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	<title>Comunicazione consapevole e responsabile - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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	<title>Comunicazione consapevole e responsabile - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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		<title>Ricerca applicata: 25 anni di innovazione, comunicazione e formazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 07:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CREARE CULTURA DIGITALE E DELLA COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITA']]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>25 anni di ricerca applicata: innovazione, comunicazione e formazione in una visione complementare e omnicanale Sono convinta che il mondo abbia bisogno di comunicazione che unisce e non che ferisce; di parole scelte che accompagnano il business in maniera responsabile sia verso il profitto che verso il bene della collettività.  Serve ascolto attivo, senso di appartenenza e voglia di costruire attivamente e non di fare rumore per la propria vanità. Abbiamo bisogno di fiducia e di verità, anche dietro al business. Ed è questa la base di partenza sulla quale costruire la nuova comunicazione. Si tratta di un’urgenza sociale dichiarata a causa di comunicazioni fatte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>25 anni di ricerca applicata: innovazione, comunicazione e formazione in una visione complementare e omnicanale</h2>
<p class="p1">Sono convinta che il mondo abbia bisogno di comunicazione che unisce e non che ferisce; di parole scelte che accompagnano il business in maniera responsabile sia verso il profitto che verso il bene della collettività.<span class="Apple-converted-space">  </span>Serve ascolto attivo, senso di appartenenza e voglia di costruire attivamente e non di fare rumore per la propria vanità.</p>
<p class="p1"><strong>Abbiamo bisogno di fiducia e di verità, anche dietro al business</strong>. Ed è questa la base di partenza sulla quale<strong> costruire la nuova comunicazione</strong>.</p>
<p class="p1">Si tratta di un’urgenza sociale dichiarata a causa di comunicazioni fatte di rumori, mezze verità, narrazioni tossiche che invece di unire creano discriminazioni, alienano. Perché inclusività non è il politicamente corretto, è desiderare di costruire un ambiente connesso a livello emozionale, valoriale e di obiettivi comuni.</p>
<p class="p1">Pensiamo ad esempio all’agenda 2030, non una check List a cui affiancare una spunta, ma l’opportunità di non distruggere il pianeta. Viviamo su questo pianeta, e troppo spesso ci dimentichiamo di prendercene cura, non solo a livello di ambiente, ma di relazioni, rispetto, senso civico e costruzione. <em>Quale contributo stiamo dando?</em> Una domanda scomoda per molti, alla quale dovremmo invece rispondere quotidianamente.</p>
<p class="p1"><em>Come trasformiamo gli obiettivi dell’Agenda 2030 ONU in azioni concrete?</em> La risposta è nella comunicazione che usiamo per raccontarli, condividerli, e soprattutto attuarli. Perché ricordiamolo, ogni obiettivo ha bisogno di un linguaggio consapevole e responsabile che unisce e non divide (dalla lotta alle disuguaglianze alla parità di genere); narrazioni che ispirano comportamenti sostenibili, perché non sono le parole usate (spesso usate senza azioni concrete), ma il fare sentire le persone parte di una missione. Impegnarsi sempre più nella diffusione di una cultura della trasparenza, trasformare gli obiettivi da strumenti di marketing a dati concreti dimostrabili.</p>
<h3 class="p1">La mia missione?</h3>
<p class="p1">Aiutare le Organizzazioni a costruire una comunicazione autentica, basata su azioni e sulla condivisione di risultati attraverso un linguaggio vivo, quello che arriva alle persone senza troppi tecnicismi (ma fa comprendere come prenderne parte), quello che muove le coscienze (basato su uno storytelling fatto di evidenze), quello che misura l’impatto (ciò che si comunica esiste e si basa su azioni concrete). Una comunicazione etica e digitale basata su un #consapevolmenteconnessi ad ogni livello.</p>
<p class="p1">Parte del cambiamento si basa sulle parole che scegliamo di usare e condividere. E su come vogliamo utilizzare la comunicazione. Perché ricordiamolo la comunicazione può diventare un potente strumento di potere, o un ponte di comprensione a beneficio di una società più equa, più connessa e più coraggiosa nell’affrontare le sfide del cambiamento.</p>
<p class="p1">Il mio metodo di lavoro nasce 25 anni fa, con una grande apertura all’innovazione e alle sue potenzialità non solo strumentali ma di pensiero. E ha visto in questi 25 anni la sua trasformazione e la sua applicazione in Aziende, Multinazionali, Holding, Pubbliche Amministrazioni, Enti, Università, Centri di Ricerca, Associazioni, Fondazioni, Musei, Gallerie, Hotel, e-Commerce, autori, artisti, musicisti, registi. Branding, Corporate Communication, rebranding, posizionamento autorevole, strategie di comunicazione e marketing applicate al digitale, strategie didattiche con l’ausilio della tecnologia per il raggiungimento del successo universitario. Consulenza specializzata, formazione professionalizzante, gestione di crisi e conflitti, comunicazione nelle emergenze e utilizzo consapevole e responsabile dei social media sono stati in questi anni per me azioni concrete, parole scelte, e costruzione di relazioni significative.</p>
<h3 class="p1">Ecco come trasformo questa missione e esperienza per la tua Organizzazione</h3>
<p class="p1">Comunicazione etica, gestione delle crisi e comunicazione istituzionale efficace attraverso un posizionamento autorevole consapevole e responsabile al cui centro la costruzione di relazioni significative.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/ricerca-applicata-25-anni-di-innovazione-comunicazione-e-formazione/">Ricerca applicata: 25 anni di innovazione, comunicazione e formazione</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 09:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamento delle competenze]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità nel mondo digitale è un tema fondamentale. Nel web non basta un click, serve consapevolezza e responsabilità per costruire una reputazione e mantenerla integra nel tempo. Il web è un mondo di opportunità incredibili, che ogni giorno ci presenta nuovi casi di successo, ma anche un terreno minato di rischi e pericoli che innesca, amplifica e travolge con crisi reputazionali. L&#8217;idea che &#8220;sul web si può fare tutto&#8221;, che tutto sia concesso, è un mito da sfatare.  Dietro ogni click, ogni condivisione, ogni commento si nascondono responsabilità legali, etiche e sociali che non possono essere ignorate. Il web non è il Far West:</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La responsabilità nel mondo digitale è un tema fondamentale. Nel web non basta un click, serve consapevolezza e responsabilità per costruire una reputazione e mantenerla integra nel tempo.</p>
<p data-sourcepos="5:1-5:290">Il web è un mondo di opportunità incredibili, che ogni giorno ci presenta nuovi casi di successo, ma anche un terreno minato di rischi e pericoli che innesca, amplifica e travolge con crisi reputazionali. L&#8217;idea che &#8220;sul web si può fare tutto&#8221;, che tutto sia concesso, è un mito da sfatare.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="5:1-5:290"> Dietro ogni click, ogni condivisione, ogni commento si nascondono responsabilità legali, etiche e sociali che non possono essere ignorate.</p>
</blockquote>
<h2 data-sourcepos="7:1-7:28"><strong>Il web non è il Far West: servono consapevolezza e responsabilità</strong></h2>
<blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Pensiamo spesso al web come a un luogo senza regole, dove tutto è permesso. Ma si tratta di un percepito e non della realtà dei fatti. Niente di più sbagliato. Il paradosso è percepire il digitale &#8220;lontano&#8221; dall&#8217;offline e al contempo, percepire nel digitale &#8220;tutto, subito e a distanza di un click&#8221;.</p>
</blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Accorciare le distanze nel digitale non significa potersi appropriare di qualsiasi contenuto, di loghi, di immagini, di fotografie, di temi, con un &#8220;tanto lo fanno già tutti&#8221;.  Il mondo digitale è governato da leggi, regolamenti e codici etici che tutelano i diritti delle persone e delle imprese. Diffondere notizie false, violare il copyright, invadere la privacy sono solo alcuni esempi di comportamenti illeciti che possono avere gravi conseguenze. Così come pensare &#8220;tanto è online&#8221; non significa &#8220;in una galassia lontana lontana&#8221;.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="9:1-9:376">Abbiamo bisogno di una maggiore educazione digitale, ma chi opera in questo ambiente deve conoscerla, deve formarsi e aggiornarsi continuamente per non incorrere in sanzioni (fare un Upskilling costante) e a sua volta, educare i propri clienti. Deve percepire la responsabilità di una comunicazione digitale e con essa un impegno sociale. Sicuramente abbiamo bisogno di una <strong>Cultura della responsabilità digitale</strong>, in cui ogni individuo si senta parte attiva nella costruzione di un web più sicuro e rispettoso.</p>
</blockquote>
<h3 data-sourcepos="11:1-11:33"><strong>La responsabilità individuale etica e sociale</strong></h3>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Ognuno di noi, come singoli individui e come aziende, ha una responsabilità nel creare un web più sicuro e rispettoso.</p>
<blockquote>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Imparare a chiederci se ciò che stiamo condividendo sia corretto nei modi e nei termini è sicuramente l&#8217;inizio di una comunicazione responsabile e consapevole, che pensa a come lo si sta facendo e secondo quali regole e linee guida.</p>
</blockquote>
<p data-sourcepos="13:1-13:136">Questo significa:</p>
<ul data-sourcepos="15:1-19:0">
<li data-sourcepos="15:1-15:79"><strong>Informarsi:</strong> Conoscere le leggi e le normative che regolano l&#8217;uso del web.</li>
<li data-sourcepos="16:1-16:174"><strong>Essere consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni:</strong> Ogni post, ogni commento può avere un impatto significativo sulla reputazione di una persona o di un&#8217;azienda.</li>
<li data-sourcepos="17:1-17:97"><strong>Rispettare gli altri:</strong> Evitare di diffondere contenuti offensivi, discriminatori o violenti. Senza dimenticare il diritto d&#8217;autore, solo per citarne alcuni.</li>
<li data-sourcepos="18:1-19:0"><strong>Proteggere i dati personali:</strong> Trattare i dati personali con la massima cura e rispettare la privacy degli altri.</li>
</ul>
<h3 data-sourcepos="20:1-20:27"><strong>Le sfide per le aziende: la reputazione e l&#8217;impatto sociale</strong></h3>
<p data-sourcepos="22:1-22:239">Le aziende che operano nel mondo digitale devono affrontare sfide ancora maggiori. La reputazione online è un asset fondamentale, e una crisi reputazionale può avere conseguenze devastanti. Ma soprattutto che abbiano rispetto nella gestione dei contenuti, nell&#8217;uso di loghi, marchi, diritto d&#8217;autore, diritti di immagine, ecc. Per questo motivo, è fondamentale che le imprese:</p>
<ul data-sourcepos="24:1-28:0">
<li data-sourcepos="24:1-24:169"><strong>Monitorino costantemente la propria reputazione online:</strong> Utilizzare strumenti di social listening per identificare eventuali criticità e rispondere tempestivamente.</li>
<li data-sourcepos="25:1-25:95"><strong>Siano trasparenti:</strong> Comunicare in modo chiaro e aperto con i propri clienti e stakeholder.</li>
<li data-sourcepos="26:1-26:139"><strong>Formino il personale:</strong> Sensibilizzare i dipendenti sull&#8217;importanza della reputazione online e sulle norme di comportamento da seguire.</li>
<li data-sourcepos="27:1-28:0"><strong>Abbiano un piano di crisi:</strong> Essere preparati a gestire eventuali situazioni di emergenza.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="35:1-35:278">Il web è uno strumento potente, ma va utilizzato con responsabilità. Ognuno di noi ha il dovere di contribuire a creare un ambiente online sicuro, rispettoso e costruttivo. La consapevolezza dei rischi e delle opportunità è il primo passo verso un utilizzo responsabile del web.</p>
<p data-sourcepos="35:1-35:278">===========================</p>
<h4 data-sourcepos="35:1-35:278">Vuoi aggiornare le tue competenze nella comunicazione digitale?</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Scopri come aggiornare le tue competenze nella comunicazione digitale per non rischiare violazioni, e conseguenti crisi reputazionali. Insieme al mio team di professionisti specializzati saremo lieti di presentarti la formazione più efficace per le tue esigenze, o consigliarti un webinar specifico. Contattaci oggi stesso per aggiornare le tue competenze: </span><a href="mailto:info@netlifesrl.com"><span style="font-weight: 400;">info@netlifesrl.com</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p data-sourcepos="35:1-35:278"><br style="font-weight: 400;" />Leggi anche:</p>
<p data-sourcepos="43:1-43:59"><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/la-responsabilita-nel-mondo-digitale-no-non-basta-un-click/">La responsabilità nel mondo digitale: no, non basta un click!</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento &#8211; Be Kind to People</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 09:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento &#8211; Benvenuto nel mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo. Buona domenica e  Be Kind to People &#8220;Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre&#8221;. Una frase che è fondamentale ricordarci ogni giorno, davanti ad ogni persona. Perché la gentilezza è importante, così come il rispetto e l&#8217;ascolto attivo. Non siamo qui per giudicare ma per costruire relazioni significative. E la gentilezza è alla base di ogni costruzione. Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento. Se non ti sconvolge, non ti sta cambiando profondamente. Un bagaglio importante che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento &#8211; Benvenuto nel mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo. Buona domenica e  Be Kind to People</h2>
<blockquote><p><b>&#8220;Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre&#8221;. Una frase che è fondamentale ricordarci ogni giorno, davanti ad ogni persona. Perché la gentilezza è importante, così come il rispetto e l&#8217;ascolto attivo. Non siamo qui per giudicare ma per costruire relazioni significative. E la gentilezza è alla base di ogni costruzione.</b></p></blockquote>
<p>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento. Se non ti sconvolge, non ti sta cambiando profondamente. Un bagaglio importante che ci portiamo dietro e che ci permette di affrontare al meglio la vita, soprattutto nel rispetto degli altri.  Attenzione però alla finta gentilezza, a quella falsa disponibilità che non ha nulla a che vedere con l&#8217;empatia e l&#8217;interesse per gli altri, Nella vita e nel lavoro incontriamo così tante persone, che potremmo arricchirci immensamente, se solo avessimo la voglia e la curiosità di ascoltarle. Da ciascuna persona possiamo imparare, confrontarci, migliorarci, osservarci, e percepirci. E grazie a un ascolto attivo possiamo comprenderci meglio e imparare a vivere al meglio in sintonia. Troppo spesso invece, l&#8217;ascolto non è finalizzato al miglioramento di noi stessi, ma al bisogno di sentirci migliori. E dunque, finisce con un giudizio che va a rafforzare credenze pregresse.</p>
<h2>L&#8217;ascolto attivo è profondo e privo di giudizio e di commento</h2>
<p>Ognuno vive la vita in base alla sua esperienza, al suo bagaglio pregresso, non possiamo pensare di poter dare un giudizio con il nostro bagaglio, perché a prescindere sarà sempre &#8220;sbagliato&#8221;. Non è perché &#8220;si fa così, ho sempre fatto così, mi hanno insegnato così, la società vuole questo &#8230;.&#8221; che possiamo pensare di sentirci migliori di altri. Perché la nostra esperienza, la nostra &#8220;società&#8221;, la nostra educazione è un qualcosa di relativo rispetto ad un tutto. Oggi abbiamo la fortuna di comunicare a livello globale e dunque, la grande opportunità di metterci in discussione. Non abbiamo una verità, ma una verità relativa, sulla quale possiamo imparare a mettere in discussione e costruire la versione migliore di noi. <strong>Chi pensa di avere la verità, di sapere come funziona, di sapere che &#8220;si fa così&#8221; è fermo. Non si offre l&#8217;opportunità di crescere e migliorare. </strong></p>
<blockquote><p>Mi capita spesso di sentire &#8220;si fa così&#8221;, &#8220;si è sempre fatto così&#8221;, &#8220;io lo so&#8221;. Queste persone sono ferme, immobili, non hanno voglia di crescere. non cercano il confronto. &#8220;Tu sei così&#8221;, sono persone che &#8220;pensano di essere in grado di definire l&#8217;altro&#8221;, quando l&#8217;altro è un essere in costante trasformazione. E perché sentono il bisogno di definirlo? Perché &#8220;è un essere su cui non hanno il controllo&#8221;, è un essere che ha dimostrato che si cambia, si migliora, si riesce. Il punto è: la paura di perdere il controllo sull&#8217;altro e allora lo si definisce, lo si &#8220;de-limita&#8221; per sentirsi bene con il proprio ego. E, naturalmente, secondo questa logica, l&#8217;altro è sicuramente &#8220;sbagliato&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ascoltare significa sperimentare, scoprire, allargare la visione, aprirsi a nuove opportunità di crescita, miglioramento, conoscenza.  <strong>E attenzione, se non è stravolgimento, non è cambiamento.</strong></p>
<p>Il cambiamento sradica, mette in discussione, rivoluziona tutto il sapere, apre a nuove prospettive, visioni, approcci. Se non stai vivendo questo, allora significa che non stai cambiando.  Il cambiamento è ciò che fa comprendere che le cose non hanno &#8220;confini&#8221; e dunque che si può sempre andare oltre.</p>
<h4>Le crisi mediatiche ci ricordano che i confini non esistono: da una parte siamo sempre a rischio, dall&#8217;altra possiamo ambire al miglioramento costante</h4>
<p>Ed ecco che la comunicazione ci mette davanti a tutto questo. Ti definisco, tento di de-limitarti, etichettarti, controllarti, ma mi rendo conto che non è così, perché altri la pensano in maniera differente. Non presto attenzione alla tua &#8220;personalità&#8221;, il mondo me lo fa capire. Ti metto in discussione con ostilità, tentando di prevaricare, una parte del mondo mi farà capire che non sto facendo una cosa positiva. Ed ecco che ognuno di noi, prima o poi si confronta con una nuova realtà, un cambiamento. E questo cambiamento è uno stravolgimento, che mette in discussione noi, il nostro bagaglio e le nostre certezze.</p>
<h4>E&#8217; l&#8217;opportunità di vivere in un tempo che corre veloce, e che ci offre la possibilità di impiegarlo al meglio secondo le scelte e le priorità che ci diamo</h4>
<blockquote><p>Quanto tempo abbiamo a disposizione? Non lo sappiamo. E dunque possiamo investirlo nel migliore dei modi. Soprattutto attraverso una pianificazione e programmazione che decidiamo noi attraverso scelte consapevoli. Dobbiamo lavorare, dobbiamo studiare, dobbiamo costruire molte cose, ma con obiettivi precisi che possono essere i blocchi di tempo preziosi, quelli che vogliamo raggiungere.</p></blockquote>
<p>Tanti anni fa lessi un libro che mi cambiò radicalmente l&#8217;approccio al tempo &#8220;Fai una cosa sola&#8221;. La pianificazione del tempo e la programmazione è in base a dei blocchi che generano la felicità. Dunque decido di fare una vacanza con mia figlia in un posto preciso? Perfetto lo vado ad inserire come blocco prioritario in un periodo preciso. Ma per poter realizzare quel viaggio mi servono soldi, mi serve essere &#8220;scarica&#8221; dagli impegni, mi serve arrivarci nella forma migliore. E dunque? tutto il tempo precedente verrà pianificato secondo questa logica: un budget da raggiungere, la miglior qualità del tempo da trascorrere in quelle giornate. Ed ecco che tutto il periodo precedente mi servirà per eliminare qualsiasi distrazione. Farò tutti gli incontri di lavoro prima, penserò alle possibili criticità che potrebbero avvenire con telefonate, con necessità di clienti, fornitori, potenziali clienti e altro e dunque costruirò il team più efficace per farmi sostituire. La mia motivazione sarà la guida a strategie e azioni e dunque seguirà una pianificazione e programmazione precisa e puntuale.</p>
<h4>Accogliere il vero cambiamento, significa accettare uno stravolgimento</h4>
<blockquote><p>Il mio metodo di insegnamento si basa proprio su questo aspetto: stravolgere per costruire. Sviluppare un pensiero critico-analitico significa cambiare approccio: mettere in discussione tutto per trovare il nostro modo di affrontare la cosa, consapevoli del fatto che non esiste un unico modo. Lavorare sulla consapevolezza delle vulnerabilità significa essere pronti a re-agire. Portare le persone a comprendere che tutto può cambiare da un momento all&#8217;altro, significa essere connessi con un mondo in costante trasformazione; soprattutto dove il cambiamento è veloce, quotidiano. E dove ciascuno di noi deve imparare una nuova logica: il miglioramento quotidiano.</p></blockquote>
<p>Accogliere il cambiamento significa avere compreso che il tempo scorre veloce e dunque diventa fondamentale impiegarlo al meglio e con un nuovo approccio. Ciò che prima non esisteva oggi è davanti ai nostri occhi, basta solo osservare con attenzione. Quello che &#8220;non si faceva, non si diceva, non era educato oggi è altro. Si fa, funziona e una parte della popolazione mondiale lo accetta, anzi, ne è orgogliosa.  Dunque che cosa possiamo fare per vivere al meglio questo momento? Ampliare l&#8217;orizzonte di osservazione, eliminare la &#8220;presunzione&#8221; di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Migliorare il nostro pensiero critico e analitico, che non significa mettere sotto alla lente di un microscopio la vita degli altri, ma, imparare cose nuove e aprirci al nuovo.</p>
<h4>Sotto la lente del microscopio mettiamo noi stessi e gli obiettivi di qualità che vogliamo raggiungere</h4>
<p>Non ho mai apprezzato le persone che &#8220;curiosano&#8221; nella vita degli altri. Tantomeno quelli che vogliono dare il loro giudizio a tutti i costi. &#8220;Hai sbagliato, io avrei fatto così, Tu sei &#8230; La società dice &#8230; &#8220;. Mi chiedo sempre, ma come può una persona pensare di sapere cosa è giusto o sbagliato nella vita di un altro? <strong>Attenzione che non sto parlando di legge, ma di abitudini, idee, pensieri e modi di vivere. </strong>Perché pensare di dare un giudizio e non fare una domanda rivolta alla comprensione? Sarebbe così bello e interessante. Lo facciamo nel marketing, nelle strategie commerciali, perché non applicarlo anche alla vita? E dunque, anche in questo caso<strong> il nostro vero cambiamento è uno stravolgimento. Abituati a obiettivi quantitativi, ci troviamo oggi a poter identificare una qualità della vita migliore: basata sul life balance. Come ci vediamo nella progettazione di obiettivi di qualità?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente con le persone &#8220;Be Kind to People&#8221;: creare relazioni significative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 13:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi</h2>
<blockquote><p>Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto alla nostra vita. Amo profondamente le persone, mi piace ascoltarle, conoscerle, scoprire i sogni e se posso aiutare a realizzarli. Anche nel lavoro per me tutto questo è fondamentale e quando leggo le schede di valutazione beh, mi rendo conto che riesco a farlo comprendere anche agli altri. Dunque PR l&#8217;arte di connettersi profondamente- Be kind to People di Francesca Anzalone</p></blockquote>
<p>Oggi nella scaletta editoriale doveva esserci un altro tema, ma gli avvenimenti degli ultimi giorni mi hanno portata a parlare nuovamente di relazioni significative, interconnessioni e costruzione di valore. Ne parlavo giorni fa in due corsi di Crisis Management, dove le relazioni contano eccome! Dove il conoscere, il rispettare e l&#8217;avere valori comuni nel qui e ora fa una grande differenza. Riflettevo un paio di ore fa, dopo essere tornata dal supermercato, e in una lunga coda, avere dialogato con una bambina di quattro anni che la zia, sconosciuta, mi ha affidato per 25 minuti . Ci ho riflettuto a fondo in questi mesi quando tutte le relazioni intessute in poco più di quindici giorni estivi, si sono dimostrate non solo solide, ma anche di immenso valore. L&#8217;elemento comune: la fiducia e l&#8217;affidabilità che certe persone trasmettono.</p>
<h4>Siamo tutti interconnessi</h4>
<p>Questo incontro mi ha fatto riflettere molto: quando la zia è tornata e ci ha trovate a chiacchierare ha detto &#8220;Lei di solito non parla con nessuno, Neppure con me&#8221;. A me invece aveva raccontato tanto: la sua età, il suo nome, la passione per la danza. Mi aveva mostrato anche qualche passo. E poi mi aveva detto che era triste perché non poteva ballare. Io le ho raccontato di quando &#8220;la mia bambina&#8221; alla sua età aveva iniziato a danzare, della sua passione. E che oggi si trova lontano. Le ho detto che anch&#8217;io ero triste per questo momento così complicato perché non potevo andare da lei.  Però ci tenevo a dirle che non è una gara di tristezza, e che possiamo &#8220;sfruttare questo momento per goderci i momenti belli&#8221;.  Per esempio per me questo è un momento bello le ho detto, perché ti ho conosciuta e so che nel mondo ci sarà una nuova ballerina. il suo sorriso è stato così pieno e sincero che mi ha aperto il cuore. Il commento della zia &#8230; un classico cliché che gli psicologi dicono di evitare &#8220;alla zia non fai mai questi sorrisi, non sei una brava bambina&#8221;.</p>
<p>Ecco le relazioni significative si basano sull&#8217;onestà, sulla trasparenza, sul vero significato di perché le energie possono fluire. E il tempo, ce ne renderà conto 😉</p>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente e di costruire relazioni significative attraverso le PR</h4>
<p>Al centro di tutte le interconnessioni vi è valore e fiducia. mettere in relazione significa avere compreso, ascoltato, &#8220;sentito&#8221; le energie e quel riverbero che può risuonare in altre persone. Persone che possono diventare amiche perché condividono valori, altre per business, altri ancora per una passione comune, ciascuno nel qui e ora con consapevolezza e responsabilità.</p>
<blockquote><p>Non è vero che &#8220;io li metto in contatto e poi sta a loro gestire la relazione&#8221;. Bisogna essere consapevolmente connessi, e dunque comunicare con responsabilità e consapevolezza. Significa aumentare la creatività nella relazione, inserire valore aggiunto, supportare, dare spunti senza interferire nella loro interconnessione, ma continuare ad essere significativi.</p></blockquote>
<p>Relazioni significative dunque come valore alla base, create su trasparenza, onestà e promozione di una crescita. Analizzando le relazioni significative si percepisce costruzione, ascolto, energie che circolano. In quelle basate su interesse, invece, si percepisce vampirismo energetico, voglia di dimostrare di essere migliori, fondamentalmente &#8220;vuoto&#8221;. Immagine VS sostanza dunque, in uno scenario preciso che sta determinando molte scelte.  Il tempo in questo caso è un elemento che dimostra quanto impegno, quanta dedizione e quanta voglia di costruire c&#8217;è dietro a quel collegamento.</p>
<blockquote><p>Oggi se vali, se ci credi, se sei appassionato si sente, si percepisce. La &#8220;foto perfetta&#8221; non funziona più, testimonia solo la proiezione del tuo io desiderato. Come puoi costruire relazioni significative anche attraverso il digital se la tua immagine risale a anni fa e non corrisponde a chi sei qui e ora? La risposta: sono esattamente quella persona coerente con me stessa, non è una risposta significativa. Coerenza non significa essere radicati in ciò che si era.  Si cambia, si cresce, si migliora! Coerenza significa avere degli obiettivi e raggiungerli impegnandosi in ciò che si fa e migliorando per raggiungerli in tempi più brevi. Le relazioni significative possono avvenire solo tra persone autentiche.</p></blockquote>
<h4>Il tempo, l&#8217;ascolto e l&#8217;essere consapevolmente connessi</h4>
<p>E&#8217; il tempo il nostro migliore alleato, perché è solo nel tempo che si vede quanto una relazione la si coltiva e che tipo di percezione si ha nei confronti delle persone. In oltre venti anni di attività professionale, con migliaia di persone conosciute ho imparato ad ascoltare sempre più, ho allenato la mia mente e le mie capacità di ascolto ad entrare in empatia e comprendere il tipo di relazione che si sarebbe potuta instaurare. Questione di sensibilità, di bagaglio culturale, di allenamento, di voglia di migliorare e soprattutto di una grande base di partenza: imparare ad ascoltare me stessa, a connettermi significativamente con me stessa prima di tutto. Questo ci permette di essere centrati e dunque di comprendere quando qualcuno non ci ascolta, quando superficialmente getta un giudizio e  pensa di avere fatto la cosa migliore per se stess*</p>
<blockquote><p>Le persone contano, ognun* con il proprio bagaglio, ma soprattutto ognun* con energia e valore. E tutti sentiamo il bisogno di essere interconnessi, per l&#8217;ascolto, per l&#8217;affetto, per l&#8217;energia, per il valore.</p></blockquote>
<h4>&#8220;Non si finisce mai di conoscere una persona&#8221;: PR l&#8217;arte di connettersi profondamente</h4>
<p>Una frase che viene utilizzata spesso in maniera negativa, perché chi la pronuncia ha scoperto un lato che l&#8217;ha delus*, ferit*, sorpres*</p>
<p>Ma se la guardiamo da un&#8217;altra prospettiva è un incitamento a  continuare a scoprire; il richiamo alla mente a non pensare di avere la verità assoluta in mano. Soprattutto uno stimolo a imparare a conoscere costantemente, a rimanere in ascolto e achiederci: quanto teniamo a questa persona? E dunque quanto facciamo per ricordarglielo?  Quanto investiamo in questa relazione?</p>
<p>Il punto però non è questo, ma porci sempre la domanda: ho davvero ascoltato questa persona? ero davvero in sintonia con questa persona? Capita spesso che si desidera vedere una persona per ciò di cui noi abbiamo bisogno nel qui e ora, e non con oggettività. La persona è sempre la stessa, la percezione che ne abbiamo è nostra. Vi è mai capitato di pensare che una persona fosse speciale e in realtà accorgervi poi con il tempo che è una persona con tante cose irrisolte che ha solo bisogno di &#8220;avventarsi sugli altri per non pensare alla propria vita?&#8221;.</p>
<blockquote><p>La bellezza risiede proprio qui, non perderci l&#8217;opportunità di creare qualcosa di significativo, perché altrimenti rischiamo di precluderci qualcosa di meraviglioso, e poi col tempo di rimpiangere quella connessione.</p></blockquote>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente: investire il tempo</h4>
<p>Costruire relazioni significative implica molto tempo, molta dedizione e soprattutto grande ascolto. Questo ascolto parte da noi: possiamo costruire relazioni significative solo e soltanto quando siamo consapevolmente connessi con noi stessi e quindi in grado di ascoltare gli altri. Ecco perché ci sono persone in grado di generare relazioni significative tra amici, amorose, nel business e anche online. Non hanno bisogno di colmare un vuoto loro, ma centrate, possono ascoltare oggettivamente tutte le conversazioni, gli interessi, i valori e costruire dei  legami.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative/">PR l’arte di connettersi profondamente con le persone “Be Kind to People”: creare relazioni significative</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Crisis Communication Plan &#8211; come costruire il piano di comunicazione di crisi, video tips</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:29:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Crisis Communication Plan &#8211; come costruire il piano di comunicazione di crisi La comunicazione di crisi è oggi una delle competenze più necessarie nella tutela del Brand. Promuovere e valorizzare Corporate e Brand oggi non basta, è necessario avere una strategia di tutela e di risposta immediata in caso di crisi mediatica. Comunicazione di crisi e strategia L&#8217;errore più comune è quello di investire in strategie di comunicazione volte alla promozione e valorizzazione del Brand, senza pensare ad una tutela dello stesso. Che cosa accade quando ci troviamo all&#8217;interno di una crisi mediatica? Quali materiali e contenuti supportano la nostra affidabilità? Abbiamo mai pensato di</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/crisis-communication-plan-come-costruire-il-piano-di-comunicazione-di-crisi-video-tips/">Crisis Communication Plan – come costruire il piano di comunicazione di crisi, video tips</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Crisis Communication Plan &#8211; come costruire il piano di comunicazione di crisi</h2>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">La comunicazione di crisi è oggi <strong>una delle competenze più necessarie nella tutela del Brand</strong>. Promuovere e valorizzare Corporate e Brand oggi non basta, è necessario avere una strategia di tutela e di risposta immediata in caso di crisi mediatica.</span></p>
<h4>Comunicazione di crisi e strategia</h4>
<p>L&#8217;errore più comune è quello di investire in strategie di comunicazione volte alla promozione e valorizzazione del Brand, senza pensare ad una tutela dello stesso. Che cosa accade quando ci troviamo all&#8217;interno di una crisi mediatica? Quali materiali e contenuti supportano la nostra affidabilità? Abbiamo mai pensato di costruire e distribuire contenuti con questo obiettivo?  In questo video di 9 minuti ho pensato di darti qualche tips sull&#8217;argomento per farti riflettere su un aspetto poco presidiato. Se hai bisogno di una consulenza, un supporto nella strategia o se ti piacerebbe un corso di aggiornamento per il tuo team, puoi scrivere a info@netlifesrl.com</p>
<p>Ora ti lascio con qualche spunto e con il video:</p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x1f6a8; Ricorda che nessuno è immune a una </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/crisi">#crisi</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x274c; non lasciare vuoti nella </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/comunicazione">#comunicazione</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">, li riempirebbe qualcuno con un’informazione non governata da te </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x274c;  evita contenuti che non hanno conferma con dati oggettivi i </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/washing">#washing</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"> sono dietro l’angolo e si trasformano in </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/backlash">#backlash</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"> impattando anche sull’asset economico </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x2705;  lasciati accompagnare da queste video pillole per migliorare le tue conoscenze in ambito comunicativo, sia offline che nel </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/digital">#digital</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"> e nei </span><a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" dir="auto" spellcheck="false" href="https://www.youtube.com/hashtag/socialmedia">#socialmedia</a><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">​</span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x1f514;  iscriviti al canale per restare aggiornato è attiva la campanella che ti avvertirà sulle prossime pillole. </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">&#x23f0;  una volta a settimana caricherò sul mio canale Youtube  un video dedicato alla comunicazione. Se vuoi seguire questo argomento <a href="https://www.youtube.com/channel/UCucorho-FIIdhguW_SIl9QA">iscriviti al canale e attiva la campanella per gli aggiornamenti qui</a></span></p>
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<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/JobREMfwh20" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p>
<p>E se hai bisogno di supporto per la tua strategia non esitare a scrivermi: info@netlifesrl.com</p>
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		<title>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221; &#8211; il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 09:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
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		<category><![CDATA[consapevolmente connessi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221;: costruire relazioni significative e agire con consapevolezza e responsabilità Social Activism, dal pensiero all’azione: comunicare non è più sufficiente, bisogna agire, testimoniare e fare squadra #consapevolmenteconnessi sia online che offline. Senza l&#8217;azione nessuna parola porta con sé attivismo, e i social lo hanno ampiamente sottolineato negli ultimi anni. Anzi potremmo dire che hanno insegnato a prendere con maggiore responsabilità il proprio percorso. Bentrovati e buona domenica in questo mio viaggio personale e professionale nelle principali tematiche del momento. Da una parte la partecipazione attiva, la condivisione di idee e valori, dall&#8217;altra la paura dei cosidetti Washing mediatici ha delineato</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/social-activism-be-kind-to-people/">Social Activism “Be kind to People” – il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221;: costruire relazioni significative e agire con consapevolezza e responsabilità</h2>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Social Activism, dal pensiero all’azione: c</b></span><span class="s1">omunicare non è più sufficiente, bisogna agire, testimoniare e fare squadra #consapevolmenteconnessi sia online che offline. Senza l&#8217;azione nessuna parola porta con sé attivismo, e i social lo hanno ampiamente sottolineato negli ultimi anni. Anzi potremmo dire che hanno insegnato a prendere con maggiore responsabilità il proprio percorso. Bentrovati e buona domenica in questo mio viaggio personale e professionale nelle principali tematiche del momento.</span></p>
</blockquote>
<p>Da una parte la partecipazione attiva, la condivisione di idee e valori, dall&#8217;altra la paura dei cosidetti Washing mediatici ha delineato una nuova strategia comunicativa ma non solo.</p>
<h4>SOCIAL ACTIVISM: QUALI LE NUOVE DINAMICHE?</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Quali le nuove dinamiche tra i social media, attivismo e movimenti sociali? Quali le nuove figure che si affacciano sulla scena mediatica grazie alle loro idee? Ma soprattutto quali le azioni di denuncia e divulgazione su tematiche precise?</span></p>
<blockquote><p>Una volta si partecipava offline. Quando si credeva in una causa dopo le lezioni si rimaneva in uno spazio chiuso o aperto (a seconda delle possibilità) e si condivideva la visione e la strategia per portare avanti quella determinata idea. Si partiva sempre da un gruppo ristretto di persone, spesso compagni di corso o di classe, e si allargava attraverso le singole relazioni. &#8220;Potrebbe interessare anche a &#8230; potremmo coinvolgere anche &#8230;.&#8221; ognuno con un ruolo specifico.  Il gruppo si allargava, le idee aumentavano e nella maggior parte dei casi si trasformavano i striscioni, scritte, cartelli e voglia di cambiamento. Era l&#8217;occasione per mettere in comune le idee, ma anche di aggregarci, di condividere e di incontrare persone nuove che come noi, nutrivano interesse per un determinato argomento. Alla base di tutto la voglia di fare e di &#8220;cambiare le cose&#8221; che non ritenevamo corrette. Tutto partiva da un problema, da un qualche cosa che leggevamo sui libri, da una &#8220;chiamata ad agire per non lasciare correre qualcosa che non faceva parte del nostro modo di pensare e di interagire&#8221;. potrei citare centinaia di momenti nei quali dopo una lezione, dopo una telefonata o dopo un incontro sono seguiti cartelloni, incontri di confronto e veri e propri dibattiti pubblici ai quali chiamavamo a partecipare ragazzi più grandi, talvolta adulti e realtà anche del territorio ai quali chiedevamo spiegazioni. Sempre mossi da grande passione, voglia di cambiamento e attenzione su quelle parole che venivano utilizzate in maniera inappropriata; tanto forti da trasformarsi poi in concetti negativi che potevano proseguire in veri e propri comportamenti &#8220;inacettabili&#8221;. Devo dire che anche in questo caso ho avuto la fortuna di avere compagni di scuola, di corso e amici sempre pronti e attenti a tantissime tematiche, ma soprattutto degli insegnanti che ci mostravano il mondo non come microcosmo del nostro territorio, ma come un luogo sconfinato e ricco di milioni di sfumature. &#8220;Non siamo tutti uguali, ognuno di noi è diverso: ha il suo credo, ha la sua visione, ha il suo modo di affrontare le cose e noi lo dobbiamo sapere&#8221;. Ognuno di noi pensa e agisce differentemente e questa è la più grande ricchezza. E questa ricchezza me la porto dentro ancora oggi, perché è proprio ciò che mi permette di non avere mai pre-giudizi, di poter dialogare con chiunque e di poter costruire una lunga vita insieme anche con chi ha idee diverse dalle mie. Un modo bellissimo per crescere ogni giorno. Un modo bellissimo per costruire relazioni significative tra persone. Se non avessi avuto queste basi così solide di accettazione, accoglienza, consapevolezza della diversità, &#8230; probabilmente mi mancherebbe una grande parte della sensibilità all&#8217;ascolto maturata negli anni. Per questo quando mi chiedono che percorso si deve seguire per essere un bravo PR Manager rispondo sempre che serve un percorso professionale e personale molto articolato. E in questo ho avuto degli insegnanti straordinari, degli amici incredibili e tantissime opportunità di conoscenza durante i miei viaggi a partire da giovanissima. Tra gli insegnanti inserisco anche i miei genitori, perché mi hanno insegnato a non prevaricare mai, soprattutto perché ognuno vive una propria esistenza, in un proprio contesto con delle proprie emozioni, e noi non sappiamo fino in fondo quali sono: perciò mai dare il proprio giudizio o io avrei fatto così, ma mettersi a disposizione sempre per ascoltare.</p></blockquote>
<h4>SOCIAL ACTIVISM E NUOVI INFLUENCER</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Oggi la comunicazione è molto più ampia grazie al web e ai social e sono emersi  nuovi Influencer, quelli che credono in ciò che divulgano, che prendono parte attivamente alla vita social offline e usano i social media come strumento di propagazione di un messaggio. Sono anche quelli che influenzano il linguaggio dei Brand, ma non solo, per sensibilizzare su aspetti in cui credono e per denunciare quando “ci si approfitta di una causa per solo scopi commerciali e di immagine”.</span></p>
<blockquote><p>Quello che facevamo mettendoci la faccia, reggendo i cartelloni durante i cortei, organizzando le giornate per approfondire determinate tematiche. Organizzando viaggi all&#8217;estero per conoscere quella determinata tematica, cercando di viverla in prima persona. Oggi abbiamo grandi opportunità, possiamo non solo leggere libri, conversare con grandi esperti, credere in una causa e diventarne parte attiva anche come divulgatori, possiamo ampliare gli orizzonti in pochi minuti grazie ai social. Ma la cosa che amo maggiormente di questo periodo è la possibilità di smascherare chi non è davvero parte attiva; chi non ci crede fino in fondo, e chi, di una tematica specifica ne fa solo comunicazione senza nessuna azione. Le crisi mediatiche sono un grande insegnamento per chi le vive: si comprende oggi che non si può solo riempire i canali e i siti di frasi belle e ad effetto. Bisogna agire con consapevolezza e responsabilità. &#8220;Un gesto vale più di mille parole&#8221; rimane una grande affermazione anche nell&#8217;era dei social!</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Il social activism è trasversale, integrato tra online e offline e soprattutto concreto. Non si può dichiarare di essere coinvolti in una causa senza elementi concreti che ne testimoniano la reale appartenenza. E questo ce lo confermano i numerosissimi Washing dal Green al Pink, al Covid, ma l’elenco è ampio e articolato. Oggi comunicare bene, condividere una vision ben delineata non è più sufficiente, anzi, se non supportata da un’azione concreta e articolata nel tempo diventa un potenziale alto di crisi mediatica. Dunque, dalla dichiarazione all’azione per essere parte di una società fisica e virtuale, per diventare parte attiva in idee e movimenti sociali. Mi sono specializzata nella comunicazione di crisi proprio perché nel mio io essenziale ho sempre sentito il bisogno di valutare i rischi di ogni cosa prima di agire. </span></p>
<blockquote><p>Questa mia propensione alla valutazione del rischio in certi momenti è stata anche una &#8220;difficoltà&#8221; soprattutto da ragazzina quando gli amici non pensavano mai alle conseguenze, e quando dicevo &#8220;ma se poi &#8230;.&#8221; mi rispondevano con &#8220;poi vediamo!&#8221;. Quindi la mediazione tra il mio &#8220;ma se poi e il poi vediamo&#8221; era un buon equilibrio per gestire le conseguenze che inevitabilmente ci trovavamo ad affrontare 😀 #consapevolmenteconnessi tra noi e il mondo era l&#8217;approccio alla vita che avevamo, sempre pronti a partecipare e mai a rimanere ad osservare passivamente. Una caratteristica che continua ad essere parte di me e soprattutto un aspetto del mio carattere che forse è tra quelli che amo di più.</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Si parte dalla consapevolezza di un problema, dalla voglia di prendere parte alla risoluzione e prima ancora alla sensibilizzazione sociale attraverso ogni canale; per poi diventare responsabili di azioni e di un piccolo cambiamento che passo dopo passo può raggiungere sempre più persone. Oggi ci si aspetta una presa di posizione, una presa di responsabilità, una partecipazione alla vita pubblica che non può essere fatta solo di parole, ma di azioni concrete e di costruzione di reti sempre più partecipate. Le Community diventano ambienti di discussione, di riflessione, di sensibilizzazione in grado di influenzarsi vicendevolmente. E questo lo hanno ben compreso i nuovi Influencer che si sono affacciati con obiettivi precisi di cambiamento e anche i Brand, le Istituzioni e gli Enti che, in parte sperimentandolo sulla propria pelle, hanno rischiato di perdere la fiducia e la credibilità costruita in anni di lavoro. Oggi la cittadinanza partecipa, fa sentire la propria voce, le nicchie hanno acquisito visibilità grazie alle opportunità del web e con grande determinazione stanno contribuendo ad un cambiamento sociale. La parola, l’uso dei termini, il linguaggio appropriato sono alla base della consapevolezza: si inizia con la divulgazione, l’educazione all’uso consapevole e responsabile per poi passare al come, posso trasferire tutto questo in azioni concrete.</span></p>
<h4>BRAND ACTIVISM: ATTENZIONE AI WASHING</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Dai giovani, ai meno giovani, fino a Brand, Enti e Istituzioni, ognuno è chiamato a partecipare attivamente alla società prendendo parte ad un’azione. E se pensate che non farlo sia un modo per evitare possibili crisi mediatiche, state sbagliando. Oggi ci si aspetta una presa di posizione da parte di ciascuno di noi in un’ottica di trasparenza, lealtà e correttezza.</span></p>
<blockquote><p>Accoglienza, accettazione, rispetto, dignità della persona, diritti delle donne, empowerment, sono tra le parole che amo di più e attorno alle quali mi piace ricordare tanti episodi della mia vita, articoli scritti, incontri, conoscenze, materie studiate, esami sostenuti, formazione erogata, formazione fruita, copy scritti e fotografie di eventi che porto nel cuore conservati nell&#8217;armadio. Ovviamente, ormai avete chiaro il fatto che non mancano mai foto e pagine dei diari. Ma soprattutto quello che sono felice di ricordare è che tante di quelle persone con cui condividevo tutto questo continuano a fare parte della mia vita e ogni tanto ci concediamo serate Revival di episodi indimenticabili. E sempre con il finale &#8220;Eravamo dei gran fighi, però!&#8221;</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Ti lascio qualche spunto di riflessione a livello professionale e sul mio Blog <a href="http://www.francescaanzalone.it"><span class="s2">www.francescaanzalone.it</span></a> potrai trovare approfondimenti video e podcast (gratuiti):</span></p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1">La Vision non è più completa ed efficace se non accompagnata da azioni concrete, da partecipazione e da prese di posizione da parte del Corporate o del Brand. Senza dimenticare che oggi anche il CEO ha il suo Branding.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Fare rete è fondamentale, siamo tutti interconnessi e costruire con chi crede fermamente in una causa significa avere il miglior partner per la costruzione della corretta strategia. Crederci non basta se non si segue un percorso articolato.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Partecipazione è dimostrazione: anche i social media manager oggi hanno specializzazioni e competenze sempre più verticali. Perché partecipare facendo sentire la presenza sui social non è più sufficiente. Si deve costruire consapevolezza e si deve dimostrare di conoscere l’argomento.</span></li>
</ul><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/social-activism-be-kind-to-people/">Social Activism “Be kind to People” – il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Emergenza24, la più grande piattaforma europea indipendente di comunicazione di emergenza e di Protezione Civile prosegue nel suo Civic Activism</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 10:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione della comunicazione di emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[CIVIC ACTIVISM]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione in emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maurizio Galluzzo, Fondatore e Coordinatore di Emergenza24 Emergenza24, la più grande piattaforma europea indipendente di comunicazione di emergenza e di Protezione Civile prosegue nel suo Civic Activism Una Community di oltre 56.000 persone, collaborazioni con oltre 1200 Istituzioni tra Italia e Estero, un servizio gratuito e aperto agli operatori del settore, giornalisti ma anche cittadini attivo H24 e 7 giorni su 7 dal 2012. Ininterrottamente.  800 milioni di fatti e notizie analizzati ogni anno, di cui 2,4 milioni diventano informazioni strutturate. Oltre 4 miliardi di informazioni base archiviate. Milioni di persone che entrano in contatto con l’informazione nelle prime ore di un evento emergenziale di</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/emergenza24-piattaforma-di-comunicazione-di-emergenza/">Emergenza24, la più grande piattaforma europea indipendente di comunicazione di emergenza e di Protezione Civile prosegue nel suo Civic Activism</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24.jpeg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2006" src="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24-300x225.jpeg?resize=300%2C225&#038;ssl=1" alt="Maurizio Galluzzo, fondatore e coordinatore di Emergenza24" width="300" height="225" srcset="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24.jpeg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24.jpeg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24.jpeg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24.jpeg?resize=596%2C447&amp;ssl=1 596w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/10/premessa-emergenza24.jpeg?w=2048&amp;ssl=1 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> Maurizio Galluzzo, Fondatore e Coordinatore di Emergenza24</a></p>
<h2 class="p1"><span class="s1"><b>Emergenza24, la più grande piattaforma europea indipendente di comunicazione di emergenza e di Protezione Civile prosegue nel suo Civic Activism</b></span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Una Community di oltre 56.000 persone, collaborazioni con oltre 1200 Istituzioni tra Italia e Estero, un servizio gratuito e aperto agli operatori del settore, giornalisti ma anche cittadini attivo H24 e 7 giorni su 7 dal 2012. Ininterrottamente.  </span><span class="s1">800 milioni di fatti e notizie analizzati ogni anno, di cui 2,4 milioni diventano informazioni strutturate. Oltre 4 miliardi di informazioni base archiviate. Milioni di persone che entrano in contatto con l’informazione nelle prime ore di un evento emergenziale di portata internazionale. 50 applicazioni software sviluppate esclusive per operare, nella massima sicurezza e per rispettare privacy e GDPR, che sono in continua evoluzione e miglioramento. Questo, ma non solo è Emergenza 24. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Punto di riferimento di <strong>un’informazione istantanea e verificata</strong>, <strong>relativa a situazioni di emergenza, crisi, protezione civile o situazioni che possono costituire disagio per le persone</strong>; il progetto ha fini di <strong>civic activism,</strong> non solo attraverso la comunicazione delle emergenze, ma anche attraverso conversazioni e moderazione delle discussioni. Troppo spesso le conversazioni rischiano di venire minate da profili “tossici” che utilizzano i social per sfogare rabbia o manipolare l’informazione. Per Emergenza 24 esiste un solo slogan da sempre <strong>“Essere utili ai cittadini”</strong> attraverso un’informazione istantanea, verificata e in grado di supportare il cittadino nella comprensione degli avvenimenti. A cui si aggiunge un hashtag che caratterizza anche Gli Stati Generali della Comunicazione in Emergenza che Emergenza24 organizza ogni anno, ovvero<strong> #FareSquadra</strong> con cui si ricorda che ogni persona rappresenta valore e questo valore è in grado di aumentare esponenzialmente se si lavora insieme. Ed è in questa logica che la Community continua a crescere.</span></p>
<blockquote><p>Come ogni anno aggiorniamo i dati di Emergenza24, per chi volesse seguire il progetto oltre al sito <a href="http://www.emergenza24.org">www.emergenza24.org</a>  può connettersi anche a tutti i canali social attivi, su Twitter @emergenza24</p></blockquote>
<h4>EMERGENZA24, OGGI</h4>
<p class="p8"><span class="s1">È <b>la più grande piattaforma europea indipendente di comunicazione di emergenza e di Protezione Civile</b>. Si tratta di una <b>community</b> di oltre 56.000 persone che si è dotata di regole di governance e di gestione delle informazioni unica nel suo genere. </span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Ogni dato trattato non solo rispetta i regolamenti nazionali ed internazionali in tema di privacy e di compliance con il GDPR ma ha grande cura nella protezione delle persone in difficoltà o minori.</span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1"><b>Collabora con oltre 1200 istituzioni in Italia e all’estero. </b></span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Emergenza24 <b>è un servizio gratuito ed aperto agli operatori del settore, giornalisti ma anche cittadini attivo H24 e 7 giorni su 7 dal 2012. Ininterrottamente.</b></span></p>
<h4>ESSERE UTILI AI CITTADINI</h4>
<p class="p8"><span class="s1">Significa essere <b>il punto di riferimento per una informazione istantanea</b>, davvero in tempo reale, e <b>verificata</b> grazie alle tecnologie di analisi e dall’intervento determinante di operatori specializzati e<span class="Apple-converted-space">  </span>continuamente formati.</span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Il progetto non ha fini pubblicitari ma di <b>civic activism,</b> non interessa la visibilità e nemmeno i follower quindi, a differenza dell’informazione commerciale, questa è priva di interesse di clickbaiting o esagerazioni tipiche del giornalismo da raccatto. </span></p>
<h4 class="p8"><span class="s1">ATTRAVERSO I SOCIAL</span></h4>
<p class="p8"><span class="s1">Emergenza24 nasce all’interno dei social, su Twitter in particolare, ma <b>utilizza e sperimenta ogni nuova piattaforma</b>. <b>All’interno dei social non solo comunichiamo ma conversiamo e moderiamo le discussioni</b>. Interagiamo con ogni persona intervenga operando con un sistema di “triage informativo” per dare la precedenza a questioni urgenti.</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">Non c’è social o piattaforma di comunicazione che non abbiamo testato o testeremo. Di recente abbiamo avviato un progetto per una presenza in tempo reale su ClubHouse ed abbiamo già sperimentato delle conversazioni in occasione di eventi emergenziali.</span></p>
<h4>EMERGENZA24 IN NUMERI</h4>
<p class="p8"><span class="s1">Emergenza24 ha sviluppato <b>al suo interno oltre 50 applicazioni software esclusive</b> per operare, nella massima sicurezza e per rispettare privacy e GDPR, che sono in continua evoluzione e miglioramento. C’è inoltre da considerare che il numero delle fonti aumenta di giorno in giorno. <b>Attualmente leggiamo, anonimizziamo ed elaboriamo oltre 800 milioni di fatti e notizie</b>. <b>Circa 2,4 milioni di questi fatti diventano, dopo diversi passaggi, elementi all’attenzione degli operatori che le valutano singolarmente ed eventualmente le trasformano in informazioni strutturate che diventano anche tweet. </b></span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Le informazioni sono relative a situazioni di emergenza, crisi, protezione civile o situazioni che possono costituire disagio per le persone. </span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1"><b>Tutte le informazioni sono datate, georeferenziate, dotate di significatici hashtag che fanno parte di un più complesso modello ontologico</b>. In questo modo sarà possibile riutilizzarle in futuro per successive elaborazioni grazie anche all’Artificial Intelligence nelle sue diverse declinazioni.</span></p>
<h4 class="p8"><span class="s1">UN ARCHIVIO APERTO AL MONDO DELLA RICERCA</span></h4>
<p class="p8"><span class="s1"><b>Parliamo di bigdata, di un cluster di dataset di oltre 4 miliardi di informazioni elementari.</b></span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">L’archivio è aperto a ricercatori e professionisti della comunicazione di emergenza che abbiano un reale e non commerciale progetto. Con questi dati sono state finora discusse una decine di tesi di laurea e/o di dottorato.</span></p>
<p class="p8"><span class="s1"><b>I comportamenti in rete sono alla base del progetto. Per questo motivo abbiamo creato il concetto di Sinapsy+ ovvero relazioni tra elementi o aggregati di elementi che vengono trattati come oggetti.</b></span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Al momento ne abbiamo archiviate oltre 1,2 miliardi. Un numero che non è destinato a crescere velocemente ma a modificarne la sua struttura interna. </span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">L’obiettivo è quello di poter creare dei modelli statisti di comportamento, relazioni tra cluster, previsioni comportamentali. </span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">L’importanza del progetto è molto alta in quanto da anni tutta la ricerca del digital marketing è rivolta a cercare di comprendere queste relazioni complesse. Noi <b>abbiamo uno dei più grandi dataset indipendenti in tal senso con una focalizzazione sull’Italia ma anche sulla maggior parte dei paesi occidentali. </b></span></p>
<h4>INCONTRI, EVENTI E STATI GENERALI: LA PRESENZA OFFLINE DI EMERGENZA24</h4>
<p class="p8"><span class="s1">Organizziamo incontri, seminari, eventi ma quello più significativo è costituito dagli Stati Generali della Comunicazione di Emergenza che si svolge ormai da 5 anni. Viene fatto il punto sullo stato dell’arte della comunicazione di emergenza, crisi e di protezione civile con esperti che provengono dall’università, dal volontariato, dalle istituzioni e dalla società civile.</span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Emergenza24 lo scorso anno ha partecipato ad una quarantina di eventi pubblici o seminari universitari in con i propri relatori.</span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1"><b>#FareSquadra è da sempre il nostro slogan. Significa che ogni persona ha valore e questo valore aumenta se si lavora insieme</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>SENTIMENT NELLE EMERGENZE</h4>
<p class="p8"><span class="s1">Tutti parlano delle keyword del momento. Ma c’è una profonda differenza tra lo studio e la ricerca nell’ambito di una determinata disciplina e l’introduzione parassitaria della parola per avere attenzione. </span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Nel nostro caso sono anni che lavoriamo su modelli di analisi del sentiment ed i nostri modelli sono in grado di prevedere quale sarà il mood di risposta degli utenti in rete.</span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Sappiamo che usando una certa parola avremmo una determinata reazione, se aggiungiamo un aggettivo cambierà il livello di attenzione così come l’introduzione di grafiche, infografiche o immagini.</span></p>
<p class="p8"><span class="s1"><b>Tenere le conversazioni libere da emozioni è difficile ma noi lo facciamo quotidianamente, H24. Intervenendo, anche in modo definitivo, su profili ad alta rischiosità.</b></span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Si tratta quasi sempre di <b>profili tossici </b>che utilizzano i social per sfogare rabbia o semplice ignoranza. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">Ricordiamo che abbiamo avviato e manteniamo il progetto Carta di Venezia per comunicazione di emergenza (<a href="http://www.cartadivenezia.org"><span class="s4">www.cartadivenezia.org</span></a>) e che contine le migliori norme comportamentali selezionale e sviluppati insieme alla community dal 2016.</span></p>
<h4>MILIONI DI IMPRESSION NELLA PRIMA ORA DI UN EVENTO DI IMPORTANZA INTERNAZIONALE CON UN UNICO OBIETTIVO: ESSERE UTILI</h4>
<p class="p9"><span class="s1">Non diamo importanza al traffico generato perché il fine è quello di arrivare a chi è interessato all’informazione. Parliamo comunque per un singolo evento di importanza internazionale dell’ordine di milioni di impression. Un solo evento come il “caso Bataclan” ha portato oltre 2.9 milioni di persone ad entrare in contatto con le nostre informazioni nella prima ora.</span></p>
<p class="p9"><span class="s1">Attiviamo continuamente gruppi di lavoro, progetti a breve, medio e lungo termine. </span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Per i volontari digitali abbiamo un progetto specifico che verrà avviato nei prossimi mesi. Oltre a questo lavoriamo continuamente per l<b>’uso<span class="Apple-converted-space">  </span>consapevole dei social. </b></span><span class="s3"><br />
</span><span class="s1">Mediamente sono coinvolte un migliaio di persone in contemporanea sui diversi progetti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>APPUNTAMENTO SU CLUBHOUSE MERCOLEDì 24 FEBBRAIO DALLE 18:30 ALLE 19:30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.joinclubhouse.com/event/xXzjpKlb">https://www.joinclubhouse.com/event/xXzjpKlb</a></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/emergenza24-piattaforma-di-comunicazione-di-emergenza/">Emergenza24, la più grande piattaforma europea indipendente di comunicazione di emergenza e di Protezione Civile prosegue nel suo Civic Activism</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211;  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 07:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo Ho sempre messo le emozioni al centro, per comprendere appieno le dinamiche comportamentali all&#8217;interno delle Community di Apprendimento. Ho sempre pensato che lo stato d&#8217;animo delle persone fosse il centro propulsore nella formazione; e l&#8217;uso consapevole della parola un aspetto fondamentale. Quanto sai coinvolgere? Quanto sai stimolare? Ma soprattutto quanto sai creare l&#8217;ambiente di apprendimento migliore per i tuoi discenti? La mia ricerca iniziava proprio dall&#8217;ultima domanda, dopo avere analizzato i comportamenti, le reazioni, le emozioni di ciascuno dei partecipanti ai corsi</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/personal-brand-tra-copy-e-empatia-be-kind-to-people/">Personal Brand tra Copy e Empatia –  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</h1>
<blockquote><p>Ho sempre messo le emozioni al centro, per comprendere appieno le dinamiche comportamentali all&#8217;interno delle Community di Apprendimento. Ho sempre pensato che lo stato d&#8217;animo delle persone fosse il centro propulsore nella formazione; e l&#8217;uso consapevole della parola un aspetto fondamentale. Quanto sai coinvolgere? Quanto sai stimolare? Ma soprattutto quanto sai creare l&#8217;ambiente di apprendimento migliore per i tuoi discenti? La mia ricerca iniziava proprio dall&#8217;ultima domanda, dopo avere analizzato i comportamenti, le reazioni, le emozioni di ciascuno dei partecipanti ai corsi online. Era il 1999 quando iniziammo a &#8220;disegnare l&#8217;ambiente più idoneo per quella precisa tematica&#8221; tra Copy e empatia. Sì perché non esiste l&#8217;Ambiente, esiste una struttura personalizzata per un determinato tipo di discente a cui vengono proposti contenuti e una modalità di interazione. Lo so, è costoso, è impegnativo in termini di energie, ma è efficace. Pensiamo a quanto costerebbe la scontentezza dei discenti, la loro insoddisfazione, la loro mancanza di coinvolgimento? Quanto impatterebbe sull&#8217;affidabilità? Quanto sul Brand?</p></blockquote>
<h3>L&#8217;EMPATIA CI PERMETTE DI COSTRUIRE ESPERIENZE E RELAZIONI SIGNIFICATIVE</h3>
<p>In queste ultime settimane oltre a fare formazione a pubblici differenti che vanno dagli studenti delle Superiori a dipendenti quadri delle PA e a imprenditrici ho letto molto, ascoltato parecchio e assistito a corsi. E&#8217; fondamentale aggiornarsi quotidianamente, confrontarsi e verificare quanto il nostro approccio può essere ancora la direzione da seguire. Tutto questo ci permette di rimanere sempre #consapevolmenteconnessi con il mercato, con lo scenario e con noi stessi; ma soprattutto ci porta ad inserire su una linea del tempo tutta la nostra esperienza etichettandola pezzetto dopo pezzetto.</p>
<blockquote><p>Fermarci a mettere ordine al nostro percorso è un&#8217;attività che dovremmo fare annualmente. Una verifica che ci permette di comprendere appieno se stiamo seguendo un percorso (il nostro percorso) o se stiamo inseguendo &#8220;la notorietà&#8221; attraverso le mode del momento. Il fulcro di tutto è: come stiamo affrontando la nostra tematica? La linea temporale ci presenta esattamente se lo stiamo facendo con coerenza e se la nostra esperienza reale, autonoma, corrisponde con i job title che troppo spesso corrispondono più ad una proiezione desiderata che alle competenze maturate. Ma soprattutto quanto siamo connessi con ciò che stiamo facendo?</p></blockquote>
<p>Mettere in una sequenza temporale e identificare le competenze maturate, le esperienze e il come lo si è fatto è la prima tappa per un percorso di consapevolezza sulla nostra professionalità. Il CV è una fotografia oggettiva di cosa, che va accompagnato da un come e perché in grado di farci conoscere per ciò che siamo professionisti con una nostra personalità. Ricordo ancora le bellissime parole che i miei docenti spendevano per me &#8220;E&#8217; brava, ma soprattutto in ogni cosa che fa ci mette una grande passione!&#8221;, &#8220;E&#8217; sempre dentro all&#8217;argomento, si sente che non lo fa come dovere&#8221;, &#8220;Tu ci credi in quello che fai, non lasci mai nulla al caso, cerchi la radice profonda&#8221;.  E questa passione è sempre stata la mia guida.</p>
<p>In venti anni di insegnamento ho imparato che non contano solo le parole, ma soprattutto i comportamenti. Esattamente come per me, quando stavo seduta in aula, anche per loro conta la condivisione, l&#8217;essere coerenti, il raccontare ciò che si fa, come lo si fa esattamente nella stessa misura in cui come ci si comporta.  Esserci per supportare, per aiutare a migliorare, per costruire il percorso più efficace. Il famoso patto di formazione è: ti supporto!</p>
<h4>PERSONAL BRAND: QUESTIONE DI FIDUCIA E DI AFFIDABILITA&#8217;</h4>
<p>Ovviamente queste frasi mi hanno scolpito la determinazione interiore, e le ho recuperate dai miei diari, proprio per non perdere le emozioni del momento, quelle che accompagnavano la scrittura e mi rendevano orgogliosa e fiera di quello che stavo facendo. Beh, non immaginatevi solo parole belle e grandi progetti, pensate anche ai &#8220;Si, ma i tempi non sono ancora maturi&#8221;, &#8220;Si deve fare un passo alla volta&#8221;, &#8220;Il progetto si finisce solo se ci sono i fondi, altrimenti non possiamo andare avanti&#8221; &#8230; Frasi alle quali la mia passionalità e il mio bisogno di concludere sempre quello che inizio non reagivano sicuramente con pacatezza. Fu intorno ai 22-23 anni che compresi che l&#8217;autocontrollo è fondamentale: imparare a scindere ragione e sentimento serve per reagire nella maniera migliore rispetto all&#8217;obiettivo prefissato. Il mio mentore un giorno mi disse: non devi avere fretta, il tempo ti dà tutte le risposte, devi solo avere fiducia. <strong>Fiducia, la parola più estraniante che potessi sentire. </strong>Quella che per me fu un metti in fila tutta la tua vita e inizia a verificare quanta fiducia hai in te stessa e quanta ne hanno gli altri in te. Se comprenderai che la misura della fiducia va in base alle esperienze degli altri ti renderai conto che i no, gli aspetta e prima vediamo i risultati e poi proseguiamo non sei tu, ma loro. <strong>Tu renditi affidabile il più possibile attraverso le esperienze e i risultati che ottieni, segna tutto, metti in un cassetto e aspetta che i tempi siano maturi: allora apri, tira fuori e non perderai mai tempo. </strong>Quella conversazione avvenne ad una festa estiva in Università e fu esattamente il nostro primo incontro.</p>
<p>Da quella conversazione portai a casa la mia applicazione: <strong>scegli cosa vuoi fare, quale la strada che vuoi seguire e renditi affidabile per quel percorso. Cosa ti piace fare? Cosa vuoi fare? Cosa sei in grado di fare oggi per quella scelta? Cosa devi migliorare? </strong> Fu da quel momento che scelsi con convinzione la mia strada già in parte percorsa.</p>
<p>In parte  era il Personal Brand che si stava delineando, con maggiore consapevolezza e con la voglia di costruire un percorso importante. Gli insegnanti contano molto sul percorso di uno studente. Soprattutto il loro comportamento: diventa un&#8217;ispirazione! E fu proprio così per me. Alle sue parole <strong>pensa in grande, pensa che il prossimo anno ti troverai nel più grande Convegno dedicato all&#8217;e-Learning, dove si prenderanno decisioni importanti </strong>mi sentivo sempre il sudore scivolare lungo la schiena. Ma a quel punto la sua empatia entrava immediatamente in contatto attraverso il dialogo <strong>se tu non credi in te stessa, come possono gli altri avere fiducia in te?  Metti in fila quello che hai fatto e i risultati che hai ottenuto, la tua ricerca e la tesi che vuoi portare avanti. E sfrutta tutte le tue competenze acquisite per valorizzare ulteriormente la tua strada.</strong></p>
<ul>
<li>Chi sei, cosa fai e come lo fai</li>
<li>Quali sono le esperienze che hai da mostrare?</li>
<li>Quali risultati hai ottenuto?</li>
<li>Che cosa ti spinge a continuare a farlo ogni giorno?</li>
<li>Perché sei affidabile in quello che fai?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>L&#8217;AMOREVOLE CURA NELLA SCELTA DELLE PAROLE: QUESTIONE DI EMPATIA E DI COPY</h4>
<blockquote><p>Ogni presentazione veniva &#8220;controllata con amorevole cura&#8221;, e soprattutto con grande attenzione sulle parole utilizzate. Le parole sono importanti, usale sempre con grande rispetto per te stesso e per gli altri. &#8220;Vedi qui, stai sminuendo il lavoro che hai fatto. E&#8217; stato un lavoro importante&#8221;. Non si tratta di umiltà, si tratta di percezione che l&#8217;altro ha nei tuoi confronti; e di chi ti ha affidato il lavoro. Non stai sminuendo &#8220;solo te stessa, e già basterebbe&#8221; ma stai sminuendo anche il progetto, chi ha creduto in te, chi ha lavorato con te. Questione di prospettiva, e le cose vanno sempre osservate da tutte le prospettive. Ricordati che se il tuo punto di vista ti fa vedere la cosa in una dimensione ridotta, c&#8217;è sempre il mio! 😉</p></blockquote>
<p>E questo era Copy, perché è come scrivi che fa la differenza, come lo racconti che fa la differenza, soprattutto se il centro della comunicazione è esterno da te. Ti permette di rispondere con efficacia, ti permette di coinvolgere, ti permette di entrare perfettamente in sintonia con il tuo interlocutore. E  in questo l&#8217;intercultura, le letterature Extra Europee, quelle Canadesi, Africane, &#8230; mi hanno insegnato tantissimo. Scrivere per fare comprendere, strutturare un discorso per essere compresi, per dare le risposte, questo l&#8217;obiettivo sempre. Prevenire i rischi di fraintendimento: analizzare tutte le parole prima di sceglierne una. E&#8217; impegnativo? Sì, ma è rispetto, attenzione per l&#8217;altr*, è evitare il giudizio e rimanere sempre con la mente aperta.</p>
<ul>
<li>Scegli sempre le parole che utilizzi, perché possono ferire. Abbi sempre rispetto dell&#8217;altr*</li>
</ul>
<blockquote><p>Questo amore per la parola trovò terreno fertile dentro di me perché aveva un solco profondo: il mio libro preferito era di Richard Scarry e credo me lo abbiano regalato a 4 anni &#8220;Il libro delle parole italiane, inglesi, francesi con guida alla pronuncia. Ovviamente chi mi conosce a questo punto saprà che mi dovettero poi comprare l&#8217;aggiunta con le parole tedesche e spagnole 😀 e comprare l&#8217;intera collana. Perché non sia mai che ho una cosa iniziata e non finita 🙂 &#8230; ah ovviamente a Violante piccolina comprai tutti i libri di Scarry!</p></blockquote>
<p>Le emozioni muovo tutto, soprattutto l&#8217;entrare in contatto attraverso l&#8217;intelligenza emotiva. E qui torniamo alla mia ricerca che inizia nel 1999, il comportamento online delle persone in un ambiente di apprendimento. Che cosa migliora le Performance? Cosa rende migliore l&#8217;esperienza? Come si progetta l&#8217;ambiente più efficace per questo percorso? Articoli, saggi, piattaforme, aule virtuali, la mia tesi di laurea, collane editoriali, la direzione scientifica della rivista e-Learning e Knowledge Management; le docenze in ambito accademico e internazionale; la partecipazione a progetti di ricerca, l&#8217;usabilità in ogni sua sfumatura legata alla comunicazione, le aule virtuali per i miei studenti, beh, continuano ad essere oggi una delle grandi passioni della mia vita!</p>
<ul>
<li>Parti da quello che devono provare le persone quando si formano: analizza ogni passaggio del loro &#8220;viaggio&#8221; nell&#8217;apprendimento e attorno a queste identifica l&#8217;esperienza migliore. Confronta con i dati che hai acquisito negli anni e lavora costantemente per migliorarti e migliorare la progettazione.</li>
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		<title>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 08:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto? Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto. Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto?</h1>
<p>Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto.</p>
<p>Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei flussi di comunicazione, durante la digitalizzazione dell&#8217;impresa, o quando si vuole rafforzare l&#8217;identità Corporate, emergono delle criticità nelle relazioni. Le connessioni non sono sempre consapevoli e spesso manca un senso di responsabilità alla base. Vengono inserite figure consulenziali, ad esempio, che non riescono a partecipare all&#8217;attività in maniera attiva. Svolgono il loro compito, ma non costruiscono relazioni, anzi, talvolta &#8220;sgretolano degli equilibri, probabilmente già labili&#8221;. Perché avviene? Perché alla base non vi è il rispetto necessario per la costruzione di relazioni significative.</p>
<p>Quando si lavora in questo ambito è fondamentale la mappatura delle relazioni, l&#8217;ascolto attivo delle persone, il dialogo, il confronto e soprattutto comprendere le emozioni che ne caratterizzano gli aspetti chiave. Mancanza di entusiasmo, energia, cooperazione all&#8217;interno di un team significa mera esecuzione, mancanza di creatività e dunque perdita del talento; ovvero l&#8217;aspetto principale per la crescita valoriale del team. Un team che al proprio interno opera con talento, energia, creatività è un team che porterà la crescita in minor tempo, con maggiori risultati e attraverso una comunicazione interna e esterna positiva, perderlo o non generarlo significa rischiare non solo di rallentare, ma anche di retrocedere.</p>
<blockquote><p>Partiamo davvero il rispetto che dichiariamo nella vision? Siamo consapevolmente connessi con ciascuna relazione oppure applichiamo delle regole senza un metodo? Le relazioni tra le persone sono inclusive in ogni ambito? Con queste domande inizia la mappatura delle People Relations nelle consulenze per comprendere quanto profondo è il redesign dei flussi da &#8220;ricostruire&#8221; o quanto è potenzialmente migliorabile.</p></blockquote>
<p>Portiamo davvero il rispetto che dichiariamo? E lo facciamo con qualsiasi tipo di relazione tra persone? Anche con i consulenti esterni? Allora perché il consulente esterno &#8211; che è un valore aggiunto di crescita viene &#8220;trattato come un estraneo&#8221;? Ecco un errore che avviene nella gestione delle relazioni e che, già alla base del rapporto, rischia di portare con sé mancanza di coinvolgimento totale.</p>
<p>Ho visto casi virtuosi di inclusione, accoglienza e partecipazione attiva e ne ho visti altri in cui &#8220;allontanamento, differenziazione, etichettatura&#8221; erano alla base di distanziamento e mancanza di coinvolgimento. Mentre scrivo ho chiari esempi di quanto può avvenire. Che cosa genera l&#8217;inclusione, l&#8217;accoglienza, il rispetto per l&#8217;altro? Esattamente la specularità: partecipazione attiva e rispetto.</p>
<blockquote><p>Consapevolmente connessi attraverso il rispetto significa crescita, partecipazione attiva e energia positiva.</p></blockquote>
<p>L&#8217;antefatto: se parliamo di consulenti esterni all&#8217;azienda che svolgono il loro operato senza costruire relazioni, alla base può esserci un rapporto basato esclusivamente su una scelta &#8220;al minor costo&#8221; e non sulla persona in sé. Attenzione che una collaborazione è una partecipazione in cui entrambe le parti devono dire sì e si presume vi sia una forte motivazione, non basata esclusivamente su una transazione economica. Ma su una conversazione in cui si identificano le motivazioni, il come, il tipo di partecipazione.</p>
<blockquote><p>Generalmente viene chiesto quanto costa, viene fatta una negoziazione economica; ma il perché lo si fa, che tipo di partecipazione e che tipo di relazione si instaura non sempre viene argomentato. Ma è tutta questione di motivazione e coinvolgimento: da questo dipende la capacità di fare crescere e la durata della collaborazione. Stimoli nuovi, entusiasmo, voglia di migliorare permettono grandi passi, che non vanno assolutamente d&#8217;accordo con una transazione economica che partono da una percezione di  un inizio e una fine già prestabilita.</p></blockquote>
<p>Tutto questo, oltre che nelle parole utilizzate, lo si percepisce nei comportamenti delle persone, nelle distanze più lunghe o più corte che si generano e nelle performance del team; perché il Business è fatto da persone, con persone. Il rispetto è alla base, ed è nelle parole, nel linguaggio, nella comunicazione non verbale, nel costruire o nel lasciare sospesi.</p>
<p>Ti lascio con alcuni elementi su cui riflettere che fanno parte delle consulenze e dei percorsi di accompagnamento:</p>
<ul>
<li>Sfrutta i colloqui per condividere non solo aspetti economici, ma anche per comprendere le motivazioni che spingono il collaboratore/consulente a voler partecipare alla crescita dell&#8217;azienda/ente/istituzione;</li>
<li>Davanti a te hai una persona unica con un metodo, competenze, esperienza, capacità, relazioni: dialogate sul cosa potete fare insieme e quali i benefici reciproci. Vi renderete conto che inizierete a vedere una visione a medio-lungo termine e non solo &#8220;al termine del contratto&#8221;;</li>
<li>Inclusione è la parola chiave: accogliere le persone, farle sentire parte di, coinvolgerle significa avere risposte arricchite di un bagaglio emotivo importante, di qualcuno che non esegue un lavoro ma che progetta, crea e mette il meglio di sé all&#8217;interno dell&#8217;attività;</li>
<li>Accoglienza è la modalità attraverso la quale fare sentire la persona &#8220;uno della squadra&#8221;: sei esattamente quello di cui abbiamo bisogno e dunque non utilizzate grafiche differenti identificative, non create differenze tra &#8220;ciò che sei e fai rispetto agli altri&#8221;, usate il #faresquadra come ispirazione generale per generare relazioni significative;</li>
<li>Non esiste un noi che esclude, non esiste una festa a cui possono partecipare alcuni e altri no, non esiste un momento per &#8230; esiste la Comunità che si sta creando, costruendo e al cui interno i valori, la partecipazione e il dialogo sono alla base.</li>
</ul>
<p>Il Business è fatto da persone con persone, questi sono alcuni degli aspetti che entrano in gioco quando si analizzano le People Relations a beneficio di una crescita, della valorizzazione delle competenze e del talento e della voglia di costruire la migliore squadra!</p>
<p>Se ti va seguimi sui social: sulla pagina Facebook troverai aggiornamenti sul come e sui dati; su Instragam e nelle stories troverai consigli, idee e ispirazioni per la crescita personale e del business; su LinkedIn troverai le attività business e il gruppo legato a Ufficio Stampa e Digital PR e su Anchor i miei Podcast su Comunicazione che passione! E se pensi di avere bisogno di me per una consulenza, un percorso di formazione o semplicemente per un consiglio scrivi a :info@netlifesrl.com</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-business-e-fatto-da-persone-e-con-persone-il-punto-e-se-la-connessione-si-basa-sul-rispetto/">Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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