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	<title>Ufficio stampa e digital PR - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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	<title>Ufficio stampa e digital PR - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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		<title>L&#8217;uscita stampa e il posizionamento del brand: guida pratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 14:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uscita stampa quali benefici apporta al posizionamento del brand? Scopriamolo insieme in questa guida pratica in 8 punti chiave. Uscire sulla stampa significa posizionamento, fiducia e business. Un investimento che favorisce il processo reputazionale e fa percepire il brand o il personal brand sotto una nuova luce, quella dell&#8217;autorevolezza. Questa prima uscita del 2025 è dedicata a agenzie, addetti stampa, studenti di comunicazione, imprenditori e professionisti che vogliono comprendere meglio uno degli aspetti legati a posizionamento; e più nello specifico quello legato alle Media Relation. Ti sarà capitata migliaia di volte questa domanda se offri attività di ufficio stampa e media planning, oppure se sei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uscita stampa quali benefici apporta al posizionamento del brand? Scopriamolo insieme in questa guida pratica in 8 punti chiave.</p>
<p id="ember824" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Uscire sulla stampa significa <strong>posizionamento, fiducia e business</strong>. Un investimento che favorisce il processo reputazionale e fa percepire il brand o il personal brand sotto una nuova luce, quella dell&#8217;autorevolezza.</p>
<p id="ember825" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Questa prima uscita del 2025 è dedicata a agenzie, addetti stampa, studenti di comunicazione, imprenditori e professionisti che vogliono comprendere meglio uno degli aspetti legati a posizionamento; e più nello specifico quello legato alle Media Relation.</p>
<blockquote id="ember826" class="ember-view reader-text-block__blockquote"><p>Ti sarà capitata migliaia di volte questa domanda se offri attività di ufficio stampa e media planning, oppure se sei un professionista o un imprenditore leggendo la rassegna stampa avrai esclamato &#8220;ma noi questa cosa la facciamo da anni, perché non ne hanno mai parlato?&#8221;. Il punto è proprio questo: fare uscire l&#8217;informazione in modo corretto per farla diventare notizia! Da una parte il <strong>comunicato stampa </strong>con l&#8217;informazione notiziabile, dall&#8217;altra il giornalista che <strong>crea la notizia</strong>. Parliamo dunque di uno strumento (il comunicato stampa) e delle Media Relation (le relazioni con i giornalisti) che, attraverso l&#8217;uscita stampa accelerano il processo di posizionamento, fiducia e business. <strong>Con questo articolo voglio accompagnarti a comprendere ogni aspetto strategico</strong>, che applico quotidianamente nelle attività e che insegno in Università e nei corsi professionali e di specializzazione.</p></blockquote>
<p id="ember827" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Iniziamo dunque con i benefici di un&#8217;uscita stampa per un brand o un personal brand</strong></p>
<p id="ember828" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Visibilità</strong>: un aspetto chiave dell&#8217;uscita stampa per un brand o personal brand è l&#8217;aumento della visibilità. A seconda della testata e della sua diffusione (locale, regionale, nazionale, internazionale, specializzata, ecc.) permette di raggiungere un pubblico più ampio e diversificato. Per questo è fondamentale nel piano di comunicazione alla voce Media Relation selezionare la tipologia di testata con la consapevolezza dell&#8217;obiettivo e del target da raggiungere.</p>
<p id="ember829" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Autorevolezza e credibilità</strong>: un&#8217;uscita stampa promuove l&#8217;autorevolezza e la credibilità del brand o del personaggio. Come abbiamo visto si tratta di una <strong>notizia redatta da un giornalista </strong>che ne ha verificato l&#8217;interesse e la correttezza. Non è una comunicazione autoreferenziale come quella informativa, ma attraverso terzi che parlano del brand o del personaggio in maniera oggettiva. Non fanno parte della struttura e hanno un punto di vista esterno e autorevole.</p>
<p id="ember830" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Rilevanza</strong>: un altro importante aspetto dell&#8217;uscita stampa per un brand o per un personaggio è il posizionamento che ne deriva. E&#8217; il risultato di una scelta e di una valutazione sull&#8217;importanza di quel determinato aspetto nel settore. <strong>Per quel settore specifico si parla di questo brand o personaggio specifico</strong>, e di conseguenza la percezione del brand e del personaggio sarà sicuramente molto più positiva.</p>
<blockquote id="ember831" class="ember-view reader-text-block__blockquote"><p>Interessante vero? Fa venire voglia di aprire il laptop e iniziare a digitare migliaia di battute. Le informazioni non ci mancano di sicuro. Abbiamo in essere così tante iniziative, prodotti pronti per il lancio, siamo i migliori su zona e così via. <strong>Alt!</strong> non è così semplice perché <strong>le informazioni devono essere notiziabili, di pubblico interesse </strong>(locale, regionale, nazionale, ecc.) altrimenti sono informazioni utili per il proprio blog o per l&#8217;House Organ, oppure per un&#8217;attività di Media Planning (pubblicità, publi redazionali, ecc.). Dunque la prima competenza da acquisire è: saper notiziare e comprendere quando è interessante per i media e quando va raccontata differentemente. Le strade sono due: o formi il personale interno con un percorso professionale dedicato o ti affidi a un professionista di Media Relation.</p></blockquote>
<p id="ember832" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Influenza sull&#8217;opinione pubblica</strong>: tra i benefici ulteriori ricordiamoci anche la capacità di influenzare un target indiretto che potrebbe non acquistare i prodotti e servizi del brand ma parlarne e dunque diventarne &#8220;ambasciatore&#8221; talvolta in maniera inconsapevole. Più l&#8217;articolo presenta toni positivi, più la percezione del brand aumenterà in maniera positiva.</p>
<blockquote id="ember833" class="ember-view reader-text-block__blockquote"><p>E qui scatta un <strong>alert</strong> importantissimo: la lealtà nelle informazioni e nelle relazioni tra imprenditore-personaggio e addetto stampa; tra addetto stampa-giornalista e tra giornalista-lettore. Oggi la comunicazione è costantemente a rischio di commento, giudizio, interpretazione e dunque <strong>prima di fare uscire qualsiasi notizia è fondamentale fare un&#8217;analisi dei rischi, delle potenziali criticità e preparare dati e azioni concrete che confermino quanto asserito</strong>. Nel comunicato stampa è sempre corretto allegare tutti i materiali a supporto di ciò che si asserisce. Il mio metodo di lavoro e didattico si basa esattamente su questa analisi <strong>fattore + 2%</strong>, ovvero una doppia revisione di qualsiasi informazione (si parte con l&#8217;analisi dei rischi, criticità a tutela del brand e del professionista per poi costruire la comunicazione a valore aggiunto, ovvero più consapevole e responsabile di ciò che va a dichiarare). In questo modo <strong>diminuisce il rischio di washing, backlash e eventuali crisi reputazionali</strong>. E&#8217; sicuramente un sistema più complesso, più costoso, ma quanto impatterebbe economicamente un danno reputazionale? Magari di un prodotto o progetto su cui si è investito molto?</p></blockquote>
<p id="ember834" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Altri due benefici importanti che derivano dall&#8217;uscita se viene ripresa anche online dalla testata stessa sono:</p>
<p id="ember835" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Generazione di lead</strong>: un articolo positivo e ben articolato può portare nuovi clienti. Ha un impatto online e offline, nel breve, nel medio e nel lungo termine. E come abbiamo visto, un lead che in termini tecnici si definisce &#8220;caldo&#8221;, perché già coinvolto nella percezione positiva e dunque propenso positivamente alla decisione di scelta.</p>
<p id="ember836" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Posizionamento SEO</strong>: lo sappiamo bene quanto con un click arriviamo ovunque, al sito web, a Google, ai social e un brand raccontato positivamente con le parole chiave significative beneficia di questo a breve, a medio e a lungo termine. Soprattutto se la testata online è seguita. Ma questo funziona anche offline nel posizionamento mentale del brand associato a determinate parole chiave (che poi si cercheranno online).</p>
<p id="ember837" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><strong>Storytelling conseguente</strong>: &#8220;si parla di noi&#8221;! lo vediamo continuamente ed è sicuramente una bella referenza (se poi abbiamo il link di rimando, abbiamo uno strumento potente per l&#8217;autorevolezza online e ne beneficerà anche il nostro sito web). In questo caso abbiamo più opzioni: la rassegna stampa e web che deve essere sempre presente! Ma anche l&#8217;occasione per realizzare dei contenuti nuovi in linea con l&#8217;articolo. Come abbiamo visto il giornalista ha un punto di vista esterno, oggettivo e professionale e spesso mostra dei lati che internamente (talvolta) si danno per scontati o poco rilevanti; oppure che non si vedono proprio!</p>
<blockquote id="ember838" class="ember-view reader-text-block__blockquote"><p>Se sei un&#8217;agenzia di comunicazione, addett@ stampa, giornalista che vuole intraprendere anche l&#8217;attività di ufficio stampa, spero di averti allargato la visione e la comprensione delle opportunità di un&#8217;attività di ufficio stampa, PR, Digital PR per rendere il tuo lavoro anche più &#8220;digital oriented&#8221;; ma anche di averti dato delle risposte utili per i tuoi clienti. Se sei un imprenditore o un professionista, beh, sai quali opportunità ti stai perdendo se non hai un piano di comunicati stampa, una strategia di Media Relation e un&#8217;attività di creazione articoli per il Blog o la Newsletter (interna e esterna!).</p></blockquote>
<blockquote><p>Richiedi una consulenza per la strategia di posizionamento attraverso le Media Relations e le Digital PR.</p></blockquote><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/luscita-stampa-e-il-posizionamento-del-brand-guida-pratica/">L’uscita stampa e il posizionamento del brand: guida pratica</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;importanza della parola e della forza esercitata sulle persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 14:33:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;importanza della parola e della forza esercitata sulle persone è un tema fondamentale nella vita di ciascun essere umano. Questo è il mio pensiero che può essere condiviso o meno. Ma più abbiamo consapevolezza della parola e del peso di attrazione verso il positivo o il negativo, che è in grado di innescare; più la nostra comunicazione sarà efficace. Ahimè, questo però, ancora una volta sia in positivo che in negativo. Che parole scegliamo quando parliamo con gli altri? E quando parliamo con noi stessi? Ma forse, vedendo i comportamenti più recenti ci dovremmo iniziare a chiedere se scegliamo realmente le parole e se abbiamo un</p>
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									<p>L&#8217;importanza della parola e della forza esercitata sulle persone è un tema fondamentale nella vita di ciascun essere umano. Questo è il mio pensiero che può essere condiviso o meno. Ma più abbiamo consapevolezza della parola e del peso di attrazione verso il positivo o il negativo, che è in grado di innescare; più la nostra comunicazione sarà efficace. Ahimè, questo però, ancora una volta sia in positivo che in negativo.</p><p><strong>Che parole scegliamo quando parliamo con gli altri? E quando parliamo con noi stessi? </strong>Ma forse, vedendo i comportamenti più recenti ci dovremmo iniziare a chiedere se scegliamo realmente le parole e se abbiamo un dialogo interiore, prima di rivolgerci verso l&#8217;esterno. Il punto è che spesso le persone usano le parole senza dare loro il giusto peso. Quella forza di attrazione dove porterà? trascinerà verso il basso o solleverà l&#8217;altrə? E con le parole influenzeranno colleghi, figli, amici, genitori, insegnanti, cittadini, studenti, segnandone anche profondamente &#8220;l&#8217;essere&#8221;.</p><p>Scegliere con cura le parole implica un investimento di tempo, di energie e di attenzioni. Significa avere cura. Significa dare importanza, riflettere e valutare se stiamo per usare quelle con il &#8220;peso giusto&#8221;. Le persone concentrate su loro stessə non hanno tempo per &#8220;pesare&#8221;. Questo vale nella comunicazione personale come in quella del brand, del corporate che definiscono i valori, la visione e la missione. E come sempre, ricordiamoci che le parole che usiamo ci definiscono.</p><h2>L&#8217;Importanza della parola è fondamentale</h2><p><strong>Le parole in velocità, quelle sotto &#8220;urgenza&#8221;, sono parole frettolose, non &#8220;pesate&#8221; e dunque ad alto rischio. </strong>Sono i washing, i backlash, sono la sostenibilità insostenibile, sono le crisi mediatiche e reputazionali. Sono le parole distruttive, che, non solo non contribuiscono con valore aggiunto, ma indeboliscono o distruggono direttamente il legame. Sono la perdita di fiducia in una persona, in un brand, in un corporate. Sono addirittura ferite, talvolta insanabili. <strong>Sono un mancato ascolto della sensibilità altrui.</strong> E oggi questa riflessione è necessaria, soprattutto perché queste parole diventano un &#8220;per sempre&#8221; che viaggia nel web, senza una governance.</p><p>Vogliamo generare una forza attrattiva verso il nostro prodotto, servizio, verso la nostra persona. Vogliamo sempre più follower, senza pensare che più cresce la audience, maggiore dovrà essere il peso delle nostre parole. E più pesanti saranno le parole degli altri, perché più numerose e &#8220;trascinate da altre parole pesanti&#8221;. Più cresciamo in autorevolezza e più dobbiamo pesare le parole in entrata e in uscita. Sì, perché quello a cui non siamo mai preparatə è a quanto possono essere pesanti le parole rivolte contro di noi. E a quanto possono essere &#8220;soppesate&#8221;da latrə le parole che utilizziamo. Compreso ciò che è nei nostri diritti, talvolta si trasforma in &#8220;mi sembra esagerato&#8221;, se non addirittura in parole che sussurrano o gridano malafede. Di fronte a queste parole mal interpretate  (talvolta anche in maniera totalmente errata) ci sentiamo impotenti. Altre volte, quel peso, lo percepiamo dopo, quando è già una shit storm. Oppure quando ci ha feriti profondamente.</p><h2>Le parole hanno un peso e quel peso esercita una forza positiva o negativa sulle persone. Sta a noi scegliere che parole vogliamo usare per definire chi vogliamo essere.</h2><p>Ed è su queste considerazioni che si basa la filosofia di #consapevolmenteconnessi, ovvero relazioni consapevoli e responsabili tra persone, noi stessi e il web. Un conoscere profondamente l&#8217;importanza, le caratteristiche e le modalità per utilizzare le parole migliori volte a costruire ponti, o meglio interconnessioni significative. In questo sito troverai la parola al centro in tutte le sue declinazioni e le mie interpretazioni professionali:</p><ul><li>La parola come rischio di washing, backlash, crisi mediatica e reputazionale</li><li>La parola come suggestione: creo come parlo e costruisco una narrazione leale</li><li>L&#8217;importanza della parola nelle emergenze</li><li>L&#8217;importanza della parola nell&#8217;identità di brand e corporate</li><li>La semantica identitaria di brand e corporate e la costruzione del senso di appartenenza</li><li>La parola nella scrittura creativa: sceneggiature, biografie e racconti</li><li>La parola come Copywriting efficace per la vendita di prodotti e servizi</li><li>La parola nei Company Profile, nei comunicati stampa, nelle cartelle stampa</li><li>La parola nei social network e nella content creation</li><li>La parola nelle interviste e testimonianze business</li><li>La parola nei casi studio e nella narrazione delle eccellenze</li><li>La parola nella formazione: chiara, semplice e operativa</li><li>La parola nella comunicazione interna tra colleghi, nella gestione dei conflitti e nel problem solving</li><li>La parola come micro lingua professionale e codice comune</li></ul>								</div>
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									<h3>L&#8217;importanza della parola è un tema che ti affascina?</h3><div><strong>Ascolta i podcast su Spotity</strong> e <a href="https://open.spotify.com/show/0KFzR4CIWdm1HRv1DdzniN?si=c3d8ee9ea2d04db2">iscriviti al canale</a> Comunicazione che passione!</div>								</div>
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		<title>Come si scrive un comunicato stampa? Regole e strategie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 13:38:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si scrive un comunicato stampa? Quali sono le regole? Che tipo di strategia si deve adottare per il posizionamento del brand? Da dove si deve cominciare per ottenere attenzione? Sono passati ventisei anni dal mio primo comunicato stampa, dalla prima attività di ufficio stampa e se torno indietro sento ancora il mio cuore battere all’impazzata, terrorizzata dall’idea “ci sarà un refuso? avrò scritto tutto quello che serve? sarò stata abbastanza convincente?”. Se da una parte sorrido con la consapevolezza di oggi, dall’altra penso a chi oggi si trova proprio nella mia situazione di allora, alle prime armi, inesperta e con la paura di commettere un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="reader-text-block__paragraph">Come si scrive un comunicato stampa? Quali sono le regole? Che tipo di strategia si deve adottare per il posizionamento del brand? Da dove si deve cominciare per ottenere attenzione?</p>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>Sono passati ventisei anni dal mio primo comunicato stampa, dalla prima attività di ufficio stampa e se torno indietro sento ancora il mio cuore battere all’impazzata, terrorizzata dall’idea “ci sarà un refuso? avrò scritto tutto quello che serve? sarò stata abbastanza convincente?”. Se da una parte sorrido con la consapevolezza di oggi, dall’altra penso a chi oggi si trova proprio nella mia situazione di allora, alle prime armi, inesperta e con la paura di commettere un errore che non ti fa percepire credibile. Da allora sono passati <strong>migliaia di comunicati scritti</strong>,<strong> importanti brand nazionali e internazionali seguiti</strong>, <strong>migliaia di uscite sui media</strong>, <strong>migliaia di giornalisti presenti nel database</strong>, <strong>migliaia di ore di docenza sull’argomento</strong>, a livello accademico e professionale. E poi <strong>decine e decine di convegni e seminari</strong>, anche per l’Ordine dei Giornalisti e riconosciuti dall’Ordine in cui ho parlato dell’evoluzione dell’ufficio stampa nel corso degli ultimi venti anni. Senza dimenticare le <strong>centinaia di ore di consulenza destinate all’individuazione della migliore strategia comunicativa.</strong> L’impatto della tecnologia e dell’innovazione, di nuovi strumenti, canali e strategie a disposizione e di nuove regole e rischi da dover avere sempre chiari. tra gli argomenti principali trattati Non ultimo, <strong>il mio libro </strong><a href="https://www.amazon.it/Ufficio-Stampa-digital-nuova-comunicazione/dp/8820377527"><strong>Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione</strong></a><strong> (Hoepli)</strong>. Ma ripensando a tutto questo l’unica frase che mi esce con un sorriso di orgoglio è sempre “<strong>Comunicazione che passione!</strong>“, <a href="https://open.spotify.com/show/0KFzR4CIWdm1HRv1DdzniN?si=7228e5977b624781"><strong>che è anche il titolo del mio podcast</strong></a>.</p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">CAR* ADDETT* STAMPA, NON SEI SOL*</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Immagino che sarai impaziente di scoprire i segreti di un ufficio stampa efficace, di un comunicato stampa che viene ripreso dai giornalisti e che magari genera anche interviste e approfondimenti. Immagino anche che se sei all’inizio come liber* professionist* non vedi l’ora di dimostrare le tue capacità attraverso la prima rassegna stampa e media ai tuoi prossimi clienti; o come addett* stampa della tua azienda quanto desideri portare il tuo contributo. Dunque <strong>sono qui per accompagnarti passo dopo passo in maniera semplice e precisa a scoprire tutti gli elementi</strong> che ci permettono di <strong>costruzione relazioni significative con i giornalisti</strong>, gli <strong>influencer</strong> e che ci permettono anche di <strong>creare i contenuti giusti</strong> per raggiungere i nostri <strong>obiettivi</strong>. Ma lasciami darti il primo suggerimento fondamentale: <strong>tutto ruota attorno a obiettivi precisi da raggiungere attraverso una strategia</strong>, altrimenti non arriverai mai dove vorresti e soprattutto nel modo più efficace. Proverai frustrazione nel non essere lett*, ascoltat*, nell’attesa di un’uscita nella rassegna stampa, nel vedere “oggi la tua rassegna non contiene articoli” (lo so, è quando ti sale l’ansia tra la mail che dice “come mai non abbiamo articoli e XXX invece ha questo bel pezzo?” o quella “Ma non dovevamo uscire oggi, visto che ieri è partito il comunicato stampa?”, ecc.). E tu sai quanto lavoro c’è dietro ad un’uscita, quanto il tuo comunicato stampa deve competere tra le centinaia che ogni giorno arrivano ad un singolo giornalista, quanto tra quelli che arrivano in redazione e ti senti sol* perché lo sai solo tu, e “dall’esterno sembrano 15 righe da spedire con una mail”. Beh sappi che non sei sol*, che tutto inizia proprio così, ma che se ami il tuo lavoro avrai anche grandi soddisfazioni!</p>
<h3 class="reader-text-block__heading2">PRIMA DI SCRIVERE UN COMUNICATO STAMPA CREA LA STRATEGIA, MIGLIORERAI I RISULTATI</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Scrivere un comunicato stampa, anche se questo è lo strumento principale non è la prima cosa da fare. Sì devi imparare a scriverlo bene, secondo le regole, con tutto ciò che serve al giornalista, ma è proprio qui il punto. Sapere tutto ciò che serve e farlo trovare nel posto giusto al momento giusto. La tecnologia ci supporta molto in questo, ma se non abbiamo una strategia di comunicazione per il posizionamento con gli obiettivi chiari non saremo mai efficaci.</p>
<ul>
<li><strong>Inizia con l’identificare gli obiettivi</strong> e aiuta l’azienda a identificarli insieme a te. E’ importante che la cultura della comunicazione entri in azienda il più possibile; più si crea cultura e maggiori saranno gli spunti costruttivi per creare una narrazione costante. Gli obiettivi sono il perché stiamo comunicando questo aspetto e chiariscono immediatamente come trattare l’informazione. Se si tratta di obiettivi prettamente commerciali, avremo già chiaro il percorso da compiere, più orientato su un’attività adv, a cui corrisponderà un’attività di media planning mirata. La riunione iniziale sugli obiettivi è alla base della riuscita, un allineamento generale nel comprendere se <strong>abbiamo una notizia o meno</strong>. E questa è la principale leva sulla quale possiamo muoverci. Serve trasparenza, serve professionalità, serve sapere fin dove si può arrivare. La notizia la dobbiamo creare noi, sì è il nostro compito, ma solo se ci sono i presupposti; dunque in base a questo cambia completamente la strategia e il budget plan.</li>
<li><strong>Raccogli e organizza tutte le informazioni sull’argomento e sul brand. </strong>Ricorda che non si lavora da sol*, serve una squadra perché avrai bisogno di informazioni, dettagli, caratteristiche, specifiche, approcci differenti per riuscire a rendere interessante ciò che proponi. E dunque maggiori informazioni su metodo, caratteristiche e spunti sarai in grado di condividere, maggiore sarà la completezza delle informazioni e la tua conoscenza sull’argomento. E soprattutto <strong>è necessario studiare approfonditamente quello che si deve comunicare</strong>.</li>
<li><strong>Scegli l’obiettivo migliore, crea la strategia che intendi seguire, presentala e inizia l’attività di produzione di contenuti. </strong>sarà la tua conoscenza e competenza a identificare l’obiettivo migliore da perseguire e dunque il taglio dell’informazione. A seconda del taglio che vorrai dare identificherai i media, i giornalisti, i contenuti che servono e attraverso un metodo di lavoro professionale gli obiettivi della rassegna stampa. <strong>Porsi le domande strategiche aiuta la scrittura del comunicato stampa:</strong> <em>su quali testate sarebbe importante uscire? su quali media? chi dovrebbe parlare dell’argomento? in che modo? quali sono le parole chiave che aumenterebbero la percezione del brand, prodotto, servizio? chi rappresenta la fonte più autorevole? chi un supporto importante a livello mediatico? e social mediatico? chi ha la relazione migliore con il nostro target finale relativamente al nostro brand?</em></li>
<li><strong>Scrivi il comunicato stampa migliore. </strong>Perché migliore? Perché rappresenta ciò che vogliamo raggiungere. Più è mirato e focalizzato su un obiettivo e più sarà convincente. L’errore più comune è quello di scrivere in maniera troppo generica. Più il comunicato stampa è mirato a uscite precise e più porterà risultati. <strong>E invialo a giornalisti interessati all’argomento </strong>senza fare invii massivi anche a chi non ha interesse. Il tempo è prezioso per tutt* non possiamo essere “quelli che fanno perdere tempo”, <strong>dobbiamo essere percepiti come una risorsa utile, precisa e affidabile. L’affidabilità nel nostro lavoro è una delle caratteristiche fondamentali.</strong></li>
</ul>
<blockquote class="reader-text-block__quote"><p>A questo punto ti è chiaro perché un comunicato stampa esce e un altro no. Questione di affidabilità, di efficacia e di ottimizzazione del lavoro. Più ho le idee chiare di cosa voglio che esca e perché, più il contenuto sarà chiaro nell’intento e nelle parole utilizzate. Il taglio è fondamentale, la selezione del segmento di database a cui indirizzare la comunicazione è altrettanto importante; e saper utilizzare la tecnologia e gli strumenti giusti è strategico. Dunque, insieme al comunicato stampa inserisci il link ad una <strong>press area online </strong>in cui fare trovare tutte le informazioni e i contenuti utili aggiuntivi: corredo fotografico, video intervista, video corporate, profilo aziendale e schede di approfondimento. Inviare tutto via mail, qualora non serva al destinatario, rischia di essere una seccatura (giga da scaricare che se non cancellati sprecano spazio!). Ricordiamoci che lo spazio nelle caselle non è illimitato, anzi, ha dei costi. Perché inviare materiali pesanti non richiesti?</p></blockquote>
<h3 class="reader-text-block__heading2">INFLUENZARE POSITIVAMENTE LA PERCEZIONE E SEGUIRE LE REGOLE: COME SI SCRIVE UN COMUNICATO STAMPA?</h3>
<p class="reader-text-block__paragraph">Influenzare positivamente la percezione di chi riceve la comunicazione è il nostro obiettivo. Dobbiamo attirare la sua attenzione in una competizione altissima, mantenendo costante la fiducia. Dunque no a titoli spettacolarizzati che non hanno a che vedere con il contenuto del comunicato stampa. Manteniamo alta la creatività ma in maniera funzionale all’argomento e alla strutturazione del testo.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Quando si apre un comunicato stampa, si comprende immediatamente se è scritto con professionalità, già dall’impaginazione. </strong>E proprio grazie ad un’impaginazione standard <strong>semplifichiamo il lavoro di lettura e la valutazione di interesse</strong>. Ecco perché sia la forma che il contenuto devono essere curati al meglio</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Un comunicato stampa deve contenere:</strong></p>
<ul>
<li>Contenere un’ informazione notiziabile, ovvero da poter essere trasformata in notizia. <strong>Un contenuto notiziabile per comunicato stampa interessante per il ricevente </strong>è l’obiettivo principale e questa deve essere riassunta in parole chiave già nel titolo. Concentriamoci su una singola notizia in modo che il comunicato stampa abbia una strutturazione funzionale. Per un approfondimento sulla notiziabilità <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notiziabilit%C3%A0">si veda;</a></li>
<li><strong>Si parte dal titolo del comunicato stampa</strong>: deve attirare l’attenzione ma essere coerente con ciò che contiene: arrivare dritto al dunque. Utilizziamo correttamente i caratteri a disposizione (il consiglio è non oltre i 70 caratteri);</li>
<li><strong>Segue il catenaccio</strong>: contestualizzare la notizia rispetto al titolo approfondendo con qualche dato aggiuntivo;</li>
<li>Si inseriscono poi <strong>luogo e data </strong>in cui il comunicato è stato realizzato, ovvero le coordinate spazio-temporali entro le quali si deve muovere il destinatario. Sono informazioni importanti e vanno sempre inserite;</li>
<li>Da qui inizia il <strong>corpo del testo, strutturato in paragrafi seguendo lo stile a piramide inversa</strong> ovvero partendo con i contenuti principali in alto e approfondendo i concetti (meglio uno per paragrafo) all’interno delle 1500-2000 battute;</li>
<li>Si può inserire ============= fine ========================= (se lo si desidera, è facoltativo)</li>
<li>A questo punto si inserisce il <strong>boilerplate </strong>un breve testo che descrive l’azienda o l’organizzazione (breve profilo che si ripete sempre)</li>
<li><strong>Contatti</strong>: persona di riferimento, indirizzo mail, telefono e link utili per gli approfondimenti, meglio una press area</li>
</ul>
<p class="reader-text-block__paragraph">
<p class="reader-text-block__paragraph">===================</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Upskilling.it ti aiuta a rimanere aggiorat* nelle competenze</strong> (una finestra sull’attualità), <strong>nella competitività</strong> (attraverso strategie e tips digitali per accelerare il business), <strong>nelle digital skills</strong> (attraverso la Digital Academy e i contenuti free di approfondimento delle ultime tendenze).</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Il tuo punto di riferimento online che contemporaneamente ti aiuta a competere e ti semplifica le scelte.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Corsi di aggiornamento delle competenze professionali e digitali, webinar, consulenze mirate e strategiche e progettazione di percorsi formativi da 40 a 200 ore mappati sui bisogni delle singole realtà e del singolo lavoratore.</p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Scrivi a info@upskilling.it </strong></p>
<p class="reader-text-block__paragraph">Upskilling è un brand di Netlife s.r.l. società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale attiva dal 2000.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/come-si-scrive-un-comunicato-stampa-regole-e-strategie/">Come si scrive un comunicato stampa? Regole e strategie</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Brand Protection online, ovvero come tutelare il business e reagire tempestivamente ad una crisi mediatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 12:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTRICE]]></category>
		<category><![CDATA[BRAND PROTECTION & REPUTATION]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[WEBINAR E FORMAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Brand Protection online, ovvero come tutelare il business e reagire tempestivamente ad una crisi mediatica Brand Protection Online oggi significa tutelare il business, avere una strategia di crisi e un piano operativo da mettere in azione nel più breve tempo possibile. Questo grazie ad un team Crisi preparato e in grado di aggiungere valore anche alle informazioni condivise, grazie ad una pluralità di punti di osservazione differenti, meglio se opposti. Spesso le crisi nascono da un punto di osservazione &#8220;centralizzato&#8221;:  si ha una visione unica, non ci si vuole esporre con una visione contrastiva, &#8220;se la maggioranza approva &#8230; chi sono io per dire no?&#8221;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Brand Protection online, ovvero come tutelare il business e reagire tempestivamente ad una crisi mediatica</h1>
<p>Brand Protection Online oggi significa tutelare il business, avere una strategia di crisi e un piano operativo da mettere in azione nel più breve tempo possibile. Questo grazie ad un team Crisi preparato e in grado di aggiungere valore anche alle informazioni condivise, grazie ad una pluralità di punti di osservazione differenti, meglio se opposti.</p>
<p><strong>Spesso le crisi nascono da un punto di osservazione &#8220;centralizzato&#8221;</strong>:  si ha una visione unica, non ci si vuole esporre con una visione contrastiva, &#8220;se la maggioranza approva &#8230; chi sono io per dire no?&#8221;. Ma, il mercato oggi è conversazionale e con approcci completamente differenti gli uni dagli altri, e nell&#8217;online ci inseriamo in una pluralità di punti di vista potenzialmente infiniti. Dunque, se vogliamo tutelare il nostro brand e il nostro business in un mercato globale abbiamo bisogno di aprirci a punti di vista differenti. Abbiamo bisogno di chi la pensa in maniera completamente diversa da noi per studiare quel punto di vista e tutte le sfumature che ci distanziano da quel pensiero. Il punto di osservazione differente e critico-analitico deve dunque essere riconosciuto come valore.</p>
<p>Brand è Business, sia che si tratti di un brand proprio, sia in licenza, e dunque va tutelato e protetto con consapevolezza e responsabilità.  Se parliamo poi di brand in licenza abbiamo un ulteriore rischi di &#8220;risposta a danni di immagine&#8221;. Rischiare di perdere un patrimonio, diminuirne il successo e soprattutto farne perdere fiducia oggi deve essere evitato con la consapevolezza di un importante cambiamento in essere sia nella strumentazione, sia nei canali che nei comportamenti sociali. E quando parliamo di online, abbiamo un tempo indefinito e indefinibile: 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Come possiamo agire? <strong>Attraverso l&#8217;affiancamento di una strategia di crisi,  un piano di crisi pronto per essere attuato attraverso procedure precise e  da un team crisi preparato e con tempestività da aggiungere alle attività che abbiamo già in essere. </strong>Dunque non si toglie nulla, ma si aggiunge, e da questi punti di vista differenti si arricchisce il piano di comunicazione generale e quello di marketing con un valore aggiunto: l&#8217;opportunità di raccontarsi e condividere informazioni ancora più complete, ancora più ricche perché al loro interno portano punti di osservazione e potenziali criticità già identificate e parzialmente risolte, in altre parole, una maggiore competitività.</p>
<blockquote><p>Se fino a 6 mesi fa e per dodici anni ho sempre sostenuto di investire a livello economico, di tempo e di competenze per il 50% in promozione e valorizzazione e per il restante 50% in tutela e protezione, oggi mi sento di spostare ulteriormente l&#8217;asticella verso la tutela. 48% di promozione e valorizzazione e 52% in tutela (al cui interno abbiamo quel valore aggiunto che ci permette una maggiore competitività). Il mercato si evolve, cambiano i comportamenti dei consumatori e utenti e cambiano le strategie di marketing e comunicazione. Stiamo parlando di una medaglia con due lati: le criticità e i rischi sono già interni al brand e al business e in qualsiasi momento possono innescare una crisi. Questo è il punto da cui dobbiamo partire per analizzare ogni singolo dettaglio e potenziale rischio per avere chiara la strategia, il piano di azione in caso di crisi e per poter rispondere tempestivamente e con consapevolezza a ciò che potrebbe avvenire. Ci confrontiamo quotidianamente con milioni di potenziali interlocutori con punti di vista differenti. <strong>Soprattutto se pensiamo all&#8217;internazionalizzazione digitale, agli e-commerce, ai contenuti che automaticamente possono venire tradotti, ci rendiamo conto di avere bisogno di un NUOVO team ampio e articolato, ma soprattutto caratterizzato da punti di osservazione differenti. </strong>La marginalità di errore più alta sta nel punto di vista &#8220;centralizzato&#8221;, dunque dobbiamo superare questa criticità.</p></blockquote>
<h3>Rafforzare la reputazione e la percezione del brand è un obiettivo importante, tutelarlo è fondamentale brand protection</h3>
<p>Cosa raccontiamo, come lo raccontiamo, i valori, la narrazione, l&#8217;immagine, l&#8217;identità ci permette di costruire il patrimonio, il successo, la scelta per una nicchia che negli anni si può allargare costantemente e aumentare così il valore economico; ma cosa succede se accanto a strategie di crescita, valorizzazione non abbiamo quelle di tutela, prevenzione dei rischi e piano di crisi? Una cosa sola la vanificazione di anni di sforzi e investimenti.</p>
<blockquote><p>Essere affidabili è il nostro principale obiettivo, affidabili in tutti quegli aspetti che il nostro brand condivide: valori, comunicazione, prodotto, servizio, relazione. Affidabilità nei confronti dei clienti, degli utenti, dei valori, delle persone con cui interagiamo, il capitale umano, i fornitori, gli investitori. Possiamo dunque perdere la fiducia? Assolutamente no, anzi dobbiamo analizzare minuziosamente tutto ciò che potrebbe generare perdita di fiducia e lavorare affinché ciò non avvenga, oltre a migliorare (grazie a questa analisi) ciò che sta funzionando. Dunque, non solo non faccio ciò che potrebbe non essere corretto, ma voglio impegnarmi a migliorare ancora di più in ciò che sto facendo bene. &#8220;Posso sempre fare meglio&#8221; è sicuramente un concetto strategico di una visione vincente nel business, e nella vita.</p></blockquote>
<p>Che cosa possiamo fare operativamente per la Brand Protection? Qui di seguito alcuni spunti di riflessione e di &#8220;check&#8221; per iniziare ad aggiungere valore alle nostre strategie:</p>
<ul>
<li>I valori fondamentali su cui si basa il brand, sono coerenti con il business? E attraverso il mio modello di business e i comportamenti  sto tenendo fede a quei valori? E nella mia relazione con le persone? Capitale umano, fornitori, clienti?</li>
<li>La mia comunicazione quotidiana tiene conto di questi valori? Ci sono contenuti che raccontano attraverso aneddoti, dati, elementi quei valori? Lo faccio rispettando le relazioni instaurate? Ci sono mai momenti in cui rischio di &#8220;strumentalizzare&#8221; qualcosa o qualcuno?</li>
<li>Le relazioni che ho costruito con i miei interlocutori sono profonde? Si basano sul rispetto reciproco? Costruiscono legami per i quali ciascuno si esprime per il suo massimo di competenze? Si sente al posto giusto? Ho ascoltato le aspirazioni e mi sto impegnando per costruire un percorso secondo i valori che sto trasmettendo?</li>
<li>Ho analizzato tutte le possibili criticità che rischiano di fare perdere fiducia al mio brand? al mio business? Che potrebbero mettere in crisi la relazione con il mio interlocutore?</li>
<li>Sto utilizzando l&#8217;ascolto attivo per cogliere tutti i punti di osservazione che vi sono attorno al mio brand e business? Sono ricettivo?</li>
<li>Ho un team che ha il mio stesso pensiero, punto di osservazione, visione? Ho elementi che mi mettono di fronte a qualcosa di nuovo?</li>
<li>Nella strategia si pensa solo a come promuovere e valorizzare o si pensa a criticità, rischi, contrasti, visioni differenti, approcci diversi?</li>
<li>Quanto interagisco per arricchire il mio punto di vista?</li>
<li>Le informazioni sul mio brand, i valori, le idee sono complete e accessibili sempre?</li>
<li>La mia strategia di comunicazione e marketing ha sempre materiali informativi presenti sul sito web Corporate che rafforzano i concetti, condividono dati, azioni e attività che in caso di fraintendimento, manipolazione di un&#8217;informazione (decontestualizzata), potrebbero dimostrare la mia lealtà? Si trovano materiali precedenti alle campagne, lanci, ecc.  con data antecedente di almeno 6 mesi che dimostrano impegno e visione e non un &#8220;trend follower&#8221;?</li>
<li>Le mie informazioni comprensive di dati e azioni sono accessibili 7 giorni su 7/h24 a dimostrazione di qualsiasi dichiarazione, contenuto, condivisione?</li>
<li>Ho un piano di azione crisi con procedure, figure di riferimento e contenuti pronti in caso di &#8230;?</li>
<li>Ho una strategia di crisi che affianca ogni strategia di comunicazione e marketing che focalizza eventuali rischi e vulnerabilità attraverso la traduzione automatica dei testi?</li>
<li>Ho valutato la coerenza tra il visual che condivido sui social e la traduzione della caption?</li>
<li>Aggiorno annualmente il mio piano di crisi?</li>
<li>Aggiorno la mia strategia di crisi per ogni campagna, azione importante che avvio?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sulla gestione di crisi mediatiche e piano editoriale di contenuti trovi podcast <a href="https://anchor.fm/francesca-anzalone">sul mio canale</a></h2>
<h2>Sulla comunicazione, Press &amp; PR trovi il libro di Francesca Anzalone <a href="https://www.hoepli.it/libro/ufficio-stampa-e-digital-pr/9788820377526.html">Ufficio stampa e digital PR, la nuova comunicazione &#8211; Hoepli Editore</a></h2>
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		<title>Corso ufficio stampa online e digital PR: human to human relation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 09:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL PR & MEDIA PLANNING]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[digital PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corso ufficio stampa online e digital pr in autoformazione dedicato alla costruzione consapevole e responsabile dell&#8217;informazione rivolta anche ai media ha una carettaristica: vuole mantenere una relazione umana. Si tratta di un corso completamente nuovo rispetto a quello che tengo da anni, perché raccoglie tutta l&#8217;esperienza sia fisica che digitale. Ho raccolto e analizzato i dati, ho riflettuto sull&#8217;e-Learning, soprattutto sull&#8217;evoluzione e accelerazione di questi ultimi anni. Chi mi conosce sa che il mio rapporto con questa tematica è iniziato ancora prima della mia tesi di laurea che era appunto sull&#8217;e-Learning e che prosegue ancora oggi. Ma di questo tema ne parleremo in un</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/corso-ufficio-stampa-online-e-digital-pr-human-to-human-relation/">Corso ufficio stampa online e digital PR: human to human relation</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il corso ufficio stampa online e digital pr in autoformazione dedicato alla costruzione consapevole e responsabile dell&#8217;informazione rivolta anche ai media ha una carettaristica: vuole mantenere una relazione umana.</p>
<p>Si tratta di un corso completamente nuovo rispetto a quello che tengo da anni, perché raccoglie tutta l&#8217;esperienza sia fisica che digitale. Ho raccolto e analizzato i dati, ho riflettuto sull&#8217;e-Learning, soprattutto sull&#8217;evoluzione e accelerazione di questi ultimi anni. Chi mi conosce sa che il mio rapporto con questa tematica è iniziato ancora prima della mia tesi di laurea che era appunto sull&#8217;e-Learning e che prosegue ancora oggi. Ma di questo tema ne parleremo in un post dedicato. Oggi vi voglio parlare del corso e del perché pur essendo un prodotto digitale scalabile (in parte) ho voluto mantenere forte la connessione.</p>
<p>Il punto è che il tasso di abbandono dei corsi online mi ha fatto pensare. Così come il tasso di abbandono di un corso in presenza mi porta sempre a riflettere sul perché i discenti lo fanno. Sono dati che mi hanno sempre portata a costruire un patto iniziale con i miei studenti: che cosa ti aspetti di raggiungere concretamente da questo corso? Quale il traguardo che dobbiamo raggiungere insieme? Insieme! Perché si tratta di un percorso, di un viaggio non sempre in discesa, e non di una mappa che ti consegno per andare da solə. E se non lo facessi non sarei me stessa. Quell&#8217;elaborato finale che dimostra la strada fatta deve essere motivo di orgoglio per entrambə.</p>
<p>Non posso essere presente sempre, ma il corso ha la volontà di mettere la relazione human to human in un posto d&#8217;onore. In questo video ti racconto perché e come, così mi puoi conoscere meglio, non solo attraverso i testi.</p>
<p><iframe title="Perché il corso Ufficio stampa online e digital PR accelera il tuo business" width="1260" height="709" src="https://www.youtube.com/embed/REGrqGwNPB0?start=11&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/corso-ufficio-stampa-online-e-digital-pr-human-to-human-relation/">Corso ufficio stampa online e digital PR: human to human relation</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In quale scenario digitale stai inserendo la tua comunicazione?</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/in-quale-scenario-digitale-stai-inserendo-la-tua-comunicazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-quale-scenario-digitale-stai-inserendo-la-tua-comunicazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 08:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CREARE CULTURA DIGITALE E DELLA COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmenteconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[il mercato]]></category>
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		<category><![CDATA[ufficio stampa e digital PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conosciamo lo scenario digitale in cui stiamo inserendo la nostra comunicazione? Siamo davvero #consapevolmenteconnessi come richiede la nostra professione? Abbiamo tutte le digital skills necessarie a comunicare al meglio i brand? Conviviamo con uno scenario digitale e dobbiamo rendercene conto, per poter affrontare al meglio l’attività che siamo chiamatə a gestire. Te lo ricordo, perché troppo spesso mi trovo davanti ad una platea di persone che basano la loro pianificazione su ciò che percepiscono nel fisico, attorno a loro, ma che in realtà sono ignari di dati importanti, di nuovi comportamenti d’acquisto, di scelta e di nuove leve che condizionano o influenzano la percezione. E</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/in-quale-scenario-digitale-stai-inserendo-la-tua-comunicazione/">In quale scenario digitale stai inserendo la tua comunicazione?</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4273" class="elementor elementor-4273">
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									<p>Conosciamo lo scenario digitale in cui stiamo inserendo la nostra comunicazione? Siamo davvero #consapevolmenteconnessi come richiede la nostra professione? Abbiamo tutte le digital skills necessarie a comunicare al meglio i brand?</p><p class="p1"><span class="s1">Conviviamo con uno scenario digitale e dobbiamo rendercene conto, per poter affrontare al meglio l’attività che siamo chiamatə a gestire. Te lo ricordo, perché troppo spesso mi trovo davanti ad una platea di persone che basano la loro pianificazione su ciò che percepiscono nel fisico, attorno a loro, ma che in realtà sono ignari di dati importanti, di nuovi comportamenti d’acquisto, di scelta e di nuove leve che condizionano o influenzano la percezione. E come si sta evolvendo il mercato?</span></p><p class="p1"><span class="s1">Come si evolve il mercato, ad esempio, ce lo raccontano le professioni più richieste dove incontriamo </span></p><ul><li class="p1"><span class="s1">ingegneri specializzati in robotica, in machine learning, in dati; </span></li><li class="p1"><span class="s1">architetti del cloud,</span></li><li class="p1"><span class="s1">manager specializzati in sostenibilità, gestione dei dati, analista delle risorse umane, in acquisizione dei talenti, in cyber security, solo per citarne alcune. </span></li></ul><p><span class="s1">Da qui ci rendiamo conto che le figure sono sempre più specializzate e sempre più legate al digitale.</span></p><p>Ma questo è solo un assaggio, che ci introduce al corso NUOVO Ufficio stampa e Digital PR. Ti lascio questo podcast per entrare nel vivo del nuovo scenario digitale e per capire se hai già tutte le competenze digitali necessarie. Buon ascolto e come sempre mandami un feedback se preferisci <a href="https://anchor.fm/francesca-anzalone/episodes/In-quale-scenario-digitale-stiamo-inserendo-la-nostra-comunicazione-e1gbvhe">clicca sul link</a></p><p><iframe src="https://anchor.fm/francesca-anzalone/embed/episodes/In-quale-scenario-digitale-stiamo-inserendo-la-nostra-comunicazione-e1gbvhe" width="400px" height="102px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>								</div>
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		<title>Cultura digitale e false credenze: una riflessione su comunicazione, web e digital PR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 11:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmenteconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[credenze digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cultura digitale e false credenze: una riflessione su comunicazione, web e digital PR. Come sempre ce la dobbiamo la riflessione alla base della cultura digitale, soprattutto se siamo professionisti che vogliono competere in questo mercato e non accontentarsi di ciò che arriva.  Una questione di scelte e di essere #consapevolmenteconnessi  tra dati, persone e contesto. Ti invito a seguirmi sulle storie di Instagram per approfondire questa tematica e per confrontarci sugli esercizi che ti suggerirò. Ti aspetto, come sempre, perché per te ci sono! Per essere #consapevolmenteconnessi dobbiamo riconoscere le false credenze digitali che ci raccontiamo e rafforzare la nostra Cultura digitale Se preferisci puoi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cultura digitale e false credenze: una riflessione su comunicazione, web e digital PR.</p>
<p>Come sempre ce la dobbiamo la riflessione alla base della cultura digitale, soprattutto se siamo professionisti che vogliono competere in questo mercato e non accontentarsi di ciò che arriva.  Una questione di scelte e di essere #consapevolmenteconnessi  tra dati, persone e contesto.</p>
<blockquote><p>Ti invito a seguirmi sulle storie di Instagram per approfondire questa tematica e per confrontarci sugli esercizi che ti suggerirò. Ti aspetto, come sempre, perché per te ci sono!</p></blockquote>
<h2>Per essere #consapevolmenteconnessi dobbiamo riconoscere le false credenze digitali che ci raccontiamo e rafforzare la nostra Cultura digitale</h2>
<p>Se preferisci puoi ascoltare il podcast a questo <a href="https://anchor.fm/francesca-anzalone/episodes/False-credenze-digitali-che-ci-raccontiamo-e1bmmk1">link</a></p>
<blockquote><p>Quante volte avete sentito queste frasi: &#8220;a me non interessa essere tanto presente sul web e sui social. Nel mio lavoro non serve essere presente sul web e sui social, i criteri di scelta sono altri. Io sono una persona riservata e dunque non posto, non ho tutto quel tempo e quel bisogno di mostrarmi&#8221;. E poi, vediamo quelle stesse persone che fanno ricerche e analisi sui profili professionali degli altri; che commentano ciò che postano gli altri con pre-giudizi altissimi.  Quelle stesse persone che magari affermano &#8220;a me piace il dialogo in presenza, ascoltare attivamente&#8221; e nel mentre che sono con voi messaggiano ininterrottamente e stanno sempre con il telefono in mano.</p></blockquote>
<p>E&#8217; sempre questione di coerenza, di parole, gesti e interazioni che rivelano ciò che siamo e come siamo nella nostra reale essenza.</p>
<blockquote><p>E ancora, pensiamo di essere seduti in un ristorante e goderci amabilmente la compagnia dell&#8217;altr* (mmm forse voi, se l&#8217;atr* nel frattempo sta giudicando ciò che avviene nel tavolo acconto). &#8220;Se non la smettono di farsi foto mi alzo e gliene dico quattro&#8221; e tu trasali sulla sedia e dici &#8220;Scusa?!&#8221; e ti chiedi con quale strana idea di sentirsi migliori una persona penserebbe di fare questa cosa.</p></blockquote>
<h2>C&#8217;è un punto di analisi da cui ognuno di noi dovrebbe partire: il contesto</h2>
<p>Il tuo contesto non è il mio; la tua idea è diversa dalla mia; il tuo comportamento non è migliore del mio (se non viola diritti e doveri). Ognuno è libero di esprimersi come meglio crede. Si chiama libertà di espressione, e va tutelata. Perché ti senti migliore di un altr*?  E se vivessero in un ambiente di fotografi? E se fossero loro stessi fotografi o video maker? e se il loro confronto con la realtà fosse attraverso la vista?</p>
<p>Ma ancora &#8220;Io non posto cose mie private, né foto dei miei figli, perché non ritengo sia una cosa interessante ai fini professionali&#8221;. Brav* è un&#8217;ottima scelta se ti fa stare bene. Ma se poi vai a giudicare, leggere costantemente e parlare di ciò che postano gli altri, mi chiedo &#8230; E ancora, dato che la comunicazione ha sempre un obiettivo, perché lo stai dicendo in questo momento? E&#8217; per sottolineare che io faccio questa cosa e che non è corretta nel tuo modo di vedere? Perché il mio pensiero è diverso dal tuo: io credo che un professionista sia innanzitutto una persona a tutto tondo e che se ti fa crescere è grazie al suo percorso completo non solo in base ai propri studi. Non basta conoscere tutte le tecniche, i gesti, le parole, le azioni ti mostrano esattamente ciò che sei e come sei.</p>
<h2>L&#8217;incoerenza tra cosa penso e come mi comporto dice tutto, comprese le false credenze digitali</h2>
<p>Oggettivazione, osservatore imparziale, ascoltatore senza giudizio sono tutte tematiche bellissime che vanno allenate molto, ma ciò che sei rimane, se non ha un lungo lavoro di consapevolezza dietro di sé. Attenzione a pensare di sapere tutto e di vivere con le proprie credenze, cercando costantemente conferma di questo. Troverete le conferme, ma non sarà lo scenario che i dati (oggettivi) ci raccontano.</p>
<p>&#8220;Non mi interessa essere seguit*, nel mio settore questo non funziona, non porta lavoro&#8221;, è una frase che forse ti permette di nascondere la paura del confronto e di vedere se saresti seguit* o meno? Se verresti chiamat* o meno? Perché altrimenti non generalizzeresti, ma diresti &#8220;A discapito di ciò che sta avvenendo in questo mercato, preferisco non esserci&#8221;. Qui la scelta è chiara, ma a questo punto dovrebbe anche evitare di &#8220;controllare, analizzare, vivisezionare ogni profilo altrui&#8221;, visto che &#8220;nel tuo settore non conta&#8221;.</p>
<p>Non possiamo basare le dinamiche del mondo sul nostro microcosmo, dobbiamo imparare a prendere coscienza di noi, delle nostre paure e di ciò che avviene attraverso i dati oggettivi. Dobbiamo uscire dalla nostra area di comfort e confrontarci, solo così riusciremo ad aumentare il nostro valore.</p>
<h2>Nuove abitudini e nuovi modelli comunicativi per evitare le false credenze digitali</h2>
<p>False credenze digitali che ci raccontiamo. Il progresso non si ferma. Anche la candela emana luce, ma a casa hai deciso di utilizzare i LED, dunque stai abbracciando l&#8217;evoluzione. Ma questo è solo un piccolo esempio di come, a volte, rischiamo di essere incoerenti con certe affermazioni e certi comportamenti.</p>
<p>Impariamo ad osservare e ascoltare, senza giudizio, ma consapevolmente connessi tra dati, persone e cambiamenti, magari riflettendo su &#8220;Realtà o finzione sociale?&#8221;. Questi concetti li ho affrontati nel mio libro &#8220;Ufficio stampa e digital PR la nuova comunicazione&#8221; Hoepli nelle pagg 3,4 e 5 e se ti va ci possiamo confrontare.</p>
<p>Ti lascio però con tre esercizi che potresti fare se ti va di metterti in gioco e per allenare la tua comunicazione e un nuovo punto di osservazione per le tue relazioni.</p>
<h3>Tre esercizi che mi piacerebbe condividere con te. Alleniamoci insieme #consapevolmenteconnessi</h3>
<p>Prendi tre fogli e in ciascun foglio segna il tuo esercizio. Alla fine di tutto rileggi e cerca di creare delle relazioni tra i tre argomenti. Se ti vengono in mente delle persone, segnale, saranno sicuramente delle relazioni significative.</p>
<ol>
<li>Osserviamo:  (verso l&#8217;esterno) cosa accade attorno a noi mentre siamo in fila ad aspettare? Quando saliamo su un autobus o un treno? Quando siamo in aereoporto? Al bar mentre aspettiamo il caffé? Cosa fanno le persone? Come si comportano? Che relazioni hanno instaurato tra loro? Sono relazioni profonde di ascolto oppure sono interconnessioni? (verso l&#8217;interno) che tipo di osservazione stiamo facendo? Stiamo dando un giudizio o siamo oggettivi?</li>
<li>Il racconto: (verso l&#8217;esterno) i social e il web ci stimolano a raccontarci e a leggere i racconti degli altri. Ma tutto funziona se vi è reciprocità, altrimenti siamo in una situazione disequilibrata. Come racconterersi quello che hai osservato? Quali parole utilizzi nella tua narrazione? Sono giudicanti o stai riportando oggettivamente un&#8217;osservazione attenta? (verso l&#8217;interno) ti stai scoprendo un* buon* osservat* o, parzialmente/totalmente giudicante?</li>
<li>&#8220;Io&#8221;: (verso l&#8217;esterno) in questa enorme conversazione il mio &#8220;io&#8221; che ruolo vorrebbe? Come vorrebbe essere percepito? Cosa sto facendo per farmi percepire così? (verso l&#8217;interno) quando leggo e osservo e genero il mio giudizio: da dove nasce questo giudizio? L&#8217;ho analizzato? Ne ho percepito le caratteristiche? E soprattutto ne ho percepito il tipo di relazione con la persona? Attenzione che spesso la critica mette in luce un legame &#8220;forte&#8221;.</li>
</ol>
<h3>Ascoltalo in PODCAST</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://anchor.fm/francesca-anzalone/embed/episodes/False-credenze-digitali-che-ci-raccontiamo-e1bmmk1" width="400px" height="102px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/attenzione-alle-false-credenze-digitali/">Cultura digitale e false credenze: una riflessione su comunicazione, web e digital PR</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza &#8211; Be Kind to People</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 10:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[connessioni consapevoli]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza! Se le persone si domandassero più spesso quanto possono ferire le parole che stanno per utilizzare, forse ci sarebbe meno dolore. Sì dolore nel sentirle pronunciare, nel sentirsele rivolte contro. Le parole feriscono, anche profondamente, arrivano a distruggere, possono essere inopportune. Ogni volta che pensiamo di pronunciarne una, chiediamoci sempre se è utile, è importante, ma soprattutto se potrebbe ferire. Spesso mi trovo a tenere lezioni sull&#8217;uso della parola. La parola giusta, quella precisa, studiata e ricercata da inserire in una presentazione per gli investitori. La parola che promuove e valorizza; quella che si inserisce in uno scenario</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza!</h2>
<blockquote><p>Se le persone si domandassero più spesso quanto possono ferire le parole che stanno per utilizzare, forse ci sarebbe meno dolore. Sì dolore nel sentirle pronunciare, nel sentirsele rivolte contro. Le parole feriscono, anche profondamente, arrivano a distruggere, possono essere inopportune. Ogni volta che pensiamo di pronunciarne una, chiediamoci sempre se è utile, è importante, ma soprattutto se potrebbe ferire.</p></blockquote>
<p>Spesso mi trovo a tenere lezioni sull&#8217;uso della parola. La parola giusta, quella precisa, studiata e ricercata da inserire in una presentazione per gli investitori. La parola che promuove e valorizza; quella che si inserisce in uno scenario preciso e ne determina il dato efficace. La parola da evitare perché &#8220;rischiosa&#8221; e in  grado di generare una crisi mediatica. La parola brutta, che ferisce. Ma anche la parola bella che aiuta a costruire il team migliore; quella che valorizza e fa sentire bene. La parola in un testo che ci descrive il senso; quella che ne fa cambiare l&#8217;approccio, e quella che nel nostro diario diventa terapeutica e ci fa scoprire perché ci fa male. Le parole sono un materiale altamente pericoloso se utilizzate senza riflettere.</p>
<p>Non si possono usare parole senza avere riflettuto sull&#8217;altro, sul suo contesto, sul suo momento, senza nessuna empatia. Quello è desiderio di giudicare.</p>
<h4>Non conta quello che vuoi dire, conta quello che percepisce il tuo interlocutore</h4>
<p>In questa frase esattamente il senso del dialogo: utilizziamo le parole con &#8220;buon senso&#8221;, riflettendo su quello che potrebbero generare nel nostro interlocutore e non sempre, con egoismo perché ci riteniamo superiori. Perché ricordiamoci che dal dialogo si percepisce molto della persona. Chi eroga consigli, chi dà giudizi, chi si permette di pensare di sapere cosa è meglio racconta molto di sé attraverso il linguaggio che utilizza. Le parole raccontano molto della persona, infatti il Personal Branding focalizza grande attenzione sulla preparazione a livello comunicativo della persona stessa.</p>
<p>L&#8217;errore più grande è: creare un personaggio pubblico senza avergli dato tutti gli strumenti per mantenere la sua &#8220;Personalità&#8221;. L&#8217;incoerenza parole-azioni è il rischio maggiore di crisi mediatiche e social mediatiche.</p>
<p>Immaginate una figura strutturata sulla capacità di ascolto e di valorizzazione del team che in una conversazione (anche privata) con un collaboratore esce con: &#8220;Non ho tempo da perdere per riflettere sulle mie parole quando dialogo con te&#8221; è esattamente come dire &#8220;Di te non mi interessa nulla. Esisto solo io. Tu non sei importante&#8221;.  Ma non è così che funzionano le relazioni significative in qualsiasi ambito: professione, amicizia, amore &#8230; Ed è proprio dal linguaggio che si percepisce la personalità (Personal Branding) e si decide se il business funzionerà, se l&#8217;amicizia potrà nascere, se potrebbe mai esistere l&#8217;amore.</p>
<h4>Dimmi che parole utilizzi e ti dirò se possiamo &#8220;connetterci&#8221;</h4>
<blockquote><p>Quando le persone si parlano si trasmettono messaggi verbali e non verbali. Si trasferisce un contenuto e anche una percezione del sé. In qualità di consulente strategico ho potuto trasmettere molto di questi aspetti sia come prevenzione dei rischi di crisi, sia come opportunità di valorizzazione del team e di dialogo interno. Come parli influenza molto la reazione, questo è un dato di fatto.</p></blockquote>
<p>In oltre venti anni di professione ho avuto il grande piacere di vedere come le parole utilizzate in maniera consapevole hanno fatto crescere molte realtà. Il team rafforza le relazioni, le connessioni diventano sempre più significative. Le criticità si possono prevedere e se vi sono, si possono sciogliere utilizzando un linguaggio corretto e rispettoso.</p>
<p>E&#8217; sempre una questione di rispetto per l&#8217;altro. Non sono io il centro, ma l&#8217;altro, con il quale voglio costruire un dialogo e una connessione significativa. Altrimenti, ho già chiaro che si tratta di una &#8220;vampirizzazione&#8221; energetica.</p>
<p>Stavo leggendo proprio qualche giorno fa degli articoli in cui si dice che la maggior parte delle rotture nelle coppie dipende da una mancanza di comunicazione efficace. Alla base errori, fraintendimenti, aspettative disattese frutto di un linguaggio errato. Esattamente ciò che avviene anche in ambito lavorativo. <strong>E online tutto questo emerge ampiamente.</strong></p>
<h4>Parole, percezione e rispetto</h4>
<p>Tutto parte dal rispetto. E&#8217; nel rispetto delle persone, nel modo in cui si dialoga, nella conversazione e nel trasferimento dei contenuti che si ha la comprensione della leadership. <strong>Un leader riconosciuto basa tutto sul rispetto degli altri, pondera le parole, il focus non è su se stesso/a ma sugli altri. Il dialogo è sempre sereno. Non è lui/lei ad affermare la sua leadership ma gli altri attraverso le parole e il modo con cui gli si rivolgono. </strong></p>
<p>Attraverso l&#8217;ascolto di come si esprimono gli altri nei suoi confronti si comprende tutto. E quel tutto è il risultato di parole efficaci, parole ponderate, linguaggio attento e preciso nei confronti dell&#8217;interlocutore. <strong>Attenzione che la finzione si scopre: alle parole ovviamente devono corrispondere azioni coerenti 😉</strong></p>
<p>Parole ed emozioni diventano un tutt&#8217;uno attraverso l&#8217;ascolto. La percezione del dialogo diventa la percezione dei ruoli. E dunque la scelta: rimango consapevole della tipologia di relazione? Oppure decido di evitare questa situazione? Dalla parola deriva la scelta. Attenzione a non essere affrettati, ma di verificare se la percezione ha degli elementi concreti a conferma.</p>
<h4>Come si analizzano le conversazioni? Quali sono le parole che creano &#8220;alert&#8221;?</h4>
<blockquote><p>Questa è la domanda più ricorrente che mi viene fatta. Non esiste una formula magica da applicare ad ogni caso, esiste un allenamento costante all&#8217;ascolto e alla produzione. La prima conversazione che dobbiamo analizzare però è quella con noi stessi, da qui deriva tutto il resto. Farci domande scomode? Avere il coraggio di scoprirci è fondamentale. E, soprattutto dopo avere compreso come ci stiamo parlando, trovare il modo per migliorarci. Le parole in questo sono preziose.</p></blockquote>
<p>Da una parte c&#8217;è la persona che parla, dall&#8217;altra il ricevente del messaggio con la sua percezione, dall&#8217;altra ancora il web e i social: come si viene percepiti?</p>
<p>Sorrido perché penso a situazioni in cui si ha un relatore/relatrice e poi uno dei partecipanti particolarmente &#8220;agguerriti&#8221; nel desiderio di identificarsi come leader. Un po&#8217; contrastivo, un po&#8217; polemico, un po&#8217; domande scomode &#8230; ma questa persona nell&#8217;intento di dimostrare la sua &#8220;superiorità&#8221;, perché questo è l&#8217;obiettivo che traspare non si rende conto che tutto quello che sta facendo è la percezione che gli altri avranno di lui/lei. E che sotto ai riflettori e dunque alla lente di ingrandimento dell&#8217;analisi non è il relatore ma lui/lei.</p>
<p>Che percezione sta dando di se stesso/a in quel momento? Le domande che sta facendo sono pertinenti? Ha davvero senso tentare di mettere in difficoltà il relatore/relatrice a scapito di un tempo sprecato rispetto alle informazioni che si potrebbero raggiungere? La risposta è nelle parole. Se sono pertinenti e corrette sì, altrimenti la percezione sarà &#8220;guarda questo/questa quanto tempo ci fa sprecare per le sue manie di protagonismo&#8221;.</p>
<p>Ma di queste situazioni ne potremmo citare a centinaia, come chi spreca opportunità mediatiche per egocentrismo invece di sfruttare quel tempo a favore di un messaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi lascio anche un racconto breve, se vi va di leggerlo. Perché per me le parole sono anche creatività e scrittura</p>
<p><strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/emozioni-di-latta-racconto-breve/">Il racconto breve: emozioni di latta</a></strong></p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/parole/">Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza – Be Kind to People</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Crisis Communication Plan &#8211; come costruire il piano di comunicazione di crisi, video tips</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/crisis-communication-plan-come-costruire-il-piano-di-comunicazione-di-crisi-video-tips/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=crisis-communication-plan-come-costruire-il-piano-di-comunicazione-di-crisi-video-tips</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANALE YOUTUBE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione della comunicazione di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[PIANO DI COMUNICAZIONE DI CRISI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE DEI RISCHI]]></category>
		<category><![CDATA[strategia di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[STRATEGIA PREVENTIVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crisis Communication Plan &#8211; come costruire il piano di comunicazione di crisi La comunicazione di crisi è oggi una delle competenze più necessarie nella tutela del Brand. Promuovere e valorizzare Corporate e Brand oggi non basta, è necessario avere una strategia di tutela e di risposta immediata in caso di crisi mediatica. Comunicazione di crisi e strategia L&#8217;errore più comune è quello di investire in strategie di comunicazione volte alla promozione e valorizzazione del Brand, senza pensare ad una tutela dello stesso. Che cosa accade quando ci troviamo all&#8217;interno di una crisi mediatica? Quali materiali e contenuti supportano la nostra affidabilità? Abbiamo mai pensato di</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/crisis-communication-plan-come-costruire-il-piano-di-comunicazione-di-crisi-video-tips/">Crisis Communication Plan – come costruire il piano di comunicazione di crisi, video tips</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Crisis Communication Plan &#8211; come costruire il piano di comunicazione di crisi</h2>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">La comunicazione di crisi è oggi <strong>una delle competenze più necessarie nella tutela del Brand</strong>. Promuovere e valorizzare Corporate e Brand oggi non basta, è necessario avere una strategia di tutela e di risposta immediata in caso di crisi mediatica.</span></p>
<h4>Comunicazione di crisi e strategia</h4>
<p>L&#8217;errore più comune è quello di investire in strategie di comunicazione volte alla promozione e valorizzazione del Brand, senza pensare ad una tutela dello stesso. Che cosa accade quando ci troviamo all&#8217;interno di una crisi mediatica? Quali materiali e contenuti supportano la nostra affidabilità? Abbiamo mai pensato di costruire e distribuire contenuti con questo obiettivo?  In questo video di 9 minuti ho pensato di darti qualche tips sull&#8217;argomento per farti riflettere su un aspetto poco presidiato. Se hai bisogno di una consulenza, un supporto nella strategia o se ti piacerebbe un corso di aggiornamento per il tuo team, puoi scrivere a info@netlifesrl.com</p>
<p>Ora ti lascio con qualche spunto e con il video:</p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x1f6a8; Ricorda che nessuno è immune a una </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/crisi">#crisi</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x274c; non lasciare vuoti nella </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/comunicazione">#comunicazione</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">, li riempirebbe qualcuno con un’informazione non governata da te </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x274c;  evita contenuti che non hanno conferma con dati oggettivi i </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/washing">#washing</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"> sono dietro l’angolo e si trasformano in </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/backlash">#backlash</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"> impattando anche sull’asset economico </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x2705;  lasciati accompagnare da queste video pillole per migliorare le tue conoscenze in ambito comunicativo, sia offline che nel </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/digital">#digital</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"> e nei </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/socialmedia">#socialmedia</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x1f514;  iscriviti al canale per restare aggiornato è attiva la campanella che ti avvertirà sulle prossime pillole. </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x23f0;  una volta a settimana caricherò sul mio canale Youtube  un video dedicato alla comunicazione. Se vuoi seguire questo argomento <a href="https://www.youtube.com/channel/UCucorho-FIIdhguW_SIl9QA">iscriviti al canale e attiva la campanella per gli aggiornamenti qui</a></span></p>
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<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/JobREMfwh20" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p>
<p>E se hai bisogno di supporto per la tua strategia non esitare a scrivermi: info@netlifesrl.com</p>
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		<title>Il ruolo del digital e dei social nelle nostre vite: tra comportamenti e consumi (febbraio 2021)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 11:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTRICE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruolo del digital e dei social nelle nostre vite tra comportamenti e consumi (febbraio 2021) è sicuramente cambiato, o meglio ha subito una forte accelerata. Dopo aver seguito il lancio italiano dei dati del digital Paese, attraverso l&#8217;interessantissimo webinar di cui sotto vi inserisco tutti i riferimenti, le prime riflessioni a caldo sono queste. Ma mi riservo nei prossimi giorni di approfondire alcuni aspetti per me decisamente significativi. La pandemia ha avuto un forte impatto sia sull&#8217;adozione di nuove tecnologie che sui nostri comportamenti. Ma partiamo dai dati necessari per comprendere i nuovi fenomeni e sui quali orientare le strategie di comunicazione e marketing</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ruolo del digital e dei social nelle nostre vite tra comportamenti e consumi (febbraio 2021) è sicuramente cambiato, o meglio ha subito una forte accelerata.</p>
<blockquote><p>Dopo aver seguito il lancio italiano dei dati del digital Paese, attraverso l&#8217;interessantissimo webinar di cui sotto vi inserisco tutti i riferimenti, le prime riflessioni a caldo sono queste. Ma mi riservo nei prossimi giorni di approfondire alcuni aspetti per me decisamente significativi.</p></blockquote>
<p>La pandemia ha avuto un forte impatto sia sull&#8217;adozione di nuove tecnologie che sui nostri comportamenti. Ma partiamo dai dati necessari per comprendere i nuovi fenomeni e sui quali orientare le strategie di comunicazione e marketing 2021. Come sempre il miglior alleato è <strong><a href="https://wearesocial.com/it/digital-2021-italia">WeareSocial</a> con il Digital Report Italia e Global 2021.</strong></p>
<h3><strong>L&#8217;ITALIA E INTERNET: Il ruolo del digital e dei social </strong></h3>
<p>In Italia sono più di 50 milioni le persone che accedono a Internet ogni giorno e 41 milioni quelle attive sui social media, il ruolo del digital diventa sempre più centrale. Online le persone <strong>consumano contenuti, soprattutto video (93%)</strong>, ma <strong>sempre di più anche audio con il 61%</strong> che ascolta musica in streaming e<strong> il 25% che fruisce di podcast</strong>. E giocano, come dichiara l’81% degli Italiani. I podcast acquisiscono sempre più pubblico e il tempo fruito quotidianamente si attesta intorno ai 30 minuti. Un risultato decisamente interessante sia per la <strong>Content Creation </strong>in termini di argomenti che di forma. <strong>I podcast prendono sempre più l&#8217;identità di veri e propri prodotti editoriali non solo stand alone, ma parte di contenuti distribuiti in altre piattaforme. Raccontare in maniera ampia e articolata oggi è un vero e proprio Must e la voce ne è protagonista. </strong></p>
<h3>AUDIO, PODCAST E NUOVE INTERFACCE NEL DIGITAL ITALIANO</h3>
<p>Il ruolo del digital e dei social nelle nostre vite oggi passa dalla voce. Il contenuto Podcast può non solo focalizzare l&#8217;attenzione su un argomento, ma espandere attraverso un approfondimento sempre più personalizzato. <strong>Il video rimane &#8220;il re indiscusso&#8221;</strong> insieme a<strong> YouTube, primo social tra le piattaforme, parliamo dell&#8217;85,3% </strong>utilizzato sempre più come motore di ricerca per i contenuti. Seguito da WhatsApp 85,2% e Facebook 80,4%, a cui con meno del 20% segue Instagram 67% in costante crescita. Un dato che continua a farci riflettere sull&#8217;evoluzione delle piattaforme che sempre di più rispondono ai cambiamenti di consumi della società. Tra le piattaforme più utilizzate rimane forte la leadership degli ecosistemi <strong>Facebook</strong> e <strong>Google</strong>: YouTube, WhatsApp e Facebook superano tutti l&#8217;80% di adozione, seguiti da Instagram e Messenger.</p>
<p>Quale dunque il ruolo del digital in Italia rispetto all&#8217;audio? Audio come nuovo aspetto su cui costruire sempre più contenuti e aspetto che entra sempre di più nelle nostre vite. Ieri la lezione (Digital Marketing che ho tenuto presso un Istituto)  sulla ricerca vocale e sull&#8217;inserimento di frasi sempre più vicine al linguaggio naturale ha fatto comprendere ai ragazzi come la voce stia diventando un asset importante dei contenuti. Dunque anche l&#8217;acquisto di strumentazione che permette un approccio più professionale all&#8217;erogazione dei contenuti e ai numerosi corsi di dizione, public speaking sempre più necessari per il Personal Branding ma non solo! Non dimentichiamo che 1 su 7 possiede un sistema con comandi vocali e dunque <strong>ci porta a riflettere sulla Voce come vera e propria interfaccia.</strong></p>
<h3>L&#8217;ITALIA DEI SOCIAL: AUMENTANO LE INTERAZIONI DIGITALI NELLE NOSTRE VITE</h3>
<p>Sono oltre <strong>1 milione</strong> le persone che si sono connesse ad internet per la prima volta nel corso del 2020, un <strong>incremento del 2,2%</strong> che ci fa <strong>superare la soglia dei 50 milioni</strong>. Ancora più importante l&#8217;aumento sul fronte <strong>piattaforme</strong> <strong>social</strong>: <strong>oltre 2 milioni di nuovi utenti</strong>, un incremento quasi del <strong>6%</strong> che fa raggiungere quota <strong>41 milioni</strong>. Siamo connessi per <strong>oltre 6 ore al giorno ad internet</strong>, e passiamo <strong>quasi due ore sui social</strong> (il 98% di noi lo fa da dispositivi mobili), mentre continuano ad essere rilevanti i periodi che passiamo a fruire di <strong>contenuti audio</strong> (una persona su 4 ascolta regolarmente i <strong>podcast</strong>) e <strong>gaming</strong> (oltre 4 persone su 5 giocano, a prescindere dai device preferiti), anche in virtù di avanzamenti nelle tecnologie infrastrutturali che hanno portato ad incrementi nelle velocità medie di connessione pari al 11% per il mobile e il 29% per il fisso.</p>
<p>Questi dati ci offrono le linee guida fondamentali sulle quali strutturare contenuti e strategie. Ma soprattutto rispetto all&#8217;interazione delle persone che oggi si attesta all&#8217;85% &#8211; le<strong> persone che dichiarano di aver partecipato attivamente al dialogo online</strong>, saltando dall&#8217;81% del 2020 all&#8217;<strong>85%</strong> registrato quest&#8217;anno.</p>
<blockquote><p>Tra le novità che mi hanno portata ad una nuova riflessione,  le crescite di <strong>TikTok</strong> (che raddoppia) e l&#8217;ingresso in &#8220;classifica&#8221; di <strong>Telegram</strong>, piattaforma di messaggistica che fa della privacy uno dei suoi USP principali.  Per quanto riguarda quest&#8217;ultima, la sua trasformazione sempre più verso piattaforma raccogliendo le Community in un sistema broadcast che arriva fino a 200.000 utenti. Questo l&#8217;ho imparato dal Webinar con WeareSocial (che <a href="https://www.facebook.com/wearesocialit/videos/930227867515714">vi linko qui,</a> assolutamente da vedere!). Un concetto quello di evoluzione che ritroviamo anche su TikTok dove l&#8217;età media si sta alzando e dove le fasce 18-24 e 25-34 stanno salendo.</p></blockquote>
<h3>CONTENUTI A PAGAMENTO E PRESA DI POSIZIONE DEI BRAND</h3>
<p>In tutto questo un altro dato decisamente interessante rispetto ai contenuti: <strong>Internet, conosciuto come il regno del gratis ha cambiato pelle, 3 su 5 dichiarano di aver fruito di contenuti paid. Le persone sono disposte a pagare per contenuti di valore. </strong></p>
<p>Ma la comunicazione dei Brand sta davvero cambiando? <strong>La comunicazione di Brand cambia e prende posizione! </strong>Questo un dato decisamente interessante che ci ricollega anche alle interazioni in ambito social. Faccio questo perché, credo in questa cosa perché e dunque, divento occasione di conversazione, interazione e scambio con nuovi pubblici. Dunque affrontiamo un aspetto sociale importante che ricopre il digitale nelle nostre vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Un altro aspetto, su cui però dedicherò un post a parte perché riguarda un argomento che mi intriga molto: gli Avatar e la virtualità della presentazione dell&#8217;immagine virtuale. Dal virtual Influencer all&#8217;acquisto di vestiti virtuali a edizione limitata da fare indossare alle nostre foto &#8230; un mondo questo che mi intriga particolarmente e che entrerà nelle mie docenze in ambito di Fashion Direction, dove i Brand possono vestire gli Avatar come nuova forma pubblicitaria &#8230; insomma, merita un approfondimento &#8230; e sono già assolutamente super excited!</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA CRESCITA DELL&#8217;ECOMMERCE: IL RUOLO CHIAVE DEL DIGITAL E DEI SOCIAL NEL RETAIL</h3>
<p>Ma a proposito di ruolo del digital e dei social nelle nostre vite e di spese e di acquisti, arriviamo a quello che possiamo definire come il vincitore del 2020: <strong>l&#8217;ecommerce</strong>. In Italia abbiamo speso il <strong>24% in più rispetto al 2019</strong> per quanto riguarda il macro-mondo dei <strong>consumer goods</strong>. Elemento probabilmente più interessante,  <strong>delle propensioni all&#8217;acquisto piuttosto simili per tutte le fasce d&#8217;età dai 16 ai 64 anni</strong>. Prima del momento d&#8217;acquisto vero e proprio, rimangono estremamente rilevanti degli <strong>elementi di socialità</strong> derivanti dall&#8217;interazione con gli altri e i pareri degli altri, siano essi su siti di <strong>consumer reviews</strong>, <strong>piattaforme social</strong> vere e proprie, servizi di <strong>Q&amp;A</strong> o <strong>forum</strong>. Naturalmente non sono tanto i numeri in sé ad essere interessanti, ma <strong>che cosa questi significhino nei contesti comunicativi dei brand</strong>. Sono di particolare interesse a nostro avviso degli spunti derivanti dalle <strong>anagrafiche</strong> della popolazione presente sui social, e di alcune caratteristiche dei comportamenti online per quanto riguarda il percorso di acquisto, ed in particolare di quale possa essere il <strong>ruolo dei social</strong> nell&#8217;avvicinamento a quel momento così importante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>============================================================</p>
<h3>ABOUT ME</h3>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Digital Communication Expert, Lecturer about Digital Communication, Digital Learning &amp; Knowledge Management Crisis Communication Management, Press Office, Digital PR, Media Planning, Fashion Direction, Consuption and Citizenship</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Entrepreneur CEO of Netlife s.r.l. about Communication and Education in Digital Environment</i></span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1"><i>Innovation addicted PR Manager for vocation</i></span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Deeply in love with Words in every Channel. A Philologist caught in the web</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Autohor of from the recent one Ufficio Stampa e Digital PR la nuova comunicazione, ELearning comunicare e formarsi online, Comunicare in rete l’usabilità; Columnist about Digital PR and Innovation</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>My personal message “Be kind to People”</i></span></p>
<h3>IL MIO PATTO DI CONTENUTI SUI MIEI CANALI SOCIAL</h3>
<p>E per dimostrarti il mio impegno di <strong>voglio dire giorno per giorno attraverso quale punto di vista affronterò i vari argomenti</strong>: Il <strong>Lunedì</strong> sarà dedicato alla Digital Communication attraverso la mia esperienza professionale e il mio approccio di consulente, formatrice e imprenditrice digitale; il <strong>Martedì</strong> attraverso la mia esperienza accademica e il mio approccio di ricerca scientifica; il <strong>Mercoledì</strong> attraverso i miei scritti in qualità di autrice di volumi dedicati alla materia, di saggi, articoli e interviste; il <strong>Giovedì</strong> attraverso una parola precisa sulla quale andremo a confrontarci nei vari ambiti, lo sapete che sono una filologa rimasta impigliata nella rete <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/svg/1f609.svg" alt="&#x1f609;" /> ossessionata da una comunicazione consapevole e responsabile; il <strong>Venerdì</strong> lo dedico alle donne imprenditrici, professioniste, studentesse che costruiscono la loro professione giorno dopo giorno e a loro voglio dedicare spunti e riflessioni di crescita personale, strategie e strumenti utili; il <strong>Sabato</strong> a tutti i genitori che devono bilanciare vita privata e professionale e costruire costantemente il migliori dialogo con i propri figli. Sì perché saper comunicare in maniera efficace serve nella professione come nella vita. <strong>Da questo articolato piano di contenuti mi aspetto che nascano conversazioni costruttive e stimolanti tra noi, dunque non dimenticare di mandarmi un messaggio diretto! Mi renderai felice <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/svg/1f609.svg" alt="&#x1f609;" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-ruolo-del-digital-e-dei-social-nelle-nostre-vite-tra-comportamenti-e-consumi-febbraio-2021/">Il ruolo del digital e dei social nelle nostre vite: tra comportamenti e consumi (febbraio 2021)</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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