ricerca e restituito attraverso parole chiave digitate dagli utenti. Conoscere la fotografia di questi aspetti oggi è cruciale e avere la governance dell&#8217;andamento lo è ancora di più. Di digital reputation ne parlo da anni, ultimamente anche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3815" class="elementor elementor-3815">
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									<h3><span style="font-size: 16px; font-style: inherit; font-weight: inherit; background-color: var(--ast-global-color-5); color: var(--ast-global-color-3); font-family: Lato, sans-serif;">La Digital Reputation oggi non solo è fondamentale, ma anche strategica. Se prima si invitava il potenziale cliente a cercare il nome del Brand su Google per caprine il numero di menzioni, oggi lo si supporta nell&#8217;analisi di quelle informazioni.</span></h3><p>Quante volte compare? Che percezione si ha di quel determinato Brand o Personal Brand? Che immagine ne deriva? Tutto viene registrato online, archiviato nel più grande motore di ricerca e restituito attraverso parole chiave digitate dagli utenti. Conoscere la fotografia di questi aspetti oggi è cruciale e avere la governance dell&#8217;andamento lo è ancora di più.</p><p>Di digital reputation ne parlo da anni, ultimamente anche negli articoli su Marketplace (rubrica a pag. 12 Digital PR a firma mia). Ne sono usciti alcuni che abbiamo prontamente inserito nella guida Digital apPRoach da poco realizzata in collaborazione con Top Press Edizioni e la rivista stessa.</p><p>Oltre all&#8217;attività di promozione e valorizzazione, dunque è imprescindibile la tutela. Fondamentale costruire un sistema informativo a rischio ridotto, una comunicazione consapevole e responsabile e un tracciamento che accompagni tutta l&#8217;attività.</p><h2>Digital Reputation: questione di dati</h2><p><strong>Tracciare il dato </strong>oggi è indispensabile <strong>e trasformarlo in informazione </strong>significa costruire al meglio le strategie. Il dato è una fonte incredibile di opportunità, sul digitale lo è ancora di più, perché interconnesso a una serie di altre informazioni che comparate, aggregate e gestite mostrano una visione sempre più ampia. Che tipo di contenuto interessa maggiormente? Che comportamento ha avuto l&#8217;utente di fronte a questo approccio? Come sono arrivati qui? Ma ancora di più se coinvolgiamo il dato social e lo accorpiamo in reach, engagement, menzioni, influencer a partire da una prima fotografia iniziale.  Al cliente oggi siamo in grado di offrire un percorso, un accompagnamento numerico che fino a pochi anni fa potevamo percepire solo noi addetti ai lavori. Oggi tutto questo lo possiamo restituire i grafici, numeri pronti alla condivisione, analisi, andamenti anche visivamente comprensibili.</p><p>Possiamo fotografare l&#8217;oggi in maniera chiara, netta e numericamente corretta e mostrare il percorso durante l&#8217;attuazione della strategia. I costi diventano investimenti. la paura di &#8220;non ci capisco nulla&#8221; diventa &#8220;ah, chiaro, stiamo crescendo e la nostra visibilità sta aumentando davvero molto&#8221;. La Digital Reputation inizia ad essere più comprensibile e accessibile a realtà di qualsiasi dimensione. Soprattutto inizia ad essere percepita come percorso &#8220;senza scadenza&#8221;, aspetto fondamentale rispetto ad un prima quando veniva comparata a &#8220;si cambia immagine e vediamo cosa dicono&#8221;. Oggi possiamo dire &#8220;si cambia immagine, si riposiziona il Brand e analizziamo i dati per comprendere quanto stiamo crescendo, migliorando e in che modo possiamo accelerare quel processo&#8221;.</p><p>Pianificazioni a lungo termine, strategie orientate alla crescita, visione d&#8217;insieme iniziano ad essere nuovi aspetti meglio compresi da chi vuole sfruttare le opportunità del digitale e diventare sempre più competitivo. Non si tratta più di &#8220;tra quanto si vedono i risultati&#8221;, ma &#8220;iniziamo a costruire il percorso migliore per crescere a medio-lungo termine&#8221;.</p><h3>Visione è connessione con la Digital Reputation</h3><p>Visione dunque, una parola chiave che non può mancare connessa al concetto di Digital Reputation, crescita e consapevolezza dello scenario in cui ci si inserisce.</p><p>Questione di Cultura Digitale, chi ha fatto un percorso nell&#8217;innovazione, chi conosce gli strumenti, chi ha avuto modo di lavorare nell&#8217;operativo ha una maggiore facilità a visualizzare l&#8217;importanza del dato, delle statistiche, dell&#8217;uso di filtri per le analisi; ma una grande parte di realtà, talvolta, pur avendo a disposizione strumenti di base, non utilizza neppure questi. Quando intervisto i clienti per comprendere i numeri e il posizionamento di partenza spesso mi sento rispondere &#8220;sì le statistiche le abbiamo, ma non le guarda nessuno. Siamo più impegnati nei contenuti&#8221;. Content marketing sicuramente un&#8217;ottima strategia, ma sapere come e se quei contenuti vengono fruiti è decisamente importante. Soprattutto se immaginiamo che quella reach ha un impatto economico e può determinare nuove scelte.</p><p><strong>Gli strumenti professionali fanno la differenza e inserirli nelle strategie di comunicazione e marketing permettono misurazioni sempre più precise. </strong>Il dato è fondamentale, ma costa. Costa negli strumenti sempre più sofisticati da utilizzare, nella formazione del personale che deve imparare a leggerli, interpretarli, trasformarli in informazioni. Costa nelle strategie da aggiornare costantemente. Ma è un investimento che permette anche, e soprattutto, di identificare il posizionamento anche rispetto alla concorrenza. E soprattutto nel permetterci di <strong>rendere</strong> <strong>quel dato un&#8217;informazione competitiva.</strong></p><h3 style="text-align: center;">A tua disposizione gratuita&gt; <a href="https://www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/DIGITAL-APPROACH_marketplace-1.pdf">Digital Approach di Francesca Anzalone &#8211; Guida in collaborazione con Top Press Edizioni e la rivista Marketplace</a></h3>								</div>
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		<title>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 16:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi Lo era anche prima del digitale, del web, ma il mezzo lo ha reso fondamentale. Ha messo le persone al centro e ha dato loro voce, una voce amplificata, potenziata, che va oltre i confini di spazio e tempo. Le relazioni contano, e anche molto. Così come l&#8217;intelligenza emotiva e la capacità di #faresquadra. E dunque, PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi. In molti mi avete chiesto perché mi riconoscono nel ruolo di PR Manager quando affronto il tema della cultura digitale da tantissimi anni; quando le mie pubblicazioni,</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-ovvero-people-relations-nellera-digitale/">PR ovvero People Relations: nell’era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</h1>
<blockquote><p>Lo era anche prima del digitale, del web, ma il mezzo lo ha reso fondamentale. Ha messo le persone al centro e ha dato loro voce, una voce amplificata, potenziata, che va oltre i confini di spazio e tempo. Le relazioni contano, e anche molto. Così come l&#8217;intelligenza emotiva e la capacità di #faresquadra. E dunque, PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi.</p></blockquote>
<p>In molti mi avete chiesto perché mi riconoscono nel ruolo di PR Manager quando affronto il tema della cultura digitale da tantissimi anni; quando le mie pubblicazioni, i miei saggi, le mie ricerche spaziano molto nell&#8217;ambito della formazione e della comunicazione. Forse perché ho sempre amato mettere in connessione le persone, soprattutto quelle che &#8220;apparentemente&#8221; erano agli opposti. Forse perché sono convinta che senza una buona squadra leale, onesta e appassionata non si vince. Forse perché nei momenti in cui ho bisogno di ritrovare me stessa in città, mi piace mimetizzarmi tra la gente (non ora! sia ben inteso). O forse perché fa parte dei ricordi di mio padre, che quando aveva bisogno di essere un uomo &#8220;solo un uomo&#8221; come diceva lui, si rifugiava tra le strade della città che amava di più Roma, per sentirsi un &#8220;illustre sconosciuto&#8221;.</p>
<p>Oggi le relazioni tra persone contano, permettono di accelerare il business, supportano la reputazione di un prodotto, servizio; aiutano a creare un personaggio in poco tempo (se le basi sono solide); riescono a mitigare crisi in atto grazie all&#8217;intervento da più parti; creano la squadra migliore in grado di cambiare completamente le dinamiche e i traguardi di una realtà. E lo fanno in maniera ancora più impattante grazie al digitale.</p>
<blockquote><p>Le PR nel tempo sono cambiate molto, a volte questa figura viene scambiata per il Promoter, per il &#8220;vecchio&#8221; PR delle discoteche, per &#8220;lo vedi a colpo d&#8217;occhio che è un PR&#8221; &#8230; ma oggi le People Relations lavorano a beneficio del Business, per l&#8217;accelerazione grazie alla connessione tra persone che insieme possono generare valore aggiunto. Sono Digital PR quelle che creano connessioni tra chi è n grado di potenziare il messaggio e chi ha il prodotto, il servizio, il business giusto per quella audience. Ma c&#8217;è tutto l&#8217;aspetto del redesign dei flussi di comunicazione tra le persone, della comunicazione interna all&#8217;azienda/ente/istituzione; al costruire una redazione interna per i contenuti in grado non solo di produrre i contenuti migliori, ma le strategie migliori per raggiungere gli obiettivi, grazie alla valorizzazione del talento. Diciamo che ciò che serve è una gran bella dose di empatia e la capacità di mettersi sempre in discussione per poter comprendere il punto di vista degli altri e coglierne il meglio.</p></blockquote>
<p>Questo periodo ci ha insegnato molto sull&#8217;importanza delle persone e sull&#8217;interconnessione. Siamo tutti interconnessi, abbiamo tutti bisogno di &#8220;specchi&#8221; nei quali rifletterci e percepirci per migliorarci costantemente. Ci sono momenti in cui si aggiunge e momenti in cui si toglie, alla base però deve esserci sempre consapevolezza e responsabilità nelle scelte che si compiono. Ecco perché da anni promuovo una comunicazione consapevole e responsabile #consapevolmenteconnessi che accompagna nella crescita personale necessaria per poter stare bene con gli altri; che utilizza una comunicazione positiva e genera consapevolezza nell&#8217;uso della parola.</p>
<p>Nelle People Relations è fondamentale lavorare su di noi, perché se non siamo centrati, come possiamo essere un valore per gli altri? Se non ci amiamo come possiamo amare gli altri, in maniera equilibrata? Se non abbiamo autostima come possiamo lavorare in un team apportando energia e non risucchiandola?  E se non ci identifichiamo con delle parole significative, con dei valori, come possiamo essere quella figura di cui hanno bisogno?</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-ovvero-people-relations-nellera-digitale/">PR ovvero People Relations: nell’era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 08:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
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		<category><![CDATA[gestione dei consulenti]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
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		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto? Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto. Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto?</h1>
<p>Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto.</p>
<p>Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei flussi di comunicazione, durante la digitalizzazione dell&#8217;impresa, o quando si vuole rafforzare l&#8217;identità Corporate, emergono delle criticità nelle relazioni. Le connessioni non sono sempre consapevoli e spesso manca un senso di responsabilità alla base. Vengono inserite figure consulenziali, ad esempio, che non riescono a partecipare all&#8217;attività in maniera attiva. Svolgono il loro compito, ma non costruiscono relazioni, anzi, talvolta &#8220;sgretolano degli equilibri, probabilmente già labili&#8221;. Perché avviene? Perché alla base non vi è il rispetto necessario per la costruzione di relazioni significative.</p>
<p>Quando si lavora in questo ambito è fondamentale la mappatura delle relazioni, l&#8217;ascolto attivo delle persone, il dialogo, il confronto e soprattutto comprendere le emozioni che ne caratterizzano gli aspetti chiave. Mancanza di entusiasmo, energia, cooperazione all&#8217;interno di un team significa mera esecuzione, mancanza di creatività e dunque perdita del talento; ovvero l&#8217;aspetto principale per la crescita valoriale del team. Un team che al proprio interno opera con talento, energia, creatività è un team che porterà la crescita in minor tempo, con maggiori risultati e attraverso una comunicazione interna e esterna positiva, perderlo o non generarlo significa rischiare non solo di rallentare, ma anche di retrocedere.</p>
<blockquote><p>Partiamo davvero il rispetto che dichiariamo nella vision? Siamo consapevolmente connessi con ciascuna relazione oppure applichiamo delle regole senza un metodo? Le relazioni tra le persone sono inclusive in ogni ambito? Con queste domande inizia la mappatura delle People Relations nelle consulenze per comprendere quanto profondo è il redesign dei flussi da &#8220;ricostruire&#8221; o quanto è potenzialmente migliorabile.</p></blockquote>
<p>Portiamo davvero il rispetto che dichiariamo? E lo facciamo con qualsiasi tipo di relazione tra persone? Anche con i consulenti esterni? Allora perché il consulente esterno &#8211; che è un valore aggiunto di crescita viene &#8220;trattato come un estraneo&#8221;? Ecco un errore che avviene nella gestione delle relazioni e che, già alla base del rapporto, rischia di portare con sé mancanza di coinvolgimento totale.</p>
<p>Ho visto casi virtuosi di inclusione, accoglienza e partecipazione attiva e ne ho visti altri in cui &#8220;allontanamento, differenziazione, etichettatura&#8221; erano alla base di distanziamento e mancanza di coinvolgimento. Mentre scrivo ho chiari esempi di quanto può avvenire. Che cosa genera l&#8217;inclusione, l&#8217;accoglienza, il rispetto per l&#8217;altro? Esattamente la specularità: partecipazione attiva e rispetto.</p>
<blockquote><p>Consapevolmente connessi attraverso il rispetto significa crescita, partecipazione attiva e energia positiva.</p></blockquote>
<p>L&#8217;antefatto: se parliamo di consulenti esterni all&#8217;azienda che svolgono il loro operato senza costruire relazioni, alla base può esserci un rapporto basato esclusivamente su una scelta &#8220;al minor costo&#8221; e non sulla persona in sé. Attenzione che una collaborazione è una partecipazione in cui entrambe le parti devono dire sì e si presume vi sia una forte motivazione, non basata esclusivamente su una transazione economica. Ma su una conversazione in cui si identificano le motivazioni, il come, il tipo di partecipazione.</p>
<blockquote><p>Generalmente viene chiesto quanto costa, viene fatta una negoziazione economica; ma il perché lo si fa, che tipo di partecipazione e che tipo di relazione si instaura non sempre viene argomentato. Ma è tutta questione di motivazione e coinvolgimento: da questo dipende la capacità di fare crescere e la durata della collaborazione. Stimoli nuovi, entusiasmo, voglia di migliorare permettono grandi passi, che non vanno assolutamente d&#8217;accordo con una transazione economica che partono da una percezione di  un inizio e una fine già prestabilita.</p></blockquote>
<p>Tutto questo, oltre che nelle parole utilizzate, lo si percepisce nei comportamenti delle persone, nelle distanze più lunghe o più corte che si generano e nelle performance del team; perché il Business è fatto da persone, con persone. Il rispetto è alla base, ed è nelle parole, nel linguaggio, nella comunicazione non verbale, nel costruire o nel lasciare sospesi.</p>
<p>Ti lascio con alcuni elementi su cui riflettere che fanno parte delle consulenze e dei percorsi di accompagnamento:</p>
<ul>
<li>Sfrutta i colloqui per condividere non solo aspetti economici, ma anche per comprendere le motivazioni che spingono il collaboratore/consulente a voler partecipare alla crescita dell&#8217;azienda/ente/istituzione;</li>
<li>Davanti a te hai una persona unica con un metodo, competenze, esperienza, capacità, relazioni: dialogate sul cosa potete fare insieme e quali i benefici reciproci. Vi renderete conto che inizierete a vedere una visione a medio-lungo termine e non solo &#8220;al termine del contratto&#8221;;</li>
<li>Inclusione è la parola chiave: accogliere le persone, farle sentire parte di, coinvolgerle significa avere risposte arricchite di un bagaglio emotivo importante, di qualcuno che non esegue un lavoro ma che progetta, crea e mette il meglio di sé all&#8217;interno dell&#8217;attività;</li>
<li>Accoglienza è la modalità attraverso la quale fare sentire la persona &#8220;uno della squadra&#8221;: sei esattamente quello di cui abbiamo bisogno e dunque non utilizzate grafiche differenti identificative, non create differenze tra &#8220;ciò che sei e fai rispetto agli altri&#8221;, usate il #faresquadra come ispirazione generale per generare relazioni significative;</li>
<li>Non esiste un noi che esclude, non esiste una festa a cui possono partecipare alcuni e altri no, non esiste un momento per &#8230; esiste la Comunità che si sta creando, costruendo e al cui interno i valori, la partecipazione e il dialogo sono alla base.</li>
</ul>
<p>Il Business è fatto da persone con persone, questi sono alcuni degli aspetti che entrano in gioco quando si analizzano le People Relations a beneficio di una crescita, della valorizzazione delle competenze e del talento e della voglia di costruire la migliore squadra!</p>
<p>Se ti va seguimi sui social: sulla pagina Facebook troverai aggiornamenti sul come e sui dati; su Instragam e nelle stories troverai consigli, idee e ispirazioni per la crescita personale e del business; su LinkedIn troverai le attività business e il gruppo legato a Ufficio Stampa e Digital PR e su Anchor i miei Podcast su Comunicazione che passione! E se pensi di avere bisogno di me per una consulenza, un percorso di formazione o semplicemente per un consiglio scrivi a :info@netlifesrl.com</p>
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		<title>Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 09:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
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		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digitalizzazione: ovvero fare squadra coesi nel cambiamento il perché delle PR come strategia  Le persone stanno al centro attraverso relazioni significative, questo lo sapevamo. Ce lo ha ricordato questo periodo così complesso, e quotidianamente lo affrontiamo ogni volta che accediamo ad un #social (i numeri parlano chiaro!). Le PR ovvero le People Relations vanno gestite con consapevolezza e il senso di appartenenza e di #faresquadra, va coltivato ogni giorno. Digitalizzazione: il cambiamento parte dalla persona E&#8217; ormai chiaro, anche alle #imprese, che digitalizzazione significa nuovi processi, nuove competenze, nuove strategie, nuove azioni, nuovi flussi di informazioni.  Parliamo di n nuovo sistema squadra coeso, consapevole e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="8dedn-0-0">
<h2 class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dedn-0-0"><span data-offset-key="8dedn-0-0">Digitalizzazione: ovvero fare squadra coesi nel cambiamento il perché delle PR come strategia </span></h2>
<div data-offset-key="8dedn-0-0"></div>
<blockquote>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dedn-0-0"><span data-offset-key="8dedn-0-0"> Le persone stanno al centro attraverso relazioni significative, questo lo sapevamo. Ce lo ha ricordato questo periodo così complesso, e quotidianamente lo affrontiamo ogni volta che accediamo ad un </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="8dedn-1-0"><span data-offset-key="8dedn-1-0">#social</span></span><span data-offset-key="8dedn-2-0"> (i numeri parlano chiaro!). Le PR ovvero le People Relations vanno gestite con consapevolezza e il senso di appartenenza e di #faresquadra, va coltivato ogni giorno.</span></div>
</blockquote>
</div>
<h4 data-offset-key="4uave-0-0">Digitalizzazione: il cambiamento parte dalla persona</h4>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="9q8o1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9q8o1-0-0"><span data-offset-key="9q8o1-0-0">E&#8217; ormai chiaro, anche alle </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="9q8o1-1-0"><span data-offset-key="9q8o1-1-0">#imprese,</span></span><span data-offset-key="9q8o1-2-0"> che digitalizzazione significa nuovi processi, nuove competenze, nuove strategie, nuove azioni, nuovi flussi di informazioni.  <strong>Parliamo di n nuovo sistema squadra</strong> coeso, consapevole e responsabile del percorso che sta intraprendendo.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="eus2p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="eus2p-0-0"><span data-offset-key="eus2p-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="1so16-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1so16-0-0"><span data-offset-key="1so16-0-0">L&#8217;attività di </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-1-0"><span data-offset-key="1so16-1-0">#consulenza</span></span><span data-offset-key="1so16-2-0"> e poi di </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-3-0"><span data-offset-key="1so16-3-0">#formazione</span></span><span data-offset-key="1so16-4-0"> per l&#8217;accompagnamento nella digitalizzazione <strong>parte dal percorso sulle persone, da una revisione della comunicazione, dei flussi, delle informazioni e degli elementi di appartenenza</strong>. Potremmo dire che parte da una </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-5-0"><span data-offset-key="1so16-5-0">#partecipazioneattiva</span></span><span data-offset-key="1so16-6-0"> al centro sulla quale si costruiscono i vari asset. Ma questo meccanismo virtuoso si innesca solo se alla base vi è un desiderio di crescita personale e professionale.</span></div>
</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<h2 data-offset-key="1so16-0-0">Il senso di appartenenza (fare squadra) si coltiva ogni giorno con gli strumenti giusti</h2>
<div data-offset-key="1so16-0-0">L&#8217;errore più comune è dedicarsi all&#8217;identità Corporate come immagine coordinata, senza però avere le fondamenta solide all&#8217;interno. Ci si preoccupa di più se il visual ha coerenza identitaria, se è perfettamente in linea con i colori e le forme, piuttosto che pensare agli elementi di appartenenza per tutto il capitale umano aziendale. Ma l<strong>&#8216;impresa è fatta di persone, di valori, di elementi caratterizzanti, e soprattutto è fatta di senso di appartenenza,</strong> da cui poi derivano l&#8217;orgoglio di essere parte di questa realtà, di questa squadra.</div>
<h4 data-offset-key="1so16-0-0">Se non hai una semantica comune, come pensi di identificarti?</h4>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Mi capita spesso di iniziare una consulenza e rendermi conto che mancano gli elementi principali: la semantica comune (Tassonomia, e dunque il codice comune che &#8220;racconta&#8221; appartenenza), che mancano la condivisione dei valori e del senso di appartenenza, perché &#8220;calato dall&#8217;alto&#8221; come se fosse un &#8220;questo è quanto&#8221;. Ma i tempi sono cambiati, c&#8217;è stata una trasformazione sociale importante, c&#8217;è la scelta, soprattutto nelle nuove generazioni, &#8220;Scelgo questa realtà perché è sostenibile, perché ha dei valori importanti, perché partecipa attivamente nelle cause legate a &#8230;.&#8221;.</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"><strong>Si chiama partecipazione attiva, ed è sempre esistita, ma il web ne ha amplificato la portata e le opportunità.</strong></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Ed ecco che per fare funzionare tutto si deve costruire insieme, si deve essere coesi, si deve condividere dove stiamo andando, come ci stiamo muovendo, in quanto tempo raggiungeremo un traguardo, <strong> e soprattutto, consapevoli che siamo parte di questo percorso comune.</strong></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<blockquote>
<div data-offset-key="1so16-0-0">La comunicazione al centro come strategia di crescita, consapevolezza e responsabilità nella scelta degli strumenti, delle azioni e dei ruoli, ma soprattutto delle parole da utilizzare.</div>
</blockquote>
<h4 data-offset-key="1so16-0-0">Lavorare con le parole e sulle parole allena la mente e l&#8217;empatia del team</h4>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Si chiede di condividere, di essere ambasciatori di ciò che sta avvenendo, senza però dare gli elementi in comune, senza strumenti di appartenenza, senza un senso comune. Non è con: faremo questo e tu farai questo che si costruisce la squadra. Ma è partiamo da questo valore, tu come lo interpreti? Digitalizzazione e fare squadra: una questione di interpretazione e di regole di comportamento, che non sono un&#8217;imposizione ma un codice comune che identifica un senso di appartenenza. <strong>Quali parole ci rappresentano? Quali parole invece dobbiamo evitare perché particolarmente rischiose nell&#8217;interpretazione?  </strong>Costruire un Semantics Guide Manual è sempre impegnativo, ma indispensabile per moltissime attività e soprattutto è la base di un senso di appartenenza consapevole e responsabile.</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Faccio sempre svolgere un esercizio sulle parole identitarie all&#8217;interno dei team. L&#8217;obiettivo è quello di identificare le parole più rappresentative e il loro percepito. Il risultato è straordinario, ma soprattutto davvero efficace per la base della comunicazione. Se stai pensando che si perde tempo, non è così. Anzi, non solo si recupera una parte molto importante su cui costruire la comunicazione, ma si coinvolge il team nella costruzione dell&#8217;identità. Partecipare significa essere parte attiva di, e dunque esserci anche in caso di crisi.  <strong>Prova a pensare al danno economico se la tua reputazione venisse messa in discussione e il tuo team non sapesse come reagire, o rispondere in maniera coerente.</strong></div>
<h3 data-offset-key="1so16-0-0">#Faresquadra nel cambiamento: l&#8217;approccio necessario alla digitalizzazione</h3>
<h5 style="text-align: center;">Qual è il suono di una sola mano che applaude?<br />
(Koan Zen)</h5>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="a57b0-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a57b0-0-0"><span data-offset-key="a57b0-0-0">Digitalizzazione e fare squadra: c&#8217;è un aspetto importante, che molto spesso viene sottovalutato, ovvero l&#8217;impatto di stress legato alla reticenza al cambiamento.</span></div>
<div data-offset-key="a57b0-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="act8u-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="act8u-0-0"><span data-offset-key="act8u-0-0">Non si può generalizzare ma ogni organizzazione ha le proprie dinamiche, e soprattutto le proprie emozioni da gestire. <strong>L&#8217;intelligenza emotiva è alla base di una leadership consapevole </strong>e dunque, la consapevolezza delle emozioni, delle reazioni, e il supporto nel prenderne consapevolezza sono fondamentali.</span></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">A questo proposito <strong>delle ottime letture provengono da Giorgio Nardone</strong>, psicologo e psicoterapeuta che, <a href="https://www.ibs.it/cambiamento-strategico-come-far-cambiare-libro-giorgio-nardone-roberta-milanese/e/9788868337995?lgw_code=1122-B9788868337995&amp;gclid=Cj0KCQiA6Or_BRC_ARIsAPzuer9bqufnjXI6OZe9uvYOqmphzH4d74MmP1REMM0f7qm3kH2dqtNmGLIaAkDMEALw_wcB">con i suoi volumi, ci accompagna in un percorso sempre molto efficace. </a></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">Il #Faresquadra è un tema che abbiamo affrontato anche con <a href="http://www.emergenza24.org"><strong>Emergenza24</strong></a>, durante gli Stati Generali sulla Comunicazione di Emergenza, focalizzandoci sul perché oggi è fondamentale fare squadra offline e online, in una società che dialoga, conversa e costruisce il proprio pensiero attraverso l&#8217;integrazione di fisico e virtuale.</div>
</div>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<blockquote>
<div data-offset-key="act8u-0-0">La capacità di costruire relazioni significative, connessioni consapevoli; il sapere come rafforzarle ogni giorno attraverso un senso di appartenenza; la costruzione di Comunità consapevoli e responsabili oggi diventano competenze non solo strategiche, ma necessarie.</div>
</blockquote>
<h4 data-offset-key="act8u-0-0">Esercizio di consapevolezza sul senso di appartenenza</h4>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">Affrontare il cambiamento, soprattutto nel percorso di digitalizzazione,  attraverso gli strumenti giusti, le competenze e le strategie migliori è dunque oggi più che mai necessario. Ti lascio con qualche nota, estrapolata dai documenti che utilizzo nelle consulenze e nella formazione, ovvero una serie di domande che vengono somministrate durante i colloqui individuali e il laboratorio di comunicazione per i vari settori (ne ho scelte 8 dal questionario completo):</div>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<ul>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali sono le parole che identificano ciò che siete e ciò che fate? Elencatele nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Sono parole che fanno parte della semantica comune o ci sono varianti? Elencate le varianti nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali sono i valori che rappresentano l&#8217;azienda/ente/istituzioni di cui fate parte? Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali di questi valori vi rappresentano maggiormente?  Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali valori vorreste aggiungere per sentirvi rappresentati appieno? Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">I valori mancanti potrebbero essere inseriti nelle dinamiche che appartengono all&#8217;identità dell&#8217;azienda/ente/istituzioni o ci sono degli aspetti che non potrebbero coesistere? In questo caso perché? Inserite queste considerazioni nello spazio Note in Consapevolezza</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Mi sento parte di questa azienda/ente/istituzione perché &#8230;. Inserite le motivazioni nello spazio apposito.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Sono orgoglioso di essere parte di questa azienda/ente/istituzione perché &#8230;. Inserite le motivazioni nello spazio apposito.</li>
</ul>
<p>Riflettere su questi aspetti è utile, confrontarsi con i colleghi fondamentale. Una buona leadership è consapevole quando conosce ciò che caratterizza il senso di appartenenza e quando da conversazioni, confronti e riflessioni, dà avvio alla partecipazione attiva attorno alle linee guida identificate. Se vuoi qualche consiglio di lettura non esitare a contattarmi, se pensi di avere bisogno di me per una consulenza o un percorso di formazione, oppure per fare l&#8217;analisi della tua comunicazione, non esitare a contattarmi info@netlifesrl.com.</p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/digitalizzazione-fare-squadra/">Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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