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	<title>BE KIND TO PEOPLE - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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	<title>BE KIND TO PEOPLE - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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		<title>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento &#8211; Be Kind to People</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 09:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento &#8211; Benvenuto nel mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo. Buona domenica e  Be Kind to People &#8220;Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre&#8221;. Una frase che è fondamentale ricordarci ogni giorno, davanti ad ogni persona. Perché la gentilezza è importante, così come il rispetto e l&#8217;ascolto attivo. Non siamo qui per giudicare ma per costruire relazioni significative. E la gentilezza è alla base di ogni costruzione. Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento. Se non ti sconvolge, non ti sta cambiando profondamente. Un bagaglio importante che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento &#8211; Benvenuto nel mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo. Buona domenica e  Be Kind to People</h2>
<blockquote><p><b>&#8220;Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre&#8221;. Una frase che è fondamentale ricordarci ogni giorno, davanti ad ogni persona. Perché la gentilezza è importante, così come il rispetto e l&#8217;ascolto attivo. Non siamo qui per giudicare ma per costruire relazioni significative. E la gentilezza è alla base di ogni costruzione.</b></p></blockquote>
<p>Ogni vero cambiamento è uno stravolgimento. Se non ti sconvolge, non ti sta cambiando profondamente. Un bagaglio importante che ci portiamo dietro e che ci permette di affrontare al meglio la vita, soprattutto nel rispetto degli altri.  Attenzione però alla finta gentilezza, a quella falsa disponibilità che non ha nulla a che vedere con l&#8217;empatia e l&#8217;interesse per gli altri, Nella vita e nel lavoro incontriamo così tante persone, che potremmo arricchirci immensamente, se solo avessimo la voglia e la curiosità di ascoltarle. Da ciascuna persona possiamo imparare, confrontarci, migliorarci, osservarci, e percepirci. E grazie a un ascolto attivo possiamo comprenderci meglio e imparare a vivere al meglio in sintonia. Troppo spesso invece, l&#8217;ascolto non è finalizzato al miglioramento di noi stessi, ma al bisogno di sentirci migliori. E dunque, finisce con un giudizio che va a rafforzare credenze pregresse.</p>
<h2>L&#8217;ascolto attivo è profondo e privo di giudizio e di commento</h2>
<p>Ognuno vive la vita in base alla sua esperienza, al suo bagaglio pregresso, non possiamo pensare di poter dare un giudizio con il nostro bagaglio, perché a prescindere sarà sempre &#8220;sbagliato&#8221;. Non è perché &#8220;si fa così, ho sempre fatto così, mi hanno insegnato così, la società vuole questo &#8230;.&#8221; che possiamo pensare di sentirci migliori di altri. Perché la nostra esperienza, la nostra &#8220;società&#8221;, la nostra educazione è un qualcosa di relativo rispetto ad un tutto. Oggi abbiamo la fortuna di comunicare a livello globale e dunque, la grande opportunità di metterci in discussione. Non abbiamo una verità, ma una verità relativa, sulla quale possiamo imparare a mettere in discussione e costruire la versione migliore di noi. <strong>Chi pensa di avere la verità, di sapere come funziona, di sapere che &#8220;si fa così&#8221; è fermo. Non si offre l&#8217;opportunità di crescere e migliorare. </strong></p>
<blockquote><p>Mi capita spesso di sentire &#8220;si fa così&#8221;, &#8220;si è sempre fatto così&#8221;, &#8220;io lo so&#8221;. Queste persone sono ferme, immobili, non hanno voglia di crescere. non cercano il confronto. &#8220;Tu sei così&#8221;, sono persone che &#8220;pensano di essere in grado di definire l&#8217;altro&#8221;, quando l&#8217;altro è un essere in costante trasformazione. E perché sentono il bisogno di definirlo? Perché &#8220;è un essere su cui non hanno il controllo&#8221;, è un essere che ha dimostrato che si cambia, si migliora, si riesce. Il punto è: la paura di perdere il controllo sull&#8217;altro e allora lo si definisce, lo si &#8220;de-limita&#8221; per sentirsi bene con il proprio ego. E, naturalmente, secondo questa logica, l&#8217;altro è sicuramente &#8220;sbagliato&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ascoltare significa sperimentare, scoprire, allargare la visione, aprirsi a nuove opportunità di crescita, miglioramento, conoscenza.  <strong>E attenzione, se non è stravolgimento, non è cambiamento.</strong></p>
<p>Il cambiamento sradica, mette in discussione, rivoluziona tutto il sapere, apre a nuove prospettive, visioni, approcci. Se non stai vivendo questo, allora significa che non stai cambiando.  Il cambiamento è ciò che fa comprendere che le cose non hanno &#8220;confini&#8221; e dunque che si può sempre andare oltre.</p>
<h4>Le crisi mediatiche ci ricordano che i confini non esistono: da una parte siamo sempre a rischio, dall&#8217;altra possiamo ambire al miglioramento costante</h4>
<p>Ed ecco che la comunicazione ci mette davanti a tutto questo. Ti definisco, tento di de-limitarti, etichettarti, controllarti, ma mi rendo conto che non è così, perché altri la pensano in maniera differente. Non presto attenzione alla tua &#8220;personalità&#8221;, il mondo me lo fa capire. Ti metto in discussione con ostilità, tentando di prevaricare, una parte del mondo mi farà capire che non sto facendo una cosa positiva. Ed ecco che ognuno di noi, prima o poi si confronta con una nuova realtà, un cambiamento. E questo cambiamento è uno stravolgimento, che mette in discussione noi, il nostro bagaglio e le nostre certezze.</p>
<h4>E&#8217; l&#8217;opportunità di vivere in un tempo che corre veloce, e che ci offre la possibilità di impiegarlo al meglio secondo le scelte e le priorità che ci diamo</h4>
<blockquote><p>Quanto tempo abbiamo a disposizione? Non lo sappiamo. E dunque possiamo investirlo nel migliore dei modi. Soprattutto attraverso una pianificazione e programmazione che decidiamo noi attraverso scelte consapevoli. Dobbiamo lavorare, dobbiamo studiare, dobbiamo costruire molte cose, ma con obiettivi precisi che possono essere i blocchi di tempo preziosi, quelli che vogliamo raggiungere.</p></blockquote>
<p>Tanti anni fa lessi un libro che mi cambiò radicalmente l&#8217;approccio al tempo &#8220;Fai una cosa sola&#8221;. La pianificazione del tempo e la programmazione è in base a dei blocchi che generano la felicità. Dunque decido di fare una vacanza con mia figlia in un posto preciso? Perfetto lo vado ad inserire come blocco prioritario in un periodo preciso. Ma per poter realizzare quel viaggio mi servono soldi, mi serve essere &#8220;scarica&#8221; dagli impegni, mi serve arrivarci nella forma migliore. E dunque? tutto il tempo precedente verrà pianificato secondo questa logica: un budget da raggiungere, la miglior qualità del tempo da trascorrere in quelle giornate. Ed ecco che tutto il periodo precedente mi servirà per eliminare qualsiasi distrazione. Farò tutti gli incontri di lavoro prima, penserò alle possibili criticità che potrebbero avvenire con telefonate, con necessità di clienti, fornitori, potenziali clienti e altro e dunque costruirò il team più efficace per farmi sostituire. La mia motivazione sarà la guida a strategie e azioni e dunque seguirà una pianificazione e programmazione precisa e puntuale.</p>
<h4>Accogliere il vero cambiamento, significa accettare uno stravolgimento</h4>
<blockquote><p>Il mio metodo di insegnamento si basa proprio su questo aspetto: stravolgere per costruire. Sviluppare un pensiero critico-analitico significa cambiare approccio: mettere in discussione tutto per trovare il nostro modo di affrontare la cosa, consapevoli del fatto che non esiste un unico modo. Lavorare sulla consapevolezza delle vulnerabilità significa essere pronti a re-agire. Portare le persone a comprendere che tutto può cambiare da un momento all&#8217;altro, significa essere connessi con un mondo in costante trasformazione; soprattutto dove il cambiamento è veloce, quotidiano. E dove ciascuno di noi deve imparare una nuova logica: il miglioramento quotidiano.</p></blockquote>
<p>Accogliere il cambiamento significa avere compreso che il tempo scorre veloce e dunque diventa fondamentale impiegarlo al meglio e con un nuovo approccio. Ciò che prima non esisteva oggi è davanti ai nostri occhi, basta solo osservare con attenzione. Quello che &#8220;non si faceva, non si diceva, non era educato oggi è altro. Si fa, funziona e una parte della popolazione mondiale lo accetta, anzi, ne è orgogliosa.  Dunque che cosa possiamo fare per vivere al meglio questo momento? Ampliare l&#8217;orizzonte di osservazione, eliminare la &#8220;presunzione&#8221; di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Migliorare il nostro pensiero critico e analitico, che non significa mettere sotto alla lente di un microscopio la vita degli altri, ma, imparare cose nuove e aprirci al nuovo.</p>
<h4>Sotto la lente del microscopio mettiamo noi stessi e gli obiettivi di qualità che vogliamo raggiungere</h4>
<p>Non ho mai apprezzato le persone che &#8220;curiosano&#8221; nella vita degli altri. Tantomeno quelli che vogliono dare il loro giudizio a tutti i costi. &#8220;Hai sbagliato, io avrei fatto così, Tu sei &#8230; La società dice &#8230; &#8220;. Mi chiedo sempre, ma come può una persona pensare di sapere cosa è giusto o sbagliato nella vita di un altro? <strong>Attenzione che non sto parlando di legge, ma di abitudini, idee, pensieri e modi di vivere. </strong>Perché pensare di dare un giudizio e non fare una domanda rivolta alla comprensione? Sarebbe così bello e interessante. Lo facciamo nel marketing, nelle strategie commerciali, perché non applicarlo anche alla vita? E dunque, anche in questo caso<strong> il nostro vero cambiamento è uno stravolgimento. Abituati a obiettivi quantitativi, ci troviamo oggi a poter identificare una qualità della vita migliore: basata sul life balance. Come ci vediamo nella progettazione di obiettivi di qualità?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza &#8211; Be Kind to People</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 10:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza! Se le persone si domandassero più spesso quanto possono ferire le parole che stanno per utilizzare, forse ci sarebbe meno dolore. Sì dolore nel sentirle pronunciare, nel sentirsele rivolte contro. Le parole feriscono, anche profondamente, arrivano a distruggere, possono essere inopportune. Ogni volta che pensiamo di pronunciarne una, chiediamoci sempre se è utile, è importante, ma soprattutto se potrebbe ferire. Spesso mi trovo a tenere lezioni sull&#8217;uso della parola. La parola giusta, quella precisa, studiata e ricercata da inserire in una presentazione per gli investitori. La parola che promuove e valorizza; quella che si inserisce in uno scenario</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza!</h2>
<blockquote><p>Se le persone si domandassero più spesso quanto possono ferire le parole che stanno per utilizzare, forse ci sarebbe meno dolore. Sì dolore nel sentirle pronunciare, nel sentirsele rivolte contro. Le parole feriscono, anche profondamente, arrivano a distruggere, possono essere inopportune. Ogni volta che pensiamo di pronunciarne una, chiediamoci sempre se è utile, è importante, ma soprattutto se potrebbe ferire.</p></blockquote>
<p>Spesso mi trovo a tenere lezioni sull&#8217;uso della parola. La parola giusta, quella precisa, studiata e ricercata da inserire in una presentazione per gli investitori. La parola che promuove e valorizza; quella che si inserisce in uno scenario preciso e ne determina il dato efficace. La parola da evitare perché &#8220;rischiosa&#8221; e in  grado di generare una crisi mediatica. La parola brutta, che ferisce. Ma anche la parola bella che aiuta a costruire il team migliore; quella che valorizza e fa sentire bene. La parola in un testo che ci descrive il senso; quella che ne fa cambiare l&#8217;approccio, e quella che nel nostro diario diventa terapeutica e ci fa scoprire perché ci fa male. Le parole sono un materiale altamente pericoloso se utilizzate senza riflettere.</p>
<p>Non si possono usare parole senza avere riflettuto sull&#8217;altro, sul suo contesto, sul suo momento, senza nessuna empatia. Quello è desiderio di giudicare.</p>
<h4>Non conta quello che vuoi dire, conta quello che percepisce il tuo interlocutore</h4>
<p>In questa frase esattamente il senso del dialogo: utilizziamo le parole con &#8220;buon senso&#8221;, riflettendo su quello che potrebbero generare nel nostro interlocutore e non sempre, con egoismo perché ci riteniamo superiori. Perché ricordiamoci che dal dialogo si percepisce molto della persona. Chi eroga consigli, chi dà giudizi, chi si permette di pensare di sapere cosa è meglio racconta molto di sé attraverso il linguaggio che utilizza. Le parole raccontano molto della persona, infatti il Personal Branding focalizza grande attenzione sulla preparazione a livello comunicativo della persona stessa.</p>
<p>L&#8217;errore più grande è: creare un personaggio pubblico senza avergli dato tutti gli strumenti per mantenere la sua &#8220;Personalità&#8221;. L&#8217;incoerenza parole-azioni è il rischio maggiore di crisi mediatiche e social mediatiche.</p>
<p>Immaginate una figura strutturata sulla capacità di ascolto e di valorizzazione del team che in una conversazione (anche privata) con un collaboratore esce con: &#8220;Non ho tempo da perdere per riflettere sulle mie parole quando dialogo con te&#8221; è esattamente come dire &#8220;Di te non mi interessa nulla. Esisto solo io. Tu non sei importante&#8221;.  Ma non è così che funzionano le relazioni significative in qualsiasi ambito: professione, amicizia, amore &#8230; Ed è proprio dal linguaggio che si percepisce la personalità (Personal Branding) e si decide se il business funzionerà, se l&#8217;amicizia potrà nascere, se potrebbe mai esistere l&#8217;amore.</p>
<h4>Dimmi che parole utilizzi e ti dirò se possiamo &#8220;connetterci&#8221;</h4>
<blockquote><p>Quando le persone si parlano si trasmettono messaggi verbali e non verbali. Si trasferisce un contenuto e anche una percezione del sé. In qualità di consulente strategico ho potuto trasmettere molto di questi aspetti sia come prevenzione dei rischi di crisi, sia come opportunità di valorizzazione del team e di dialogo interno. Come parli influenza molto la reazione, questo è un dato di fatto.</p></blockquote>
<p>In oltre venti anni di professione ho avuto il grande piacere di vedere come le parole utilizzate in maniera consapevole hanno fatto crescere molte realtà. Il team rafforza le relazioni, le connessioni diventano sempre più significative. Le criticità si possono prevedere e se vi sono, si possono sciogliere utilizzando un linguaggio corretto e rispettoso.</p>
<p>E&#8217; sempre una questione di rispetto per l&#8217;altro. Non sono io il centro, ma l&#8217;altro, con il quale voglio costruire un dialogo e una connessione significativa. Altrimenti, ho già chiaro che si tratta di una &#8220;vampirizzazione&#8221; energetica.</p>
<p>Stavo leggendo proprio qualche giorno fa degli articoli in cui si dice che la maggior parte delle rotture nelle coppie dipende da una mancanza di comunicazione efficace. Alla base errori, fraintendimenti, aspettative disattese frutto di un linguaggio errato. Esattamente ciò che avviene anche in ambito lavorativo. <strong>E online tutto questo emerge ampiamente.</strong></p>
<h4>Parole, percezione e rispetto</h4>
<p>Tutto parte dal rispetto. E&#8217; nel rispetto delle persone, nel modo in cui si dialoga, nella conversazione e nel trasferimento dei contenuti che si ha la comprensione della leadership. <strong>Un leader riconosciuto basa tutto sul rispetto degli altri, pondera le parole, il focus non è su se stesso/a ma sugli altri. Il dialogo è sempre sereno. Non è lui/lei ad affermare la sua leadership ma gli altri attraverso le parole e il modo con cui gli si rivolgono. </strong></p>
<p>Attraverso l&#8217;ascolto di come si esprimono gli altri nei suoi confronti si comprende tutto. E quel tutto è il risultato di parole efficaci, parole ponderate, linguaggio attento e preciso nei confronti dell&#8217;interlocutore. <strong>Attenzione che la finzione si scopre: alle parole ovviamente devono corrispondere azioni coerenti 😉</strong></p>
<p>Parole ed emozioni diventano un tutt&#8217;uno attraverso l&#8217;ascolto. La percezione del dialogo diventa la percezione dei ruoli. E dunque la scelta: rimango consapevole della tipologia di relazione? Oppure decido di evitare questa situazione? Dalla parola deriva la scelta. Attenzione a non essere affrettati, ma di verificare se la percezione ha degli elementi concreti a conferma.</p>
<h4>Come si analizzano le conversazioni? Quali sono le parole che creano &#8220;alert&#8221;?</h4>
<blockquote><p>Questa è la domanda più ricorrente che mi viene fatta. Non esiste una formula magica da applicare ad ogni caso, esiste un allenamento costante all&#8217;ascolto e alla produzione. La prima conversazione che dobbiamo analizzare però è quella con noi stessi, da qui deriva tutto il resto. Farci domande scomode? Avere il coraggio di scoprirci è fondamentale. E, soprattutto dopo avere compreso come ci stiamo parlando, trovare il modo per migliorarci. Le parole in questo sono preziose.</p></blockquote>
<p>Da una parte c&#8217;è la persona che parla, dall&#8217;altra il ricevente del messaggio con la sua percezione, dall&#8217;altra ancora il web e i social: come si viene percepiti?</p>
<p>Sorrido perché penso a situazioni in cui si ha un relatore/relatrice e poi uno dei partecipanti particolarmente &#8220;agguerriti&#8221; nel desiderio di identificarsi come leader. Un po&#8217; contrastivo, un po&#8217; polemico, un po&#8217; domande scomode &#8230; ma questa persona nell&#8217;intento di dimostrare la sua &#8220;superiorità&#8221;, perché questo è l&#8217;obiettivo che traspare non si rende conto che tutto quello che sta facendo è la percezione che gli altri avranno di lui/lei. E che sotto ai riflettori e dunque alla lente di ingrandimento dell&#8217;analisi non è il relatore ma lui/lei.</p>
<p>Che percezione sta dando di se stesso/a in quel momento? Le domande che sta facendo sono pertinenti? Ha davvero senso tentare di mettere in difficoltà il relatore/relatrice a scapito di un tempo sprecato rispetto alle informazioni che si potrebbero raggiungere? La risposta è nelle parole. Se sono pertinenti e corrette sì, altrimenti la percezione sarà &#8220;guarda questo/questa quanto tempo ci fa sprecare per le sue manie di protagonismo&#8221;.</p>
<p>Ma di queste situazioni ne potremmo citare a centinaia, come chi spreca opportunità mediatiche per egocentrismo invece di sfruttare quel tempo a favore di un messaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi lascio anche un racconto breve, se vi va di leggerlo. Perché per me le parole sono anche creatività e scrittura</p>
<p><strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/emozioni-di-latta-racconto-breve/">Il racconto breve: emozioni di latta</a></strong></p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
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		<title>Emozioni di latta &#8211; racconto breve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 10:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[be kind to people]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni in latta]]></category>
		<category><![CDATA[i miei racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconto breve]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emozioni di latta &#8211; racconto breve Emozioni di latta, quando la scrittura creativa ti avvolge tra emozioni, carne in scatola e chiavi di latta. Amo la scrittura, ma soprattutto la parola in ogni sua forma. Non esiste momento della giornata in cui non ci sia un testo creativo. Oggi ho deciso di condividere un racconto breve autobiografico. #bekindtopeople e ricordiamoci sempre che la parole vanno maneggiate con cura, esattamente come i ricordi. E’ una serata come le altre, un bicchiere di vino rosso, il monitor che emana la sua luce fredda, neutralizzata, in parte, da quella calda scelta dal treppiedi sul tavolo. E’ un venerdì</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Emozioni di latta &#8211; racconto breve</h2>
<h3><em>Emozioni di latta, quando la scrittura creativa ti avvolge tra emozioni, carne in scatola e chiavi di latta.</em></h3>
<blockquote>
<p class="p1">Amo la scrittura, ma soprattutto la parola in ogni sua forma. Non esiste momento della giornata in cui non ci sia un testo creativo. Oggi ho deciso di condividere un racconto breve autobiografico. #bekindtopeople e ricordiamoci sempre che la parole vanno maneggiate con cura, esattamente come i ricordi.</p>
</blockquote>
<p class="p3"><span class="s1">E’ una serata come le altre, un bicchiere di vino rosso, il monitor che emana la sua luce fredda, neutralizzata, in parte, da quella calda scelta dal treppiedi sul tavolo. E’ un venerdì sera, sono le 21:30, a breve inizierà il coprifuoco. Mi alzo per guardare fuori gli ultimi passi frettolosi tra le luci. Mi siedo sulla panchina della mia bow window, il mio rifugio notturno. Ma che di giorno è il luogo preferito del mio cane perché scaldato dal sole che entra. Impassibile avvicino il volto al vetro della finestra, ora<span class="Apple-converted-space">  </span>freddo. Voglio tornare a viaggiare. Mi sento prigioniera in questa casa, che non ho mai vissuto appieno, un contenitore in grado di congelare le emozioni, esattamente come il vetro premuto contro la mia fronte. Eppure su quella bow window non meno di un anno fa eravamo sedute in due, a ridere a crepapelle. Il freddo non si sentiva, in due ci si scalda.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Un attimo prima stai viaggiando sulla tua auto in un’autostrada grigia davanti ad un tragitto dritto e monotono a fantasticare di dove andrai in vacanza. Mentre un attimo dopo ricevi la proposta più emozionante della tua vita, che ti scalda l’anima più ancora del sole di luglio delle 14:00, che leva il fiato in quella stanza enorme in cui ti trovi.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">E quella lunga lingua grigia che all’andata era fredda e priva di significato, diventa calda, avvolta dal sole. E sarà un luogo che per sempre ti ricorderà i sogni, le fantasie e le emozioni incredibili provate in quella calda estate. E’ così, è inevitabile, ogni volta che ritorni su quel tratto la mente torna là, il cuore si scalda, e se ti ascolti attentamente puoi percepire lo svolazzare di farfalle nello stomaco. Non serve l’amore per provarle, servono emozioni intense. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Quelle che oggi paiono congelate come quel freddo che ora percepisco sulla fronte appoggiata al vetro.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Torno al computer, voglio trovare una sedia vintage color ocra. Mi piacerebbe in velluto, con la forma che ricorda una conchiglia, ho nostalgia del mare. Sorseggio il mio vino rosso, il cui sapore mi riporta a tante serate incredibili. A volte penso che in certi momenti la vita ha una sceneggiatura di gran lunga superiore ai migliori film. E mentre la mia mente spazia tra i ricordi, le mie mani continuano a digitare sulla tastiera, e quel ticchettio mi riporta ad una schermata: Ebay. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Fisso il monitor, la luce fredda che emana mi impedisce di mettere a fuoco l’oggetto, forse per le troppe ore che oggi ho trascorso qui, immobile, davanti a questo schermo a fare lezione.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Sento gli occhi stanchi, ma le farfalle nello stomaco. Mi trovo a fissare una lattina di carne Simmental con la sua chiave di latta e il viso rigato dalle lacrime. Non riesco a trattenerle, mi porto velocemente le mani agli occhi per eliminarle, ma nulla. Mi arrendo, lascio che questa forte emozione esca in tutta la sua intensità. Mi appoggio le mani sotto il mento, lascio che i ricordi fluiscano insieme alla bellezza di questo tsunami che mi sta avvolgendo e riscaldando. Ho lo stomaco sotto sopra, il corpo che si muove al ritmo dei singhiozzi e alla fine sorrido. Sorrido tra le lacrime, sorrido inondata dalle emozioni di meravigliosi ricordi. E resto lì, ferma, ad assaporarmi ogni istante di quell’incredibile visione che la mente mi sta restituendo.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Mi appoggio allo schienale e guardo quella bambina con il suo papà che ride, con il suo sguardo innamorato verso il padre che tiene in mano una strana chiave di latta e tenta di capire come aprire una scatoletta di carne Simmental. “Papà, secondo te ce la faremo?” dice ridendo. E’ felice, felice davanti ad una scatoletta di carne di cui non conosce neppure il sapore. Ma sa che non le importa, sa che la mangerà, perché non è il sapore, ma il momento. “Dobbiamo riuscirci Cicchetta, perché è il nostro pranzo”, risponde con la sua voce dolce e il suo sguardo premuroso il suo papà. “Sai che non so cucinare, quindi abbiamo due scatolette con pomodoro e insalata. Adesso vedrai che capisco come fare”. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">E mentre osservo questa scena le lacrime sono copiose, riprovo quell’entusiasmo, quelle risate, quella gioia intensa nel passare il tempo con lui. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">E’ incredibile come una chiave di latta sia in grado di riportare alla mente episodi vissuti più di trent’anni prima e come le emozioni siano lì, pronte ad esplodere, intense. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Una chiave di latta che ha una piccola apertura in cui si deve inserire un pezzettino che spunta dall’esterno della scatoletta. “Ecco, ci sono riuscito! adesso dammi qualche minuto che preparo i piatti e poi la tavola”.<span class="Apple-converted-space">  </span>Non era per nulla un cuoco, ma era un esteta, un padre amorevole, un amante dell’arte in ogni sua forma e tutto questo lo sapeva ricreare in pochi minuti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Una tavola perfetta, pronta per il miglior banchetto reale, tutto impeccabile, e due piatti straordinariamente belli, perfettamente simmetrici, disegnati con precisione millimetrica, da mani che di mestiere necessitano l’esattezza chirurgica. Era tutto così bello e perfetto che non avrei voluto toccare nulla, neppure bere l’acqua da uno dei due bicchieri riempiti esattamente alla stessa altezza. Mangiammo, il sapore non era tra i miei preferiti, ma nessun piatto in tutta la mia vita ebbe così tanto sapore d’amore. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">“Papà lo mangeremo ancora?”. “Certo se ti è piaciuto, sì.” “Mi è piaciuto molto, papà.”</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Bevo un altro sorso di vino. Sorrido. Guardo intensamente la luce calda del treppiedi mentre le mie mani stanno digitando sulla tastiera e sfiorando il touch pad. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Transazione eseguita. Adesso quella scatoletta di carne della fine degli anni settanta con la chiave di latta è mia.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Di getto scrivo un testo. Lo incollo nella mail e lo spedisco. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Poco dopo la risposta “Bellissimo!!!”.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Torno alla finestra, mi siedo faccio partire la chiamata, ed ecco che quell’angolo si riempie di nuovo di risate e di emozioni di latta. “Ma davvero adesso hai una lattina con carne in scatola di oltre quarant’anni?”.</span></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/emozioni-di-latta-racconto-breve/">Emozioni di latta – racconto breve</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente con le persone &#8220;Be Kind to People&#8221;: creare relazioni significative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 13:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[connessioni significative]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione delle relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[fattore tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi</h2>
<blockquote><p>Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto alla nostra vita. Amo profondamente le persone, mi piace ascoltarle, conoscerle, scoprire i sogni e se posso aiutare a realizzarli. Anche nel lavoro per me tutto questo è fondamentale e quando leggo le schede di valutazione beh, mi rendo conto che riesco a farlo comprendere anche agli altri. Dunque PR l&#8217;arte di connettersi profondamente- Be kind to People di Francesca Anzalone</p></blockquote>
<p>Oggi nella scaletta editoriale doveva esserci un altro tema, ma gli avvenimenti degli ultimi giorni mi hanno portata a parlare nuovamente di relazioni significative, interconnessioni e costruzione di valore. Ne parlavo giorni fa in due corsi di Crisis Management, dove le relazioni contano eccome! Dove il conoscere, il rispettare e l&#8217;avere valori comuni nel qui e ora fa una grande differenza. Riflettevo un paio di ore fa, dopo essere tornata dal supermercato, e in una lunga coda, avere dialogato con una bambina di quattro anni che la zia, sconosciuta, mi ha affidato per 25 minuti . Ci ho riflettuto a fondo in questi mesi quando tutte le relazioni intessute in poco più di quindici giorni estivi, si sono dimostrate non solo solide, ma anche di immenso valore. L&#8217;elemento comune: la fiducia e l&#8217;affidabilità che certe persone trasmettono.</p>
<h4>Siamo tutti interconnessi</h4>
<p>Questo incontro mi ha fatto riflettere molto: quando la zia è tornata e ci ha trovate a chiacchierare ha detto &#8220;Lei di solito non parla con nessuno, Neppure con me&#8221;. A me invece aveva raccontato tanto: la sua età, il suo nome, la passione per la danza. Mi aveva mostrato anche qualche passo. E poi mi aveva detto che era triste perché non poteva ballare. Io le ho raccontato di quando &#8220;la mia bambina&#8221; alla sua età aveva iniziato a danzare, della sua passione. E che oggi si trova lontano. Le ho detto che anch&#8217;io ero triste per questo momento così complicato perché non potevo andare da lei.  Però ci tenevo a dirle che non è una gara di tristezza, e che possiamo &#8220;sfruttare questo momento per goderci i momenti belli&#8221;.  Per esempio per me questo è un momento bello le ho detto, perché ti ho conosciuta e so che nel mondo ci sarà una nuova ballerina. il suo sorriso è stato così pieno e sincero che mi ha aperto il cuore. Il commento della zia &#8230; un classico cliché che gli psicologi dicono di evitare &#8220;alla zia non fai mai questi sorrisi, non sei una brava bambina&#8221;.</p>
<p>Ecco le relazioni significative si basano sull&#8217;onestà, sulla trasparenza, sul vero significato di perché le energie possono fluire. E il tempo, ce ne renderà conto 😉</p>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente e di costruire relazioni significative attraverso le PR</h4>
<p>Al centro di tutte le interconnessioni vi è valore e fiducia. mettere in relazione significa avere compreso, ascoltato, &#8220;sentito&#8221; le energie e quel riverbero che può risuonare in altre persone. Persone che possono diventare amiche perché condividono valori, altre per business, altri ancora per una passione comune, ciascuno nel qui e ora con consapevolezza e responsabilità.</p>
<blockquote><p>Non è vero che &#8220;io li metto in contatto e poi sta a loro gestire la relazione&#8221;. Bisogna essere consapevolmente connessi, e dunque comunicare con responsabilità e consapevolezza. Significa aumentare la creatività nella relazione, inserire valore aggiunto, supportare, dare spunti senza interferire nella loro interconnessione, ma continuare ad essere significativi.</p></blockquote>
<p>Relazioni significative dunque come valore alla base, create su trasparenza, onestà e promozione di una crescita. Analizzando le relazioni significative si percepisce costruzione, ascolto, energie che circolano. In quelle basate su interesse, invece, si percepisce vampirismo energetico, voglia di dimostrare di essere migliori, fondamentalmente &#8220;vuoto&#8221;. Immagine VS sostanza dunque, in uno scenario preciso che sta determinando molte scelte.  Il tempo in questo caso è un elemento che dimostra quanto impegno, quanta dedizione e quanta voglia di costruire c&#8217;è dietro a quel collegamento.</p>
<blockquote><p>Oggi se vali, se ci credi, se sei appassionato si sente, si percepisce. La &#8220;foto perfetta&#8221; non funziona più, testimonia solo la proiezione del tuo io desiderato. Come puoi costruire relazioni significative anche attraverso il digital se la tua immagine risale a anni fa e non corrisponde a chi sei qui e ora? La risposta: sono esattamente quella persona coerente con me stessa, non è una risposta significativa. Coerenza non significa essere radicati in ciò che si era.  Si cambia, si cresce, si migliora! Coerenza significa avere degli obiettivi e raggiungerli impegnandosi in ciò che si fa e migliorando per raggiungerli in tempi più brevi. Le relazioni significative possono avvenire solo tra persone autentiche.</p></blockquote>
<h4>Il tempo, l&#8217;ascolto e l&#8217;essere consapevolmente connessi</h4>
<p>E&#8217; il tempo il nostro migliore alleato, perché è solo nel tempo che si vede quanto una relazione la si coltiva e che tipo di percezione si ha nei confronti delle persone. In oltre venti anni di attività professionale, con migliaia di persone conosciute ho imparato ad ascoltare sempre più, ho allenato la mia mente e le mie capacità di ascolto ad entrare in empatia e comprendere il tipo di relazione che si sarebbe potuta instaurare. Questione di sensibilità, di bagaglio culturale, di allenamento, di voglia di migliorare e soprattutto di una grande base di partenza: imparare ad ascoltare me stessa, a connettermi significativamente con me stessa prima di tutto. Questo ci permette di essere centrati e dunque di comprendere quando qualcuno non ci ascolta, quando superficialmente getta un giudizio e  pensa di avere fatto la cosa migliore per se stess*</p>
<blockquote><p>Le persone contano, ognun* con il proprio bagaglio, ma soprattutto ognun* con energia e valore. E tutti sentiamo il bisogno di essere interconnessi, per l&#8217;ascolto, per l&#8217;affetto, per l&#8217;energia, per il valore.</p></blockquote>
<h4>&#8220;Non si finisce mai di conoscere una persona&#8221;: PR l&#8217;arte di connettersi profondamente</h4>
<p>Una frase che viene utilizzata spesso in maniera negativa, perché chi la pronuncia ha scoperto un lato che l&#8217;ha delus*, ferit*, sorpres*</p>
<p>Ma se la guardiamo da un&#8217;altra prospettiva è un incitamento a  continuare a scoprire; il richiamo alla mente a non pensare di avere la verità assoluta in mano. Soprattutto uno stimolo a imparare a conoscere costantemente, a rimanere in ascolto e achiederci: quanto teniamo a questa persona? E dunque quanto facciamo per ricordarglielo?  Quanto investiamo in questa relazione?</p>
<p>Il punto però non è questo, ma porci sempre la domanda: ho davvero ascoltato questa persona? ero davvero in sintonia con questa persona? Capita spesso che si desidera vedere una persona per ciò di cui noi abbiamo bisogno nel qui e ora, e non con oggettività. La persona è sempre la stessa, la percezione che ne abbiamo è nostra. Vi è mai capitato di pensare che una persona fosse speciale e in realtà accorgervi poi con il tempo che è una persona con tante cose irrisolte che ha solo bisogno di &#8220;avventarsi sugli altri per non pensare alla propria vita?&#8221;.</p>
<blockquote><p>La bellezza risiede proprio qui, non perderci l&#8217;opportunità di creare qualcosa di significativo, perché altrimenti rischiamo di precluderci qualcosa di meraviglioso, e poi col tempo di rimpiangere quella connessione.</p></blockquote>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente: investire il tempo</h4>
<p>Costruire relazioni significative implica molto tempo, molta dedizione e soprattutto grande ascolto. Questo ascolto parte da noi: possiamo costruire relazioni significative solo e soltanto quando siamo consapevolmente connessi con noi stessi e quindi in grado di ascoltare gli altri. Ecco perché ci sono persone in grado di generare relazioni significative tra amici, amorose, nel business e anche online. Non hanno bisogno di colmare un vuoto loro, ma centrate, possono ascoltare oggettivamente tutte le conversazioni, gli interessi, i valori e costruire dei  legami.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative/">PR l’arte di connettersi profondamente con le persone “Be Kind to People”: creare relazioni significative</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221; &#8211; il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 09:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
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		<category><![CDATA[consapevolmente connessi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221;: costruire relazioni significative e agire con consapevolezza e responsabilità Social Activism, dal pensiero all’azione: comunicare non è più sufficiente, bisogna agire, testimoniare e fare squadra #consapevolmenteconnessi sia online che offline. Senza l&#8217;azione nessuna parola porta con sé attivismo, e i social lo hanno ampiamente sottolineato negli ultimi anni. Anzi potremmo dire che hanno insegnato a prendere con maggiore responsabilità il proprio percorso. Bentrovati e buona domenica in questo mio viaggio personale e professionale nelle principali tematiche del momento. Da una parte la partecipazione attiva, la condivisione di idee e valori, dall&#8217;altra la paura dei cosidetti Washing mediatici ha delineato</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/social-activism-be-kind-to-people/">Social Activism “Be kind to People” – il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221;: costruire relazioni significative e agire con consapevolezza e responsabilità</h2>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Social Activism, dal pensiero all’azione: c</b></span><span class="s1">omunicare non è più sufficiente, bisogna agire, testimoniare e fare squadra #consapevolmenteconnessi sia online che offline. Senza l&#8217;azione nessuna parola porta con sé attivismo, e i social lo hanno ampiamente sottolineato negli ultimi anni. Anzi potremmo dire che hanno insegnato a prendere con maggiore responsabilità il proprio percorso. Bentrovati e buona domenica in questo mio viaggio personale e professionale nelle principali tematiche del momento.</span></p>
</blockquote>
<p>Da una parte la partecipazione attiva, la condivisione di idee e valori, dall&#8217;altra la paura dei cosidetti Washing mediatici ha delineato una nuova strategia comunicativa ma non solo.</p>
<h4>SOCIAL ACTIVISM: QUALI LE NUOVE DINAMICHE?</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Quali le nuove dinamiche tra i social media, attivismo e movimenti sociali? Quali le nuove figure che si affacciano sulla scena mediatica grazie alle loro idee? Ma soprattutto quali le azioni di denuncia e divulgazione su tematiche precise?</span></p>
<blockquote><p>Una volta si partecipava offline. Quando si credeva in una causa dopo le lezioni si rimaneva in uno spazio chiuso o aperto (a seconda delle possibilità) e si condivideva la visione e la strategia per portare avanti quella determinata idea. Si partiva sempre da un gruppo ristretto di persone, spesso compagni di corso o di classe, e si allargava attraverso le singole relazioni. &#8220;Potrebbe interessare anche a &#8230; potremmo coinvolgere anche &#8230;.&#8221; ognuno con un ruolo specifico.  Il gruppo si allargava, le idee aumentavano e nella maggior parte dei casi si trasformavano i striscioni, scritte, cartelli e voglia di cambiamento. Era l&#8217;occasione per mettere in comune le idee, ma anche di aggregarci, di condividere e di incontrare persone nuove che come noi, nutrivano interesse per un determinato argomento. Alla base di tutto la voglia di fare e di &#8220;cambiare le cose&#8221; che non ritenevamo corrette. Tutto partiva da un problema, da un qualche cosa che leggevamo sui libri, da una &#8220;chiamata ad agire per non lasciare correre qualcosa che non faceva parte del nostro modo di pensare e di interagire&#8221;. potrei citare centinaia di momenti nei quali dopo una lezione, dopo una telefonata o dopo un incontro sono seguiti cartelloni, incontri di confronto e veri e propri dibattiti pubblici ai quali chiamavamo a partecipare ragazzi più grandi, talvolta adulti e realtà anche del territorio ai quali chiedevamo spiegazioni. Sempre mossi da grande passione, voglia di cambiamento e attenzione su quelle parole che venivano utilizzate in maniera inappropriata; tanto forti da trasformarsi poi in concetti negativi che potevano proseguire in veri e propri comportamenti &#8220;inacettabili&#8221;. Devo dire che anche in questo caso ho avuto la fortuna di avere compagni di scuola, di corso e amici sempre pronti e attenti a tantissime tematiche, ma soprattutto degli insegnanti che ci mostravano il mondo non come microcosmo del nostro territorio, ma come un luogo sconfinato e ricco di milioni di sfumature. &#8220;Non siamo tutti uguali, ognuno di noi è diverso: ha il suo credo, ha la sua visione, ha il suo modo di affrontare le cose e noi lo dobbiamo sapere&#8221;. Ognuno di noi pensa e agisce differentemente e questa è la più grande ricchezza. E questa ricchezza me la porto dentro ancora oggi, perché è proprio ciò che mi permette di non avere mai pre-giudizi, di poter dialogare con chiunque e di poter costruire una lunga vita insieme anche con chi ha idee diverse dalle mie. Un modo bellissimo per crescere ogni giorno. Un modo bellissimo per costruire relazioni significative tra persone. Se non avessi avuto queste basi così solide di accettazione, accoglienza, consapevolezza della diversità, &#8230; probabilmente mi mancherebbe una grande parte della sensibilità all&#8217;ascolto maturata negli anni. Per questo quando mi chiedono che percorso si deve seguire per essere un bravo PR Manager rispondo sempre che serve un percorso professionale e personale molto articolato. E in questo ho avuto degli insegnanti straordinari, degli amici incredibili e tantissime opportunità di conoscenza durante i miei viaggi a partire da giovanissima. Tra gli insegnanti inserisco anche i miei genitori, perché mi hanno insegnato a non prevaricare mai, soprattutto perché ognuno vive una propria esistenza, in un proprio contesto con delle proprie emozioni, e noi non sappiamo fino in fondo quali sono: perciò mai dare il proprio giudizio o io avrei fatto così, ma mettersi a disposizione sempre per ascoltare.</p></blockquote>
<h4>SOCIAL ACTIVISM E NUOVI INFLUENCER</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Oggi la comunicazione è molto più ampia grazie al web e ai social e sono emersi  nuovi Influencer, quelli che credono in ciò che divulgano, che prendono parte attivamente alla vita social offline e usano i social media come strumento di propagazione di un messaggio. Sono anche quelli che influenzano il linguaggio dei Brand, ma non solo, per sensibilizzare su aspetti in cui credono e per denunciare quando “ci si approfitta di una causa per solo scopi commerciali e di immagine”.</span></p>
<blockquote><p>Quello che facevamo mettendoci la faccia, reggendo i cartelloni durante i cortei, organizzando le giornate per approfondire determinate tematiche. Organizzando viaggi all&#8217;estero per conoscere quella determinata tematica, cercando di viverla in prima persona. Oggi abbiamo grandi opportunità, possiamo non solo leggere libri, conversare con grandi esperti, credere in una causa e diventarne parte attiva anche come divulgatori, possiamo ampliare gli orizzonti in pochi minuti grazie ai social. Ma la cosa che amo maggiormente di questo periodo è la possibilità di smascherare chi non è davvero parte attiva; chi non ci crede fino in fondo, e chi, di una tematica specifica ne fa solo comunicazione senza nessuna azione. Le crisi mediatiche sono un grande insegnamento per chi le vive: si comprende oggi che non si può solo riempire i canali e i siti di frasi belle e ad effetto. Bisogna agire con consapevolezza e responsabilità. &#8220;Un gesto vale più di mille parole&#8221; rimane una grande affermazione anche nell&#8217;era dei social!</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Il social activism è trasversale, integrato tra online e offline e soprattutto concreto. Non si può dichiarare di essere coinvolti in una causa senza elementi concreti che ne testimoniano la reale appartenenza. E questo ce lo confermano i numerosissimi Washing dal Green al Pink, al Covid, ma l’elenco è ampio e articolato. Oggi comunicare bene, condividere una vision ben delineata non è più sufficiente, anzi, se non supportata da un’azione concreta e articolata nel tempo diventa un potenziale alto di crisi mediatica. Dunque, dalla dichiarazione all’azione per essere parte di una società fisica e virtuale, per diventare parte attiva in idee e movimenti sociali. Mi sono specializzata nella comunicazione di crisi proprio perché nel mio io essenziale ho sempre sentito il bisogno di valutare i rischi di ogni cosa prima di agire. </span></p>
<blockquote><p>Questa mia propensione alla valutazione del rischio in certi momenti è stata anche una &#8220;difficoltà&#8221; soprattutto da ragazzina quando gli amici non pensavano mai alle conseguenze, e quando dicevo &#8220;ma se poi &#8230;.&#8221; mi rispondevano con &#8220;poi vediamo!&#8221;. Quindi la mediazione tra il mio &#8220;ma se poi e il poi vediamo&#8221; era un buon equilibrio per gestire le conseguenze che inevitabilmente ci trovavamo ad affrontare 😀 #consapevolmenteconnessi tra noi e il mondo era l&#8217;approccio alla vita che avevamo, sempre pronti a partecipare e mai a rimanere ad osservare passivamente. Una caratteristica che continua ad essere parte di me e soprattutto un aspetto del mio carattere che forse è tra quelli che amo di più.</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Si parte dalla consapevolezza di un problema, dalla voglia di prendere parte alla risoluzione e prima ancora alla sensibilizzazione sociale attraverso ogni canale; per poi diventare responsabili di azioni e di un piccolo cambiamento che passo dopo passo può raggiungere sempre più persone. Oggi ci si aspetta una presa di posizione, una presa di responsabilità, una partecipazione alla vita pubblica che non può essere fatta solo di parole, ma di azioni concrete e di costruzione di reti sempre più partecipate. Le Community diventano ambienti di discussione, di riflessione, di sensibilizzazione in grado di influenzarsi vicendevolmente. E questo lo hanno ben compreso i nuovi Influencer che si sono affacciati con obiettivi precisi di cambiamento e anche i Brand, le Istituzioni e gli Enti che, in parte sperimentandolo sulla propria pelle, hanno rischiato di perdere la fiducia e la credibilità costruita in anni di lavoro. Oggi la cittadinanza partecipa, fa sentire la propria voce, le nicchie hanno acquisito visibilità grazie alle opportunità del web e con grande determinazione stanno contribuendo ad un cambiamento sociale. La parola, l’uso dei termini, il linguaggio appropriato sono alla base della consapevolezza: si inizia con la divulgazione, l’educazione all’uso consapevole e responsabile per poi passare al come, posso trasferire tutto questo in azioni concrete.</span></p>
<h4>BRAND ACTIVISM: ATTENZIONE AI WASHING</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Dai giovani, ai meno giovani, fino a Brand, Enti e Istituzioni, ognuno è chiamato a partecipare attivamente alla società prendendo parte ad un’azione. E se pensate che non farlo sia un modo per evitare possibili crisi mediatiche, state sbagliando. Oggi ci si aspetta una presa di posizione da parte di ciascuno di noi in un’ottica di trasparenza, lealtà e correttezza.</span></p>
<blockquote><p>Accoglienza, accettazione, rispetto, dignità della persona, diritti delle donne, empowerment, sono tra le parole che amo di più e attorno alle quali mi piace ricordare tanti episodi della mia vita, articoli scritti, incontri, conoscenze, materie studiate, esami sostenuti, formazione erogata, formazione fruita, copy scritti e fotografie di eventi che porto nel cuore conservati nell&#8217;armadio. Ovviamente, ormai avete chiaro il fatto che non mancano mai foto e pagine dei diari. Ma soprattutto quello che sono felice di ricordare è che tante di quelle persone con cui condividevo tutto questo continuano a fare parte della mia vita e ogni tanto ci concediamo serate Revival di episodi indimenticabili. E sempre con il finale &#8220;Eravamo dei gran fighi, però!&#8221;</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Ti lascio qualche spunto di riflessione a livello professionale e sul mio Blog <a href="http://www.francescaanzalone.it"><span class="s2">www.francescaanzalone.it</span></a> potrai trovare approfondimenti video e podcast (gratuiti):</span></p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1">La Vision non è più completa ed efficace se non accompagnata da azioni concrete, da partecipazione e da prese di posizione da parte del Corporate o del Brand. Senza dimenticare che oggi anche il CEO ha il suo Branding.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Fare rete è fondamentale, siamo tutti interconnessi e costruire con chi crede fermamente in una causa significa avere il miglior partner per la costruzione della corretta strategia. Crederci non basta se non si segue un percorso articolato.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Partecipazione è dimostrazione: anche i social media manager oggi hanno specializzazioni e competenze sempre più verticali. Perché partecipare facendo sentire la presenza sui social non è più sufficiente. Si deve costruire consapevolezza e si deve dimostrare di conoscere l’argomento.</span></li>
</ul><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/social-activism-be-kind-to-people/">Social Activism “Be kind to People” – il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211;  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 07:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria digitale: Content Creation e programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[copy]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo Ho sempre messo le emozioni al centro, per comprendere appieno le dinamiche comportamentali all&#8217;interno delle Community di Apprendimento. Ho sempre pensato che lo stato d&#8217;animo delle persone fosse il centro propulsore nella formazione; e l&#8217;uso consapevole della parola un aspetto fondamentale. Quanto sai coinvolgere? Quanto sai stimolare? Ma soprattutto quanto sai creare l&#8217;ambiente di apprendimento migliore per i tuoi discenti? La mia ricerca iniziava proprio dall&#8217;ultima domanda, dopo avere analizzato i comportamenti, le reazioni, le emozioni di ciascuno dei partecipanti ai corsi</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/personal-brand-tra-copy-e-empatia-be-kind-to-people/">Personal Brand tra Copy e Empatia –  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Personal Brand tra Copy e Empatia &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</h1>
<blockquote><p>Ho sempre messo le emozioni al centro, per comprendere appieno le dinamiche comportamentali all&#8217;interno delle Community di Apprendimento. Ho sempre pensato che lo stato d&#8217;animo delle persone fosse il centro propulsore nella formazione; e l&#8217;uso consapevole della parola un aspetto fondamentale. Quanto sai coinvolgere? Quanto sai stimolare? Ma soprattutto quanto sai creare l&#8217;ambiente di apprendimento migliore per i tuoi discenti? La mia ricerca iniziava proprio dall&#8217;ultima domanda, dopo avere analizzato i comportamenti, le reazioni, le emozioni di ciascuno dei partecipanti ai corsi online. Era il 1999 quando iniziammo a &#8220;disegnare l&#8217;ambiente più idoneo per quella precisa tematica&#8221; tra Copy e empatia. Sì perché non esiste l&#8217;Ambiente, esiste una struttura personalizzata per un determinato tipo di discente a cui vengono proposti contenuti e una modalità di interazione. Lo so, è costoso, è impegnativo in termini di energie, ma è efficace. Pensiamo a quanto costerebbe la scontentezza dei discenti, la loro insoddisfazione, la loro mancanza di coinvolgimento? Quanto impatterebbe sull&#8217;affidabilità? Quanto sul Brand?</p></blockquote>
<h3>L&#8217;EMPATIA CI PERMETTE DI COSTRUIRE ESPERIENZE E RELAZIONI SIGNIFICATIVE</h3>
<p>In queste ultime settimane oltre a fare formazione a pubblici differenti che vanno dagli studenti delle Superiori a dipendenti quadri delle PA e a imprenditrici ho letto molto, ascoltato parecchio e assistito a corsi. E&#8217; fondamentale aggiornarsi quotidianamente, confrontarsi e verificare quanto il nostro approccio può essere ancora la direzione da seguire. Tutto questo ci permette di rimanere sempre #consapevolmenteconnessi con il mercato, con lo scenario e con noi stessi; ma soprattutto ci porta ad inserire su una linea del tempo tutta la nostra esperienza etichettandola pezzetto dopo pezzetto.</p>
<blockquote><p>Fermarci a mettere ordine al nostro percorso è un&#8217;attività che dovremmo fare annualmente. Una verifica che ci permette di comprendere appieno se stiamo seguendo un percorso (il nostro percorso) o se stiamo inseguendo &#8220;la notorietà&#8221; attraverso le mode del momento. Il fulcro di tutto è: come stiamo affrontando la nostra tematica? La linea temporale ci presenta esattamente se lo stiamo facendo con coerenza e se la nostra esperienza reale, autonoma, corrisponde con i job title che troppo spesso corrispondono più ad una proiezione desiderata che alle competenze maturate. Ma soprattutto quanto siamo connessi con ciò che stiamo facendo?</p></blockquote>
<p>Mettere in una sequenza temporale e identificare le competenze maturate, le esperienze e il come lo si è fatto è la prima tappa per un percorso di consapevolezza sulla nostra professionalità. Il CV è una fotografia oggettiva di cosa, che va accompagnato da un come e perché in grado di farci conoscere per ciò che siamo professionisti con una nostra personalità. Ricordo ancora le bellissime parole che i miei docenti spendevano per me &#8220;E&#8217; brava, ma soprattutto in ogni cosa che fa ci mette una grande passione!&#8221;, &#8220;E&#8217; sempre dentro all&#8217;argomento, si sente che non lo fa come dovere&#8221;, &#8220;Tu ci credi in quello che fai, non lasci mai nulla al caso, cerchi la radice profonda&#8221;.  E questa passione è sempre stata la mia guida.</p>
<p>In venti anni di insegnamento ho imparato che non contano solo le parole, ma soprattutto i comportamenti. Esattamente come per me, quando stavo seduta in aula, anche per loro conta la condivisione, l&#8217;essere coerenti, il raccontare ciò che si fa, come lo si fa esattamente nella stessa misura in cui come ci si comporta.  Esserci per supportare, per aiutare a migliorare, per costruire il percorso più efficace. Il famoso patto di formazione è: ti supporto!</p>
<h4>PERSONAL BRAND: QUESTIONE DI FIDUCIA E DI AFFIDABILITA&#8217;</h4>
<p>Ovviamente queste frasi mi hanno scolpito la determinazione interiore, e le ho recuperate dai miei diari, proprio per non perdere le emozioni del momento, quelle che accompagnavano la scrittura e mi rendevano orgogliosa e fiera di quello che stavo facendo. Beh, non immaginatevi solo parole belle e grandi progetti, pensate anche ai &#8220;Si, ma i tempi non sono ancora maturi&#8221;, &#8220;Si deve fare un passo alla volta&#8221;, &#8220;Il progetto si finisce solo se ci sono i fondi, altrimenti non possiamo andare avanti&#8221; &#8230; Frasi alle quali la mia passionalità e il mio bisogno di concludere sempre quello che inizio non reagivano sicuramente con pacatezza. Fu intorno ai 22-23 anni che compresi che l&#8217;autocontrollo è fondamentale: imparare a scindere ragione e sentimento serve per reagire nella maniera migliore rispetto all&#8217;obiettivo prefissato. Il mio mentore un giorno mi disse: non devi avere fretta, il tempo ti dà tutte le risposte, devi solo avere fiducia. <strong>Fiducia, la parola più estraniante che potessi sentire. </strong>Quella che per me fu un metti in fila tutta la tua vita e inizia a verificare quanta fiducia hai in te stessa e quanta ne hanno gli altri in te. Se comprenderai che la misura della fiducia va in base alle esperienze degli altri ti renderai conto che i no, gli aspetta e prima vediamo i risultati e poi proseguiamo non sei tu, ma loro. <strong>Tu renditi affidabile il più possibile attraverso le esperienze e i risultati che ottieni, segna tutto, metti in un cassetto e aspetta che i tempi siano maturi: allora apri, tira fuori e non perderai mai tempo. </strong>Quella conversazione avvenne ad una festa estiva in Università e fu esattamente il nostro primo incontro.</p>
<p>Da quella conversazione portai a casa la mia applicazione: <strong>scegli cosa vuoi fare, quale la strada che vuoi seguire e renditi affidabile per quel percorso. Cosa ti piace fare? Cosa vuoi fare? Cosa sei in grado di fare oggi per quella scelta? Cosa devi migliorare? </strong> Fu da quel momento che scelsi con convinzione la mia strada già in parte percorsa.</p>
<p>In parte  era il Personal Brand che si stava delineando, con maggiore consapevolezza e con la voglia di costruire un percorso importante. Gli insegnanti contano molto sul percorso di uno studente. Soprattutto il loro comportamento: diventa un&#8217;ispirazione! E fu proprio così per me. Alle sue parole <strong>pensa in grande, pensa che il prossimo anno ti troverai nel più grande Convegno dedicato all&#8217;e-Learning, dove si prenderanno decisioni importanti </strong>mi sentivo sempre il sudore scivolare lungo la schiena. Ma a quel punto la sua empatia entrava immediatamente in contatto attraverso il dialogo <strong>se tu non credi in te stessa, come possono gli altri avere fiducia in te?  Metti in fila quello che hai fatto e i risultati che hai ottenuto, la tua ricerca e la tesi che vuoi portare avanti. E sfrutta tutte le tue competenze acquisite per valorizzare ulteriormente la tua strada.</strong></p>
<ul>
<li>Chi sei, cosa fai e come lo fai</li>
<li>Quali sono le esperienze che hai da mostrare?</li>
<li>Quali risultati hai ottenuto?</li>
<li>Che cosa ti spinge a continuare a farlo ogni giorno?</li>
<li>Perché sei affidabile in quello che fai?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>L&#8217;AMOREVOLE CURA NELLA SCELTA DELLE PAROLE: QUESTIONE DI EMPATIA E DI COPY</h4>
<blockquote><p>Ogni presentazione veniva &#8220;controllata con amorevole cura&#8221;, e soprattutto con grande attenzione sulle parole utilizzate. Le parole sono importanti, usale sempre con grande rispetto per te stesso e per gli altri. &#8220;Vedi qui, stai sminuendo il lavoro che hai fatto. E&#8217; stato un lavoro importante&#8221;. Non si tratta di umiltà, si tratta di percezione che l&#8217;altro ha nei tuoi confronti; e di chi ti ha affidato il lavoro. Non stai sminuendo &#8220;solo te stessa, e già basterebbe&#8221; ma stai sminuendo anche il progetto, chi ha creduto in te, chi ha lavorato con te. Questione di prospettiva, e le cose vanno sempre osservate da tutte le prospettive. Ricordati che se il tuo punto di vista ti fa vedere la cosa in una dimensione ridotta, c&#8217;è sempre il mio! 😉</p></blockquote>
<p>E questo era Copy, perché è come scrivi che fa la differenza, come lo racconti che fa la differenza, soprattutto se il centro della comunicazione è esterno da te. Ti permette di rispondere con efficacia, ti permette di coinvolgere, ti permette di entrare perfettamente in sintonia con il tuo interlocutore. E  in questo l&#8217;intercultura, le letterature Extra Europee, quelle Canadesi, Africane, &#8230; mi hanno insegnato tantissimo. Scrivere per fare comprendere, strutturare un discorso per essere compresi, per dare le risposte, questo l&#8217;obiettivo sempre. Prevenire i rischi di fraintendimento: analizzare tutte le parole prima di sceglierne una. E&#8217; impegnativo? Sì, ma è rispetto, attenzione per l&#8217;altr*, è evitare il giudizio e rimanere sempre con la mente aperta.</p>
<ul>
<li>Scegli sempre le parole che utilizzi, perché possono ferire. Abbi sempre rispetto dell&#8217;altr*</li>
</ul>
<blockquote><p>Questo amore per la parola trovò terreno fertile dentro di me perché aveva un solco profondo: il mio libro preferito era di Richard Scarry e credo me lo abbiano regalato a 4 anni &#8220;Il libro delle parole italiane, inglesi, francesi con guida alla pronuncia. Ovviamente chi mi conosce a questo punto saprà che mi dovettero poi comprare l&#8217;aggiunta con le parole tedesche e spagnole 😀 e comprare l&#8217;intera collana. Perché non sia mai che ho una cosa iniziata e non finita 🙂 &#8230; ah ovviamente a Violante piccolina comprai tutti i libri di Scarry!</p></blockquote>
<p>Le emozioni muovo tutto, soprattutto l&#8217;entrare in contatto attraverso l&#8217;intelligenza emotiva. E qui torniamo alla mia ricerca che inizia nel 1999, il comportamento online delle persone in un ambiente di apprendimento. Che cosa migliora le Performance? Cosa rende migliore l&#8217;esperienza? Come si progetta l&#8217;ambiente più efficace per questo percorso? Articoli, saggi, piattaforme, aule virtuali, la mia tesi di laurea, collane editoriali, la direzione scientifica della rivista e-Learning e Knowledge Management; le docenze in ambito accademico e internazionale; la partecipazione a progetti di ricerca, l&#8217;usabilità in ogni sua sfumatura legata alla comunicazione, le aule virtuali per i miei studenti, beh, continuano ad essere oggi una delle grandi passioni della mia vita!</p>
<ul>
<li>Parti da quello che devono provare le persone quando si formano: analizza ogni passaggio del loro &#8220;viaggio&#8221; nell&#8217;apprendimento e attorno a queste identifica l&#8217;esperienza migliore. Confronta con i dati che hai acquisito negli anni e lavora costantemente per migliorarti e migliorare la progettazione.</li>
</ul><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/personal-brand-tra-copy-e-empatia-be-kind-to-people/">Personal Brand tra Copy e Empatia –  Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Storytelling Visual e Video &#8211; Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 09:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria digitale: Content Creation e programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[be kind to people]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>STORYTELLING VISUAL E VIDEO &#8211; BE KIND TO PEOPLE #2 OGNI DOMENICA Vogliamo conoscere sempre di più i professionisti come persone, per fidarci di loro e per affidarci a loro. Il dialogo professionista &#8211; cliente sempre più trasparente e onesto; ma anche diretto e costante. Leggevo proprio ieri alcuni articoli sull&#8217;argomento, alcune dichiarazioni fatte da Seth Godin al Sole 24 Ore; ascoltavo conversazioni su Clubhouse e guardavo video di Merketers e tutto conduce al dialogo tra persone: diretto, onesto e positivo. Si guarda in proiezione, si ha una visione, si costruiscono relazioni a lungo termine, perché si desidera farlo, si desidera avere le persone nelle</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/storytelling-visual-e-video-be-kind-to-people/">Storytelling Visual e Video – Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>STORYTELLING VISUAL E VIDEO &#8211; BE KIND TO PEOPLE #2 OGNI DOMENICA</strong></em></p>
<blockquote><p>Vogliamo conoscere sempre di più i professionisti come persone, per fidarci di loro e per affidarci a loro. Il dialogo professionista &#8211; cliente sempre più trasparente e onesto; ma anche diretto e costante. Leggevo proprio ieri alcuni articoli sull&#8217;argomento, alcune dichiarazioni fatte da Seth Godin al Sole 24 Ore; ascoltavo conversazioni su Clubhouse e guardavo video di Merketers e tutto conduce al dialogo tra persone: diretto, onesto e positivo. Si guarda in proiezione, si ha una visione, si costruiscono relazioni a lungo termine, perché si desidera farlo, si desidera avere le persone nelle nostre vite. Una riflessione che mi porta a qualche giorno fa quando un&#8217;amica mi ha fotografato alcune foto di parecchi anni fa accompagnate da un biglietto scritto che, esattamente portava in sé il significato di una visione &#8220;voglio esserci come ricordo per te anche quando passeranno gli anni&#8221;. Proprio come per le relazioni significative nella vita anche nella professione tutto ruota attorno al dialogo e all&#8217;onestà, non alla &#8220;spettacolarizzazione&#8221;. Non esistono vetrine per i sentimenti, esistono dialoghi privati.</p></blockquote>
<h3>STORYTELLING VISUAL E VIDEO, TI RACCONTO IL &#8220;MIO VIAGGIO&#8221;</h3>
<p>Storytelling, ovvero io ti racconto il mio viaggio, quello che vivo, sperimento, sento. Te lo racconto perché voglio che tu mi conosca, ma per renderlo nostro deve esserci ascolto attivo da ambo le parti e naturalmente partecipazione. Lo storytelling visual e video  mi permette di offrirti la mia visione, ma se dall&#8217;altra parte non ho la tua, allora non vi è condivisione, nessun dialogo, nessuna costruzione.  Adoro annotare tutto su Diari, il mio strumento di conoscenza più grande di me stessa. Mi piace rileggerli a distanza di anni, provare quelle emozioni e sensazioni e scoprire me stessa. E&#8217; uno storytelling che funziona, e vince sulla mia crescita personale, comprendo molto e posso lavorare per migliorarmi. La domanda che mi pongo però è: funziona con altri? No, se questa condivisione non porta con sé ascolto attivo e la partecipazione dell&#8217;altro. No, se non presenta il contesto in cui mi trovo sia emozionalmente che fisicamente; no se l&#8217;altro non ha una visione completa di ciò che sta accadendo oltre al dialogo.  Nella comunicazione il contesto è fondamentale, perché permette di capire esattamente dove ci inseriamo nel percorso dell&#8217;altro.</p>
<p>Ti racconto di me contestualizzandolo, ti racconto delle mie paure, dei miei successi, delle emozioni nel qui e ora ma se nella spiegazione manca il qui e ora, tutto diventa &#8220;fraintendibile&#8221; perché l&#8217;altro lo leggerà con il suo qui e ora. Senza riferimenti nessun dialogo sarà efficace. Dunque, sì allo storytelling del qui e ora ben contestualizzato anche con immagini e video, ma onesto, trasparente e soprattutto privato.</p>
<p>Ti racconto il mio viaggio, ma i dettagli li lascio alle nostre conversazioni private, alla voglia di condivisione, all&#8217;interazione positiva che condivide anche il tuo qui e ora e che non lascia spazio a possibili fraintendimenti.</p>
<blockquote><p>La voglia di condividere si vede dai dettagli, ma sono esattamente i dettagli a fare sempre la differenza: l&#8217;esserci è fatto di attenzione per i dettagli.</p></blockquote>
<h3>IL DIARIO E&#8217; STORYTELLING DI VIAGGIO DA RILEGGERE INSIEME, UNO STRUMENTO DI CONSAPEVOLEZZA</h3>
<p>Il diario è un viaggio che ci permette di &#8220;fermare&#8221; emozioni, idee e pensieri. Lo rileggiamo per comprenderci, e magari per comprendere il ruolo di personaggi non protagonisti. C&#8217;è una storia che viaggia sul &#8220;qui e ora&#8221; e che narra una visione, ma sullo sfondo, si vedono tante comparse: adoro leggere le storie che parlano di loro e vivere, attraverso le loro parole, emozioni, sensazioni tutto ciò che in quel momento non mi era così chiaro. Senza queste storie, senza questi intrecci non si possono creare relazioni significative, perché ci manca una parte importante della storia. Restiamo sospesi in un &#8230; chissà che cosa provava? chissà che cosa avrebbe fatto se &#8230;? e continuano ad essere interrogativi &#8230; che non possono costruire.</p>
<p>Il diario è uno strumento di consapevolezza, così come le foto e i video rivisti a distanza di anni con curiosità, con l&#8217;attenzione non più al primo piano, ma al secondo e terzo, allo sfondo &#8230; e a ogni dettaglio che ci appare. Sì, perché noi siamo cambiati, non siamo più le stesse persone e abbiamo un approccio differente anche se, spesso, non ce ne rendiamo conto.</p>
<blockquote><p>Vi ho raccontato che tengo un diario da quando ho sei anni, sì da quando ho iniziato a scrivere bene e quindi a non dover &#8220;rovinare le pagine&#8221;, questo era il mio pensiero assillante. Scrivere senza dover tirare una linea sulle parole e sui concetti. Ma per ovviare a questo antiestetico problema 😀 scrivevo e non rileggevo. Non volevo perdere il pathos del momento! Ecco che a distanza di anni continuo ad accarezzare quelle pagine con qualche lacrima &#8230; rivivendo delle incredibili emozioni. Ero saggia da piccola, mi dico e guardo con amore quella piccola Ciccetta che non si preoccupava mai della forma, ma sempre delle emozioni! Oggi spesso mi chiedo: sono ancora in grado di mettere da parte la razionalità a favore delle emozioni? Perché il mio lavoro mi impone spesso di &#8220;tenere da parte le emozioni ed essere oggettiva al 1000%, soprattutto in situazioni di emergenza e crisi&#8221;, la risposta la trovo nei diari!</p></blockquote>
<h3>L&#8217;INTELLIGENZA EMOTIVA CI PREMIA ANCHE NEL BUSINESS, ATTRAVERSO LO STORYTELLING</h3>
<p>Esistono centinaia di volumi che ci insegnano a comprendere le emozioni, a imparare a gestirle, a costruire il dialogo migliore grazie all&#8217;empatia, e vanno letti tutti! Sì, le emozioni consapevoli ci guidano e ci aiutano a prendere le decisioni migliori, anche quelle che razionalmente non prenderemmo.</p>
<blockquote><p>Sapete qual è stata la prima lezione che ho imparato dal percorso sulla gestione delle emozioni, consapevolezza e analisi? Che non mi ascoltavo mai! Proprio così: sceglievo la visione razionale, nonostante la mia voce interiore mi dicesse altro. E non solo molte volte non l&#8217;ho ascoltata, ma anzi consapevolmente facevo il contrario, proprio per non &#8220;darle attenzione&#8221;. Non biasimo quelle scelte, ma sono consapevole che sono state frutto di razionalità, e non sempre la razionalità va ascoltata. Ma la lezione più importante è stata questa: comprendere il bassissimo livello di autostima nei miei confronti. &#8220;Non ti ascolti, significa che non hai fiducia in te stessa&#8221;. L&#8217;altro aspetto molto significativo era &#8220;ascolti la tua intuizione per gli altri, nel lavoro. La segui e hai conferme. Significa che ti stimi professionalmente e sai quanto vali&#8221;. Bello professionalmente, ma meno bello se pensate all&#8217;altro lato della medaglia. Così 15 anni fa ho iniziato un percorso di crescita personale.</p></blockquote>
<p>Ai giovani durante le lezioni cerco di trasmettere tutto questo non solo con nozioni, la teoria è importante, ma la è ancora di più se supportata dall&#8217;empatia, dal dialogo, dalla collaborazione, dalla costruzione partecipata. Nel 2001 continuavo a lavorare sull&#8217;importanza delle Comunità di pratica sul Collaborative Learning, sul Cooperative Working, ho scritto saggi, articoli, volumi e ho diretto una rivisita proprio sul Knowledge Management perché tutto questo diventasse una condivisione sociale di un pensiero utile a ciascuno di noi, nel lavoro, nell&#8217;insegnamento, nella visione allargata del futuro.</p>
<p>Questa visione è premiante? Sì, perché costruisce relazioni significative: nel business con i clienti, nella didattica con la comunità di discenti che si costruisce, nella comunicazione attraverso l&#8217;uso delle parole migliori, nella scrittura perché offre una visione nella quale poter inserire ciascuno il proprio ruolo &#8230;</p>
<h3>E I SOCIAL DOVE SI COLLOCANO? NELLO STESSO LUOGO IN CUI STAVA LA CORRISPONDENZA EPISTOLARE &#8230; SOLO CON STRUMENTI EVOLUTI DI VISUAL STORYTELLING</h3>
<p>I social ci permettono di potenziare la nostra voce, il nostro messaggio generale attraverso le bacheche, attraverso le storie, ma ci permettono attraverso le Chat di costruire la conversazione privata con ciascuno dei nostri interlocutori.</p>
<blockquote><p>Ho scoperto che le storie coinvolgono persone che non conosciamo, che ci permettono di conoscere tante nuove persone con la voglia di raccontare le loro esperienze, di crescere, di costruire &#8230; e nelle chat di poter dialogare di argomenti profondi, di imparare molto e di potersi rendere utili anche con &#8220;sconosciut* che entrano a fare parte delle nostre cerchie&#8221;. Una mente aperta è una mente che accoglie, ascolta, partecipa.</p></blockquote>
<p>Il web dal 1996 mi ha insegnato moltissimo: la vita è fatta di interconnessioni significative. Ma soprattutto di dialogo aperto, leale e trasparente con persone che hanno in comune valori, idee, pensieri, voglia di costruire. Disegnammo una rivista virtuale nel 1997 dove la redazione era diffusa non solo  a livello italiano ma anche a livello internazionale. Lavorammo insieme per mesi, contenuti pazzeschi, sintonia incredibile, consapevolmente connessi attraverso la scrittura.</p>
<blockquote><p>Quando mi chiedevano, ma come fai? non hai paura che siano persone &#8220;strane&#8221; o simile? Beh per una bambina che è cresciuta avendo dei genitori fantastici che ospitavano bambini provenienti da Paesi &#8220;diversi&#8221; li definivano  così allora :-(, come la mia Mirèlle dal Madagascar. Con lei ci scrivevamo tantissimo e poi finalmente un giorno che non dimenticherò mai, la vidi scendere in carne e ossa da un Bus per trascorrere un mese con me! Per i numerosissimi Pen Friends con cui intrattenevo corrispondenza da tanti Paesi: Inghilterra, Germania, Francia, Stati Uniti &#8230;. ma anche per le numerosissime corrispondenze con le amiche che vivevano in Piemonte, Sicilia e poi Cuba, Malta, Svezia, Norvegia. Amici che poi incontravamo nei viaggi &#8230; beh &#8230; se non si fosse compreso, sono una &#8220;dipendente dalla scrittura epistolare&#8221; di tutta la letteratura. Ho iniziato con quella settecentesca e ottocentesca, poi dei primi novecento, grazie a mio padre e alle sue collezioni. Poi alle Superiori tra letteratura italiana, francese, inglese e tedesca. E proseguendo, all&#8217;Università dove ho scoperto anche quella cinquecentesca e la filologia romanza e germanica &#8230;. eh &#8230; beh &#8230; non servono ulteriori parole 😀  Comunque alle persone importanti continuo a scrivere lettere &#8230;. e regalo diari &#8230; molto spesso già scritti 😉</p></blockquote>
<p>Un giorno penso che metterò in ordine tutte le lettere ricevute, per ora mi piace rileggerle e conservarle in una grande busta riposta nell&#8217;armadio, insieme alle foto.</p>
<p>Per oggi vi saluto e vi auguro un San Valentino pieno di amore, per voi stess* prima di tutto e poi con tutti gli esseri che amate. Nessuno ne deve essere escluso. Ma prima di cambiare piattaforma 😉 condivido con voi il ricordo più bello dell&#8217;amore: I fidanzatini di Peynet. I miei genitori ne erano grandissimi appassionati e mi hanno regalato stampe e quaderni a tema. And last but not least,  il mio regalo più bello di San Valentino (VI) #beKindtoPeople</p>
<p><strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/category/be-kind-to-people/">Segui tutti gli appuntamenti con &#8220;Be Kind to People&#8221;</a></strong></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/storytelling-visual-e-video-be-kind-to-people/">Storytelling Visual e Video – Be Kind to People, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Personal Brand &#8220;Be kind to People&#8221;, il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 11:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONTENT MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria digitale: Content Creation e programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[empowerment]]></category>
		<category><![CDATA[il diario come strumento]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[people relations]]></category>
		<category><![CDATA[personal brand]]></category>
		<category><![CDATA[PR Manager]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PERSONAL BRAND &#8220;BE KIND TO PEOPLE&#8221; #1 OGNI DOMENICA Un professionista deve essere preparato e affidabile, oggi tutto questo però non è più sufficiente, servono valori, serve conoscerlo più a fondo e i social ci hanno insegnato che è così. Proprio ieri sera ascoltavo su Clubhouse una bellissima conversazione americana di come è cambiato l&#8217;approccio ai Brand, soprattutto rispetto al cliente: cerca il Personal. A testimoniarlo Vera Wang che ha condiviso il suo pensiero e la sua straordinaria esperienza (sono una sua ammiratrice da sempre! e ascoltarla in live avendo la possibilità di farle domande direttamente, beh mi ha emozionata!). Ma tornando a noi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1"><b><i>PERSONAL BRAND &#8220;BE KIND TO PEOPLE&#8221; #1 OGNI DOMENICA</i></b></span></p>
<blockquote><p>Un professionista deve essere preparato e affidabile, oggi tutto questo però non è più sufficiente, servono valori, serve conoscerlo più a fondo e i social ci hanno insegnato che è così. Proprio ieri sera ascoltavo su Clubhouse una bellissima conversazione americana di come è cambiato l&#8217;approccio ai Brand, soprattutto rispetto al cliente: cerca il Personal. A testimoniarlo Vera Wang che ha condiviso il suo pensiero e la sua straordinaria esperienza (sono una sua ammiratrice da sempre! e ascoltarla in live avendo la possibilità di farle domande direttamente, beh mi ha emozionata!). Ma tornando a noi &#8230; questo è il mio viaggio nella comunicazione e spero di averti come compagn*</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>TI RACCONTO DI ME E DELLA MIA &#8220;RELAZIONE&#8221; CON LA COMUNICAZIONE</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il mio viaggio nella comunicazione è iniziato ufficialmente a poco meno di 6 anni, quando ho imparato a leggere e scrivere in totale autonomia (avevo l’ossessione di imparare a leggere da sola perché non potevo fare a meno delle storie e … ovviamente, c’era un orario preciso in cui gli adulti potevano dedicarsi a me in questa attività). Ma anche l’anno in cui ricevetti il mio regalo tanto tanto desiderato: la Polaroid! (che ovviamente mi regalò <b>la mia adorata zia Dina</b>, di cui sentirete molto parlare è un <b>legame significativo</b>).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Avevo una dipendenza dalla comunicazione in ogni sua forma, dalla parola per me straordinariamente importante (e vi racconterò presto il perché, grazie al mio <b>legame significativo</b> con mio <b>padre</b>) all’immagine. Ma forse era anche un’ossessione per il <b>fermo immagine o cattura sentimento del momento </b>da poter rivedere milioni di volte e riprovare quelle emozioni così intense. Ne ho la certezza dal numero di Polaroid scattate e conservate in un armadio!</span></p>
<h3>L&#8217;IMPORTANZA DELLE EMOZIONI</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Ecco <b>le emozioni</b> sono un altro aspetto che ha caratterizzato il mio modo di concepire la comunicazione e le relazioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma se dovessi riproporvi questi pensieri attraverso il mio film mentale, dovrei riavvolgere e trasferirmi anche in Sicilia, nella mia Sicilia Bedda e parlarvi del mio adorato <b>zio Mario, legame significativo, di Pucci, altro legame significativo e della zia Maria</b> che tutti insieme mi hanno insegnato cosa significa <b>mediare nelle relazioni e trovare sempre un punto di incontro per creare equilibri virtuosi. </b>Sì ho avuto la grande fortuna di crescere con persone molto molto diverse tra loro, nei pensieri, nelle abitudini e nella gestione delle relazioni e così la mia visione era decisamente ampia e articolata.</span></p>
<h3>IL MIO MESSAGGIO PERSONALE DI OGGI</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Non voglio perdermi in digressioni, ma raccontarvi perché <b>il mio messaggio personale è Be Kind to People</b> e perché nella vita ho scelto la comunicazione consapevole e responsabile e le People Relations per me sono connessioni significative. Questo è un viaggio, il mio, ma se ti va mi fa piacere averti come compagn* e mentre insieme scopriamo il perché di tanta passione per la comunicazione, puoi conoscermi meglio e conoscere tante persone speciali che avevano molto da condividere. <b>Ogni domenica se ti va, potrai seguire questa storia, che è la mia storia, ma che se tu vorrai potrai arricchirla con la tua. </b>Perché sono sicura che mentre leggerai penserai a persone speciali per te, a episodi della tua vita significativi e a tanti ricordi che magari avevi messo in un posticino lontano. </span></p>
<h3>UN DIARIO SEMPRE &#8220;NUOVO&#8221;</h3>
<p class="p1"><span class="s1">E se ti stai chiedendo perché scrivo questo diario di viaggio, la risposta è questa: alla millesima volta che mi sono sentita ripetere, dovresti scriverci un libro … mentre condividevo i miei ricordi, episodi speciali e anche momenti più difficili … ho pensato che qualche post fosse sufficiente per iniziare … ma non chiudo mai le porte o le finestre, quindi … chissà …</span></p>
<h3>IL VIAGGIO INSIEME A PARTIRE DAI SOCIAL</h3>
<p>Questo messaggio dove lo trovi? <strong>sul mio account Instagram</strong> dove ogni giorno attraverso le <strong>Storie</strong> ti racconto un po&#8217; di me, in un viaggio quotidiano nella mia piccola realtà 😉 e dove interagisco con tantissimi viaggiatori della loro interiorità come me; <strong>sulla mia Pagina Facebook</strong> <strong>Francesca Anzalone PR Manager </strong>dove oltre a raccontarti chi sono, ti dico cosa faccio e come lo faccio parlandoti dei temi principali; <strong>sul mio profilo  LinkedIn </strong>dove costruisco solide relazioni per il mio Business e dove mi piace condividere la conoscenza attraverso <strong>il mio gruppo Ufficio Stampa e Digital PR.</strong></p>
<h3>IL MIO PATTO DI CONTENUTI</h3>
<p>E per dimostrarti il mio impegno di <strong>voglio dire giorno per giorno attraverso quale punto di vista affronterò i vari argomenti</strong>: Il <strong>Lunedì</strong> sarà dedicato alla Digital Communication attraverso la mia esperienza professionale e il mio approccio di consulente, formatrice e imprenditrice digitale; il <strong>Martedì</strong> attraverso la mia esperienza accademica e il mio approccio di ricerca scientifica; il <strong>Mercoledì</strong> attraverso i miei scritti in qualità di autrice di volumi dedicati alla materia, di saggi, articoli e interviste; il <strong>Giovedì</strong> attraverso una parola precisa sulla quale andremo a confrontarci nei vari ambiti, lo sapete che sono una filologa rimasta impigliata nella rete 😉 ossessionata da una comunicazione consapevole e responsabile; il <strong>Venerdì</strong> lo dedico alle donne imprenditrici, professioniste, studentesse che costruiscono la loro professione giorno dopo giorno e a loro voglio dedicare spunti e riflessioni di crescita personale, strategie e strumenti utili; il <strong>Sabato</strong> a tutti i genitori che devono bilanciare vita privata e professionale e costruire costantemente il migliori dialogo con i propri figli. Sì perché saper comunicare in maniera efficace serve nella professione come nella vita. <strong>Da questo articolato piano di contenuti mi aspetto che nascano conversazioni costruttive e stimolanti tra noi, dunque non dimenticare di mandarmi un messaggio diretto! Mi renderai felice 😉</strong></p>
<p>Dunque tra i temi della settimana che troverai sui miei canali social ispirati da questi ricordi:</p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>STORYTELLING</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>PEOPLE RELATIONS SIGNIFICATIVE</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>INTELLIGENZA EMOTIVA </b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>CRESCITA PERSONALE </b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>IL DIARIO COME STRUMENTO </b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>PERSONAL BRAND</b></span></p>
<p>============================================================</p>
<h3>ABOUT ME</h3>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Digital Communication Expert, Lecturer about Digital Communication, Digital Learning &amp; Knowledge Management Crisis Communication Management, Press Office, Digital PR, Media Planning, Fashion Direction, Consuption and Citizenship</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Entrepreneur CEO of Netlife s.r.l. about Communication and Education in Digital Environment </i></span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1"><i>Innovation addicted PR Manager for vocation</i></span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Deeply in love with Words in every Channel. A Philologist caught in the web</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Autohor of from the recent one Ufficio Stampa e Digital PR la nuova comunicazione, ELearning comunicare e formarsi online, Comunicare in rete l’usabilità; Columnist about Digital PR and Innovation</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>My personal message &#8220;Be kind to People&#8221;</i></span></p>
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		<title>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 08:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa e digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
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		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dei consulenti]]></category>
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		<category><![CDATA[people relations]]></category>
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		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
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		<category><![CDATA[Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto? Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto. Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto?</h1>
<p>Il Business è fatto di persone e con persone, si instaurano collaborazioni, ma lo sono davvero? Collaborare significa partecipare, ma non sempre è così e non sempre alla base vi è il rispetto.</p>
<p>Attenzione che il rispetto deve essere alla base da ambo le parti e non solo da una parte come spesso accade. Ma andiamo con ordine e iniziamo una riflessione in cui le People Relations ci permettono di sciogliere delle criticità all&#8217;interno dei team di lavoro.  Durante le consulenze legate appunto al redesign dei flussi di comunicazione, durante la digitalizzazione dell&#8217;impresa, o quando si vuole rafforzare l&#8217;identità Corporate, emergono delle criticità nelle relazioni. Le connessioni non sono sempre consapevoli e spesso manca un senso di responsabilità alla base. Vengono inserite figure consulenziali, ad esempio, che non riescono a partecipare all&#8217;attività in maniera attiva. Svolgono il loro compito, ma non costruiscono relazioni, anzi, talvolta &#8220;sgretolano degli equilibri, probabilmente già labili&#8221;. Perché avviene? Perché alla base non vi è il rispetto necessario per la costruzione di relazioni significative.</p>
<p>Quando si lavora in questo ambito è fondamentale la mappatura delle relazioni, l&#8217;ascolto attivo delle persone, il dialogo, il confronto e soprattutto comprendere le emozioni che ne caratterizzano gli aspetti chiave. Mancanza di entusiasmo, energia, cooperazione all&#8217;interno di un team significa mera esecuzione, mancanza di creatività e dunque perdita del talento; ovvero l&#8217;aspetto principale per la crescita valoriale del team. Un team che al proprio interno opera con talento, energia, creatività è un team che porterà la crescita in minor tempo, con maggiori risultati e attraverso una comunicazione interna e esterna positiva, perderlo o non generarlo significa rischiare non solo di rallentare, ma anche di retrocedere.</p>
<blockquote><p>Partiamo davvero il rispetto che dichiariamo nella vision? Siamo consapevolmente connessi con ciascuna relazione oppure applichiamo delle regole senza un metodo? Le relazioni tra le persone sono inclusive in ogni ambito? Con queste domande inizia la mappatura delle People Relations nelle consulenze per comprendere quanto profondo è il redesign dei flussi da &#8220;ricostruire&#8221; o quanto è potenzialmente migliorabile.</p></blockquote>
<p>Portiamo davvero il rispetto che dichiariamo? E lo facciamo con qualsiasi tipo di relazione tra persone? Anche con i consulenti esterni? Allora perché il consulente esterno &#8211; che è un valore aggiunto di crescita viene &#8220;trattato come un estraneo&#8221;? Ecco un errore che avviene nella gestione delle relazioni e che, già alla base del rapporto, rischia di portare con sé mancanza di coinvolgimento totale.</p>
<p>Ho visto casi virtuosi di inclusione, accoglienza e partecipazione attiva e ne ho visti altri in cui &#8220;allontanamento, differenziazione, etichettatura&#8221; erano alla base di distanziamento e mancanza di coinvolgimento. Mentre scrivo ho chiari esempi di quanto può avvenire. Che cosa genera l&#8217;inclusione, l&#8217;accoglienza, il rispetto per l&#8217;altro? Esattamente la specularità: partecipazione attiva e rispetto.</p>
<blockquote><p>Consapevolmente connessi attraverso il rispetto significa crescita, partecipazione attiva e energia positiva.</p></blockquote>
<p>L&#8217;antefatto: se parliamo di consulenti esterni all&#8217;azienda che svolgono il loro operato senza costruire relazioni, alla base può esserci un rapporto basato esclusivamente su una scelta &#8220;al minor costo&#8221; e non sulla persona in sé. Attenzione che una collaborazione è una partecipazione in cui entrambe le parti devono dire sì e si presume vi sia una forte motivazione, non basata esclusivamente su una transazione economica. Ma su una conversazione in cui si identificano le motivazioni, il come, il tipo di partecipazione.</p>
<blockquote><p>Generalmente viene chiesto quanto costa, viene fatta una negoziazione economica; ma il perché lo si fa, che tipo di partecipazione e che tipo di relazione si instaura non sempre viene argomentato. Ma è tutta questione di motivazione e coinvolgimento: da questo dipende la capacità di fare crescere e la durata della collaborazione. Stimoli nuovi, entusiasmo, voglia di migliorare permettono grandi passi, che non vanno assolutamente d&#8217;accordo con una transazione economica che partono da una percezione di  un inizio e una fine già prestabilita.</p></blockquote>
<p>Tutto questo, oltre che nelle parole utilizzate, lo si percepisce nei comportamenti delle persone, nelle distanze più lunghe o più corte che si generano e nelle performance del team; perché il Business è fatto da persone, con persone. Il rispetto è alla base, ed è nelle parole, nel linguaggio, nella comunicazione non verbale, nel costruire o nel lasciare sospesi.</p>
<p>Ti lascio con alcuni elementi su cui riflettere che fanno parte delle consulenze e dei percorsi di accompagnamento:</p>
<ul>
<li>Sfrutta i colloqui per condividere non solo aspetti economici, ma anche per comprendere le motivazioni che spingono il collaboratore/consulente a voler partecipare alla crescita dell&#8217;azienda/ente/istituzione;</li>
<li>Davanti a te hai una persona unica con un metodo, competenze, esperienza, capacità, relazioni: dialogate sul cosa potete fare insieme e quali i benefici reciproci. Vi renderete conto che inizierete a vedere una visione a medio-lungo termine e non solo &#8220;al termine del contratto&#8221;;</li>
<li>Inclusione è la parola chiave: accogliere le persone, farle sentire parte di, coinvolgerle significa avere risposte arricchite di un bagaglio emotivo importante, di qualcuno che non esegue un lavoro ma che progetta, crea e mette il meglio di sé all&#8217;interno dell&#8217;attività;</li>
<li>Accoglienza è la modalità attraverso la quale fare sentire la persona &#8220;uno della squadra&#8221;: sei esattamente quello di cui abbiamo bisogno e dunque non utilizzate grafiche differenti identificative, non create differenze tra &#8220;ciò che sei e fai rispetto agli altri&#8221;, usate il #faresquadra come ispirazione generale per generare relazioni significative;</li>
<li>Non esiste un noi che esclude, non esiste una festa a cui possono partecipare alcuni e altri no, non esiste un momento per &#8230; esiste la Comunità che si sta creando, costruendo e al cui interno i valori, la partecipazione e il dialogo sono alla base.</li>
</ul>
<p>Il Business è fatto da persone con persone, questi sono alcuni degli aspetti che entrano in gioco quando si analizzano le People Relations a beneficio di una crescita, della valorizzazione delle competenze e del talento e della voglia di costruire la migliore squadra!</p>
<p>Se ti va seguimi sui social: sulla pagina Facebook troverai aggiornamenti sul come e sui dati; su Instragam e nelle stories troverai consigli, idee e ispirazioni per la crescita personale e del business; su LinkedIn troverai le attività business e il gruppo legato a Ufficio Stampa e Digital PR e su Anchor i miei Podcast su Comunicazione che passione! E se pensi di avere bisogno di me per una consulenza, un percorso di formazione o semplicemente per un consiglio scrivi a :info@netlifesrl.com</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/il-business-e-fatto-da-persone-e-con-persone-il-punto-e-se-la-connessione-si-basa-sul-rispetto/">Il Business è fatto da persone e con persone: il punto è se la connessione si basa sul rispetto</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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