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	<title>PR - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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	<description>CEO &#124; Docente Accademica e in Business School &#124; Autrice Hoepli &#124; Da 25 anni costruisco strategie di comunicazione etica e reputazione autorevole. Specializzata in crisi, emergenze e comunicazione sotto stress</description>
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	<title>PR - Francesca Anzalone - Reputation Strategist</title>
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		<title>Perché si parla di Network Society?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 15:40:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Network Society, ovvero società delle reti. Parliamo di reti globali di comunicazione e informazione rese possibili dalle tecnologie digitali. Una trasformazione generale che ha impattato anche sul modo in cui le persone si relazionano tra loro, lavorano, imparano e interagiscono. Il termine &#8220;Network Society&#8221; è stato utilizzato in modo sistematico dal sociologo catalano Manuel Castells nel suo libro &#8220;The Rise of the Network Society&#8221; (1996). Castells ha definito la Network Society come una società in cui le relazioni sociali sono organizzate in reti, piuttosto che in strutture gerarchiche o organiche. Ma fu coniato da Jan van Dijk in De Netwerkmaatschappij (1991) (The Network Society). Quando</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="1:1-1:256">Network Society, ovvero società delle reti. Parliamo di reti globali di comunicazione e informazione rese possibili dalle tecnologie digitali. Una trasformazione generale che ha impattato anche sul modo in cui le persone si relazionano tra loro, lavorano, imparano e interagiscono.</p>
<p data-sourcepos="3:1-3:302">Il termine &#8220;Network Society&#8221; è stato utilizzato in modo sistematico dal sociologo catalano Manuel Castells nel suo libro &#8220;The Rise of the Network Society&#8221; (1996). Castells ha definito la Network Society come una società in cui le relazioni sociali sono organizzate in reti, piuttosto che in strutture gerarchiche o organiche. Ma fu coniato da Jan van Dijk in De Netwerkmaatschappij (1991) (The Network Society).</p>
<p data-sourcepos="3:1-3:302">Quando si parla di Network Society ci riferiamo ad aspetti come <strong>la diffusione delle tecnologie digitali.</strong> Le tecnologie digitali sono sempre più diffuse nella società, e sono utilizzate da un numero sempre crescente di persone, come possiamo leggere nei vari report tra cui <a href="https://wearesocial.com/it/blog/2022/02/digital-2022-i-dati-italiani/">Il digital Report di We are social</a>; all&#8217;<strong>interconnessione delle persone</strong>. C&#8217;è un aspetto che favorisce la connessione tra persone in maniera sempre più facile e veloce. Senza tralasciare un altro aspetto centrale, come <strong>la condivisione delle informazioni</strong> in maniera sempre più veloce e semplificata. E soprattutto personalizzata, non dimentichiamo la granularità dell&#8217;esperienza e dunque la<strong> personalizzazione dell&#8217;esperienza</strong> stessa.</p>
<p data-sourcepos="3:1-3:302">L&#8217;impatto sulle nostre vite è evidente in tutti gli ambiti: nella comunicazione, nell&#8217;istruzione, nel lavoro, nel tempo libero, nella politica. <strong>La comunicazione è cambiata e anche il modo di comunicare </strong>oggi viviamo sempre connessi, siamo raggiungibili ovunque e a qualsiasi ora; ma soprattutto si sono accorciate le distanze anche tra le persone, i brand, i personaggi. Questo impatto lo ritroviamo anche nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>istruzione</strong>, un accesso semplificato ai contenuti, una modalità di interazione più veloce e anche delle novità dal punto di vista della didattica legata alle nuove tecnologie. E&#8217; cambiato anche il nostro modo di interagire sul <strong>lavoro</strong> attraverso un accesso semplificato alle informazioni, l&#8217;opportunità di condividere la conoscenza e permettere un accesso granulare alle informazioni di ciascuno. Si è passati da un&#8217;organizzazione gerarchica a una interconnessa e relazionale (relazioni organizzate in reti), in cui i punti di accesso sono distribuiti e diffusi e non più aggregati in un punto centrale. Parliamo di <strong>partecipazione attiva</strong> alla vita sociale, a quella lavorativa e a quella politica. Non  riceviamo informazioni, attivamente le ricerchiamo per compararle e costruirci un pensiero critico attorno ad esse.</p>
<h2 data-sourcepos="3:1-3:302">Le tecnologie digitali hanno creato un nuovo modo di relazionarsi, ma attenzione a come si interagisce</h2>
<p data-sourcepos="20:1-20:211">La Network Society è un fenomeno complesso e in continua evoluzione. Fino a questo momento abbiamo affrontato l&#8217;aspetto nelle sue opportunità, ma dobbiamo anche focalizzare l&#8217;attenzione su rischi e criticità che questa nuova realtà ci presenta. Come ci relazioniamo con le altre persone? Le conosciamo o possono assumere differenti identità? Le informazioni a cui abbiamo accesso sono corrette o possono essere delle Fake News create ad hoc per distrarci, o influenzare pesantemente il nostro pensiero? Raggiungiamo qualsiasi informazione o rischiamo di trovarci in una bolla con un unico puto di vista al quale siamo costantemente esposti? Riusciamo a costruire collaborativamente o distraiamo dal focus e ne distorciamo alcuni aspetti? I contenuti che vengono creati sono sempre di valore o rischiamo di imbatterci sempre più spesso in qualcosa di poco efficace? In tutto questo quotidianamente assistiamo a criticità più o meno importanti e impattanti sulle nostre vite e sul modo di percepire l&#8217;informazione e le relazioni.</p>
<p data-sourcepos="20:1-20:211">Come sempre abbiamo una riflessione da fare: <strong>comparare il più possibile, mettere in relazione e verificare, &#8220;non prendere tutto per buono&#8221;, costruire un nuovo mindset necessario a questo nuovo sviluppo del web, Internet e social network.</strong></p>
<h2 data-sourcepos="20:1-20:211">Come costruisci le tue relazioni interne? E quelle dell&#8217;ecosistema relazionale attorno a brand e corporate? Che tipo di formazione hai inserito all&#8217;interno dell&#8217;azienda per supportare il capitale umano?</h2>
<p>Se vuoi verificare l&#8217;efficacia del metodo utilizzato e della brand protection attuata puoi contattarci per una valutazione e una consulenza ad hoc. Oggi la cultura digitale e la cultura della comunicazione sono fondamentali nelle aziende e soprattutto nelle skills dei collaboratori. Contattaci a info@netlifesrl.com</p>
<p>=====================</p>
<p>Se non ci conosciamo ancora, benvenutə sul mio sito &#x1f642; sono <strong>Francesca Anzalone, CEO di <a href="http://www.netlifesrl.com/" target="_blank" rel="noopener">Netlife s.r.l.</a> (dal 2000) esperta di comunicazione e cultura digitale</strong>. La mia professione inizia nel 1997 e da 23 anni ho fondato e dirigo Netlife s.r.l. Società di servizi di comunicazione e formazione specializzata nel digitale. Coniugo l’attività sul campo di Digital PR, Ufficio stampa, Media Planning, strategie digitali con quella di <strong>docente accademica e formatrice</strong> su queste tematiche. Ho scritto libri sull’argomento, diretto collane editoriali e riviste specializzate e continuo a tenere rubriche su importanti riviste di settore. Dal 2023 sono anche ideatrice e direttore di <a href="http://www.upskilling.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Upskilling </strong></a>la Digital Academy di Netlife. In ventisei anni ho accompagnato aziende di piccole, medie, grandi dimensioni, Società per Azioni, Holding, Multinazionali, Enti e Istituzioni nazionali e internazionali, Pubbliche Amministrazioni <strong>con un obiettivo preciso: posizionare e riposizionare il brand e il business grazie al digitale attraverso una comunicazione leale e a basso rischio</strong>. Mi sono specializzata in comunicazione nelle emergenze e nelle crisi e da qui è nato <strong>il mio metodo #consapevolemteconnessi con fattore +2% a valore aggiunto nella comunicazione</strong>.</p>
<p>Sul mio sito <a href="https://www.francescaanzalone.it/">www.francescaanzalone.it </a>puoi trovare tutte le tematiche che tratto e i vari servizi di crescita del business che potremo identificare insieme durante consulenze online, formazione e action research. E naturalmente scoprire lavori svolti, attività e tutto ciò che potrà esserti utile per affidarmi il tuo business. E naturalmente articoli e approfondimenti sulle <strong>principali tematiche che tratto: Cultura digitale e Cultura della comunicazione, Digital PR e Media Planning, Brand Protection e Reputation e Social Activism e emergenze.preven</strong></p>
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		<title>Digital Reputation: analizzare i dati e trasformarli in informazioni competitive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 14:16:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Digital Reputation oggi non solo è fondamentale, ma anche strategica. Se prima si invitava il potenziale cliente a cercare il nome del Brand su Google per caprine il numero di menzioni, oggi lo si supporta nell&#8217;analisi di quelle informazioni. Quante volte compare? Che percezione si ha di quel determinato Brand o Personal Brand? Che immagine ne deriva? Tutto viene registrato online, archiviato nel più grande motore di ricerca e restituito attraverso parole chiave digitate dagli utenti. Conoscere la fotografia di questi aspetti oggi è cruciale e avere la governance dell&#8217;andamento lo è ancora di più. Di digital reputation ne parlo da anni, ultimamente anche</p>
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									<h3><span style="font-size: 16px; font-style: inherit; font-weight: inherit; background-color: var(--ast-global-color-5); color: var(--ast-global-color-3); font-family: Lato, sans-serif;">La Digital Reputation oggi non solo è fondamentale, ma anche strategica. Se prima si invitava il potenziale cliente a cercare il nome del Brand su Google per caprine il numero di menzioni, oggi lo si supporta nell&#8217;analisi di quelle informazioni.</span></h3><p>Quante volte compare? Che percezione si ha di quel determinato Brand o Personal Brand? Che immagine ne deriva? Tutto viene registrato online, archiviato nel più grande motore di ricerca e restituito attraverso parole chiave digitate dagli utenti. Conoscere la fotografia di questi aspetti oggi è cruciale e avere la governance dell&#8217;andamento lo è ancora di più.</p><p>Di digital reputation ne parlo da anni, ultimamente anche negli articoli su Marketplace (rubrica a pag. 12 Digital PR a firma mia). Ne sono usciti alcuni che abbiamo prontamente inserito nella guida Digital apPRoach da poco realizzata in collaborazione con Top Press Edizioni e la rivista stessa.</p><p>Oltre all&#8217;attività di promozione e valorizzazione, dunque è imprescindibile la tutela. Fondamentale costruire un sistema informativo a rischio ridotto, una comunicazione consapevole e responsabile e un tracciamento che accompagni tutta l&#8217;attività.</p><h2>Digital Reputation: questione di dati</h2><p><strong>Tracciare il dato </strong>oggi è indispensabile <strong>e trasformarlo in informazione </strong>significa costruire al meglio le strategie. Il dato è una fonte incredibile di opportunità, sul digitale lo è ancora di più, perché interconnesso a una serie di altre informazioni che comparate, aggregate e gestite mostrano una visione sempre più ampia. Che tipo di contenuto interessa maggiormente? Che comportamento ha avuto l&#8217;utente di fronte a questo approccio? Come sono arrivati qui? Ma ancora di più se coinvolgiamo il dato social e lo accorpiamo in reach, engagement, menzioni, influencer a partire da una prima fotografia iniziale.  Al cliente oggi siamo in grado di offrire un percorso, un accompagnamento numerico che fino a pochi anni fa potevamo percepire solo noi addetti ai lavori. Oggi tutto questo lo possiamo restituire i grafici, numeri pronti alla condivisione, analisi, andamenti anche visivamente comprensibili.</p><p>Possiamo fotografare l&#8217;oggi in maniera chiara, netta e numericamente corretta e mostrare il percorso durante l&#8217;attuazione della strategia. I costi diventano investimenti. la paura di &#8220;non ci capisco nulla&#8221; diventa &#8220;ah, chiaro, stiamo crescendo e la nostra visibilità sta aumentando davvero molto&#8221;. La Digital Reputation inizia ad essere più comprensibile e accessibile a realtà di qualsiasi dimensione. Soprattutto inizia ad essere percepita come percorso &#8220;senza scadenza&#8221;, aspetto fondamentale rispetto ad un prima quando veniva comparata a &#8220;si cambia immagine e vediamo cosa dicono&#8221;. Oggi possiamo dire &#8220;si cambia immagine, si riposiziona il Brand e analizziamo i dati per comprendere quanto stiamo crescendo, migliorando e in che modo possiamo accelerare quel processo&#8221;.</p><p>Pianificazioni a lungo termine, strategie orientate alla crescita, visione d&#8217;insieme iniziano ad essere nuovi aspetti meglio compresi da chi vuole sfruttare le opportunità del digitale e diventare sempre più competitivo. Non si tratta più di &#8220;tra quanto si vedono i risultati&#8221;, ma &#8220;iniziamo a costruire il percorso migliore per crescere a medio-lungo termine&#8221;.</p><h3>Visione è connessione con la Digital Reputation</h3><p>Visione dunque, una parola chiave che non può mancare connessa al concetto di Digital Reputation, crescita e consapevolezza dello scenario in cui ci si inserisce.</p><p>Questione di Cultura Digitale, chi ha fatto un percorso nell&#8217;innovazione, chi conosce gli strumenti, chi ha avuto modo di lavorare nell&#8217;operativo ha una maggiore facilità a visualizzare l&#8217;importanza del dato, delle statistiche, dell&#8217;uso di filtri per le analisi; ma una grande parte di realtà, talvolta, pur avendo a disposizione strumenti di base, non utilizza neppure questi. Quando intervisto i clienti per comprendere i numeri e il posizionamento di partenza spesso mi sento rispondere &#8220;sì le statistiche le abbiamo, ma non le guarda nessuno. Siamo più impegnati nei contenuti&#8221;. Content marketing sicuramente un&#8217;ottima strategia, ma sapere come e se quei contenuti vengono fruiti è decisamente importante. Soprattutto se immaginiamo che quella reach ha un impatto economico e può determinare nuove scelte.</p><p><strong>Gli strumenti professionali fanno la differenza e inserirli nelle strategie di comunicazione e marketing permettono misurazioni sempre più precise. </strong>Il dato è fondamentale, ma costa. Costa negli strumenti sempre più sofisticati da utilizzare, nella formazione del personale che deve imparare a leggerli, interpretarli, trasformarli in informazioni. Costa nelle strategie da aggiornare costantemente. Ma è un investimento che permette anche, e soprattutto, di identificare il posizionamento anche rispetto alla concorrenza. E soprattutto nel permetterci di <strong>rendere</strong> <strong>quel dato un&#8217;informazione competitiva.</strong></p><h3 style="text-align: center;">A tua disposizione gratuita&gt; <a href="https://www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/DIGITAL-APPROACH_marketplace-1.pdf">Digital Approach di Francesca Anzalone &#8211; Guida in collaborazione con Top Press Edizioni e la rivista Marketplace</a></h3>								</div>
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		<title>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza &#8211; Be Kind to People</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 10:43:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza! Se le persone si domandassero più spesso quanto possono ferire le parole che stanno per utilizzare, forse ci sarebbe meno dolore. Sì dolore nel sentirle pronunciare, nel sentirsele rivolte contro. Le parole feriscono, anche profondamente, arrivano a distruggere, possono essere inopportune. Ogni volta che pensiamo di pronunciarne una, chiediamoci sempre se è utile, è importante, ma soprattutto se potrebbe ferire. Spesso mi trovo a tenere lezioni sull&#8217;uso della parola. La parola giusta, quella precisa, studiata e ricercata da inserire in una presentazione per gli investitori. La parola che promuove e valorizza; quella che si inserisce in uno scenario</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza!</h2>
<blockquote><p>Se le persone si domandassero più spesso quanto possono ferire le parole che stanno per utilizzare, forse ci sarebbe meno dolore. Sì dolore nel sentirle pronunciare, nel sentirsele rivolte contro. Le parole feriscono, anche profondamente, arrivano a distruggere, possono essere inopportune. Ogni volta che pensiamo di pronunciarne una, chiediamoci sempre se è utile, è importante, ma soprattutto se potrebbe ferire.</p></blockquote>
<p>Spesso mi trovo a tenere lezioni sull&#8217;uso della parola. La parola giusta, quella precisa, studiata e ricercata da inserire in una presentazione per gli investitori. La parola che promuove e valorizza; quella che si inserisce in uno scenario preciso e ne determina il dato efficace. La parola da evitare perché &#8220;rischiosa&#8221; e in  grado di generare una crisi mediatica. La parola brutta, che ferisce. Ma anche la parola bella che aiuta a costruire il team migliore; quella che valorizza e fa sentire bene. La parola in un testo che ci descrive il senso; quella che ne fa cambiare l&#8217;approccio, e quella che nel nostro diario diventa terapeutica e ci fa scoprire perché ci fa male. Le parole sono un materiale altamente pericoloso se utilizzate senza riflettere.</p>
<p>Non si possono usare parole senza avere riflettuto sull&#8217;altro, sul suo contesto, sul suo momento, senza nessuna empatia. Quello è desiderio di giudicare.</p>
<h4>Non conta quello che vuoi dire, conta quello che percepisce il tuo interlocutore</h4>
<p>In questa frase esattamente il senso del dialogo: utilizziamo le parole con &#8220;buon senso&#8221;, riflettendo su quello che potrebbero generare nel nostro interlocutore e non sempre, con egoismo perché ci riteniamo superiori. Perché ricordiamoci che dal dialogo si percepisce molto della persona. Chi eroga consigli, chi dà giudizi, chi si permette di pensare di sapere cosa è meglio racconta molto di sé attraverso il linguaggio che utilizza. Le parole raccontano molto della persona, infatti il Personal Branding focalizza grande attenzione sulla preparazione a livello comunicativo della persona stessa.</p>
<p>L&#8217;errore più grande è: creare un personaggio pubblico senza avergli dato tutti gli strumenti per mantenere la sua &#8220;Personalità&#8221;. L&#8217;incoerenza parole-azioni è il rischio maggiore di crisi mediatiche e social mediatiche.</p>
<p>Immaginate una figura strutturata sulla capacità di ascolto e di valorizzazione del team che in una conversazione (anche privata) con un collaboratore esce con: &#8220;Non ho tempo da perdere per riflettere sulle mie parole quando dialogo con te&#8221; è esattamente come dire &#8220;Di te non mi interessa nulla. Esisto solo io. Tu non sei importante&#8221;.  Ma non è così che funzionano le relazioni significative in qualsiasi ambito: professione, amicizia, amore &#8230; Ed è proprio dal linguaggio che si percepisce la personalità (Personal Branding) e si decide se il business funzionerà, se l&#8217;amicizia potrà nascere, se potrebbe mai esistere l&#8217;amore.</p>
<h4>Dimmi che parole utilizzi e ti dirò se possiamo &#8220;connetterci&#8221;</h4>
<blockquote><p>Quando le persone si parlano si trasmettono messaggi verbali e non verbali. Si trasferisce un contenuto e anche una percezione del sé. In qualità di consulente strategico ho potuto trasmettere molto di questi aspetti sia come prevenzione dei rischi di crisi, sia come opportunità di valorizzazione del team e di dialogo interno. Come parli influenza molto la reazione, questo è un dato di fatto.</p></blockquote>
<p>In oltre venti anni di professione ho avuto il grande piacere di vedere come le parole utilizzate in maniera consapevole hanno fatto crescere molte realtà. Il team rafforza le relazioni, le connessioni diventano sempre più significative. Le criticità si possono prevedere e se vi sono, si possono sciogliere utilizzando un linguaggio corretto e rispettoso.</p>
<p>E&#8217; sempre una questione di rispetto per l&#8217;altro. Non sono io il centro, ma l&#8217;altro, con il quale voglio costruire un dialogo e una connessione significativa. Altrimenti, ho già chiaro che si tratta di una &#8220;vampirizzazione&#8221; energetica.</p>
<p>Stavo leggendo proprio qualche giorno fa degli articoli in cui si dice che la maggior parte delle rotture nelle coppie dipende da una mancanza di comunicazione efficace. Alla base errori, fraintendimenti, aspettative disattese frutto di un linguaggio errato. Esattamente ciò che avviene anche in ambito lavorativo. <strong>E online tutto questo emerge ampiamente.</strong></p>
<h4>Parole, percezione e rispetto</h4>
<p>Tutto parte dal rispetto. E&#8217; nel rispetto delle persone, nel modo in cui si dialoga, nella conversazione e nel trasferimento dei contenuti che si ha la comprensione della leadership. <strong>Un leader riconosciuto basa tutto sul rispetto degli altri, pondera le parole, il focus non è su se stesso/a ma sugli altri. Il dialogo è sempre sereno. Non è lui/lei ad affermare la sua leadership ma gli altri attraverso le parole e il modo con cui gli si rivolgono. </strong></p>
<p>Attraverso l&#8217;ascolto di come si esprimono gli altri nei suoi confronti si comprende tutto. E quel tutto è il risultato di parole efficaci, parole ponderate, linguaggio attento e preciso nei confronti dell&#8217;interlocutore. <strong>Attenzione che la finzione si scopre: alle parole ovviamente devono corrispondere azioni coerenti 😉</strong></p>
<p>Parole ed emozioni diventano un tutt&#8217;uno attraverso l&#8217;ascolto. La percezione del dialogo diventa la percezione dei ruoli. E dunque la scelta: rimango consapevole della tipologia di relazione? Oppure decido di evitare questa situazione? Dalla parola deriva la scelta. Attenzione a non essere affrettati, ma di verificare se la percezione ha degli elementi concreti a conferma.</p>
<h4>Come si analizzano le conversazioni? Quali sono le parole che creano &#8220;alert&#8221;?</h4>
<blockquote><p>Questa è la domanda più ricorrente che mi viene fatta. Non esiste una formula magica da applicare ad ogni caso, esiste un allenamento costante all&#8217;ascolto e alla produzione. La prima conversazione che dobbiamo analizzare però è quella con noi stessi, da qui deriva tutto il resto. Farci domande scomode? Avere il coraggio di scoprirci è fondamentale. E, soprattutto dopo avere compreso come ci stiamo parlando, trovare il modo per migliorarci. Le parole in questo sono preziose.</p></blockquote>
<p>Da una parte c&#8217;è la persona che parla, dall&#8217;altra il ricevente del messaggio con la sua percezione, dall&#8217;altra ancora il web e i social: come si viene percepiti?</p>
<p>Sorrido perché penso a situazioni in cui si ha un relatore/relatrice e poi uno dei partecipanti particolarmente &#8220;agguerriti&#8221; nel desiderio di identificarsi come leader. Un po&#8217; contrastivo, un po&#8217; polemico, un po&#8217; domande scomode &#8230; ma questa persona nell&#8217;intento di dimostrare la sua &#8220;superiorità&#8221;, perché questo è l&#8217;obiettivo che traspare non si rende conto che tutto quello che sta facendo è la percezione che gli altri avranno di lui/lei. E che sotto ai riflettori e dunque alla lente di ingrandimento dell&#8217;analisi non è il relatore ma lui/lei.</p>
<p>Che percezione sta dando di se stesso/a in quel momento? Le domande che sta facendo sono pertinenti? Ha davvero senso tentare di mettere in difficoltà il relatore/relatrice a scapito di un tempo sprecato rispetto alle informazioni che si potrebbero raggiungere? La risposta è nelle parole. Se sono pertinenti e corrette sì, altrimenti la percezione sarà &#8220;guarda questo/questa quanto tempo ci fa sprecare per le sue manie di protagonismo&#8221;.</p>
<p>Ma di queste situazioni ne potremmo citare a centinaia, come chi spreca opportunità mediatiche per egocentrismo invece di sfruttare quel tempo a favore di un messaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi lascio anche un racconto breve, se vi va di leggerlo. Perché per me le parole sono anche creatività e scrittura</p>
<p><strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/emozioni-di-latta-racconto-breve/">Il racconto breve: emozioni di latta</a></strong></p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/parole/">Parole: materiale altamente pericoloso, maneggiare con consapevolezza – Be Kind to People</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente con le persone &#8220;Be Kind to People&#8221;: creare relazioni significative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 13:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Community e PR]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di Network e PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente &#8220;Be Kind to People&#8221;: siamo tutti interconnessi</h2>
<blockquote><p>Quando mi chiedono perché amo così tanto mettere in relazione le persone rispondo sempre che sto rendendo visibile un filo che ci unisce già. Tutti siamo interconnessi, poi sperimentando questo legame, riusciamo a comprendere se può diventare significativo oppure no. Attenzione che significativo non sancisce un per sempre, è un qui e ora che va coltivato nel tempo. Il legame significativo che dura nel tempo è quello che si è gestito con energia, con voglia di ascoltare, con il desiderio di dialogare, di comprendere. Una relazione significativa è una crescita,  un valore aggiunto alla nostra vita. Amo profondamente le persone, mi piace ascoltarle, conoscerle, scoprire i sogni e se posso aiutare a realizzarli. Anche nel lavoro per me tutto questo è fondamentale e quando leggo le schede di valutazione beh, mi rendo conto che riesco a farlo comprendere anche agli altri. Dunque PR l&#8217;arte di connettersi profondamente- Be kind to People di Francesca Anzalone</p></blockquote>
<p>Oggi nella scaletta editoriale doveva esserci un altro tema, ma gli avvenimenti degli ultimi giorni mi hanno portata a parlare nuovamente di relazioni significative, interconnessioni e costruzione di valore. Ne parlavo giorni fa in due corsi di Crisis Management, dove le relazioni contano eccome! Dove il conoscere, il rispettare e l&#8217;avere valori comuni nel qui e ora fa una grande differenza. Riflettevo un paio di ore fa, dopo essere tornata dal supermercato, e in una lunga coda, avere dialogato con una bambina di quattro anni che la zia, sconosciuta, mi ha affidato per 25 minuti . Ci ho riflettuto a fondo in questi mesi quando tutte le relazioni intessute in poco più di quindici giorni estivi, si sono dimostrate non solo solide, ma anche di immenso valore. L&#8217;elemento comune: la fiducia e l&#8217;affidabilità che certe persone trasmettono.</p>
<h4>Siamo tutti interconnessi</h4>
<p>Questo incontro mi ha fatto riflettere molto: quando la zia è tornata e ci ha trovate a chiacchierare ha detto &#8220;Lei di solito non parla con nessuno, Neppure con me&#8221;. A me invece aveva raccontato tanto: la sua età, il suo nome, la passione per la danza. Mi aveva mostrato anche qualche passo. E poi mi aveva detto che era triste perché non poteva ballare. Io le ho raccontato di quando &#8220;la mia bambina&#8221; alla sua età aveva iniziato a danzare, della sua passione. E che oggi si trova lontano. Le ho detto che anch&#8217;io ero triste per questo momento così complicato perché non potevo andare da lei.  Però ci tenevo a dirle che non è una gara di tristezza, e che possiamo &#8220;sfruttare questo momento per goderci i momenti belli&#8221;.  Per esempio per me questo è un momento bello le ho detto, perché ti ho conosciuta e so che nel mondo ci sarà una nuova ballerina. il suo sorriso è stato così pieno e sincero che mi ha aperto il cuore. Il commento della zia &#8230; un classico cliché che gli psicologi dicono di evitare &#8220;alla zia non fai mai questi sorrisi, non sei una brava bambina&#8221;.</p>
<p>Ecco le relazioni significative si basano sull&#8217;onestà, sulla trasparenza, sul vero significato di perché le energie possono fluire. E il tempo, ce ne renderà conto 😉</p>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente e di costruire relazioni significative attraverso le PR</h4>
<p>Al centro di tutte le interconnessioni vi è valore e fiducia. mettere in relazione significa avere compreso, ascoltato, &#8220;sentito&#8221; le energie e quel riverbero che può risuonare in altre persone. Persone che possono diventare amiche perché condividono valori, altre per business, altri ancora per una passione comune, ciascuno nel qui e ora con consapevolezza e responsabilità.</p>
<blockquote><p>Non è vero che &#8220;io li metto in contatto e poi sta a loro gestire la relazione&#8221;. Bisogna essere consapevolmente connessi, e dunque comunicare con responsabilità e consapevolezza. Significa aumentare la creatività nella relazione, inserire valore aggiunto, supportare, dare spunti senza interferire nella loro interconnessione, ma continuare ad essere significativi.</p></blockquote>
<p>Relazioni significative dunque come valore alla base, create su trasparenza, onestà e promozione di una crescita. Analizzando le relazioni significative si percepisce costruzione, ascolto, energie che circolano. In quelle basate su interesse, invece, si percepisce vampirismo energetico, voglia di dimostrare di essere migliori, fondamentalmente &#8220;vuoto&#8221;. Immagine VS sostanza dunque, in uno scenario preciso che sta determinando molte scelte.  Il tempo in questo caso è un elemento che dimostra quanto impegno, quanta dedizione e quanta voglia di costruire c&#8217;è dietro a quel collegamento.</p>
<blockquote><p>Oggi se vali, se ci credi, se sei appassionato si sente, si percepisce. La &#8220;foto perfetta&#8221; non funziona più, testimonia solo la proiezione del tuo io desiderato. Come puoi costruire relazioni significative anche attraverso il digital se la tua immagine risale a anni fa e non corrisponde a chi sei qui e ora? La risposta: sono esattamente quella persona coerente con me stessa, non è una risposta significativa. Coerenza non significa essere radicati in ciò che si era.  Si cambia, si cresce, si migliora! Coerenza significa avere degli obiettivi e raggiungerli impegnandosi in ciò che si fa e migliorando per raggiungerli in tempi più brevi. Le relazioni significative possono avvenire solo tra persone autentiche.</p></blockquote>
<h4>Il tempo, l&#8217;ascolto e l&#8217;essere consapevolmente connessi</h4>
<p>E&#8217; il tempo il nostro migliore alleato, perché è solo nel tempo che si vede quanto una relazione la si coltiva e che tipo di percezione si ha nei confronti delle persone. In oltre venti anni di attività professionale, con migliaia di persone conosciute ho imparato ad ascoltare sempre più, ho allenato la mia mente e le mie capacità di ascolto ad entrare in empatia e comprendere il tipo di relazione che si sarebbe potuta instaurare. Questione di sensibilità, di bagaglio culturale, di allenamento, di voglia di migliorare e soprattutto di una grande base di partenza: imparare ad ascoltare me stessa, a connettermi significativamente con me stessa prima di tutto. Questo ci permette di essere centrati e dunque di comprendere quando qualcuno non ci ascolta, quando superficialmente getta un giudizio e  pensa di avere fatto la cosa migliore per se stess*</p>
<blockquote><p>Le persone contano, ognun* con il proprio bagaglio, ma soprattutto ognun* con energia e valore. E tutti sentiamo il bisogno di essere interconnessi, per l&#8217;ascolto, per l&#8217;affetto, per l&#8217;energia, per il valore.</p></blockquote>
<h4>&#8220;Non si finisce mai di conoscere una persona&#8221;: PR l&#8217;arte di connettersi profondamente</h4>
<p>Una frase che viene utilizzata spesso in maniera negativa, perché chi la pronuncia ha scoperto un lato che l&#8217;ha delus*, ferit*, sorpres*</p>
<p>Ma se la guardiamo da un&#8217;altra prospettiva è un incitamento a  continuare a scoprire; il richiamo alla mente a non pensare di avere la verità assoluta in mano. Soprattutto uno stimolo a imparare a conoscere costantemente, a rimanere in ascolto e achiederci: quanto teniamo a questa persona? E dunque quanto facciamo per ricordarglielo?  Quanto investiamo in questa relazione?</p>
<p>Il punto però non è questo, ma porci sempre la domanda: ho davvero ascoltato questa persona? ero davvero in sintonia con questa persona? Capita spesso che si desidera vedere una persona per ciò di cui noi abbiamo bisogno nel qui e ora, e non con oggettività. La persona è sempre la stessa, la percezione che ne abbiamo è nostra. Vi è mai capitato di pensare che una persona fosse speciale e in realtà accorgervi poi con il tempo che è una persona con tante cose irrisolte che ha solo bisogno di &#8220;avventarsi sugli altri per non pensare alla propria vita?&#8221;.</p>
<blockquote><p>La bellezza risiede proprio qui, non perderci l&#8217;opportunità di creare qualcosa di significativo, perché altrimenti rischiamo di precluderci qualcosa di meraviglioso, e poi col tempo di rimpiangere quella connessione.</p></blockquote>
<h4>PR l&#8217;arte di connettersi profondamente: investire il tempo</h4>
<p>Costruire relazioni significative implica molto tempo, molta dedizione e soprattutto grande ascolto. Questo ascolto parte da noi: possiamo costruire relazioni significative solo e soltanto quando siamo consapevolmente connessi con noi stessi e quindi in grado di ascoltare gli altri. Ecco perché ci sono persone in grado di generare relazioni significative tra amici, amorose, nel business e anche online. Non hanno bisogno di colmare un vuoto loro, ma centrate, possono ascoltare oggettivamente tutte le conversazioni, gli interessi, i valori e costruire dei  legami.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-larte-di-connettersi-profondamente-con-le-persone-be-kind-to-people-creare-relazioni-significative/">PR l’arte di connettersi profondamente con le persone “Be Kind to People”: creare relazioni significative</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221; &#8211; il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 09:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BE KIND TO PEOPLE]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione consapevole e responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221;: costruire relazioni significative e agire con consapevolezza e responsabilità Social Activism, dal pensiero all’azione: comunicare non è più sufficiente, bisogna agire, testimoniare e fare squadra #consapevolmenteconnessi sia online che offline. Senza l&#8217;azione nessuna parola porta con sé attivismo, e i social lo hanno ampiamente sottolineato negli ultimi anni. Anzi potremmo dire che hanno insegnato a prendere con maggiore responsabilità il proprio percorso. Bentrovati e buona domenica in questo mio viaggio personale e professionale nelle principali tematiche del momento. Da una parte la partecipazione attiva, la condivisione di idee e valori, dall&#8217;altra la paura dei cosidetti Washing mediatici ha delineato</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/social-activism-be-kind-to-people/">Social Activism “Be kind to People” – il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Social Activism &#8220;Be kind to People&#8221;: costruire relazioni significative e agire con consapevolezza e responsabilità</h2>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Social Activism, dal pensiero all’azione: c</b></span><span class="s1">omunicare non è più sufficiente, bisogna agire, testimoniare e fare squadra #consapevolmenteconnessi sia online che offline. Senza l&#8217;azione nessuna parola porta con sé attivismo, e i social lo hanno ampiamente sottolineato negli ultimi anni. Anzi potremmo dire che hanno insegnato a prendere con maggiore responsabilità il proprio percorso. Bentrovati e buona domenica in questo mio viaggio personale e professionale nelle principali tematiche del momento.</span></p>
</blockquote>
<p>Da una parte la partecipazione attiva, la condivisione di idee e valori, dall&#8217;altra la paura dei cosidetti Washing mediatici ha delineato una nuova strategia comunicativa ma non solo.</p>
<h4>SOCIAL ACTIVISM: QUALI LE NUOVE DINAMICHE?</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Quali le nuove dinamiche tra i social media, attivismo e movimenti sociali? Quali le nuove figure che si affacciano sulla scena mediatica grazie alle loro idee? Ma soprattutto quali le azioni di denuncia e divulgazione su tematiche precise?</span></p>
<blockquote><p>Una volta si partecipava offline. Quando si credeva in una causa dopo le lezioni si rimaneva in uno spazio chiuso o aperto (a seconda delle possibilità) e si condivideva la visione e la strategia per portare avanti quella determinata idea. Si partiva sempre da un gruppo ristretto di persone, spesso compagni di corso o di classe, e si allargava attraverso le singole relazioni. &#8220;Potrebbe interessare anche a &#8230; potremmo coinvolgere anche &#8230;.&#8221; ognuno con un ruolo specifico.  Il gruppo si allargava, le idee aumentavano e nella maggior parte dei casi si trasformavano i striscioni, scritte, cartelli e voglia di cambiamento. Era l&#8217;occasione per mettere in comune le idee, ma anche di aggregarci, di condividere e di incontrare persone nuove che come noi, nutrivano interesse per un determinato argomento. Alla base di tutto la voglia di fare e di &#8220;cambiare le cose&#8221; che non ritenevamo corrette. Tutto partiva da un problema, da un qualche cosa che leggevamo sui libri, da una &#8220;chiamata ad agire per non lasciare correre qualcosa che non faceva parte del nostro modo di pensare e di interagire&#8221;. potrei citare centinaia di momenti nei quali dopo una lezione, dopo una telefonata o dopo un incontro sono seguiti cartelloni, incontri di confronto e veri e propri dibattiti pubblici ai quali chiamavamo a partecipare ragazzi più grandi, talvolta adulti e realtà anche del territorio ai quali chiedevamo spiegazioni. Sempre mossi da grande passione, voglia di cambiamento e attenzione su quelle parole che venivano utilizzate in maniera inappropriata; tanto forti da trasformarsi poi in concetti negativi che potevano proseguire in veri e propri comportamenti &#8220;inacettabili&#8221;. Devo dire che anche in questo caso ho avuto la fortuna di avere compagni di scuola, di corso e amici sempre pronti e attenti a tantissime tematiche, ma soprattutto degli insegnanti che ci mostravano il mondo non come microcosmo del nostro territorio, ma come un luogo sconfinato e ricco di milioni di sfumature. &#8220;Non siamo tutti uguali, ognuno di noi è diverso: ha il suo credo, ha la sua visione, ha il suo modo di affrontare le cose e noi lo dobbiamo sapere&#8221;. Ognuno di noi pensa e agisce differentemente e questa è la più grande ricchezza. E questa ricchezza me la porto dentro ancora oggi, perché è proprio ciò che mi permette di non avere mai pre-giudizi, di poter dialogare con chiunque e di poter costruire una lunga vita insieme anche con chi ha idee diverse dalle mie. Un modo bellissimo per crescere ogni giorno. Un modo bellissimo per costruire relazioni significative tra persone. Se non avessi avuto queste basi così solide di accettazione, accoglienza, consapevolezza della diversità, &#8230; probabilmente mi mancherebbe una grande parte della sensibilità all&#8217;ascolto maturata negli anni. Per questo quando mi chiedono che percorso si deve seguire per essere un bravo PR Manager rispondo sempre che serve un percorso professionale e personale molto articolato. E in questo ho avuto degli insegnanti straordinari, degli amici incredibili e tantissime opportunità di conoscenza durante i miei viaggi a partire da giovanissima. Tra gli insegnanti inserisco anche i miei genitori, perché mi hanno insegnato a non prevaricare mai, soprattutto perché ognuno vive una propria esistenza, in un proprio contesto con delle proprie emozioni, e noi non sappiamo fino in fondo quali sono: perciò mai dare il proprio giudizio o io avrei fatto così, ma mettersi a disposizione sempre per ascoltare.</p></blockquote>
<h4>SOCIAL ACTIVISM E NUOVI INFLUENCER</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Oggi la comunicazione è molto più ampia grazie al web e ai social e sono emersi  nuovi Influencer, quelli che credono in ciò che divulgano, che prendono parte attivamente alla vita social offline e usano i social media come strumento di propagazione di un messaggio. Sono anche quelli che influenzano il linguaggio dei Brand, ma non solo, per sensibilizzare su aspetti in cui credono e per denunciare quando “ci si approfitta di una causa per solo scopi commerciali e di immagine”.</span></p>
<blockquote><p>Quello che facevamo mettendoci la faccia, reggendo i cartelloni durante i cortei, organizzando le giornate per approfondire determinate tematiche. Organizzando viaggi all&#8217;estero per conoscere quella determinata tematica, cercando di viverla in prima persona. Oggi abbiamo grandi opportunità, possiamo non solo leggere libri, conversare con grandi esperti, credere in una causa e diventarne parte attiva anche come divulgatori, possiamo ampliare gli orizzonti in pochi minuti grazie ai social. Ma la cosa che amo maggiormente di questo periodo è la possibilità di smascherare chi non è davvero parte attiva; chi non ci crede fino in fondo, e chi, di una tematica specifica ne fa solo comunicazione senza nessuna azione. Le crisi mediatiche sono un grande insegnamento per chi le vive: si comprende oggi che non si può solo riempire i canali e i siti di frasi belle e ad effetto. Bisogna agire con consapevolezza e responsabilità. &#8220;Un gesto vale più di mille parole&#8221; rimane una grande affermazione anche nell&#8217;era dei social!</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Il social activism è trasversale, integrato tra online e offline e soprattutto concreto. Non si può dichiarare di essere coinvolti in una causa senza elementi concreti che ne testimoniano la reale appartenenza. E questo ce lo confermano i numerosissimi Washing dal Green al Pink, al Covid, ma l’elenco è ampio e articolato. Oggi comunicare bene, condividere una vision ben delineata non è più sufficiente, anzi, se non supportata da un’azione concreta e articolata nel tempo diventa un potenziale alto di crisi mediatica. Dunque, dalla dichiarazione all’azione per essere parte di una società fisica e virtuale, per diventare parte attiva in idee e movimenti sociali. Mi sono specializzata nella comunicazione di crisi proprio perché nel mio io essenziale ho sempre sentito il bisogno di valutare i rischi di ogni cosa prima di agire. </span></p>
<blockquote><p>Questa mia propensione alla valutazione del rischio in certi momenti è stata anche una &#8220;difficoltà&#8221; soprattutto da ragazzina quando gli amici non pensavano mai alle conseguenze, e quando dicevo &#8220;ma se poi &#8230;.&#8221; mi rispondevano con &#8220;poi vediamo!&#8221;. Quindi la mediazione tra il mio &#8220;ma se poi e il poi vediamo&#8221; era un buon equilibrio per gestire le conseguenze che inevitabilmente ci trovavamo ad affrontare 😀 #consapevolmenteconnessi tra noi e il mondo era l&#8217;approccio alla vita che avevamo, sempre pronti a partecipare e mai a rimanere ad osservare passivamente. Una caratteristica che continua ad essere parte di me e soprattutto un aspetto del mio carattere che forse è tra quelli che amo di più.</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Si parte dalla consapevolezza di un problema, dalla voglia di prendere parte alla risoluzione e prima ancora alla sensibilizzazione sociale attraverso ogni canale; per poi diventare responsabili di azioni e di un piccolo cambiamento che passo dopo passo può raggiungere sempre più persone. Oggi ci si aspetta una presa di posizione, una presa di responsabilità, una partecipazione alla vita pubblica che non può essere fatta solo di parole, ma di azioni concrete e di costruzione di reti sempre più partecipate. Le Community diventano ambienti di discussione, di riflessione, di sensibilizzazione in grado di influenzarsi vicendevolmente. E questo lo hanno ben compreso i nuovi Influencer che si sono affacciati con obiettivi precisi di cambiamento e anche i Brand, le Istituzioni e gli Enti che, in parte sperimentandolo sulla propria pelle, hanno rischiato di perdere la fiducia e la credibilità costruita in anni di lavoro. Oggi la cittadinanza partecipa, fa sentire la propria voce, le nicchie hanno acquisito visibilità grazie alle opportunità del web e con grande determinazione stanno contribuendo ad un cambiamento sociale. La parola, l’uso dei termini, il linguaggio appropriato sono alla base della consapevolezza: si inizia con la divulgazione, l’educazione all’uso consapevole e responsabile per poi passare al come, posso trasferire tutto questo in azioni concrete.</span></p>
<h4>BRAND ACTIVISM: ATTENZIONE AI WASHING</h4>
<p class="p1"><span class="s1">Dai giovani, ai meno giovani, fino a Brand, Enti e Istituzioni, ognuno è chiamato a partecipare attivamente alla società prendendo parte ad un’azione. E se pensate che non farlo sia un modo per evitare possibili crisi mediatiche, state sbagliando. Oggi ci si aspetta una presa di posizione da parte di ciascuno di noi in un’ottica di trasparenza, lealtà e correttezza.</span></p>
<blockquote><p>Accoglienza, accettazione, rispetto, dignità della persona, diritti delle donne, empowerment, sono tra le parole che amo di più e attorno alle quali mi piace ricordare tanti episodi della mia vita, articoli scritti, incontri, conoscenze, materie studiate, esami sostenuti, formazione erogata, formazione fruita, copy scritti e fotografie di eventi che porto nel cuore conservati nell&#8217;armadio. Ovviamente, ormai avete chiaro il fatto che non mancano mai foto e pagine dei diari. Ma soprattutto quello che sono felice di ricordare è che tante di quelle persone con cui condividevo tutto questo continuano a fare parte della mia vita e ogni tanto ci concediamo serate Revival di episodi indimenticabili. E sempre con il finale &#8220;Eravamo dei gran fighi, però!&#8221;</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Ti lascio qualche spunto di riflessione a livello professionale e sul mio Blog <a href="http://www.francescaanzalone.it"><span class="s2">www.francescaanzalone.it</span></a> potrai trovare approfondimenti video e podcast (gratuiti):</span></p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1">La Vision non è più completa ed efficace se non accompagnata da azioni concrete, da partecipazione e da prese di posizione da parte del Corporate o del Brand. Senza dimenticare che oggi anche il CEO ha il suo Branding.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Fare rete è fondamentale, siamo tutti interconnessi e costruire con chi crede fermamente in una causa significa avere il miglior partner per la costruzione della corretta strategia. Crederci non basta se non si segue un percorso articolato.</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">Partecipazione è dimostrazione: anche i social media manager oggi hanno specializzazioni e competenze sempre più verticali. Perché partecipare facendo sentire la presenza sui social non è più sufficiente. Si deve costruire consapevolezza e si deve dimostrare di conoscere l’argomento.</span></li>
</ul><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/social-activism-be-kind-to-people/">Social Activism “Be kind to People” – il mio viaggio nella comunicazione in ogni forma e in ogni luogo</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 16:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi Lo era anche prima del digitale, del web, ma il mezzo lo ha reso fondamentale. Ha messo le persone al centro e ha dato loro voce, una voce amplificata, potenziata, che va oltre i confini di spazio e tempo. Le relazioni contano, e anche molto. Così come l&#8217;intelligenza emotiva e la capacità di #faresquadra. E dunque, PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi. In molti mi avete chiesto perché mi riconoscono nel ruolo di PR Manager quando affronto il tema della cultura digitale da tantissimi anni; quando le mie pubblicazioni,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi</h1>
<blockquote><p>Lo era anche prima del digitale, del web, ma il mezzo lo ha reso fondamentale. Ha messo le persone al centro e ha dato loro voce, una voce amplificata, potenziata, che va oltre i confini di spazio e tempo. Le relazioni contano, e anche molto. Così come l&#8217;intelligenza emotiva e la capacità di #faresquadra. E dunque, PR ovvero People Relations: nell&#8217;era digitale è fondamentale essere consapevolmente connessi.</p></blockquote>
<p>In molti mi avete chiesto perché mi riconoscono nel ruolo di PR Manager quando affronto il tema della cultura digitale da tantissimi anni; quando le mie pubblicazioni, i miei saggi, le mie ricerche spaziano molto nell&#8217;ambito della formazione e della comunicazione. Forse perché ho sempre amato mettere in connessione le persone, soprattutto quelle che &#8220;apparentemente&#8221; erano agli opposti. Forse perché sono convinta che senza una buona squadra leale, onesta e appassionata non si vince. Forse perché nei momenti in cui ho bisogno di ritrovare me stessa in città, mi piace mimetizzarmi tra la gente (non ora! sia ben inteso). O forse perché fa parte dei ricordi di mio padre, che quando aveva bisogno di essere un uomo &#8220;solo un uomo&#8221; come diceva lui, si rifugiava tra le strade della città che amava di più Roma, per sentirsi un &#8220;illustre sconosciuto&#8221;.</p>
<p>Oggi le relazioni tra persone contano, permettono di accelerare il business, supportano la reputazione di un prodotto, servizio; aiutano a creare un personaggio in poco tempo (se le basi sono solide); riescono a mitigare crisi in atto grazie all&#8217;intervento da più parti; creano la squadra migliore in grado di cambiare completamente le dinamiche e i traguardi di una realtà. E lo fanno in maniera ancora più impattante grazie al digitale.</p>
<blockquote><p>Le PR nel tempo sono cambiate molto, a volte questa figura viene scambiata per il Promoter, per il &#8220;vecchio&#8221; PR delle discoteche, per &#8220;lo vedi a colpo d&#8217;occhio che è un PR&#8221; &#8230; ma oggi le People Relations lavorano a beneficio del Business, per l&#8217;accelerazione grazie alla connessione tra persone che insieme possono generare valore aggiunto. Sono Digital PR quelle che creano connessioni tra chi è n grado di potenziare il messaggio e chi ha il prodotto, il servizio, il business giusto per quella audience. Ma c&#8217;è tutto l&#8217;aspetto del redesign dei flussi di comunicazione tra le persone, della comunicazione interna all&#8217;azienda/ente/istituzione; al costruire una redazione interna per i contenuti in grado non solo di produrre i contenuti migliori, ma le strategie migliori per raggiungere gli obiettivi, grazie alla valorizzazione del talento. Diciamo che ciò che serve è una gran bella dose di empatia e la capacità di mettersi sempre in discussione per poter comprendere il punto di vista degli altri e coglierne il meglio.</p></blockquote>
<p>Questo periodo ci ha insegnato molto sull&#8217;importanza delle persone e sull&#8217;interconnessione. Siamo tutti interconnessi, abbiamo tutti bisogno di &#8220;specchi&#8221; nei quali rifletterci e percepirci per migliorarci costantemente. Ci sono momenti in cui si aggiunge e momenti in cui si toglie, alla base però deve esserci sempre consapevolezza e responsabilità nelle scelte che si compiono. Ecco perché da anni promuovo una comunicazione consapevole e responsabile #consapevolmenteconnessi che accompagna nella crescita personale necessaria per poter stare bene con gli altri; che utilizza una comunicazione positiva e genera consapevolezza nell&#8217;uso della parola.</p>
<p>Nelle People Relations è fondamentale lavorare su di noi, perché se non siamo centrati, come possiamo essere un valore per gli altri? Se non ci amiamo come possiamo amare gli altri, in maniera equilibrata? Se non abbiamo autostima come possiamo lavorare in un team apportando energia e non risucchiandola?  E se non ci identifichiamo con delle parole significative, con dei valori, come possiamo essere quella figura di cui hanno bisogno?</p>
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		<title>Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 09:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
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		<category><![CDATA[Percorso di crescita personale del team e della leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digitalizzazione: ovvero fare squadra coesi nel cambiamento il perché delle PR come strategia  Le persone stanno al centro attraverso relazioni significative, questo lo sapevamo. Ce lo ha ricordato questo periodo così complesso, e quotidianamente lo affrontiamo ogni volta che accediamo ad un #social (i numeri parlano chiaro!). Le PR ovvero le People Relations vanno gestite con consapevolezza e il senso di appartenenza e di #faresquadra, va coltivato ogni giorno. Digitalizzazione: il cambiamento parte dalla persona E&#8217; ormai chiaro, anche alle #imprese, che digitalizzazione significa nuovi processi, nuove competenze, nuove strategie, nuove azioni, nuovi flussi di informazioni.  Parliamo di n nuovo sistema squadra coeso, consapevole e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="8dedn-0-0">
<h2 class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dedn-0-0"><span data-offset-key="8dedn-0-0">Digitalizzazione: ovvero fare squadra coesi nel cambiamento il perché delle PR come strategia </span></h2>
<div data-offset-key="8dedn-0-0"></div>
<blockquote>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dedn-0-0"><span data-offset-key="8dedn-0-0"> Le persone stanno al centro attraverso relazioni significative, questo lo sapevamo. Ce lo ha ricordato questo periodo così complesso, e quotidianamente lo affrontiamo ogni volta che accediamo ad un </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="8dedn-1-0"><span data-offset-key="8dedn-1-0">#social</span></span><span data-offset-key="8dedn-2-0"> (i numeri parlano chiaro!). Le PR ovvero le People Relations vanno gestite con consapevolezza e il senso di appartenenza e di #faresquadra, va coltivato ogni giorno.</span></div>
</blockquote>
</div>
<h4 data-offset-key="4uave-0-0">Digitalizzazione: il cambiamento parte dalla persona</h4>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="9q8o1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9q8o1-0-0"><span data-offset-key="9q8o1-0-0">E&#8217; ormai chiaro, anche alle </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="9q8o1-1-0"><span data-offset-key="9q8o1-1-0">#imprese,</span></span><span data-offset-key="9q8o1-2-0"> che digitalizzazione significa nuovi processi, nuove competenze, nuove strategie, nuove azioni, nuovi flussi di informazioni.  <strong>Parliamo di n nuovo sistema squadra</strong> coeso, consapevole e responsabile del percorso che sta intraprendendo.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="eus2p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="eus2p-0-0"><span data-offset-key="eus2p-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="1so16-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1so16-0-0"><span data-offset-key="1so16-0-0">L&#8217;attività di </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-1-0"><span data-offset-key="1so16-1-0">#consulenza</span></span><span data-offset-key="1so16-2-0"> e poi di </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-3-0"><span data-offset-key="1so16-3-0">#formazione</span></span><span data-offset-key="1so16-4-0"> per l&#8217;accompagnamento nella digitalizzazione <strong>parte dal percorso sulle persone, da una revisione della comunicazione, dei flussi, delle informazioni e degli elementi di appartenenza</strong>. Potremmo dire che parte da una </span><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="1so16-5-0"><span data-offset-key="1so16-5-0">#partecipazioneattiva</span></span><span data-offset-key="1so16-6-0"> al centro sulla quale si costruiscono i vari asset. Ma questo meccanismo virtuoso si innesca solo se alla base vi è un desiderio di crescita personale e professionale.</span></div>
</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<h2 data-offset-key="1so16-0-0">Il senso di appartenenza (fare squadra) si coltiva ogni giorno con gli strumenti giusti</h2>
<div data-offset-key="1so16-0-0">L&#8217;errore più comune è dedicarsi all&#8217;identità Corporate come immagine coordinata, senza però avere le fondamenta solide all&#8217;interno. Ci si preoccupa di più se il visual ha coerenza identitaria, se è perfettamente in linea con i colori e le forme, piuttosto che pensare agli elementi di appartenenza per tutto il capitale umano aziendale. Ma l<strong>&#8216;impresa è fatta di persone, di valori, di elementi caratterizzanti, e soprattutto è fatta di senso di appartenenza,</strong> da cui poi derivano l&#8217;orgoglio di essere parte di questa realtà, di questa squadra.</div>
<h4 data-offset-key="1so16-0-0">Se non hai una semantica comune, come pensi di identificarti?</h4>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Mi capita spesso di iniziare una consulenza e rendermi conto che mancano gli elementi principali: la semantica comune (Tassonomia, e dunque il codice comune che &#8220;racconta&#8221; appartenenza), che mancano la condivisione dei valori e del senso di appartenenza, perché &#8220;calato dall&#8217;alto&#8221; come se fosse un &#8220;questo è quanto&#8221;. Ma i tempi sono cambiati, c&#8217;è stata una trasformazione sociale importante, c&#8217;è la scelta, soprattutto nelle nuove generazioni, &#8220;Scelgo questa realtà perché è sostenibile, perché ha dei valori importanti, perché partecipa attivamente nelle cause legate a &#8230;.&#8221;.</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"><strong>Si chiama partecipazione attiva, ed è sempre esistita, ma il web ne ha amplificato la portata e le opportunità.</strong></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Ed ecco che per fare funzionare tutto si deve costruire insieme, si deve essere coesi, si deve condividere dove stiamo andando, come ci stiamo muovendo, in quanto tempo raggiungeremo un traguardo, <strong> e soprattutto, consapevoli che siamo parte di questo percorso comune.</strong></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<blockquote>
<div data-offset-key="1so16-0-0">La comunicazione al centro come strategia di crescita, consapevolezza e responsabilità nella scelta degli strumenti, delle azioni e dei ruoli, ma soprattutto delle parole da utilizzare.</div>
</blockquote>
<h4 data-offset-key="1so16-0-0">Lavorare con le parole e sulle parole allena la mente e l&#8217;empatia del team</h4>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Si chiede di condividere, di essere ambasciatori di ciò che sta avvenendo, senza però dare gli elementi in comune, senza strumenti di appartenenza, senza un senso comune. Non è con: faremo questo e tu farai questo che si costruisce la squadra. Ma è partiamo da questo valore, tu come lo interpreti? Digitalizzazione e fare squadra: una questione di interpretazione e di regole di comportamento, che non sono un&#8217;imposizione ma un codice comune che identifica un senso di appartenenza. <strong>Quali parole ci rappresentano? Quali parole invece dobbiamo evitare perché particolarmente rischiose nell&#8217;interpretazione?  </strong>Costruire un Semantics Guide Manual è sempre impegnativo, ma indispensabile per moltissime attività e soprattutto è la base di un senso di appartenenza consapevole e responsabile.</div>
<div data-offset-key="1so16-0-0"></div>
<div data-offset-key="1so16-0-0">Faccio sempre svolgere un esercizio sulle parole identitarie all&#8217;interno dei team. L&#8217;obiettivo è quello di identificare le parole più rappresentative e il loro percepito. Il risultato è straordinario, ma soprattutto davvero efficace per la base della comunicazione. Se stai pensando che si perde tempo, non è così. Anzi, non solo si recupera una parte molto importante su cui costruire la comunicazione, ma si coinvolge il team nella costruzione dell&#8217;identità. Partecipare significa essere parte attiva di, e dunque esserci anche in caso di crisi.  <strong>Prova a pensare al danno economico se la tua reputazione venisse messa in discussione e il tuo team non sapesse come reagire, o rispondere in maniera coerente.</strong></div>
<h3 data-offset-key="1so16-0-0">#Faresquadra nel cambiamento: l&#8217;approccio necessario alla digitalizzazione</h3>
<h5 style="text-align: center;">Qual è il suono di una sola mano che applaude?<br />
(Koan Zen)</h5>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="a57b0-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a57b0-0-0"><span data-offset-key="a57b0-0-0">Digitalizzazione e fare squadra: c&#8217;è un aspetto importante, che molto spesso viene sottovalutato, ovvero l&#8217;impatto di stress legato alla reticenza al cambiamento.</span></div>
<div data-offset-key="a57b0-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="a7k19" data-offset-key="act8u-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="act8u-0-0"><span data-offset-key="act8u-0-0">Non si può generalizzare ma ogni organizzazione ha le proprie dinamiche, e soprattutto le proprie emozioni da gestire. <strong>L&#8217;intelligenza emotiva è alla base di una leadership consapevole </strong>e dunque, la consapevolezza delle emozioni, delle reazioni, e il supporto nel prenderne consapevolezza sono fondamentali.</span></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">A questo proposito <strong>delle ottime letture provengono da Giorgio Nardone</strong>, psicologo e psicoterapeuta che, <a href="https://www.ibs.it/cambiamento-strategico-come-far-cambiare-libro-giorgio-nardone-roberta-milanese/e/9788868337995?lgw_code=1122-B9788868337995&amp;gclid=Cj0KCQiA6Or_BRC_ARIsAPzuer9bqufnjXI6OZe9uvYOqmphzH4d74MmP1REMM0f7qm3kH2dqtNmGLIaAkDMEALw_wcB">con i suoi volumi, ci accompagna in un percorso sempre molto efficace. </a></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">Il #Faresquadra è un tema che abbiamo affrontato anche con <a href="http://www.emergenza24.org"><strong>Emergenza24</strong></a>, durante gli Stati Generali sulla Comunicazione di Emergenza, focalizzandoci sul perché oggi è fondamentale fare squadra offline e online, in una società che dialoga, conversa e costruisce il proprio pensiero attraverso l&#8217;integrazione di fisico e virtuale.</div>
</div>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<blockquote>
<div data-offset-key="act8u-0-0">La capacità di costruire relazioni significative, connessioni consapevoli; il sapere come rafforzarle ogni giorno attraverso un senso di appartenenza; la costruzione di Comunità consapevoli e responsabili oggi diventano competenze non solo strategiche, ma necessarie.</div>
</blockquote>
<h4 data-offset-key="act8u-0-0">Esercizio di consapevolezza sul senso di appartenenza</h4>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<div data-offset-key="act8u-0-0">Affrontare il cambiamento, soprattutto nel percorso di digitalizzazione,  attraverso gli strumenti giusti, le competenze e le strategie migliori è dunque oggi più che mai necessario. Ti lascio con qualche nota, estrapolata dai documenti che utilizzo nelle consulenze e nella formazione, ovvero una serie di domande che vengono somministrate durante i colloqui individuali e il laboratorio di comunicazione per i vari settori (ne ho scelte 8 dal questionario completo):</div>
<div data-offset-key="act8u-0-0"></div>
<ul>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali sono le parole che identificano ciò che siete e ciò che fate? Elencatele nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Sono parole che fanno parte della semantica comune o ci sono varianti? Elencate le varianti nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali sono i valori che rappresentano l&#8217;azienda/ente/istituzioni di cui fate parte? Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali di questi valori vi rappresentano maggiormente?  Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Quali valori vorreste aggiungere per sentirvi rappresentati appieno? Elencate i valori nello spazio preposto nei fogli che avete a disposizione.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">I valori mancanti potrebbero essere inseriti nelle dinamiche che appartengono all&#8217;identità dell&#8217;azienda/ente/istituzioni o ci sono degli aspetti che non potrebbero coesistere? In questo caso perché? Inserite queste considerazioni nello spazio Note in Consapevolezza</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Mi sento parte di questa azienda/ente/istituzione perché &#8230;. Inserite le motivazioni nello spazio apposito.</li>
<li data-offset-key="act8u-0-0">Sono orgoglioso di essere parte di questa azienda/ente/istituzione perché &#8230;. Inserite le motivazioni nello spazio apposito.</li>
</ul>
<p>Riflettere su questi aspetti è utile, confrontarsi con i colleghi fondamentale. Una buona leadership è consapevole quando conosce ciò che caratterizza il senso di appartenenza e quando da conversazioni, confronti e riflessioni, dà avvio alla partecipazione attiva attorno alle linee guida identificate. Se vuoi qualche consiglio di lettura non esitare a contattarmi, se pensi di avere bisogno di me per una consulenza o un percorso di formazione, oppure per fare l&#8217;analisi della tua comunicazione, non esitare a contattarmi info@netlifesrl.com.</p>
<p>==========================</p>
<p>Spero di esserti stata utile anche con questa risorsa, se vuoi scoprire qualcosa in più <strong><a href="https://www.francescaanzalone.it/biografia-francesca-anzalone/">su di me e la mia professione </a> </strong></p>
<p>Se l’argomento ti ha appassionat* e vuoi scoprire di più, oltre a navigare il Blog, dove troverai più di 500 articoli gratuiti, ti invito a leggere il mio libro <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8820377527?ref=exp_francescaanzalone_dp_vv_d">Ufficio stampa e Digital PR la nuova comunicazione </a> dove troverai scehde di lavoro, indicazioni pratiche e tutto quello che ti serve sapere per costruire al meglio la tua immagine.</strong></p>
<p>Sui miei canali social troverai anche dei video, seguimi su <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/francescaanzalone/">LinkedIn</a>, <a href="https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager">Facebook Page Francesca Anzalone PR Manager</a> e <a href="https://www.instagram.com/francescaanzalone">Instagram</a></strong> dove spesso posto anche storie tutorial di comunicazione.  E se ti servono consigli di lettura, <strong><a href="https://www.amazon.it/shop/francescaanzalone?listId=398QXGES9535J">ti lascio la mia vetrina su Amazon</a> – LIBRI</strong></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/digitalizzazione-fare-squadra/">Digitalizzazione: fare squadra coesi nel cambiamento, il perché delle People Relations come strategia</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>PR people relations ovvero connessioni profonde e fiducia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2020 10:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSAPEVOLMENTE CONNESSI]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[connessioni significative]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita professionale]]></category>
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		<category><![CDATA[people relations]]></category>
		<category><![CDATA[PR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PR (People Relations) ovvero connettersi profondamente con le persone per generare fiducia consapevolmente connessi PR People Relations, persone al centro di connessioni profonde in grado di generare fiducia. Questo l&#8217;obiettivo in ambito personale e professionale al quale dobbiamo ambire, soprattutto adesso che ci troviamo in una situazione particolarmente complessa di forte pressione psicologica. E in particolar modo nell&#8217;ambito della formazione con le Comunità di apprendimento e nella costruzione di  quelle di pratica aziendali. Alla base delle PR (People Relations) come connessioni significative, l&#8217;ascolto Ascoltare gli altri per comprendere il loro stato emotivo, per supportarli nel bisogno, per generare fiducia. Questo sicuramente uno degli obiettivi che ci</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-people-relations-ovvero-connessioni-profonde/">PR people relations ovvero connessioni profonde e fiducia</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>PR (People Relations) ovvero connettersi profondamente con le persone per generare fiducia consapevolmente connessi</h1>
<p>PR People Relations, persone al centro di connessioni profonde in grado di generare fiducia. Questo l&#8217;obiettivo in ambito personale e professionale al quale dobbiamo ambire, soprattutto adesso che ci troviamo in una situazione particolarmente complessa di forte pressione psicologica. E in particolar modo nell&#8217;ambito della formazione con le <strong>Comunità di apprendimento</strong> e nella costruzione di  quelle<b> di pratica</b> aziendali.</p>
<h4>Alla base delle PR (People Relations) come connessioni significative, l&#8217;ascolto</h4>
<p>Ascoltare gli altri per comprendere il loro stato emotivo, per supportarli nel bisogno, per generare fiducia. Questo sicuramente uno degli obiettivi che ci dobbiamo prefissare sia in ambito personale che professionale. Al centro la <strong>fiducia</strong>, quell&#8217;aspetto centrale che ci permette di proseguire con energia e entusiasmo.  Generare fiducia nel futuro, nel nostro prossimo, nelle relazioni, nella società che ci circonda, nei colleghi, nel management deve essere uno degli obiettivi principali della nostra comunicazione.</p>
<blockquote><p>Mi ha fatto credere in me. Grazie per la fiducia che ci ha dato. E&#8217; bello pensare che ci siano persone che hanno fiducia in noi. Queste le frasi che mi sento ripetere più spesso dai giovani. Ma perché questa rassegnazione? Perché questa paura di sbagliare? Perché questa poca autostima? Me lo sono chiesta spesso e soprattutto l&#8217;ho chiesto nei messaggi, nelle chat, durante le lezioni, gli incontri (quando avvenivano ancora in presenza) e la risposta è che vi sono sempre meno occasioni per confrontarsi. Manca il tempo, si devono condividere nozioni. Ma la riflessione è: tutte queste nozioni sono davvero necessarie se poi mancano le competenze legate all&#8217;intelligenza emotiva? Alla capacità di fare squadra? Alla visione della crescita, della fiducia e del generare energia positiva? Servono davvero le parole complesse di una microlingua professionale se non abbiamo parole in grado di connettere profondamente le persone?</p></blockquote>
<p>Abbiamo tutti bisogno di crescere e di sperimentare il cambiamento con fiducia. <strong>Dobbiamo prepararci in maniera consapevole e responsabile ad una trasformazione costante sociale</strong> e non possiamo farlo senza gli strumenti giusti: le connessioni profonde.</p>
<blockquote><p>Con le sue parole ci ha aiutati, supportati, ci ha fatto credere in noi; ma soprattutto ci ha permesso di sperimentare quanto sia importante e arricchente il confronto.</p></blockquote>
<h4>Questione di energia positiva che fluisce in maniera dialogica tra le persone</h4>
<p>Continuano a risuonare nella mia mente queste parole, prima del &#8220;Termina la sessione&#8221;,  E&#8217; difficile interrompere quando c&#8217;è energia, lo sanno bene i bambini quando giocano, non smetterebbero mai, &#8220;ancora un minuto, per favore&#8221;. Lo sanno gli innamorati che non smettono di baciarsi e di desiderare che quel momento non finisca. <strong>E&#8217; l&#8217;energia positiva,  la spinta, quell&#8217;energia che ci fa vivere con fiducia perché ci sentiamo bene.</strong> E allora perché non diventare promotori di energia positiva e fiducia nelle attività di formazione? in quelle di aggiornamento? nella nostra quotidianità con la comunità con cui condividiamo le giornate? Perché non costruire queste relazioni profonde nell&#8217;ambiente di lavoro in cui trascorriamo gran parte della nostra giornata? E perché non insegnarlo ai figli con grande coinvolgimento, invece di renderli iper critici e giudicanti?</p>
<h4>People Relations: connessioni</h4>
<p>Ti lascio con qualche spunto di riflessione e consiglio. Costruire relazioni significative significa:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>Essere in sintonia prima di tutto con noi stessi</strong>. Un obiettivo da raggiungere per il nostro bene e per quello di chi ci circonda. Migliora le relazioni e le rende significative. Quando siamo in sintonia con noi stessi siamo centrati, e quindi si elimina quel bisogno negativo di trovare difetti negli altri. Evitate di cercare negli altri comportamenti che per voi paiono errati. E&#8217; importante allenare la classe in questo e, naturalmente anche il team di lavoro.</li>
<li><strong>Parlarci nel modo migliore. </strong>Le parole sono esattamente la proiezione di ciò che siamo e di ciò che vediamo. Perché si evitano certe persone? Perché non fanno altro che trovare difetti negli altri, perché cercano il negativo ovunque, perché giudicano in continuazione, pensando di essere migliori. Usano le parole non per generare energia, ma per &#8220;asfissiare&#8221; con &#8220;se io fossi in te farei così&#8221; &#8220;io non mi permetterei mai di fare questa cosa&#8221; &#8220;io sarei stata più rispettosa&#8221; &#8230; e così via, e poi si ritrovano in una vita &#8220;isolata&#8221;. Utilizzare le parole giuste con noi stessi è il primo passo per utilizzare le parole giuste con gli altri. Impariamo ad utilizzare un vocabolario e un modo di comunicare nuovo..</li>
<li><strong>Usare le parole giuste e l&#8217;attenzione giusta</strong>, Non solo le parole &#8220;pesate e valutate con grande consapevolezza&#8221; ma anche l&#8217;attenzione e dunque l&#8217;ascolto attivo che i nostri interlocutori meritano. Un ascolto che non è attento per cogliere difetti e criticità, ma un ascolto empatico che entra in sintonia e costruisce una relazione significativa. Allenarsi ad ascoltare gli altri è fondamentale, a eliminare quella voglia che certe persone hanno di diventare i protagonisti della conversazione e di dire ciò che farebbero, ritenendolo migliore; magari frutto di una migliore educazione; di  studi più approfonditi o altro. Impariamo il rispetto per l&#8217;altro.</li>
<li><strong>Coinvolgere gli altri attraverso un linguaggio positivo, inclusivo, accogliente.  </strong>Parola chiave: coinvolgere, fare sentire ciascuno parte di una realtà più o meno allargata. Iniziamo dal piccolo e allarghiamo le cerchie costantemente. Non possiamo pensare di metterci su un piedistallo e di &#8220;essere arrivati&#8221;. Ricordiamoci che tutti abbiamo bisogno di crescere in maniera costante, abbiamo bisogno di formazione permanente e dunque, mettiamoci in gioco insieme.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Lavorare sull&#8217;ascolto è dunque fondamentale, investire tempo, energie e azioni è doveroso. Ma l&#8217;arte di connetterci che possiamo allenare quotidianamente con grande determinazione è anche la capacità di gestire i conflitti e le situazioni di crisi.</p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/pr-people-relations-ovvero-connessioni-profonde/">PR people relations ovvero connessioni profonde e fiducia</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le persone sensibili sanno dire no, da applicare anche nel Personal Branding e nelle PR &#8211; lettura consigliata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 15:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONTENT MARKETING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le persone sensibili sanno dire no di Rolf Sellin Affrontare le esigenze degli altri senza dimenticare se stessi è un ottimo volume-guida da applicare anche in percorsi di personal branding e PR. Porsi dei limiti! fondamentale per qualsiasi attività, ma come? A volte è più facile a dirsi che a farsi. E soprattutto capita spesso che in un percorso di accompagnamento alla costruzione del Personal Branding si evidenzino mancanze di spazi ben definiti Lavorare nella costruzione dell&#8217;immagine pubblica, accompagnare in un percorso di comunicazione integrata significa approfondire gli aspetti della comunicazione verbale e non verbale, quest&#8217;ultima chiaro esempio di consapevolezza del sé e dell&#8217;uso degli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/lepersonesensibilisannodireno.jpeg"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2670" src="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/lepersonesensibilisannodireno-194x300.jpeg?resize=194%2C300" alt="Le persone sensibili sanno dire no di Rolf Sellin - a supporto del personal branding e delle pr" width="194" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/lepersonesensibilisannodireno.jpeg?resize=194%2C300&amp;ssl=1 194w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/lepersonesensibilisannodireno.jpeg?w=640&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></h1>
<h1>Le persone sensibili sanno dire no di Rolf Sellin</h1>
<p>Affrontare le esigenze degli altri senza dimenticare se stessi è un ottimo volume-guida da applicare anche in percorsi di personal branding e PR.</p>
<blockquote><p>Porsi dei limiti! fondamentale per qualsiasi attività, ma come? A volte è più facile a dirsi che a farsi. E soprattutto capita spesso che in un percorso di accompagnamento alla costruzione del Personal Branding si evidenzino mancanze di spazi ben definiti</p></blockquote>
<p>Lavorare nella costruzione dell&#8217;immagine pubblica, accompagnare in un percorso di comunicazione integrata significa approfondire gli aspetti della comunicazione verbale e non verbale, quest&#8217;ultima chiaro esempio di consapevolezza del sé e dell&#8217;uso degli spazi. In quale spazio ti muovi, come ti muovi, quali segnali stai mandando sono solo alcuni degli aspetti che vengono trattati in un percorso di accompagnamento dedicato al personal branding. Come identifichi la giusta distanza tra te e gli altri? In che maniera verifichi il tuo &#8220;qui e ora&#8221;? E soprattutto il tuo &#8220;fin qui ma non oltre!&#8221;? Hai mai pensato che i limiti e i confini sono il tuo territorio da proteggere che definisci in base alle tue idee, del quale sei responsabile e nel quale vuoi agire in piena autonomia? Dunque le linee di confine non solo segnano il nostro spazio, ma anche dove comincia il mondo esterno. Ed è esattamente lì che si decide se riusciranno o meno a condizionarci, se permetteremo agli altri di prevaricare o di indebolire le nostre energie.</p>
<p>Il volume Le persone sensibili sanno dire no di Rolf Sellin supporta in questo percorso di consapevolezza. Sellin propone metodi concreti e di comprovata efficacia ricordando che &#8220;Buone recinzioni fanno buoni vicini&#8221;. Un supporto nelle nostre abitudini, un allenamento a dire no, che serve a noi ma spesso anche agli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Se vuoi acquistare il volume con il mio codice clicca sull&#8217;immagine</h2>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=tf_til&amp;t=francescaanza-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=8807886979&amp;linkId=ccfe61b0e6893d5b655c1a20861597e2&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"><br />
</iframe></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/le-persone-sensibili-sanno-dire-no/">Le persone sensibili sanno dire no, da applicare anche nel Personal Branding e nelle PR – lettura consigliata</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I 6 pilastri dell&#8217;autostima, da applicare anche nel Personal Branding e nelle PR &#8211; lettura consigliata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Anzalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 13:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSULENZE E VALUTAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[WEBINAR E FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[WHY and HOW]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[PR]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sei pilastri dell&#8217;autostima non deve mancare nella biblioteca aziendale Che ruolo giocano gli altri nell&#8217;influenzare l&#8217;autostima? Che importanza ha l&#8217;autostima nella costruzione delle relazioni efficaci per il business? Perché l&#8217;autostima supporta le scelte? Viviamo nell&#8217;era della scelta consapevole Viviamo nell&#8217;era della scelta consapevole, queste le parole di T. George Harris, che fotografano una società caratterizzata da scelte dalle più semplici alle più complesse.  E già in questa frase si racchiude una importantissima riflessione. Dal cibo agli abiti, dal make up al luogo dove trascorrere una serata (che può variare dalla palestra al ristorante, allo show room aperto appositamente, ad una visita al museo a</p>
<p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/i-6-pilastri-dellautostima/">I 6 pilastri dell’autostima, da applicare anche nel Personal Branding e nelle PR – lettura consigliata</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/i-sei-pilastri-dellautostima.jpg"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2636" src="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/i-sei-pilastri-dellautostima-197x300.jpg?resize=197%2C300" alt="i sei pilastri dell'autostima" width="197" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/i-sei-pilastri-dellautostima.jpg?resize=197%2C300&amp;ssl=1 197w, https://i0.wp.com/www.francescaanzalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/i-sei-pilastri-dellautostima.jpg?w=221&amp;ssl=1 221w" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" /></a></h1>
<h1>I sei pilastri dell&#8217;autostima non deve mancare nella biblioteca aziendale</h1>
<blockquote><p>Che ruolo giocano gli altri nell&#8217;influenzare l&#8217;autostima? Che importanza ha l&#8217;autostima nella costruzione delle relazioni efficaci per il business? Perché l&#8217;autostima supporta le scelte?</p></blockquote>
<h2><strong>Viviamo nell&#8217;era della scelta consapevole</strong></h2>
<p>Viviamo nell&#8217;era della scelta consapevole, queste le parole di T. George Harris, che fotografano una società caratterizzata da scelte dalle più semplici alle più complesse.  E già in questa frase si racchiude una importantissima riflessione. Dal cibo agli abiti, dal make up al luogo dove trascorrere una serata (che può variare dalla palestra al ristorante, allo show room aperto appositamente, ad una visita al museo a porte chiuse) fino ad una decisione strategica imprenditoriale, ma non solo, le nostre giornate sono caratterizzate da scelte e con queste da responsabilità.  Le nostre scelte determinano il senso di efficacia, il rispetto di sé e il sentirsi adeguati alle situazioni, dunque fondamentale la consapevolezza.</p>
<p>Dal Personal Branding alle PR è sempre questione di comunicazione, e nel caso specifico di <strong>responsabilità della comunicazione. </strong>Ho comunicato correttamente? Sono stato sufficientemente chiaro, preciso e puntuale? Ho focalizzato l&#8217;attenzione sul messaggio? Più sono chiaro e diretto maggiore è la facilità di comprensione del messaggio.</p>
<blockquote><p>Il percorso che si intraprende è sempre una scelta a cui si sommano le responsabilità e una costante valutazione/autovalutazione. Quanto contano le scelte sulla percezione del sé? Quanto gli obiettivi raggiunti?</p></blockquote>
<p>Per chi già mi conosce la parola consapevolezza sa essere una chiave del mio vocabolario. Consapevolezza significa essere pienamente presenti nel qui e ora, nelle scelte, nelle opportunità, nello scenario. Ma soprattutto significa responsabilità. Questo volume è un ottimo manuale per affrontare le tematiche e per comprendere anche la loro contestualizzazione a livello comunicativo e nelle relazioni. Un manuale che non deve assolutamente mancare in un percorso di Personal Branding e di PR.</p>
<h3><strong>Il volume</strong></h3>
<p><strong>I sei pilastri dell&#8217;autostima di Nathaniel Branden, Edizioni TEA</strong></p>
<h3>Perché lo consiglio e a chi</h3>
<p>Un manuale che consiglio a tutti, e nello specifico del percorso di Personal Branding di imprenditori e di PR perché offre una serie di spunti di riflessione, casi pratici di applicazione e una guida alla consapevolezza di come gestire la comunicazione e le relazioni (team) in maniera efficace. Si parla di modelli di consapevolezza, responsabilità e integrità; di esempi virtuosi da seguire, di coerenza e di capacità di gestione dei conflitti. Si parla di strategie e strumenti da adottare in caso di situazioni di difficoltà e di aspetti di valorizzazione del talento.</p>
<h3>Ti lascio il link del volume su Amazon con il mio codice di acquisto</h3>
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</iframe></p><p>The post <a href="https://www.francescaanzalone.it/i-6-pilastri-dellautostima/">I 6 pilastri dell’autostima, da applicare anche nel Personal Branding e nelle PR – lettura consigliata</a> first appeared on <a href="https://www.francescaanzalone.it">Francesca Anzalone - Reputation Strategist</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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