<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>consapevolezza - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
	<atom:link href="https://www.francescaanzalone.it/tag/consapevolezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.francescaanzalone.it</link>
	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Mar 2025 11:42:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.7</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/cropped-LOGO-of-Francesca-Anzalone.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>consapevolezza - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
	<link>https://www.francescaanzalone.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">128655084</site>	<item>
		<title>La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 09:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamento delle competenze]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della responsabilità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[educazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[etica nel web]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione online]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=5120</guid>

					<description><![CDATA[<p>La responsabilità nel mondo digitale è un tema fondamentale. Nel web non basta un click, serve consapevolezza e responsabilità per costruire una reputazione e mantenerla integra nel tempo. Il web è un mondo di opportunità incredibili, che ogni giorno ci presenta nuovi casi di successo, ma anche un terreno minato di rischi e pericoli che innesca, amplifica e travolge con crisi reputazionali. L&#8217;idea che &#8220;sul web si può fare tutto&#8221;, che tutto sia concesso, è un mito da sfatare.  Dietro ogni click, ogni condivisione, ogni commento si nascondono responsabilità legali, etiche e sociali che non possono essere ignorate. Il web non è il Far West:</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click/">La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La responsabilità nel mondo digitale è un tema fondamentale. Nel web non basta un click, serve consapevolezza e responsabilità per costruire una reputazione e mantenerla integra nel tempo.</p>
<p data-sourcepos="5:1-5:290">Il web è un mondo di opportunità incredibili, che ogni giorno ci presenta nuovi casi di successo, ma anche un terreno minato di rischi e pericoli che innesca, amplifica e travolge con crisi reputazionali. L&#8217;idea che &#8220;sul web si può fare tutto&#8221;, che tutto sia concesso, è un mito da sfatare.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="5:1-5:290"> Dietro ogni click, ogni condivisione, ogni commento si nascondono responsabilità legali, etiche e sociali che non possono essere ignorate.</p>
</blockquote>
<h2 data-sourcepos="7:1-7:28"><strong>Il web non è il Far West: servono consapevolezza e responsabilità</strong></h2>
<blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Pensiamo spesso al web come a un luogo senza regole, dove tutto è permesso. Ma si tratta di un percepito e non della realtà dei fatti. Niente di più sbagliato. Il paradosso è percepire il digitale &#8220;lontano&#8221; dall&#8217;offline e al contempo, percepire nel digitale &#8220;tutto, subito e a distanza di un click&#8221;.</p>
</blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Accorciare le distanze nel digitale non significa potersi appropriare di qualsiasi contenuto, di loghi, di immagini, di fotografie, di temi, con un &#8220;tanto lo fanno già tutti&#8221;.  Il mondo digitale è governato da leggi, regolamenti e codici etici che tutelano i diritti delle persone e delle imprese. Diffondere notizie false, violare il copyright, invadere la privacy sono solo alcuni esempi di comportamenti illeciti che possono avere gravi conseguenze. Così come pensare &#8220;tanto è online&#8221; non significa &#8220;in una galassia lontana lontana&#8221;.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Abbiamo bisogno di una maggiore educazione digitale, ma chi opera in questo ambiente deve conoscerla, deve formarsi e aggiornarsi continuamente per non incorrere in sanzioni (fare un Upskilling costante) e a sua volta, educare i propri clienti. Deve percepire la responsabilità di una comunicazione digitale e con essa un impegno sociale. Sicuramente abbiamo bisogno di una <strong>Cultura della responsabilità digitale</strong>, in cui ogni individuo si senta parte attiva nella costruzione di un web più sicuro e rispettoso.</p>
</blockquote>
<h3 data-sourcepos="11:1-11:33"><strong>La responsabilità individuale etica e sociale</strong></h3>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Ognuno di noi, come singoli individui e come aziende, ha una responsabilità nel creare un web più sicuro e rispettoso.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Imparare a chiederci se ciò che stiamo condividendo sia corretto nei modi e nei termini è sicuramente l&#8217;inizio di una comunicazione responsabile e consapevole, che pensa a come lo si sta facendo e secondo quali regole e linee guida.</p>
</blockquote>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Questo significa:</p>
<ul data-sourcepos="15:1-19:0">
<li data-sourcepos="15:1-15:79"><strong>Informarsi:</strong> Conoscere le leggi e le normative che regolano l&#8217;uso del web.</li>
<li data-sourcepos="16:1-16:174"><strong>Essere consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni:</strong> Ogni post, ogni commento può avere un impatto significativo sulla reputazione di una persona o di un&#8217;azienda.</li>
<li data-sourcepos="17:1-17:97"><strong>Rispettare gli altri:</strong> Evitare di diffondere contenuti offensivi, discriminatori o violenti. Senza dimenticare il diritto d&#8217;autore, solo per citarne alcuni.</li>
<li data-sourcepos="18:1-19:0"><strong>Proteggere i dati personali:</strong> Trattare i dati personali con la massima cura e rispettare la privacy degli altri.</li>
</ul>
<h3 data-sourcepos="20:1-20:27"><strong>Le sfide per le aziende: la reputazione e l&#8217;impatto sociale</strong></h3>
<p data-sourcepos="22:1-22:239">Le aziende che operano nel mondo digitale devono affrontare sfide ancora maggiori. La reputazione online è un asset fondamentale, e una crisi reputazionale può avere conseguenze devastanti. Ma soprattutto che abbiano rispetto nella gestione dei contenuti, nell&#8217;uso di loghi, marchi, diritto d&#8217;autore, diritti di immagine, ecc. Per questo motivo, è fondamentale che le imprese:</p>
<ul data-sourcepos="24:1-28:0">
<li data-sourcepos="24:1-24:169"><strong>Monitorino costantemente la propria reputazione online:</strong> Utilizzare strumenti di social listening per identificare eventuali criticità e rispondere tempestivamente.</li>
<li data-sourcepos="25:1-25:95"><strong>Siano trasparenti:</strong> Comunicare in modo chiaro e aperto con i propri clienti e stakeholder.</li>
<li data-sourcepos="26:1-26:139"><strong>Formino il personale:</strong> Sensibilizzare i dipendenti sull&#8217;importanza della reputazione online e sulle norme di comportamento da seguire.</li>
<li data-sourcepos="27:1-28:0"><strong>Abbiano un piano di crisi:</strong> Essere preparati a gestire eventuali situazioni di emergenza.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="35:1-35:278">Il web è uno strumento potente, ma va utilizzato con responsabilità. Ognuno di noi ha il dovere di contribuire a creare un ambiente online sicuro, rispettoso e costruttivo. La consapevolezza dei rischi e delle opportunità è il primo passo verso un utilizzo responsabile del web.</p>
<p data-sourcepos="35:1-35:278">===========================</p>
<h4 data-sourcepos="35:1-35:278">Vuoi aggiornare le tue competenze nella comunicazione digitale?</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Scopri come aggiornare le tue competenze nella comunicazione digitale per non rischiare violazioni, e conseguenti crisi reputazionali. Insieme al mio team di professionisti specializzati saremo lieti di presentarti la formazione più efficace per le tue esigenze, o consigliarti un webinar specifico. Contattaci oggi stesso per aggiornare le tue competenze: </span><a href="mailto:info@netlifesrl.com"><span style="font-weight: 400;">info@netlifesrl.com</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p data-sourcepos="35:1-35:278"><br style="font-weight: 400;" />Leggi anche:</p>
<p data-sourcepos="43:1-43:59"><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click/">La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5120</post-id>	</item>
		<item>
		<title>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente con le persone &#8220;Be Kind to People&#8221;: creare relazioni significative</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 13:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[connessioni significative]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione delle relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[fattore tempo]]></category>
		<category><![CDATA[interconnessioni]]></category>
		<category><![CDATA[PR]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2977</guid>

					<description><![CDATA[<p>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative/">PR l’arte di connettersi profondamente con le persone “Be Kind to People”: creare relazioni significative</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi</h2>
<blockquote><p>Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto alla nostra vita. Amo profondamente le persone, mi piace ascoltarle, conoscerle, scoprire i sogni e se posso aiutare a realizzarli. Anche nel lavoro per me tutto questo è fondamentale e quando leggo le schede di valutazione beh, mi rendo conto che riesco a farlo comprendere anche agli altri. Dunque PR l&#8217;arte di connettersi profondamente- Be kind to People di Francesca Anzalone</p></blockquote>
<p>Oggi nella scaletta editoriale doveva esserci un altro tema, ma gli avvenimenti degli ultimi giorni mi hanno portata a parlare nuovamente di relazioni significative, interconnessioni e costruzione di valore. Ne parlavo giorni fa in due corsi di Crisis Management, dove le relazioni contano eccome! Dove il conoscere, il rispettare e l&#8217;avere valori comuni nel qui e ora fa una grande differenza. Riflettevo un paio di ore fa, dopo essere tornata dal supermercato, e in una lunga coda, avere dialogato con una bambina di quattro anni che la zia, sconosciuta, mi ha affidato per 25 minuti . Ci ho riflettuto a fondo in questi mesi quando tutte le relazioni intessute in poco più di quindici giorni estivi, si sono dimostrate non solo solide, ma anche di immenso valore. L&#8217;elemento comune: la fiducia e l&#8217;affidabilità che certe persone trasmettono.</p>
<h4>Siamo tutti interconnessi</h4>
<p>Questo incontro mi ha fatto riflettere molto: quando la zia è tornata e ci ha trovate a chiacchierare ha detto &#8220;Lei di solito non parla con nessuno, Neppure con me&#8221;. A me invece aveva raccontato tanto: la sua età, il suo nome, la passione per la danza. Mi aveva mostrato anche qualche passo. E poi mi aveva detto che era triste perché non poteva ballare. Io le ho raccontato di quando &#8220;la mia bambina&#8221; alla sua età aveva iniziato a danzare, della sua passione. E che oggi si trova lontano. Le ho detto che anch&#8217;io ero triste per questo momento così complicato perché non potevo andare da lei.  Però ci tenevo a dirle che non è una gara di tristezza, e che possiamo &#8220;sfruttare questo momento per goderci i momenti belli&#8221;.  Per esempio per me questo è un momento bello le ho detto, perché ti ho conosciuta e so che nel mondo ci sarà una nuova ballerina. il suo sorriso è stato così pieno e sincero che mi ha aperto il cuore. Il commento della zia &#8230; un classico cliché che gli psicologi dicono di evitare &#8220;alla zia non fai mai questi sorrisi, non sei una brava bambina&#8221;.</p>
<p>Ecco le relazioni significative si basano sull&#8217;onestà, sulla trasparenza, sul vero significato di perché le energie possono fluire. E il tempo, ce ne renderà conto 😉</p>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente e di costruire relazioni significative attraverso le PR</h4>
<p>Al centro di tutte le interconnessioni vi è valore e fiducia. mettere in relazione significa avere compreso, ascoltato, &#8220;sentito&#8221; le energie e quel riverbero che può risuonare in altre persone. Persone che possono diventare amiche perché condividono valori, altre per business, altri ancora per una passione comune, ciascuno nel qui e ora con consapevolezza e responsabilità.</p>
<blockquote><p>Non è vero che &#8220;io li metto in contatto e poi sta a loro gestire la relazione&#8221;. Bisogna essere consapevolmente connessi, e dunque comunicare con responsabilità e consapevolezza. Significa aumentare la creatività nella relazione, inserire valore aggiunto, supportare, dare spunti senza interferire nella loro interconnessione, ma continuare ad essere significativi.</p></blockquote>
<p>Relazioni significative dunque come valore alla base, create su trasparenza, onestà e promozione di una crescita. Analizzando le relazioni significative si percepisce costruzione, ascolto, energie che circolano. In quelle basate su interesse, invece, si percepisce vampirismo energetico, voglia di dimostrare di essere migliori, fondamentalmente &#8220;vuoto&#8221;. Immagine VS sostanza dunque, in uno scenario preciso che sta determinando molte scelte.  Il tempo in questo caso è un elemento che dimostra quanto impegno, quanta dedizione e quanta voglia di costruire c&#8217;è dietro a quel collegamento.</p>
<blockquote><p>Oggi se vali, se ci credi, se sei appassionato si sente, si percepisce. La &#8220;foto perfetta&#8221; non funziona più, testimonia solo la proiezione del tuo io desiderato. Come puoi costruire relazioni significative anche attraverso il digital se la tua immagine risale a anni fa e non corrisponde a chi sei qui e ora? La risposta: sono esattamente quella persona coerente con me stessa, non è una risposta significativa. Coerenza non significa essere radicati in ciò che si era.  Si cambia, si cresce, si migliora! Coerenza significa avere degli obiettivi e raggiungerli impegnandosi in ciò che si fa e migliorando per raggiungerli in tempi più brevi. Le relazioni significative possono avvenire solo tra persone autentiche.</p></blockquote>
<h4>Il tempo, l&#8217;ascolto e l&#8217;essere consapevolmente connessi</h4>
<p>E&#8217; il tempo il nostro migliore alleato, perché è solo nel tempo che si vede quanto una relazione la si coltiva e che tipo di percezione si ha nei confronti delle persone. In oltre venti anni di attività professionale, con migliaia di persone conosciute ho imparato ad ascoltare sempre più, ho allenato la mia mente e le mie capacità di ascolto ad entrare in empatia e comprendere il tipo di relazione che si sarebbe potuta instaurare. Questione di sensibilità, di bagaglio culturale, di allenamento, di voglia di migliorare e soprattutto di una grande base di partenza: imparare ad ascoltare me stessa, a connettermi significativamente con me stessa prima di tutto. Questo ci permette di essere centrati e dunque di comprendere quando qualcuno non ci ascolta, quando superficialmente getta un giudizio e  pensa di avere fatto la cosa migliore per se stess*</p>
<blockquote><p>Le persone contano, ognun* con il proprio bagaglio, ma soprattutto ognun* con energia e valore. E tutti sentiamo il bisogno di essere interconnessi, per l&#8217;ascolto, per l&#8217;affetto, per l&#8217;energia, per il valore.</p></blockquote>
<h4>&#8220;Non si finisce mai di conoscere una persona&#8221;: PR l&#8217;arte di connettersi profondamente</h4>
<p>Una frase che viene utilizzata spesso in maniera negativa, perché chi la pronuncia ha scoperto un lato che l&#8217;ha delus*, ferit*, sorpres*</p>
<p>Ma se la guardiamo da un&#8217;altra prospettiva è un incitamento a  continuare a scoprire; il richiamo alla mente a non pensare di avere la verità assoluta in mano. Soprattutto uno stimolo a imparare a conoscere costantemente, a rimanere in ascolto e achiederci: quanto teniamo a questa persona? E dunque quanto facciamo per ricordarglielo?  Quanto investiamo in questa relazione?</p>
<p>Il punto però non è questo, ma porci sempre la domanda: ho davvero ascoltato questa persona? ero davvero in sintonia con questa persona? Capita spesso che si desidera vedere una persona per ciò di cui noi abbiamo bisogno nel qui e ora, e non con oggettività. La persona è sempre la stessa, la percezione che ne abbiamo è nostra. Vi è mai capitato di pensare che una persona fosse speciale e in realtà accorgervi poi con il tempo che è una persona con tante cose irrisolte che ha solo bisogno di &#8220;avventarsi sugli altri per non pensare alla propria vita?&#8221;.</p>
<blockquote><p>La bellezza risiede proprio qui, non perderci l&#8217;opportunità di creare qualcosa di significativo, perché altrimenti rischiamo di precluderci qualcosa di meraviglioso, e poi col tempo di rimpiangere quella connessione.</p></blockquote>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente: investire il tempo</h4>
<p>Costruire relazioni significative implica molto tempo, molta dedizione e soprattutto grande ascolto. Questo ascolto parte da noi: possiamo costruire relazioni significative solo e soltanto quando siamo consapevolmente connessi con noi stessi e quindi in grado di ascoltare gli altri. Ecco perché ci sono persone in grado di generare relazioni significative tra amici, amorose, nel business e anche online. Non hanno bisogno di colmare un vuoto loro, ma centrate, possono ascoltare oggettivamente tutte le conversazioni, gli interessi, i valori e costruire dei  legami.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative/">PR l’arte di connettersi profondamente con le persone “Be Kind to People”: creare relazioni significative</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2977</post-id>	</item>
		<item>
		<title>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/pr-ovvero-people-relations-nellera-digitale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pr-ovvero-people-relations-nellera-digitale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 16:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmente connessi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[people relations]]></category>
		<category><![CDATA[PR]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2898</guid>

					<description><![CDATA[<p>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi Lo era anche prima del digitale, del web, ma il mezzo lo ha reso fondamentale. Ha messo le persone al centro e ha dato loro voce, una voce amplificata, potenziata, che va oltre i confini di spazio e tempo. Le relazioni contano, e anche molto. Così come l&#8217;intelligenza emotiva e la capacità di #faresquadra. E dunque, PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi. In molti mi avete chiesto perché mi riconoscono nel ruolo di PR Manager quando affronto il tema della cultura digitale da tantissimi anni; quando le mie pubblicazioni,</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-ovvero-people-relations-nellera-digitale/">PR ovvero People Relations: nell’era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</h1>
<blockquote><p>Lo era anche prima del digitale, del web, ma il mezzo lo ha reso fondamentale. Ha messo le persone al centro e ha dato loro voce, una voce amplificata, potenziata, che va oltre i confini di spazio e tempo. Le relazioni contano, e anche molto. Così come l&#8217;intelligenza emotiva e la capacità di #faresquadra. E dunque, PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi.</p></blockquote>
<p>In molti mi avete chiesto perché mi riconoscono nel ruolo di PR Manager quando affronto il tema della cultura digitale da tantissimi anni; quando le mie pubblicazioni, i miei saggi, le mie ricerche spaziano molto nell&#8217;ambito della formazione e della comunicazione. Forse perché ho sempre amato mettere in connessione le persone, soprattutto quelle che &#8220;apparentemente&#8221; erano agli opposti. Forse perché sono convinta che senza una buona squadra leale, onesta e appassionata non si vince. Forse perché nei momenti in cui ho bisogno di ritrovare me stessa in città, mi piace mimetizzarmi tra la gente (non ora! sia ben inteso). O forse perché fa parte dei ricordi di mio padre, che quando aveva bisogno di essere un uomo &#8220;solo un uomo&#8221; come diceva lui, si rifugiava tra le strade della città che amava di più Roma, per sentirsi un &#8220;illustre sconosciuto&#8221;.</p>
<p>Oggi le relazioni tra persone contano, permettono di accelerare il business, supportano la reputazione di un prodotto, servizio; aiutano a creare un personaggio in poco tempo (se le basi sono solide); riescono a mitigare crisi in atto grazie all&#8217;intervento da più parti; creano la squadra migliore in grado di cambiare completamente le dinamiche e i traguardi di una realtà. E lo fanno in maniera ancora più impattante grazie al digitale.</p>
<blockquote><p>Le PR nel tempo sono cambiate molto, a volte questa figura viene scambiata per il Promoter, per il &#8220;vecchio&#8221; PR delle discoteche, per &#8220;lo vedi a colpo d&#8217;occhio che è un PR&#8221; &#8230; ma oggi le People Relations lavorano a beneficio del Business, per l&#8217;accelerazione grazie alla connessione tra persone che insieme possono generare valore aggiunto. Sono Digital PR quelle che creano connessioni tra chi è n grado di potenziare il messaggio e chi ha il prodotto, il servizio, il business giusto per quella audience. Ma c&#8217;è tutto l&#8217;aspetto del redesign dei flussi di comunicazione tra le persone, della comunicazione interna all&#8217;azienda/ente/istituzione; al costruire una redazione interna per i contenuti in grado non solo di produrre i contenuti migliori, ma le strategie migliori per raggiungere gli obiettivi, grazie alla valorizzazione del talento. Diciamo che ciò che serve è una gran bella dose di empatia e la capacità di mettersi sempre in discussione per poter comprendere il punto di vista degli altri e coglierne il meglio.</p></blockquote>
<p>Questo periodo ci ha insegnato molto sull&#8217;importanza delle persone e sull&#8217;interconnessione. Siamo tutti interconnessi, abbiamo tutti bisogno di &#8220;specchi&#8221; nei quali rifletterci e percepirci per migliorarci costantemente. Ci sono momenti in cui si aggiunge e momenti in cui si toglie, alla base però deve esserci sempre consapevolezza e responsabilità nelle scelte che si compiono. Ecco perché da anni promuovo una comunicazione consapevole e responsabile #consapevolmenteconnessi che accompagna nella crescita personale necessaria per poter stare bene con gli altri; che utilizza una comunicazione positiva e genera consapevolezza nell&#8217;uso della parola.</p>
<p>Nelle People Relations è fondamentale lavorare su di noi, perché se non siamo centrati, come possiamo essere un valore per gli altri? Se non ci amiamo come possiamo amare gli altri, in maniera equilibrata? Se non abbiamo autostima come possiamo lavorare in un team apportando energia e non risucchiandola?  E se non ci identifichiamo con delle parole significative, con dei valori, come possiamo essere quella figura di cui hanno bisogno?</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-ovvero-people-relations-nellera-digitale/">PR ovvero People Relations: nell’era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2898</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/il-business-e-fatto-da-persone-e-con-persone-il-punto-e-se-la-connessione-si-basa-sul-rispetto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-business-e-fatto-da-persone-e-con-persone-il-punto-e-se-la-connessione-si-basa-sul-rispetto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 08:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[colloqui]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dei consulenti]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[people relations]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni significative]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[Vision]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2894</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto? Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto. Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-business-e-fatto-da-persone-e-con-persone-il-punto-e-se-la-connessione-si-basa-sul-rispetto/">Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto?</h1>
<p>Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto.</p>
<p>Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei flussi di comunicazione, durante la digitalizzazione dell&#8217;impresa, o quando si vuole rafforzare l&#8217;identità Corporate, emergono delle criticità nelle relazioni. Le connessioni non sono sempre consapevoli e spesso manca un senso di responsabilità alla base. Vengono inserite figure consulenziali, ad esempio, che non riescono a partecipare all&#8217;attività in maniera attiva. Svolgono il loro compito, ma non costruiscono relazioni, anzi, talvolta &#8220;sgretolano degli equilibri, probabilmente già labili&#8221;. Perché avviene? Perché alla base non vi è il rispetto necessario per la costruzione di relazioni significative.</p>
<p>Quando si lavora in questo ambito è fondamentale la mappatura delle relazioni, l&#8217;ascolto attivo delle persone, il dialogo, il confronto e soprattutto comprendere le emozioni che ne caratterizzano gli aspetti chiave. Mancanza di entusiasmo, energia, cooperazione all&#8217;interno di un team significa mera esecuzione, mancanza di creatività e dunque perdita del talento; ovvero l&#8217;aspetto principale per la crescita valoriale del team. Un team che al proprio interno opera con talento, energia, creatività è un team che porterà la crescita in minor tempo, con maggiori risultati e attraverso una comunicazione interna e esterna positiva, perderlo o non generarlo significa rischiare non solo di rallentare, ma anche di retrocedere.</p>
<blockquote><p>Partiamo davvero il rispetto che dichiariamo nella vision? Siamo consapevolmente connessi con ciascuna relazione oppure applichiamo delle regole senza un metodo? Le relazioni tra le persone sono inclusive in ogni ambito? Con queste domande inizia la mappatura delle People Relations nelle consulenze per comprendere quanto profondo è il redesign dei flussi da &#8220;ricostruire&#8221; o quanto è potenzialmente migliorabile.</p></blockquote>
<p>Portiamo davvero il rispetto che dichiariamo? E lo facciamo con qualsiasi tipo di relazione tra persone? Anche con i consulenti esterni? Allora perché il consulente esterno &#8211; che è un valore aggiunto di crescita viene &#8220;trattato come un estraneo&#8221;? Ecco un errore che avviene nella gestione delle relazioni e che, già alla base del rapporto, rischia di portare con sé mancanza di coinvolgimento totale.</p>
<p>Ho visto casi virtuosi di inclusione, accoglienza e partecipazione attiva e ne ho visti altri in cui &#8220;allontanamento, differenziazione, etichettatura&#8221; erano alla base di distanziamento e mancanza di coinvolgimento. Mentre scrivo ho chiari esempi di quanto può avvenire. Che cosa genera l&#8217;inclusione, l&#8217;accoglienza, il rispetto per l&#8217;altro? Esattamente la specularità: partecipazione attiva e rispetto.</p>
<blockquote><p>Consapevolmente connessi attraverso il rispetto significa crescita, partecipazione attiva e energia positiva.</p></blockquote>
<p>L&#8217;antefatto: se parliamo di consulenti esterni all&#8217;azienda che svolgono il loro operato senza costruire relazioni, alla base può esserci un rapporto basato esclusivamente su una scelta &#8220;al minor costo&#8221; e non sulla persona in sé. Attenzione che una collaborazione è una partecipazione in cui entrambe le parti devono dire sì e si presume vi sia una forte motivazione, non basata esclusivamente su una transazione economica. Ma su una conversazione in cui si identificano le motivazioni, il come, il tipo di partecipazione.</p>
<blockquote><p>Generalmente viene chiesto quanto costa, viene fatta una negoziazione economica; ma il perché lo si fa, che tipo di partecipazione e che tipo di relazione si instaura non sempre viene argomentato. Ma è tutta questione di motivazione e coinvolgimento: da questo dipende la capacità di fare crescere e la durata della collaborazione. Stimoli nuovi, entusiasmo, voglia di migliorare permettono grandi passi, che non vanno assolutamente d&#8217;accordo con una transazione economica che partono da una percezione di  un inizio e una fine già prestabilita.</p></blockquote>
<p>Tutto questo, oltre che nelle parole utilizzate, lo si percepisce nei comportamenti delle persone, nelle distanze più lunghe o più corte che si generano e nelle performance del team; perché il Business è fatto da persone, con persone. Il rispetto è alla base, ed è nelle parole, nel linguaggio, nella comunicazione non verbale, nel costruire o nel lasciare sospesi.</p>
<p>Ti lascio con alcuni elementi su cui riflettere che fanno parte delle consulenze e dei percorsi di accompagnamento:</p>
<ul>
<li>Sfrutta i colloqui per condividere non solo aspetti economici, ma anche per comprendere le motivazioni che spingono il collaboratore/consulente a voler partecipare alla crescita dell&#8217;azienda/ente/istituzione;</li>
<li>Davanti a te hai una persona unica con un metodo, competenze, esperienza, capacità, relazioni: dialogate sul cosa potete fare insieme e quali i benefici reciproci. Vi renderete conto che inizierete a vedere una visione a medio-lungo termine e non solo &#8220;al termine del contratto&#8221;;</li>
<li>Inclusione è la parola chiave: accogliere le persone, farle sentire parte di, coinvolgerle significa avere risposte arricchite di un bagaglio emotivo importante, di qualcuno che non esegue un lavoro ma che progetta, crea e mette il meglio di sé all&#8217;interno dell&#8217;attività;</li>
<li>Accoglienza è la modalità attraverso la quale fare sentire la persona &#8220;uno della squadra&#8221;: sei esattamente quello di cui abbiamo bisogno e dunque non utilizzate grafiche differenti identificative, non create differenze tra &#8220;ciò che sei e fai rispetto agli altri&#8221;, usate il #faresquadra come ispirazione generale per generare relazioni significative;</li>
<li>Non esiste un noi che esclude, non esiste una festa a cui possono partecipare alcuni e altri no, non esiste un momento per &#8230; esiste la Comunità che si sta creando, costruendo e al cui interno i valori, la partecipazione e il dialogo sono alla base.</li>
</ul>
<p>Il Business è fatto da persone con persone, questi sono alcuni degli aspetti che entrano in gioco quando si analizzano le People Relations a beneficio di una crescita, della valorizzazione delle competenze e del talento e della voglia di costruire la migliore squadra!</p>
<p>Se ti va seguimi sui social: sulla pagina Facebook troverai aggiornamenti sul come e sui dati; su Instragam e nelle stories troverai consigli, idee e ispirazioni per la crescita personale e del business; su LinkedIn troverai le attività business e il gruppo legato a Ufficio Stampa e Digital PR e su Anchor i miei Podcast su Comunicazione che passione! E se pensi di avere bisogno di me per una consulenza, un percorso di formazione o semplicemente per un consiglio scrivi a :info@netlifesrl.com</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-business-e-fatto-da-persone-e-con-persone-il-punto-e-se-la-connessione-si-basa-sul-rispetto/">Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2894</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/digitalizzazione-fare-squadra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=digitalizzazione-fare-squadra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 09:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Percorso di crescita personale del team e della leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmenteconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[faresquadra]]></category>
		<category><![CDATA[people relations]]></category>
		<category><![CDATA[PR]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[senso di appartenenza]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[teambuilging]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2882</guid>

					<description><![CDATA[<p>Digitalizzazione: ovvero fare squadra coesi nel cambiamento il perché delle PR come strategia  Le persone stanno al centro attraverso relazioni significative, questo lo sapevamo. Ce lo ha ricordato questo periodo così complesso, e quotidianamente lo affrontiamo ogni volta che accediamo ad un #social (i numeri parlano chiaro!). Le PR ovvero le People Relations vanno gestite con consapevolezza e il senso di appartenenza e di #faresquadra, va coltivato ogni giorno. Digitalizzazione: il cambiamento parte dalla persona E&#8217; ormai chiaro, anche alle #imprese, che digitalizzazione significa nuovi processi, nuove competenze, nuove strategie, nuove azioni, nuovi flussi di informazioni.  Parliamo di n nuovo sistema squadra coeso, consapevole e</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/digitalizzazione-fare-squadra/">Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="8dedn-0-0">
<h2 class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dedn-0-0"><span data-offset-key="8dedn-0-0">Digitalizzazione: ovvero fare squadra coesi nel cambiamento il perché delle PR come strategia </span></h2>
<div data-offset-key="8dedn-0-0"></div>
<blockquote>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dedn-0-0"><span data-offset-key="8dedn-0-0"> Le persone stanno al centro attraverso relazioni significative, questo lo sapevamo. Ce lo ha ricordato questo periodo così complesso, e quotidianamente lo affrontiamo ogni volta che accediamo ad un </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="8dedn-1-0"><span data-offset-key="8dedn-1-0">#social</span></span><span data-offset-key="8dedn-2-0"> (i numeri parlano chiaro!). Le PR ovvero le People Relations vanno gestite con consapevolezza e il senso di appartenenza e di #faresquadra, va coltivato ogni giorno.</span></div>
</blockquote>
</div>
<h4 data-offset-key="4uave-0-0">Digitalizzazione: il cambiamento parte dalla persona</h4>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="9q8o1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9q8o1-0-0"><span data-offset-key="9q8o1-0-0">E&#8217; ormai chiaro, anche alle </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="9q8o1-1-0"><span data-offset-key="9q8o1-1-0">#imprese,</span></span><span data-offset-key="9q8o1-2-0"> che digitalizzazione significa nuovi processi, nuove competenze, nuove strategie, nuove azioni, nuovi flussi di informazioni.  <strong>Parliamo di n nuovo sistema squadra</strong> coeso, consapevole e responsabile del percorso che sta intraprendendo.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="eus2p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="eus2p-0-0"><span data-offset-key="eus2p-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="1so16-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1so16-0-0"><span data-offset-key="1so16-0-0">L&#8217;attività di </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-1-0"><span data-offset-key="1so16-1-0">#consulenza</span></span><span data-offset-key="1so16-2-0"> e poi di </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-3-0"><span data-offset-key="1so16-3-0">#formazione</span></span><span data-offset-key="1so16-4-0"> per l&#8217;accompagnamento nella digitalizzazione <strong>parte dal percorso sulle persone, da una revisione della comunicazione, dei flussi, delle informazioni e degli elementi di appartenenza</strong>. Potremmo dire che parte da una </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-5-0"><span data-offset-key="1so16-5-0">#partecipazioneattiva</span></span><span data-offset-key="1so16-6-0"> al centro sulla quale si costruiscono i vari asset. Ma questo meccanismo virtuoso si innesca solo se alla base vi è un desiderio di crescita personale e professionale.</span></div>
</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<h2 data-offset-key="1so16-0-0">Il senso di appartenenza (fare squadra) si coltiva ogni giorno con gli strumenti giusti</h2>
<div data-offset-key="1so16-0-0">L&#8217;errore più comune è dedicarsi all&#8217;identità Corporate come immagine coordinata, senza però avere le fondamenta solide all&#8217;interno. Ci si preoccupa di più se il visual ha coerenza identitaria, se è perfettamente in linea con i colori e le forme, piuttosto che pensare agli elementi di appartenenza per tutto il capitale umano aziendale. Ma l<strong>&#8216;impresa è fatta di persone, di valori, di elementi caratterizzanti, e soprattutto è fatta di senso di appartenenza,</strong> da cui poi derivano l&#8217;orgoglio di essere parte di questa realtà, di questa squadra.</div>
<h4 data-offset-key="1so16-0-0">Se non hai una semantica comune, come pensi di identificarti?</h4>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Mi capita spesso di iniziare una consulenza e rendermi conto che mancano gli elementi principali: la semantica comune (Tassonomia, e dunque il codice comune che &#8220;racconta&#8221; appartenenza), che mancano la condivisione dei valori e del senso di appartenenza, perché &#8220;calato dall&#8217;alto&#8221; come se fosse un &#8220;questo è quanto&#8221;. Ma i tempi sono cambiati, c&#8217;è stata una trasformazione sociale importante, c&#8217;è la scelta, soprattutto nelle nuove generazioni, &#8220;Scelgo questa realtà perché è sostenibile, perché ha dei valori importanti, perché partecipa attivamente nelle cause legate a &#8230;.&#8221;.</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"><strong>Si chiama partecipazione attiva, ed è sempre esistita, ma il web ne ha amplificato la portata e le opportunità.</strong></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Ed ecco che per fare funzionare tutto si deve costruire insieme, si deve essere coesi, si deve condividere dove stiamo andando, come ci stiamo muovendo, in quanto tempo raggiungeremo un traguardo, <strong> e soprattutto, consapevoli che siamo parte di questo percorso comune.</strong></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<blockquote>
<div data-offset-key="1so16-0-0">La comunicazione al centro come strategia di crescita, consapevolezza e responsabilità nella scelta degli strumenti, delle azioni e dei ruoli, ma soprattutto delle parole da utilizzare.</div>
</blockquote>
<h4 data-offset-key="1so16-0-0">Lavorare con le parole e sulle parole allena la mente e l&#8217;empatia del team</h4>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Si chiede di condividere, di essere ambasciatori di ciò che sta avvenendo, senza però dare gli elementi in comune, senza strumenti di appartenenza, senza un senso comune. Non è con: faremo questo e tu farai questo che si costruisce la squadra. Ma è partiamo da questo valore, tu come lo interpreti? Digitalizzazione e fare squadra: una questione di interpretazione e di regole di comportamento, che non sono un&#8217;imposizione ma un codice comune che identifica un senso di appartenenza. <strong>Quali parole ci rappresentano? Quali parole invece dobbiamo evitare perché particolarmente rischiose nell&#8217;interpretazione?  </strong>Costruire un Semantics Guide Manual è sempre impegnativo, ma indispensabile per moltissime attività e soprattutto è la base di un senso di appartenenza consapevole e responsabile.</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Faccio sempre svolgere un esercizio sulle parole identitarie all&#8217;interno dei team. L&#8217;obiettivo è quello di identificare le parole più rappresentative e il loro percepito. Il risultato è straordinario, ma soprattutto davvero efficace per la base della comunicazione. Se stai pensando che si perde tempo, non è così. Anzi, non solo si recupera una parte molto importante su cui costruire la comunicazione, ma si coinvolge il team nella costruzione dell&#8217;identità. Partecipare significa essere parte attiva di, e dunque esserci anche in caso di crisi.  <strong>Prova a pensare al danno economico se la tua reputazione venisse messa in discussione e il tuo team non sapesse come reagire, o rispondere in maniera coerente.</strong></div>
<h3 data-offset-key="1so16-0-0">#Faresquadra nel cambiamento: l&#8217;approccio necessario alla digitalizzazione</h3>
<h5 style="text-align: center;">Qual è il suono di una sola mano che applaude?<br />
(Koan Zen)</h5>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="a57b0-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a57b0-0-0"><span data-offset-key="a57b0-0-0">Digitalizzazione e fare squadra: c&#8217;è un aspetto importante, che molto spesso viene sottovalutato, ovvero l&#8217;impatto di stress legato alla reticenza al cambiamento.</span></div>
<div data-offset-key="a57b0-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="act8u-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="act8u-0-0"><span data-offset-key="act8u-0-0">Non si può generalizzare ma ogni organizzazione ha le proprie dinamiche, e soprattutto le proprie emozioni da gestire. <strong>L&#8217;intelligenza emotiva è alla base di una leadership consapevole </strong>e dunque, la consapevolezza delle emozioni, delle reazioni, e il supporto nel prenderne consapevolezza sono fondamentali.</span></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">A questo proposito <strong>delle ottime letture provengono da Giorgio Nardone</strong>, psicologo e psicoterapeuta che, <a href="https://www.ibs.it/cambiamento-strategico-come-far-cambiare-libro-giorgio-nardone-roberta-milanese/e/9788868337995?lgw_code=1122-B9788868337995&amp;gclid=Cj0KCQiA6Or_BRC_ARIsAPzuer9bqufnjXI6OZe9uvYOqmphzH4d74MmP1REMM0f7qm3kH2dqtNmGLIaAkDMEALw_wcB">con i suoi volumi, ci accompagna in un percorso sempre molto efficace. </a></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">Il #Faresquadra è un tema che abbiamo affrontato anche con <a href="http://www.emergenza24.org"><strong>Emergenza24</strong></a>, durante gli Stati Generali sulla Comunicazione di Emergenza, focalizzandoci sul perché oggi è fondamentale fare squadra offline e online, in una società che dialoga, conversa e costruisce il proprio pensiero attraverso l&#8217;integrazione di fisico e virtuale.</div>
</div>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<blockquote>
<div data-offset-key="act8u-0-0">La capacità di costruire relazioni significative, connessioni consapevoli; il sapere come rafforzarle ogni giorno attraverso un senso di appartenenza; la costruzione di Comunità consapevoli e responsabili oggi diventano competenze non solo strategiche, ma necessarie.</div>
</blockquote>
<h4 data-offset-key="act8u-0-0">Esercizio di consapevolezza sul senso di appartenenza</h4>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">Affrontare il cambiamento, soprattutto nel percorso di digitalizzazione,  attraverso gli strumenti giusti, le competenze e le strategie migliori è dunque oggi più che mai necessario. Ti lascio con qualche nota, estrapolata dai documenti che utilizzo nelle consulenze e nella formazione, ovvero una serie di domande che vengono somministrate durante i colloqui individuali e il laboratorio di comunicazione per i vari settori (ne ho scelte 8 dal questionario completo):</div>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<ul>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali sono le parole che identificano ciò che siete e ciò che fate? Elencatele nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Sono parole che fanno parte della semantica comune o ci sono varianti? Elencate le varianti nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali sono i valori che rappresentano l&#8217;azienda/ente/istituzioni di cui fate parte? Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali di questi valori vi rappresentano maggiormente?  Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali valori vorreste aggiungere per sentirvi rappresentati appieno? Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">I valori mancanti potrebbero essere inseriti nelle dinamiche che appartengono all&#8217;identità dell&#8217;azienda/ente/istituzioni o ci sono degli aspetti che non potrebbero coesistere? In questo caso perché? Inserite queste considerazioni nello spazio Note in Consapevolezza</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Mi sento parte di questa azienda/ente/istituzione perché &#8230;. Inserite le motivazioni nello spazio apposito.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Sono orgoglioso di essere parte di questa azienda/ente/istituzione perché &#8230;. Inserite le motivazioni nello spazio apposito.</li>
</ul>
<p>Riflettere su questi aspetti è utile, confrontarsi con i colleghi fondamentale. Una buona leadership è consapevole quando conosce ciò che caratterizza il senso di appartenenza e quando da conversazioni, confronti e riflessioni, dà avvio alla partecipazione attiva attorno alle linee guida identificate. Se vuoi qualche consiglio di lettura non esitare a contattarmi, se pensi di avere bisogno di me per una consulenza o un percorso di formazione, oppure per fare l&#8217;analisi della tua comunicazione, non esitare a contattarmi info@netlifesrl.com.</p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/digitalizzazione-fare-squadra/">Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2882</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Digitalizzare le imprese, cosa significa? Perché è strategico per la ripartenza?</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/digitalizzare-le-imprese-cosa-significa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=digitalizzare-le-imprese-cosa-significa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 09:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmenteconnessi]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione]]></category>
		<category><![CDATA[valorizzazione dei talenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2878</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa significa digitalizzare le imprese? Perché è strategico per la ripartenza? &#8220;La centralità dell’’ICT nelle strategie di rilancio del Paese promette un nuovo passo, in linea non solo con i finanziamenti straordinari dell’UE, ma anche con le spinte delle imprese. Nel 2020, in piena emergenza sanitaria, la domanda digitale in Italia limiterà il calo al 2%, per poi crescere del 3,4% nel 2021 e del 3,3% nel 2022.&#8221; è quanto si legge da Anitec-Assinform con allegati i dati da studiare. Questo periodo di pandemia ci ha ricordato e dimostrato ampiamente quanto il digitale sia stato strategico e di grande supporto. Chi ha saputo sfruttarne appieno</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/digitalizzare-le-imprese-cosa-significa/">Digitalizzare le imprese, cosa significa? Perché è strategico per la ripartenza?</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cosa significa digitalizzare le imprese? Perché è strategico per la ripartenza?</h1>
<p>&#8220;<strong>La centralità dell’’ICT nelle strategie di rilancio del Paese promette un nuovo passo, in linea non solo con i finanziamenti straordinari dell’UE, ma anche con le spinte delle imprese. Nel 2020, in piena emergenza sanitaria, la domanda digitale in Italia limiterà il calo al 2%, per poi crescere del 3,4% nel 2021 e del 3,3% nel 2022.&#8221; è quanto <a href="https://www.anitec-assinform.it/comunicati-stampa/il-digitale-regge-il-colpo-della-pandemia-la-domanda-tornera-a-crescere-nel-biennio-2021-2022.kl">si legge da Anitec-Assinform con allegati i dati da studiare</a>.</strong></p>
<p>Questo periodo di pandemia ci ha ricordato e dimostrato ampiamente quanto il digitale sia stato strategico e di grande supporto. Chi ha saputo sfruttarne appieno le potenzialità ha diminuito l&#8217;impatto delle perdite, chi si è aperto alla logica dell&#8217;innovazione e dei nuovi modelli di business, ha potuto gestire in maniera diversa, ma efficace, la propria attività, pensando che in un futuro prossimo (ci si augura quanto prima) di poter così ampliare il proprio modello di business. La logica dell&#8217;Innovation e dell&#8217;Open Innovation come pensiero e approccio al business ci ha insegnato che s deve sempre guardare oltre e che, con l&#8217;inserimento di nuove tecnologie si possono aprire nuovi modelli.</p>
<p>Queste frasi non ci sono assolutamente estranee, sono anni che se ne parla, si fa letteratura, formazione e approfondimenti, ma la pandemia ci ha messo davanti ad un aspetto cruciale: la necessità di farlo.</p>
<h2>Digitalizzare le imprese: un percorso di consapevolezza</h2>
<p>Qualche giorno fa ho condiviso un post sulla mia pagina Facebook dove raccoglievo in 3 visual gli aspetti chiave da tenere a mente (se vi va seguite la mia pagina<a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager"> https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager</a>) perché spesso nella consulenze e durante la formazione le imprese si aspettano il &#8220;tutto e subito&#8221; grazie all&#8217;inserimento di uno strumento tecnologico nuovo.</p>
<p>Digitalizzare le imprese significa darsi un&#8217;opportunità, scegliere di crescere, sperimentare, migliorare le performance, rendere più efficienti i processi e impattare in maniera importante con una serie di ricadute. Tutto vero, ma con una visione a medio-lungo termine. Digitalizzare significa ridisegnare i processi, nuove strategie, l&#8217;inserimento di una tecnologia nuova con l&#8217;obiettivo di migliorare; ma attenzione che per essere davvero efficace deve avere come tutti i progetti vincenti, una visione, un piano dettagliato, consapevolezza e la responsabilizzazione delle figure strategiche.</p>
<p>Spesso si assiste ad una &#8220;improvvisazione&#8221; (passatemi il termine) delle competenze. Perché si è comunicato il digitale si pensa di essere esperti di digitale anche a livello di Business. Attenzione che parliamo di responsabilità e consapevolezza nelle scelte, nella visione, nella strategia e nelle azioni che devono essere realizzate da persone competenti (opportunamente formate/aggiornate) e, infine, nella capacità di distribuire le informazioni in maniera capillare sia internamente che verso l&#8217;esterno.</p>
<p>Si parte dunque come sempre da consapevolezza e responsabilità che devono stare alla base della comunicazione che promuove il digitale. Consapevoli delle potenzialità, ma anche delle aree di miglioramento a livello di competenze, di strategie, di strumenti, di gestione e coordinamento.</p>
<blockquote><p>La digitalizzazione è una grade opportunità per le imprese, soprattutto in ambito italiano, dove, dati alla mano, abbiamo sicuramente molta strada da fare. Pertanto il consiglio è partire da consulenze e formazione personalizzata che permette di avere un quadro preciso, una visione, delle tappe di lavoro e tutto ciò che è necessario per il raggiungimento degli obiettivi.</p></blockquote>
<h3>Promuovere la digitalizzazione significa chiarezza e educazione digitale</h3>
<p>Da sempre promuovo un tipo di comunicazione consapevole e responsabile, ma soprattutto trasparente, che mostra in maniera precisa la situazione. Un &#8220;qui e ora&#8221; all&#8217;interno di un percorso che si può intraprendere e che può offrire grandissime opportunità se gestito in maniera responsabile. Responsabilità significa informarsi sui costi per la preparazione al cambiamento: competenze, team, strumenti, strategia, azioni. Consapevolezza significa: avere chiaro ciò che serve, chi lo deve fare, come lo deve fare e in quanto tempo si può arrivare alla prima tappa, poi alla seconda e così via.</p>
<blockquote><p>Uno degli errori ai quali si assiste è l&#8217;incapacità di gestire il cambiamento a livello di team. Con la digitalizzazione si ripensa a tutto, si ridisegnano processi, strategie, azioni, mansioni, competenze e dunque se tutto questo complesso meccanismo non viene affrontato a monte e se le persone non vengono preparate al #faresquadra si rischia di vanificare gli sforzi. Al contrario, se tutto viene seguito con una regia consapevole, i risultati non tarderanno, soprattutto se accompagnati da una comunicazione coerente.</p></blockquote>
<h3>Perché la digitalizzazione è strategica per la ripartenza?</h3>
<p>Se pensate che digitalizzazione sia solo dematerializzazione dei documenti avete sbagliato approccio. Digitalizzazione significa &#8220;rivoluzione di pensiero&#8221; prima di tutto. Un approccio completamente nuovo al business che offre grandi opportunità. Significa aprirsi al nuovo e rimanere aperti al nuovo ovvero alle opportunità che il digitale ci offre.  Ed è proprio per queste grandissime opportunità che possiamo ripartire con consapevolezza, responsabilità e trasparenza costruendo le migliore connessioni tra le persone, il business e il digitale.</p>
<blockquote><p>Lo state leggendo da chi lavora in questo settore da oltre venti anni, da chi se ne è innamorata fin da subito ancora studentessa, da chi ogni giorno fa consulenza, formazione e docenze accademiche su questi aspetti per costruire/migliorare/aggiornare le competenze; e da chi lo eroga come servizio da oltre venti anni con Netlife s.r.l. Ma soprattutto lo state leggendo da chi sogna quello che si potrebbe fare domani con il digitale e che ogni giorno è affascinata dal pensiero dei grandi visionari &#8230; (e chi mi conosce sa quanto indietro nei secoli ;-))</p></blockquote>
<h4>Ti lascio qui un memo che condivido nelle consulenze e nella formazione:</h4>
<ul>
<li>Parti da un aspetto preciso e allarga &#8211;  non cercare di fare tutto insieme e subito, rischi di farti sovrastare dallo stress</li>
<li>Ricordati di prepararti e &#8220;preparare&#8221; la squadra al cambiamento &#8211; sradicare le abitudini non è mai semplice. Preparatevi ad affrontarlo con consapevolezza e responsabilità e soprattutto con un deciso #faresquadra</li>
<li>Imparate ad aprire la mente e a farne una mission l&#8217;Open Innovation fa bene anche allo spirito 😉</li>
<li>Sviluppate le nuove competenze necessarie. E&#8217; l&#8217;occasione per mappare tutte le competenze aziendali e per valorizzare i talenti</li>
<li>Tutto è interconnesso, quindi cercate di sfruttare appieno anche questa opportunità per migliorare</li>
<li>Analizzate la situazione punto per punto, valutate sia l&#8217;aspetto economico che l&#8217;impatto sulla comunità aziendale e su tutto l&#8217;ecosistema e datevi degli step a medio-lungo termine consapevoli; fate interviste, dialogate, confrontatevi</li>
<li>E adesso buona trasformazione!</li>
</ul><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/digitalizzare-le-imprese-cosa-significa/">Digitalizzare le imprese, cosa significa? Perché è strategico per la ripartenza?</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2878</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Relazionalità semplificata, chattiamo? No, dialoghiamo con gli adolescenti</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/relazionalita-semplificata-chattiamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=relazionalita-semplificata-chattiamo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 10:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmente connessi]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze digitali]]></category>
		<category><![CDATA[relazionalità]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni significative]]></category>
		<category><![CDATA[società connessa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2869</guid>

					<description><![CDATA[<p>Relazionalità semplificata Relazionalità semplificata, meno faticosa, più diretta ed estesa. Quali insidie si nascondo dietro al chattare? Perché il dialogo è impegnativo? Un viaggio alla scoperta degli adolescenti e di quanto sia importante l&#8217;educazione digitale. Partiamo dai dati: Smartphone e dipendenza, nella pandemia peggiora la dipendenza dei giovanissimi. “Il 79% di ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni attiva il telefono anche 120 volte, dedicando più di quattro ore al giorno, 120 ore al mese”. fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/&#8230;/smartphone&#8230;/6031308/ Inizia un viaggio di scoperta e di consapevolezza delle emozioni Mi ritrovo in una stanza piena di adolescenti, e dopo il primo quarto d&#8217;ora abbiamo</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/relazionalita-semplificata-chattiamo/">Relazionalità semplificata, chattiamo? No, dialoghiamo con gli adolescenti</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Relazionalità semplificata</h2>
<p>Relazionalità semplificata, meno faticosa, più diretta ed estesa. Quali insidie si nascondo dietro al chattare? Perché il dialogo è impegnativo? Un viaggio alla scoperta degli adolescenti e di quanto sia importante l&#8217;educazione digitale.</p>
<blockquote><p>Partiamo dai dati: <span style="font-size: 1rem;">Smartphone e dipendenza, nella pandemia peggiora la dipendenza dei giovanissimi. </span><strong style="font-size: 1rem;">“Il 79% di ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni attiva il telefono anche 120 volte, dedicando più di quattro ore al giorno, 120 ore al mese”. </strong><a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl py34i1dx gpro0wi8" style="font-size: 1rem;" tabindex="0" role="link" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/16/smartphone-il-covid-peggiora-la-dipendenza-dei-giovanissimi-dal-lockdown-aumentate-le-segnalazioni-alcuni-dormono-in-streaming/6031308/?fbclid=IwAR2pOjyKvFHUTKMJLrDDrM_VBORNA2O7feO-7_Us41Un5e6PPnDIJy2VkyE" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/&#8230;/smartphone&#8230;/6031308/</a></p></blockquote>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2873 " src="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=475%2C474&#038;ssl=1" alt="Dipendenze digitali - Relazionalità semplificata per gli adolescenti di Francesca Anzalone" width="475" height="474" srcset="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?w=1080&amp;ssl=1 1080w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=640%2C640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=600%2C600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=75%2C75&amp;ssl=1 75w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/dipendenze-digitali.png?resize=50%2C50&amp;ssl=1 50w" sizes="(max-width: 475px) 100vw, 475px" /></a></p>
<h4>Inizia un viaggio di scoperta e di consapevolezza delle emozioni</h4>
<p>Mi ritrovo in una stanza piena di adolescenti, e dopo il primo quarto d&#8217;ora abbiamo rotto il ghiaccio e stiamo parlando di tante cose. I nostri discorsi spaziano dal come ti vedi tra cinque anni, a come si aumentano i follower su Instagram. Sorrido, le sedie si avvicinano sempre più, il cerchio diventa più stretto, unito. Comprendo che mi stanno includendo nel loro mondo, che mi stanno iniziando ad accettare e a non vedere più come la &#8220;grande&#8221;. Poi Paolo se ne esce con &#8220;sembri uno di noi! &#8220;. Sorrido, mi rende felice, è un gran bel complimento. Prima l&#8217;educazione digitale si poteva fare in presenza e, onestamente, ne ho molta nostalgia.</p>
<blockquote><p>Non si può piacere a tutti e non si deve piacere a tutti. Ognuno deve ascoltarsi e comprendere le proprie emozioni. E&#8217; solo da ascolto e consapevolezza delle proprie emozioni che si possono costruire relazioni significative.</p></blockquote>
<p>Finiamo a parlare del mio lavoro, della comunicazione, delle crisi mediatiche, dei problemi che si possono avere con il web, ma anche di come ci sia finzione, Giorgia allora mi dice &#8220;Guarda il profilo di X, secondo te è bella?&#8221;, Vittoria mi chiede di guardare il profilo di Y e poi irritata esclama &#8220;Come fa ad avere più follower di me, è una sfigata!&#8221; e Paolo prosegue &#8220;Perché nessuno mi fila? faccio un sacco di video interessanti!&#8221;. Poi la frase fatidica: Francesca ci insegni a diventare famosi su Instagram? Cavolo guarda quanti follower hai sui social!</p>
<blockquote><p>Filtri, makeup che cambia la fisionomia, bisogno di attenzione, sentirsi superiori, fama, &#8230; sono davvero temi che andrebbero affrontati attraverso un dialogo costante. Spesso gli adolescenti si trovano davanti a contenuti digitali senza avere gli strumenti per comprenderli appieno. Non possiamo lasciarli solo a interpretare un qualcosa di cui non possiedono gli strumenti.  Per non parlare della differenza tra chattare e dialogare e soprattutto dell&#8217;impegno e della differenza di energie necessarie tra il primo e il secondo caso. Chi gli ricorda quanto sia impegnativo affrontare temi come il rapporto con il proprio corpo, l&#8217;accettazione di sé, la comprensione delle emozioni, magari seduti e guardandosi negli occhi, senza interruzioni di sorta?</p></blockquote>
<h4>Relazionalità semplificata vs connessioni significative</h4>
<p>Allora definitemi cosa significa per voi avere follower, proseguo decisa a voler arrivare a parlare di relazioni significative e dell&#8217;importanza del dialogo. Inizia la &#8220;corsa alle risposte migliori&#8221; che poi di migliore non c&#8217;è nulla, tutto è migliore: è il vostro pensiero. E risposta dopo risposta arriviamo ad un concetto importante: <strong>perché avete bisogno di follower?</strong> Ed ecco la fatidica risposta: creano reputazione.</p>
<p>#Consapevolmenteconnessi significa creare con consapevolezza, responsabilità relazioni significative, ovvero quelle in grado di aiutarci a migliorare, come l&#8217;amico, il compagno di squadra, il compagno di classe che ci aiuta a migliorare in una materia. Abbiamo tante relazioni oggi, possiamo allargare il numero di amici, <strong>ma siamo sicuri di non perdere il valore dell&#8217;amicizia, quello profondo? Non stiamo semplificando i concetti, i valori e anche le relazioni stesse?</strong> So che sto rischiando di tornare a sembrare grande, ma il mio ruolo in questo momento è generare consapevolezza e rendere questi giovani più responsabili delle loro azioni soprattutto attraverso l&#8217;uso del digitale.</p>
<h4>L&#8217;ascolto attivo è quasi un trucco di magia</h4>
<p>Penso alla migliore strategia per conquistare la loro attenzione:<strong><em> lo sapete che conosco un trucco per capire se mentre chatto con qualcuno questo sta chattando anche con altri?</em></strong> E&#8217; una frase che ho lasciato scivolare facendo finta di guardare le mie unghie stranamente smaltate. Alzo lentamente la testa per cogliere qualche sfumatura e vedo 40 paia di occhi incollati su di me. Sorrido. Faccio finta di nulla, proseguo nel guardarmi le mani e percepisco la loro sete di sapere &#8220;un trucco&#8221;. Paolo non resiste &#8220;Ma un trucco tipo quello che ti fa cambiare livello?&#8221;. Confermo. E mentre sto per iniziare a spiegare Matteo che era stato in silenzio fino a quel momento mi guarda quasi con terrore e pronuncia il suo &#8220;Davvero?&#8221;. &#8220;Beh che problemi hai tu, che chatti con migliaia di ragazze?&#8221; interviene subito Paolo e allora colgo l&#8217;occasione &#8220;forse è per questo che vuole sapere, non pensava che qualcuno potesse accorgersi&#8221;.  Così arriviamo al tema centrale.</p>
<h2>Relazionalità semplificata, chattiamo? No, dialoghiamo con gli adolescenti</h2>
<p>Oggi relazione significa numero di contatti: nella rubrica, nei social, nelle App. Significa collezionare chat e mostrarle, significa poter conversare con più persone contemporaneamente semplificando qualsiasi &#8220;conversazione&#8221;. Devo dire una cosa a più persone? Creo un messaggio e lo copio-incollo a N. oppure creo un gruppo e lo invio direttamente senza pormi domande se le persone sono felici di essere inserite in questo gruppo. &#8220;Per me è più semplice, veloce&#8221; dunque lo faccio. <strong>Il punto su cui riflettere qui è che stiamo mettendo un io al centro e non l&#8217;altro., al quale dovremmo dedicare attenzione. C&#8217;è disequilibrio.</strong></p>
<p>Chattare significa semplificare, risparmiare tempo, &#8230; in ogni attività, anche quando si fa la spesa. &#8220;Mandami un WA con la lista&#8221;, facile, veloce, ma implica che uno ha una responsabilità, ma l&#8217;altro non solo esegue semplicemente, ma non contribuisce alla &#8220;creazione di cosa si farà, non partecipa&#8221;. E di conseguenza, non dovrebbe poi criticare le scelte. Ancora una volta c&#8217;è un disequilibrio.</p>
<h4>La chat come difesa dalle nostre vulnerabilità</h4>
<p>Oggi via chat si chiede tutto con estrema semplicità dal flirtiamo, ci mettiamo insieme, facciamo sesso,  all&#8217;indagine sulle cose più intime e private, quasi fosse un&#8217;intervista. <strong>Si salta il coinvolgimento emozionale, diventa informazione. </strong>Tutto è facile, tutto è semplice, tutto è diretto. Si passa dal parlare di un viaggio, di una canzone, a cosa ti piace fare a letto o ancor peggio cosa sei brava a fare a letto. <strong>Si tende ad eliminare rischi di perdita di tempo, delusione, a favore di un io che non vuole perdere tempo, accorcia le distanze prima, elimina la parte &#8220;emotiva&#8221;, o meglio non necessita di competenze emotive. </strong>Sappiamo già dove vogliamo arrivare dunque non c&#8217;è bisogno di strategie per raggiungere il momento desiderato.</p>
<p>Ma il punto è che in una conversazione in presenza, in un dialogo conoscitivo o di presentazione, non medito dal digitale, ciò che emerge è la completa mancanza di competenze relazionali e di empatia. Sempre più spesso si assiste ad imbarazzo, a non sapere cosa chiedere e come chiederlo.</p>
<p>Per costruire competenze dobbiamo farle sperimentare, sta a noi mettere le basi del dialogo, del guardare negli occhi, della pacca sulla spalla quando serve e dello stringersi la mano per salutarci a volte per sempre (questo lo faremo appena sarà possibile). <strong>Ciò che diventa fondamentale è creare le situazioni ottimali per fare sperimentare le competenze emotive necessarie.  </strong></p>
<h5 style="text-align: center;">Quante ore al giorno vengono dedicate al dialogo?</h5>
<h3>Dialogo e esempio positivo</h3>
<p>Ancora una volta ciò che dobbiamo portare avanti è l&#8217;educazione attraverso l&#8217;esempio. Dobbiamo dialogare, dobbiamo confrontarci, ma soprattutto dobbiamo dimostrare che esiste la dipendenza digitale e la capacità, invece, di vivere anche senza notifiche. Quando si parla di Digital Detox si parla di regole che siamo in grado di darci nella gestione del digitale e dunque di momenti in cui &#8220;stacchiamo&#8221;.</p>
<p>Ti lascio con qualche spunto di azioni e attività che hanno fatto bene a me, ai miei cari e ai miei clienti:</p>
<ul>
<li>Quando scrivo contenuti, studio o mi aggiorno e  nel mio time scheduling ho delle attività che necessitano di concentrazione metto il telefono in &#8220;non disturbare&#8221; (utilizzo blocchi da 60 minuti)</li>
<li>Quando sono da un cliente metto il telefono in &#8220;non disturbare&#8221; (generalmente un incontro dura tra i 45-50 minuti)</li>
<li>Sfrutto appieno le modalità di programmazione reiterate del telefono: orario di impostazione &#8220;non disturbare&#8221; sia in settimana che nel week end. Lo smartphone rimane in un punto della casa e non mi segue ovunque.</li>
<li>Nella pausa pranzo &#8220;non disturbare&#8221; e alla fine dell&#8217;orario di lavoro &#8220;non disturbare&#8221;.  Lo smartphone rimane in un punto della casa e non mi segue ovunque.</li>
<li>Quando ho il telefono con me è sempre in modalità vibrazione.</li>
<li>Ho sempre impostati e personalizzati i numeri prioritari per i quali il telefono continua ad avere notifiche sonore, perché so essere importanti.</li>
<li>La programmazione dei &#8220;Non disturbare&#8221; non lascia mai scoperte le attività principali e le possibili emergenze grazie alle chiamate ripetute. Se da un numero arrivano più chiamate, il numero si sblocca (ipoteticamente si tratta di un&#8217;emergenza)</li>
</ul>
<p>&#8220;Non mi porto il telefono&#8221;, &#8220;Lascio qui il telefono&#8221;, &#8220;Non mi serve il telefono per questa ora insieme&#8221; sono frasi che aumentano la consapevolezza sulle necessità o meno dello strumento per un determinato periodo di tempo. &#8220;Ciao, stavo pranzando. Adesso hai tutta la mia attenzione&#8221;, &#8220;Ciao, stavo scrivendo un pezzo sui trend; ora hai la mia completa attenzione, dimmi pure&#8221; sono frasi che hanno &#8220;educato&#8221; i clienti a comprendere il rispetto dell&#8217;orario e a migliorare la consapevolezza anche delle attività. Nessuno predilige un cliente ad un altro, si tratta &#8220;solo&#8221; di &#8220;organizzazione del tempo in attività&#8221;. Ovviamente l&#8217;agenda ha sempre l&#8217;alternanza di un&#8217;ora di off e un&#8217;ora di disponibilità. Si tratta di spunti che possono essere adattati alle singole attività e in base alla tipologia di lavoro che si svolge. La linea guida è per dare il buon esempio agli adolescenti con cui si vive 😉</p>
<p>Ed eccoci qui, pronti a trasformare una relazionalità semplificata in uno straordiario dialogo che &#8230; chissà dove ci porterà!</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/relazionalita-semplificata-chattiamo/">Relazionalità semplificata, chattiamo? No, dialoghiamo con gli adolescenti</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2869</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La felicità è un modo di essere, da comunicare nella maniera migliore</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/la-felicita-e-un-modo-di-essere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-felicita-e-un-modo-di-essere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 10:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[connessioni significative]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescaanzalone.it/?p=2863</guid>

					<description><![CDATA[<p>La felicità è un modo di essere, da comunicare nella maniera migliore. La felicità è un modo di essere. L&#8217;ho imparato con gli anni, soprattutto negli ultimi nove anni, quando ho deciso di iniziare il mio percorso di crescita personale. Già, perché si tratta sempre di decidere  e dunque scegliere con consapevolezza il quando, il come e il perché farlo. Se hai pensato di intraprendere il tuo percorso di crescita personale sappi che dovrai essere determinato, disciplinato e pronto ad affrontare un grande cambiamento. A come Accettazione Il tuo nuovo dizionario partirà con la lettera A di accettazione. Sì, dovrai accettare tutto ciò che vedrai,</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-felicita-e-un-modo-di-essere/">La felicità è un modo di essere, da comunicare nella maniera migliore</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La felicità è un modo di essere, da comunicare nella maniera migliore.</h2>
<blockquote><p>La felicità è un modo di essere. L&#8217;ho imparato con gli anni, soprattutto negli ultimi nove anni, quando ho deciso di iniziare il mio percorso di crescita personale. Già, perché si tratta sempre di decidere  e dunque scegliere con consapevolezza il quando, il come e il perché farlo.</p></blockquote>
<p>Se hai pensato di intraprendere il tuo percorso di crescita personale sappi che dovrai essere determinato, disciplinato e pronto ad affrontare un grande cambiamento.</p>
<h4>A come Accettazione</h4>
<p><strong>Il tuo nuovo dizionario partirà con la lettera A di accettazione</strong>. Sì, dovrai accettare tutto ciò che vedrai, ascolterai e dovrai affrontarlo con consapevolezza e responsabilità. Dovrai essere pronto ad accettare di lasciare andare, di togliere e di aggiungere, ma soprattutto di correggere ciò che in questo momento ostacola la tua crescita. Ciò che scrivo non è per nulla facile per me, ma ho compreso che ha aiutato molte persone a me vicine. Aprirsi significa dare fiducia e affidarsi sia in ambito personale che in ambito professionale.</p>
<p>Ho compreso con gli anni che la qualità della vita è fondamentale, cosa scegli di essere, come e perché e soprattutto chi scegli di avere accanto e come impegnarti perché le connessioni generino costantemente energia. Questo vale nella vita e dunque per la famiglia, gli amici, i colleghi e i clienti che scegli.</p>
<h2>La felicità è un modo di essere #consapevolmenteconnessi</h2>
<p>Oggi, dopo nove anni di lavoro su me stessa, e soprattutto come inizio del mio 2021 ti posso dire che la felicità è un modo di essere, non si insegue, ma la si trova nella nostra vita quotidiana. Spesso si è più concentrati ad inseguire qualcosa piuttosto che assaporare le cose belle che abbiamo, e di cui non ci rendiamo conto.</p>
<p>Prima di avere mia figlia, quattordici anni fa, capitava anche a me. Ero più concentrata a inseguire i miei obiettivi che a godermi le piccole /grandi cose che accadono ogni giorno. Sia chiaro, non è sbagliato inseguire i propri obiettivi, anzi! è importante averne e essere determinati a raggiungerli, ma non deve essere l&#8217;unica cosa. Altrimenti saremo incompleti e penseremo che stiamo solo investendo tempo, facendo rinunce. Ciò che invece dobbiamo creare nella nostra vita è equilibrio.  Come?  Con consapevolezza, attraverso l&#8217;affermazione delle belle cose che ci rendono felici, orgogliosi e grati durante la giornata, ogni giornata della nostra vita.</p>
<h4>C come Centratura</h4>
<p>Altro ingrediente fondamentale è: <strong>riconoscere che al centro del nostro equilibrio ci siamo noi.</strong> Per generare equilibrio o come si dice per centrarci, dobbiamo imparare a comprendere che il soggetto siamo noi. La crescita personale parte da questo punto e ti posso assicurare per esperienza che comprendere che noi non siamo stati il centro della nostra crescita è &#8220;impegnativo&#8221;.</p>
<p>Se tu non sei il centro, allora hai tante cose da correggere, e quando dico tante dico veramente un numero incredibile di variabili tutte interconnesse. Niente paura! Ci puoi riuscire, ma, come ti dicevo prima con determinazione, disciplina e pronto ad affrontare un grande cambiamento. E cambiamento significa &#8220;sentirti completamente disequilibrato&#8221;. Ora il lato positivo è che quel disequilibrio è il cambiamento che sta prendendo avvio, e quello che tu pensavi essere un equilibrio, non lo era! E dunque stai lasciando un ostacolo alla tua crescita.</p>
<p>Di questo disequilibrio fanno parte azioni, abitudini, idee, giudizi e persone, dunque sappi che la revisione sarà molto molto impegnativa. Ma la felicità è un modo di essere e dunque la puoi raggiungere allenandoti con convinzione.</p>
<h3>Abbiamo già tutto, iniziamo a rendercene conto</h3>
<p>Il passo successivo è scoprire che abbiamo già tutto ciò di cui necessitiamo, ma attenzione, la delusione è renderci conto che lo avevamo anche prima. Migliorare significa proprio questo: consapevolezza di poterci migliorare, altrimenti saremmo già centrati. Ma sappiamo bene che per mantenere l&#8217;equilibrio bisogna essere consapevoli di doverci bilanciare costantemente.</p>
<p>Adesso arriva la comunicazione, come possiamo comunicarci (siamo noi il centro) che ci sono tante cose che ci rendono felici durante la giornata e non ce ne rendiamo conto? Lo strumento migliore è il diario.</p>
<p>Tengo un diario da quando ho 6 anni, se mi chiedessero qual è l&#8217;oggetto che rappresenta la tua vita? Risponderei proprio questo un diario. E da questi diari ho imparato a riconoscere le mie emozioni, ma soprattutto a conoscere e scoprire la vera me. Il punto è che il diario è un grande supporto, ma poi va riletto, se non si rilegge allora rimane un buon ausilio, ma non uno strumento centrale.</p>
<p><strong>Annotati le cose belle che ti accadono e impara a comunicare attraverso un linguaggio positivo</strong>. Con mia figlia da sempre ho dialogato sulle cose belle della giornata. Mi è servito moltissimo per focalizzarmi sulle cose belle (mie) e per comprendere meglio il suo modo di vivere la sua vita, il suo punto di osservazione e le sue emozioni.  Educarci alle emozioni positive significa renderci conto di quante energie possono renderci migliori nell&#8217;arco della giornate e di quanto le possiamo scambiare attraverso le nostre connessioni.</p>
<h3>Quanto vuoi essere felice oggi? E nella tua vita?</h3>
<p>Una nota nel mio diario riporta sempre &#8220;quanto vuoi essere felice oggi&#8221;? e la mia risposta è &#8220;tanto&#8221;! La felicità è un modo di essere e io questo modo di essere lo voglio fare mio!</p>
<p>Inconsciamente era una frase che riportavo già da adolescente, &#8220;vorrei essere felice ma non ci riesco&#8221;, e questa è la frase nel mio diario del 1989 di febbraio. Purtroppo qualche mese prima avevo perso mio padre e vivevo nel regno dell&#8217;infelicità, nulla era bello attorno a me. Da grande ho compreso che mi focalizzavo sulle emozioni negative, cercavo il brutto, il triste, il dolore e evitavo qualsiasi cosa di bello ci fosse attorno. Un po&#8217; come chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e decidere che buio e silenzio siano il tuo mondo.</p>
<p>Adesso a quella tredicenne direi, fermati a riflettere, so che stai provando un grande dolore, sono qui per ascoltare tutte le emozioni che hai dentro, accoglile, ascoltale, lascia che il dolore esca, che la rabbia che stai provando si sfoghi, che la tempesta prenda avvio e osservala. Mi dispiace che tu abbia pensato che piangere è da codardi, che provare rabbia è sbagliato, che sbattere i pugni non è elegante, che non dire nulla e restare in silenzio davanti a cose che non ti fanno stare bene sia migliore rispetto ad urlare quello che pensi e che stai provando. Annullare le emozioni, stordirle non le elimina, ma le lascia dentro di te. Quelle emozioni un giorno esploderanno e si scaglieranno contro di te in maniera violenta e tu ti ritroverai in mezzo alla tempesta.</p>
<h4>F come Felicità per ciò che siamo</h4>
<p>Piangere fa bene. Sfogarsi fa bene. Rendersi conto che l&#8217;uomo è fatto di razionalità e di emozioni fa bene. Iniziare ad osservarsi e ascoltarsi e scoprirsi fa bene. Ci insegnano a volere scoprire e comprendere gli altri, ma non ci insegnano a farlo prima di tutto con noi stessi, è per questo che spesso le connessioni con gli rischiano di non essere un valore aggiunto, ma un grande ostacolo. <strong>Partiamo con l&#8217;essere felici di ciò che siamo.</strong></p>
<p>E quando mi sono resa conto di avere attorno persone che erano connesse con me in maniera nesta, leale e che si preoccupavano per me per le mie emozioni e i miei sentimenti, ho capito di avere degli amici incredibili. E soprattutto che il mostrarmi il lato bello della vita e viverlo non era mancanza di rispetto nei confronti di chi non c&#8217;era più, ma mostrargli quanto stavo crescendo e dargli motivi di essere orgoglioso di me sempre.</p>
<h3>S come Scelta consapevole</h3>
<p>Felicità è dunque un modo di essere e di affrontare la vita comunicando in maniera onesta, trasparente e leale. Significa darsi fiducia e affidarsi agli altri, alle connessioni significative che creiamo nell&#8217;arco della nostra vita. Non tutte le connessioni saranno significative, non tutte dureranno nel tempo, perché sarà attraverso la consapevolezza che sceglieremo quelle che ci aiutano a migliorare e quelle che sono un ostacolo alla nostra crescita.</p>
<p>Chi genera valore profondo, chi ci regala emozioni positive, lo sentiamo quando stiamo insieme, quando parliamo con loro, quando desideriamo condividere con loro gioie e dolori; chi non crea valore è chi non ci fa sentire bene, che preferisce farci sentire inadeguati, inferiori, che condivide il suo pensiero costantemente, che sottolinea quanto si è sbagliati in ciò che si fa. Sbagliati? Ma come si fa a pensare di essere migliori di altri? Come si può pensare di sapere cosa è giusto o sbagliato nelle emozioni? nei comportamenti? Sbagliati in un cliché, in un format che appartiene forse solo alla persona conforme a quelle regole che lei ha accettato per buone. Ma esistono gli anticonformisti, quelli che hanno scelto altre regole, altre priorità, un altro modo di affrontare le cose e il mondo. E dunque, il punto è questo, chi non accetta, chi non è inclusivo, forse ha bisogno di altri tipi di relazione 😉</p>
<p>La felicità è una scelta, un modo di essere, e, dunque, <strong>la generazione di connessioni significative per quel &#8220;piccolo grande mondo&#8221; e le connessioni significative non hanno spiegazioni, ma solo emozioni che si vivono insieme</strong>. Le connessioni significative sono evoluzione!</p>
<p>C&#8217;è una frase che nelle ultime settimane ha echeggiato nella mia mente &#8220;nella buona e cattiva sorte&#8221; e le mie connessioni hanno esattamente questo: <strong>esserci sempre, a prescindere, nonostante tutto &#8230; in modi diversi, perché si tratta di evoluzione costante.</strong></p>
<p>Se senti il bisogno di  raccontarmi la tua storia con un messaggio, sarò felice di ascoltarti e di tenere per me le tue esperienze.</p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p>
<p>E se hai bisogno di supporto per la tua strategia non esitare a scrivermi: info@netlifesrl.com</p>
<div class="addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom">
<div class="a2a_kit a2a_kit_size_32 addtoany_list" data-a2a-url="https://www.francescaanzalone.it/il-comunicato-stampa-strumento-strategico/" data-a2a-title="Il comunicato stampa come strumento strategico per costruire la reputazione funziona ancora!"></div>
</div><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-felicita-e-un-modo-di-essere/">La felicità è un modo di essere, da comunicare nella maniera migliore</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2863</post-id>	</item>
		<item>
		<title>IL VIDEO &#8211; L&#8217;importanza dell&#8217;ascolto e i danni che genera il non ascoltare ce lo spiega Maura Manca psicologa e psicoterapeuta</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/limportanza-dellascolto-e-i-danni-che-genera-il-non-ascoltare-ce-lo-spiega-maura-manca-psicologa-e-psicoterapeuta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=limportanza-dellascolto-e-i-danni-che-genera-il-non-ascoltare-ce-lo-spiega-maura-manca-psicologa-e-psicoterapeuta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 10:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[allenare l'ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolmente connessi]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaanzalone.it/?p=2783</guid>

					<description><![CDATA[<p>Maura Manca psicologa e psicoterapeuta, Presidente dell&#8217;Osservatorio Nazionale Adolescenza, Direttrice Reponsabile della rivista online www.adolescienza.it oggi in consapevolmente connessi ci ha aiutati a riflettere sull&#8217;importanza dell&#8217;ascolto e dei  danni che genera il non ascoltare. Senza ascolto non c&#8217;è relazione, e neppure comunicazione. Qui il video integrale. &#160;</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/limportanza-dellascolto-e-i-danni-che-genera-il-non-ascoltare-ce-lo-spiega-maura-manca-psicologa-e-psicoterapeuta/">IL VIDEO – L’importanza dell’ascolto e i danni che genera il non ascoltare ce lo spiega Maura Manca psicologa e psicoterapeuta</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maura Manca psicologa e psicoterapeuta, Presidente dell&#8217;Osservatorio Nazionale Adolescenza, Direttrice Reponsabile della rivista online www.adolescienza.it oggi in consapevolmente connessi ci ha aiutati a riflettere sull&#8217;importanza dell&#8217;ascolto e dei  danni che genera il non ascoltare. Senza ascolto non c&#8217;è relazione, e neppure comunicazione.</p>
<p>Qui il video integrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FfrancescaanzalonePRmanager%2Fvideos%2F485998795669000%2F&amp;show_text=true&amp;width=560" width="560" height="429" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/limportanza-dellascolto-e-i-danni-che-genera-il-non-ascoltare-ce-lo-spiega-maura-manca-psicologa-e-psicoterapeuta/">IL VIDEO – L’importanza dell’ascolto e i danni che genera il non ascoltare ce lo spiega Maura Manca psicologa e psicoterapeuta</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2783</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Professione PR Manager, il dietro le quinte di una scelta</title>
		<link>https://www.francescaanzalone.it/professione-pr-manager-il-dietro-le-quinte-di-una-scelta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=professione-pr-manager-il-dietro-le-quinte-di-una-scelta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 08:28:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[DOCENTE ACCADEMICA]]></category>
		<category><![CDATA[FORMATRICE]]></category>
		<category><![CDATA[auto controllo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi mediatica]]></category>
		<category><![CDATA[gestione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[PR Manager]]></category>
		<category><![CDATA[tassonomia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaanzalone.it/?p=2722</guid>

					<description><![CDATA[<p>Professione PR Manager, ovvero Manager delle Pubbliche Relazioni. Una professione sempre più strategica oggi, che richiede competenze ampie ed articolate sia nell&#8217;offline che nell&#8217;online e che necessita di capacità di coordinamento, progettazione e programmazione; ma soprattutto la capacità di saper tutelare la reputazione di un&#8217;azienda, un brand, un personaggio pubblico, un prodotto, un servizio, un progetto. La caratteristica principale di un PR Manager oggi è la capacità di auto controllo. Consapevolezza delle emozioni e della loro gestione come aspetto principale per garantire tempestività, scelte efficaci, e risoluzione delle criticità con un approccio pro attivo. Dall&#8217;offline all&#8217;online ci troviamo quotidianamente a dover affrontare delle situazioni &#8220;di</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/professione-pr-manager-il-dietro-le-quinte-di-una-scelta/">Professione PR Manager, il dietro le quinte di una scelta</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Professione PR Manager, ovvero <strong>Manager delle Pubbliche Relazioni</strong>. Una professione sempre più strategica oggi, che richiede competenze ampie ed articolate sia nell&#8217;offline che nell&#8217;online e che necessita di capacità di coordinamento, progettazione e programmazione; ma soprattutto la capacità di <strong>saper tutelare la reputazione</strong> di un&#8217;azienda, un brand, un personaggio pubblico, un prodotto, un servizio, un progetto.</p>
<blockquote><p>La caratteristica principale di un PR Manager oggi è la capacità di auto controllo. Consapevolezza delle emozioni e della loro gestione come aspetto principale per garantire tempestività, scelte efficaci, e risoluzione delle criticità con un approccio pro attivo.</p></blockquote>
<p>Dall&#8217;offline all&#8217;online ci troviamo quotidianamente a dover affrontare delle situazioni &#8220;di criticità&#8221; che non significa per forza una vera e propria crisi mediatica (anche se è una delle specializzazioni che ho scelto e che mi permette di lavorare accanto ad altri PR Manager come consulente e formatore), ma anche ad un momento di difficoltà dell&#8217;oratore prescelto dall&#8217;azienda che esce dagli argomenti concordati e rischia di portare un suo pensiero nell&#8217;identità Corporate. Questo non significa che si deve obbligare la spoke person a &#8220;privarsi della propria identità&#8221; ma significa <strong>educarla alla percezione da parte del pubblico</strong>. Il tema della percezione è fondamentale per la consapevolezza della reputazione e più la figura è strategica e più si rischia che il pensiero del singolo venga poi attribuito all&#8217;azienda o al brand.</p>
<blockquote><p>La scelta delle parole non è un&#8217;attività causale, né tantomeno semplice oggi. Così come la scelta di un&#8217;immagine che può poi diventare un prodotto, una pubblicità o altro. I backlash ne sono un esempio chiave, così come i greenwash, così come gli epicfail tutti risultati negativi di scelte generate dalla mancanza di una consapevolezza di fondo: la specializzazione.</p></blockquote>
<p>Il PR Manager non è un tuttologo, ma un <strong>esperto</strong> che conosce perfettamente lo scenario in cui si inserisce e dunque oggi conosce opportunità e rischi e ha il ruolo di coordinamento, progettazione e programmazione. Costruisce la comunicazione, identifica i valori, i punti di forza e i punti di debolezza che possono impattare sulla percezione da parte del pubblico e su questi costruisce, insieme al proprio team specializzato, la strategia migliore per la promozione e valorizzazione.</p>
<blockquote><p>Lavorare innanzitutto sulla tutela e poi sulla promozione e valorizzazione. Oggi i rischi sono talmente elevati, soprattutto online e attraverso i social che è fondamentale investire energie e risorse nella tutela. Stiamo parlando di Capitale Reputazionale che se intaccato, va ad impattare pesantemente sull&#8217;asset economico.</p></blockquote>
<p>Non è una professione che si improvvisa, e non è un job title che si può usare &#8220;per fare colpo&#8221;, soprattutto se non si ha una grande esperienza nel coordinamento di altre figure professionali, degli strumenti del digitale e soprattutto consapevolezza del mercato in ambito economico, nelle dinamiche, nella conoscenza delle relazioni che intercorrono. Insomma <strong>è fondamentale conoscere concretamente ciò che avviene all&#8217;interno del mercato in tutte le sue caratteristiche.</strong></p>
<blockquote><p>E&#8217; sicuramente una scelta che va ponderata bene. La mia per esempio è una scelta consapevole che corrisponde alla mia crescita personale. <strong>E&#8217; per questo che amo follemente il mio lavoro! Ed ogni passo mi ricorda perché lo faccio.</strong></p>
<p>Ho deciso di fare questa professione ventitré anni fa per crescere non solo a livello di competenze ma anche per superare i miei limiti. Sapevo che volevo lavorare nella comunicazione da sempre: la scrittura, le immagini e i suoni sono la mia essenza, ma partivo con l&#8217;essere una bambina molto timida e riservata che scriveva e fotografava moltissimo ma poi chiudeva con dei nastri tutto in un armadio. Amavo le lingue straniere, adoravo leggere i giornali e riflettere sugli articoli; divoravo libri ma non era assolutamente facile per me confrontarmi verso l&#8217;esterno, anche se mi sarebbe piaciuto moltissimo. Il mio interlocutore ideale era mio padre: colto, profondo, sensibile e con importanti esperienze alle spalle. Il primo scoglio più grande fu il &#8220;pen friend inglese!&#8221;, ma non per la stesura di lettere cariche di positività e di inclusione, e neppure per la lingua; ma per il fatto che imbucandola, ero certa l&#8217;avrebbe letta un &#8220;estraneo&#8221;. I limiti si possono conoscere solo affrontando le proprie paure e così con una valigia, tanta determinazione e il coraggio trattenuto a forza nella mia mano serrata ho iniziato il mio viaggio &#8220;oltre i miei limiti&#8221; e oggi lo definisco il più grande regalo che mi sono fatta, naturalmente insieme alla nascita di Violante.</p></blockquote><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/professione-pr-manager-il-dietro-le-quinte-di-una-scelta/">Professione PR Manager, il dietro le quinte di una scelta</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2722</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
